22 gennaio 2019

Il mio capolavoro - Gastón Duprat


La distribuzione di Movie Inspired (distributore torinese) ha fatto sì che "Il mio capolavoro" (Mi Obra Maestra) arrivasse in sala (a Torino) una settimana prima dell'uscita ufficiale del 24 gennaio. E giovedì sera, allo spettacolo delle 18.30, in una sala abbastanza deserta, sua bionditudine ed io l'abbiamo visto.

Di Gaston Duprat avevo avuto modo di apprezzare il precedente Il cittadino illustre, e così ho pensato che sarei andata abbastanza sul sicuro. Ed effettivamente non sbagliavo. Il mio capolavoro è una commedia "nera" e divertente, sul mondo dell'arte e le sue sfaccettature. I protagonisti sono Arturo, voce narrante all'inizio e alla fine della pellicola ed il suo amico Renzo.


Siamo a Buenos Aires, dove Arturo è il proprietario di una galleria d'arte, e Renzo è un pittore che ha avuto fortuna negli anni 80 mentre adesso non riesce a vendere un quadro, nonostante Arturo, che per amicizia continua ad esporre le sue opere, ci provi in ogni modo.


Il declino artistico di Renzo è causato in buona parte dal suo carattere scorbutico. Ogni occasione è buona per insultare qualcuno. Non dà alcun valore al denaro ed infatti è povero in canna, vive nell'indigenza e a breve verrà sfrattato.
Quando Arturo riesce a procurargli un "ingaggio", ovvero dipingere un'opera per un'importante società cittadina, Renzo ovviamente si incazza, in quanto non lavora su commissione. Arturo prova a convincerlo facendo leva sul fatto che è pieno di debiti, e Renzo alla fine accetta. Quando il gallerista si reca a casa del pittore per vedere l'opera, il risultato lo soddisfa. Ma Renzo gli dice che potrà farla ritirare soltanto il giorno dopo, in quanto dev'essere ancora ultimata.
E, al momento dell'inaugurazione, quando viene tolto il telo di copertura, scopriamo come Renzo ha deciso di completare l'opera.




Dopo questo piccolo inconveniente, Arturo decide che non vuole più saperne di Renzo, perché quello che ha fatto è davvero imperdonabile, e abbandona l'amico al suo destino.
Ma, siccome il destino, come sappiamo tutti, è cinico e baro, Renzo dopo pochi giorni rimane vittima di un incidente stradale e le sue condizioni sembrano molto gravi. Arturo a questo punto torna sui suoi passi e decide di trasferire Renzo in una clinica privata, perché abbia tutte le cure necessarie nei giorni che gli restano da vivere.
E non vi racconto altro, perché è difficile parlare de Il mio capolavoro senza incappare nello spoiler, quindi mi astengo. 

paesaggi mozzafiato? ci sono anche quelli.

Il mio capolavoro è un film sull'amicizia più che sull'arte, che anzi, viene descritta come effimera e per pochi appassionati ed addetti ai lavori, e Duprat dipinge un mondo in cui nonostante tutto, i rapporti umani contano più di ogni altra cosa. 
Gli interpreti, famosi in patria e pressoché sconosciuti da noi, sono Luis Brandoni nel ruolo di Renzo e Guillermo Francella (*) nel ruolo di Arturo e sono bravi e convincenti nel dare vita a due personaggi diversissimi tra loro, ma complementari.


(*) Guillermo Francella era Arquimedes Puccio ne "il clan" di Pablo Trapero, Leone d'argento a Venezia nel 2015

4 commenti:

  1. Ancora sono arrabbiata con la programmazione veneziana per aver messo questo film durante la Mostra in una sala minuscola e nell'unico giorno in cui non c'era altro da vedere. Ovviamente non sono riuscita ad entrare, come altre centinaia di persone in fila. Spero di rifarmi perchè Il cittadino illustre lo avevo adorato, incrocio le dita per una distribuzione amica anche qui :)

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  2. Oggi primo giorno di programmazione qui da noi, il pubblico esce dalla sala entusiasta! Mi toccherà vederlo per forza :)

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