Mentre aspetto di andare in ferie, e inizio a non poterne davvero più, continuo imperterrita a non aggiornare il blog.
La cosa mi provoca un po' di dispiacere misto a vergogna, però bisogna dire che quest'anno sono riuscita a scrivere già il doppio dei post rispetto all'anno scorso. Quindi, al grido di "son cose", direi che posso iniziare a parlare (brevemente) dei film visti quest'estate, partendo da giugno.
Per fare in modo che voi non dimentichiate mai che sono una cialtrona, ho scoperto la bella iniziativa del blog collettivo di cui faccio parte, solo leggendo i post dei miei "colleghi". E siccome sono pur sempre un membro, ancorché latitante, ho deciso di partecipare in corsa.
Gli altri post li trovate qui:
Si tratta - come si può facilmente dedurre dal titolo - di elencare 10 film che, anche solo per una scena, sono rimasti impressi nelle nostre menticine di appassionati di cinema e quant'altro.
Ovviamente la mia non sarà una classifica, in quanto ci saranno film diversissimi tra loro e quindi "inclassificabili" secondo un criterio logico. Ma del resto neanche questo blog segue un criterio logico, quindi, perché iniziare proprio adesso?
Platoon (1986) Oliver Stone
La morte del sergente Elias, interpretato dal mio sempre amato Willem Dafoe. E direi che non è il caso di aggiungere altro.
Point break (1991) Kathryn Bigelow
La scena in cui Johnny Utah e Tyler Endicott sono in acqua e ad un certo punto lui le dice "vieni qui". Ecco. E' dal 1991 che sogno un uomo che mi dica "vieni qui" nello stesso modo.
Fantozzi contro tutti (1980) Neri Parenti/Paolo Villaggio
Ne scelgo solo una anche se tra tutti i film di Fantozzi ne potrei citare tipo altre duecentodiciotto. Ma insomma, anche no. Quindi su tutte la temutissima coppa Cobram e il ragionier Filini che incita tutti ad andare in allenamento "a Pinerolo!!!" che ormai è diventato un modo di dire di uso comune.
The Wolf of Wall Street (2013) Martin Scorsese
Tra Quaalude scaduto, lancio del nano e via dicendo, la scena - che vi beccate completa - in cui un Matthew McConaughey semplicemente perfetto spiega un paio di cose a Leonardo Di Caprio, con la sua storiella “You know what a Fugazi is? A Fugazee, fugazi, it's a wahzee, it's a woozee, it's fairy dust it doesn't exist. It's never landed. It's no matter, it's not on the elemental chart. It... it's not fucking real!" vince a mani basse su tutte (imho).
Hollywood Party (1968) Blake Edwards
L'indimenticato Peter Sellers che non muore mai nella scena iniziale.
The Rocky Horror Picture Show (1975) Jim Sharman
It just a jump to the left... and then a step to the right!!!
Scusate, finisco di ballare e riprendo a scrivere.
Comunque anche questo è uno dei miei film supercult, al punto che se mai avessi avuto una figlia l'avrei chiamata Magenta, ma credo di averlo detto più volte.
Reservoir dogs (1992) Quentin Tarantino
Il mio Tarantino preferito di sempre, da sempre.
E la scena iniziale, con Mr. Brown che spiega il "vero" significato di Like a vergin, ancora oggi mi fa impazzire.
Festen (1998) Thomas Vinterberg
Credo l'unico film Dogma95 che mi sia veramente piaciuto.
Cattivissimo e devastante.
"Perchè l'hai fatto, papà?"
"Perchè non eravate buoni per altro"
Roma città aperta (1945) Roberto Rossellini
La corsa di Anna Magnani.
Trainspotting (1996) Danny Boyle
e il monologo iniziale:
Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?
O forse non ci sono ancora arrivata, non lo so, ho sempre avuto problemi con i fusi orari.
Soprattutto perché questo post l'ho scritto mercoledì pomeriggio in ufficio.
In ogni caso, quando voi leggerete, se non sono ancora fisicamente in Thailandia, sto per arrivarci.
Là (qua?) in questo periodo ci sono +5 ore di differenza così mentre voi farete colazione io starò pranzando, o forse no, era solo per rendere l'idea.
La stagione non è propriamente la migliore per visitare questo paese, in quanto settembre è periodo di piogge un po' ovunque, ma siccome qualcuno ha detto "non può piovere per sempre" noi abbiamo rischiato. In ogni caso le temperature non scendono dovrebbero scendere mai sotto i 20 gradi.
Starò via quasi tre settimane, e il nostro itinerario parte dalle isole del Golfo di Thailandia, con la visita di Koh Samui, Koh Tao e Koh Phangan, quindi con un volo interno saliamo a Chiang Mai, nel nord del paese e da lì, tra escursioni a Chiang Rai e nel triangolo d'oro (o di fango, a seconda del clima che troveremo) inizieremo a scendere verso Bangkok, fermandoci a Sukothai e Ayutthaya e senza farci mancare una passeggiata sul ponte sul fiume Kwai.
Non credo che riuscirò ad aggiornare il blog, ma dovessi incontrare un PC sul mio percorso, come era successo l'anno scorso in Vietnam, probabilmente ne approfitterò per scrivere due cagate.
Sicuramente, wi-fi permettendo, imperverserò su Instagram, come mio solito.
Son giorni tristi: Matthew McConaughey, che campeggiava nell'header di questo blog da quasi due anni, ovvero dai tempi della visione di Mud, ha deciso di abbandonarmi. Così, senza una parola.
E lo so che essere abbandonata un po' da chiunque è una delle poche costanti della mia vita, che mica son zitella così, tanto per dire. Ma quando ti abbandona pure un jpg... insomma, fatti due domande, signora mia.
Quindi al momento, in attesa di un'ispirazione, il blog ha questo aspetto un po' così, un po' boh. O meh. O, semplicemente, chissenefrega.
Per il resto procede tutto in maniera molto normale e tranquilla.
Questa mattina sono stata in ospedale per gli esami pre-ricovero, prelievi, elettrocardiogramma, radiografie. E io ogni volta a dire: "Ma c'è scritto da qualche parte che io sarò in ferie all'estero dal 20 settembre al 10 ottobre? Non è che poi questi esami scadono?"
E tutti: "No no, non si preoccupi, durano tre mesi, quindi fino alla fine di ottobre sono validi. E poi se anche passano quindici giorni non succede nulla!".
Mah. Se lo dite voi...
"e comunque se dovessero chiamarla per l'intervento quando lei è in ferie dica che non può venire..."
Ma dai?
Quindi, oggi è il 28 luglio.
Mi hanno prenotato la visita anestesiologica il 28 agosto.
Sono praticamente pronta a scommettere che mi chiameranno per l'intervento il 28 settembre.
Quando, secondo il nostro itinerario che finalmente abbiamo definito, io e la bionda dovremmo essere arrivate a Chiang Mai, nel nord della Thailandia.
Come dicevo, l'itinerario del viaggio in Thailandia è definito, abbiamo prenotato tutti gli hotel, concedendoci una botta di vita nella nostra ultima tappa, ovvero Bangkok.
Ebbene sì, abbiamo prenotato un hotel a 5 stelle.
Cosa che puoi - o meglio, che IO posso - fare giusto nel sud-est asiatico, perché già a Milano, senza andