18 gennaio 2021

Il proposito del 2021

... ovvero iniziare, ma soprattutto finire, una serie TV. Ce la farà la Poison?

(non ce la fa, non ce la fa)

Come è noto a tutti, avendo la soglia di attenzione di un pesce rosso, io non guardo serie. Ci provo, ma è più forte di me, non ce la faccio. Scatta qualcosa per cui io dopo un po’ mi annoio. Ok, ci sono state sporadiche eccezioni. La prima stagione di True Detective, ad esempio, che rimane LA SERIE con la S maiuscola. Poi ho anche visto per intero Don’t trust the B**** in apartment 23, e nientemeno che Derry Girls, ma mi piace vincere facile, qua ogni episodio dura un quarto d’ora, e quindi forse non vale.  

Orange is the new black. Bella, figa, wow. E son stata pure brava, ne ho visto tipo 4 stagioni. Poi è morta Poussey. E con lei la mia voglia di proseguire nella la visione.

La casa di carta. Ne parlano tutti così bene, sarò mica l’unica stronza che non la guarda? Ho iniziato, e mi sono rotta i coglioni dopo 15 minuti. Mai più ritentato.

The Crown. Fatta benissimo, girata da dio, mi piace davvero tanto. Guardo tutta la prima stagione. Inizio la seconda. Inizio la seconda. Inizio la seconda. E sono ancora lì.

Peaky Blinders. Piace alla Sassu, Scanzi l’adora, c’è Nick Cave nella colonna sonora… e niente. Vedi a La casa di carta.

La regina degli scacchi. Oh, wow. La piccola orfanella nonché ragazzina geniale che impara a giocare a scacchi vedendo le partite nella sua mente mentre è impasticcata. Bella. Ok. Ne guardo tre episodi, di scacchi continuo a non capire una sega. Forse forse potrei riuscire a vederla tutta.

L’Alligatore. Ho adorato e divorato tutti i romanzi di Massimo Carlotto con Marco Buratti protagonista, c’è Valeria Solarino, e io amo Valeria Solarino. Il tizio che interpreta Buratti non fa nemmeno schifo. OK, poi c’è Rossini che sembra il milanese imbruttito e io me l’ero immaginato alto e affascinante, una via di mezzo tra Burt Reynolds ed Omar Sharif, per dire. Ma, a parte questo, e mi perdonino i veneti, i parla tutti come dei mona, compreso l’imbruttito, e un po’ ti cadono le palle. Però l’ambientazione è figa, è il Veneto ma sembra la Louisiana, e la colonna sonora, di Teho Teardo, non è niente male. Magari prima o poi la finisco.

Lupin. Questa l’ho iniziata ieri. È francese, una stagione sola, 10 episodi. Pro: è interpretata da Omar Sy. Omar Sy è un tronco d’ebano che insomma, ci siamo capiti. Contro: è francese, appunto. Detto ciò io li sento i puristi di sta fava sussurrare: “Eh, ma parbleu, non puoi fave intevpretave Avsenio Lupin a un neg(v)o, Lupin è fvancese!”. Esattamente come Omar Sy.