24 agosto 2017

Atomica bionda

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Poi non dite che non ve l'avevo detto, ok?


Allora. 
Ho visto Atomica Bionda, dove la bionda atomica del titolo (e mai descrizione fu più azzeccata), nello specifico, è Charlize Theron. Che ci volete fare, noi nate il 7 agosto abbiamo questa maledizione, di essere fighe fighe in modo assurdo. 
Come? io non sono figa nemmeno chiusa in un armadio in una stanza buia? Eh, vabbè, anche voi, come la fate lunga! 
A parte gli scherzi, l'unica cosa che ho in comune con la Theron è il compleanno, anche perché, e so di darvi una notizia abbastanza sconvolgente, non so recitare. 
Detto ciò, Atomica Bionda è una spy story di mazzate. Ben date. Molto ben date. 
In alcuni punti il film ricorda (ombrelli neri, pulitori, bla bla bla) John Wick (il primo ovviamente, perchè il secondo - diciamocelo - è un film totalmente inutile che a malapena ricordo) e questo grazie al fatto che il regista (David Leitch) del primo Johm Wick era codirettore, anche se non accreditato. E, lasciatemelo dire, ma la mano si vede. In quanto stuntman ed esperto di arti marziali sembra quasi che i combattimenti abbiano una coreografia precisa ed elegante. Vuoi anche perché la bionda è elegante di suo, e combatte abbigliata come fosse reduce dalla Milano Fashion Week. 



Comunque. Siamo a Berlino, nei giorni immediatamente precedenti alla caduta del muro, e il film inizia con l'inseguimento di un uomo che viene freddato con un colpo in testa e lanciato nelle acque dello Sprea. La scena si sposta negli uffici dell'MI6, dove l'agente Lorraine Broughton, tumefatta e con un occhio nero si sta sottoponendo ad un interrogatorio.a cui partecipa anche un pezzo abbastanza grosso della CIA. Scopriamo così che il morto ammazzato era un agente del MI6  a cui è stata sottratta LA LISTA. Che non è quella della spesa, ma un elenco dettagliato di tutte le spie sul campo, compresi i doppio/triplo/quadro/pentagiochisti. E se quella lista dovesse finire in mani nemiche (leggi KGB, perché il muro è ancora su, e anche la guerra fredda non si è ancora intiepidita) sarebbe una traggedia. E chi mandiamo a Berlino a recuperare la lista? Ma che domande, la Broughton. Quindi il film flashbecca alla settimana precedente, dall'arrivo di Lorraine in aeroporto fino al momento in cui viene convocata nella stanza in cui l'abbiamo vista all'inizio. Nel frattempo saranno passate quasi 2 ore, lei avrà avuto il tempo di fare un tot di bagni nella vasca piena di cubetti di ghiaccio, perculare l'agente di zona Percival (James McAvoy, ambiguo il giusto), farsi l'agente dei servizi segreti francesi Delphine (Sofia Boutella), oltre a corcare di mazzate un tot di persone.E poi. No, niente, dai. Non vi spoilero il finale.
Nel cast, oltre ai già citati McAvoy e Bourella ci sono John Goodman (il pezzo grosso della CIA) e Bill Skarsgård (fratellino di Alexander).

Aggiungo che il film si apre sulle note martellanti di Blue Monday, e che la colonna sonora, che ci riporta negli anni 80 è uno spettacolo:

Blue Monday ’88 – New Order
Blue Monday – Health
Sweet Dreams (Are Made of This) – Eurytmics
Under Pressure – Queen and David Bowie
Cat People (putting Out Fire) – David Bowie
Father Figure – George Michael
Behind the Wheel – Depeche Mode
I Ran (So Far Away) – A Flock of Seagulls
London Calling – The Clash
Voices Carry – ‘Til Tuesday
Fight the Power – Public Enemy
As Time Goes By – Michael Pernell
The Politics of Dancing – Re-Flex
Cities in Dust – Siouxsie and the Banshees
Major Tom (Vollig Losgelost) – Peter Schiling
99 Luftballons – Nena
Der Komissar – After the Fire
Kack Zukunft – AuSSchlag


21 agosto 2017

ferie d'agosto

Ebbene sì, anch'io sono stata in ferie la settimana scorsa. Non è stata una mia scelta, ma l'ufficio ha chiuso, e quindi non potevo entrare. E no, non sono andata da nessuna parte, se non al cinema, Approfittando di una rassegna, sua bionditudine ed io abbiamo recuperato alcuni titoli persi in stagione, tra gli altri In viaggio con Jaqueline, Sing Street, The Founder, più alcuni titoli più datati, come Potiche e Janis. 
In breve, ho trovato molto teneri sia In viaggio con Jaqueline che Sing Street. Il primo parla di un contadino algerino che alleva con amore la sua mucca - Jaqueline - e sogna di portarla all'esposizione dell'agricoltura a Parigi. Viene invitato e si mette in viaggio, a piedi, dall'Algeria a Parigi. Nulla di nuovo e/o sconvolgente, ma davvero tenero e carino. E Jaqueline è bellissima. 
Sing Street è un tuffo nostalgico negli anni 80, quando in Irlanda un ragazzino sfigato decide, per conquistare una ragazza, di mettere su un gruppo, ispirandosi alle band che stanno emergendo in quegli anni, dai Duran Duran ai Cure. 
The Founder è interpretato da Michael Keaton, che io detesto da... direi sempre. Sarà anche un bravo attore, non discuto, ma trovo che abbia una faccia da cazzo senza eguali. Per dire, nemmeno Nicolas Cage mi sta così sui coglioni. Detto ciò, il film di John Lee Hancock racconta di come Ray Kroc, mentre sta lavorando senza troppa fortuna come rappresentante di frullatori, incontra i fratelli McDonald, che a San Bernardino hanno aperto un ristorante con un'innovativo sistema di preparazione e distribuzione del cibo. Folgorato da quella visita decide di entrare in società con i due fratelli, finendo per sottrargli anche l'uso del nome. Uomo senza scrupoli, sicuramente lungimirante nel vedere le potenzialità del progetto creato dai due fratelli, a cui non interessava espandersi, ma semplicemente far bene il loro lavoro servendo cibo di qualità, cosa che a Kroc non sembrava interessare minimamente, riuscì a creare un impero grazie anche alla buona fede di Richard e Maurice McDonald, che non si videro mai riconoscere la percentuale sui diritti relativi all'uso del nome. Non so quanto il film sia romanzato, ma nella finzione i due fratelli sembrano davvero due persone tanto brave quanto ingenue. E mi hanno fatto tanta pena. 

Ma, in questo agosto fortunatamente e piacevolmente ancora caldo, c'è stato spazio anche per le nuove uscite, ovvero The Dark Tower. Ok, l'ho visto una settimana dopo, ma attendevo che uscisse in v.o., e il Centrale, come sempre, mi ha accontentata. 
Premessa: ho letto un sacco di Stephen King, ho letto anche i romanzi scritti con lo pseudonimo di Richard Bachman, poi, improvvisamente, senza nessun motivo, ho smesso di comprare i suoi romanzi, da Cuori in Atlantide in poi.
Della serie della Torre Nera avevo i tre primi volumi (di ventordici otto), ovvero L'ultimo cavaliere, Terre desolate, La chiamata dei tre. Ecco, questi non li ho mai mai mai letti. Quindi, nonostante del film di  Nikolaj Arcel - da queste parti molto apprezzato per quel Royal Affair di qualche anno fa - avessi letto maluccio più o meno ovunque, ho affrontato la visione incredibilmente scevra da ogni pregiudizio, ma, soprattutto, non sapendo una beata minchia della storia.
E quindi non so nemmeno se questo film sia il primo di una serie o se sia un film a sé stante che lo vedi e finisce lì. Diciamo che se da 8 volumi mi esci un film di 1 ora e 35 a me viene da pensare che di film ce ne saranno altri, magari non 7 ma un altro paio almeno?  In ogni caso direi che al momento la cosa non ci interessa e veniamo al film.
Iniziamo dal fatto che se sei il cattivo più cattivo del mondo (stop breathe e quelli me morono al volo è bellissima e non mi dispiacerebbe usarlo, a volte) e ti chiami Walter perdi un po' di credibilità. Che cazzo, Walter? Seriously? Vabbè. Nonostante si chiami uolter, Matthew McConaughey nelle vesti nere dell'uomo in nero è fighissimo, ma, visto che è il cattivo non vale. Il buono della situazione è Roland, ultimo dei gunslingers, che dà la caccia a Walter da sempre e che ad un certo punto si ritrova tra i piedi Jack, che arriva dal mondo cardine, in quanto possiede poteri fortissimi che servirebbero molto a uolter per i suoi piani distruttivi.
Tra un giro nel mondo di qua e un giro nel mondo di là, ad un certo punto scopriamo che Roland è meglio di John Wick e che New York possiede un sacco di porte temporali.
Concludendo: per quelle come me, ignoranti totali del romanzo/i il film, per quanto frettoloso, regge senza infamia (ma soprattutto senza lode) e si lascia vedere senza grossi problemi. Del resto dura talmente poco da essere quasi indolore.  Ma credo che i lettori della saga non lo abbiano apprezzato manco un pochino, in questo mondo e in quell'altro..

9 agosto 2017

fiori nuovi, stasera esco, ho un anno di più..

E niente. 
Anche quest'anno ho compiuto gli anni. 
E mi sono regalata, oltre ad un nuovo tatuaggio, un principio di ipertiroidismo, quindi una nuova cura, un sacco di esami da fare, oltre a quelli basici già fatti, un po' di ambulatori da visitare e nuove madonne da bestemmiare. Perché invecchiare ti regala, oltre a un sacco di saggezza, anche un numero variabile di magagne e acciacchi vari. La fortuna, si sa. è cieca, ma la sfiga continua imperterrita a vederci benissimo. 
Ma andiamo per ordine.
Ho deciso di tatuarmi il 5 agosto, mossa oltremodo intelligente, lo so. E, per non smentirmi, ho deciso di partire per Rimini durante l'unico week end da bollino nero per il traffico e bollino incandescente per il caldo.
Venerdì pomeriggio - ferma in tangenziale a Bologna - il termometro segnava 42 gradi. Alla fine il viaggio non è stato nemmeno poi così drammatico, invece di 4 ore ce ne ho messe appena 5 e mezza, insomma, poteva andare pure  peggio.
Quando sono finalmente giunta a destinazione ho riabbracciato lei, che è sempre uno splendore, e che non vedevo da più di un anno. E poi, dopo essermi un po' ripresa dal viaggio, abbiamo aspettato lui e siamo usciti per una cena veloce a base di piadina, perché se sei in Romagna le tradizioni vanno rispettate. 



Non paghi abbiamo concluso la serata con un cocktail al Tiki Comber, che si sa, l'alcool con il caldo lo raccomandano un po' tutti. 
E poi, sovrastati dalle nostre nuvole di umidità, che non ci hanno abbandonato un momento, siamo tornati a casa.
Il sabato ci siamo spostate a Rimini, dove sono finalmente riuscita a farmi tatuare da Miss Arianna. che, non serve che ve lo dica io, è bravissima. 
Il risultato finale è questo splendido maneki neko

di cui sono completamente e totalmente soddisfatta, lo trovo davvero bellissimo. Quindi, me felice. 
La sera, sempre perché la temperatura era adeguata, ci aspettava una cena in spiaggia a Cervia a base di churrasco. Ottimo, tra l'altro. Ma faceva così caldo che mi sudavano anche le orecchie. Per fortuna abbiamo concluso la serata in spiagga - perché la sabbia fa bene ai tatuaggi freschi, lo sanno tutti - e lì il caldo ci ha finalmente dato un po' di tregua. 
La domenica l'abbiamo trascorsa tranquillamente a casa, siamo uscite soltanto per far colazione e poi Mareva mi ha portato a vedere anche il mare. O meglio, una miriade di persone a mollo, quindi l'acqua non l'ho quasi vista. Abbiamo mangiato, chiacchierato, e poi è arrivato il momento di salutarci, e sono tornata a casa. Mettendoci, questa volta, quattro ore scarse. 
Nonostante abbia sudato tantissimo, sono stata bene. 
E non vedo l'ora di tornare.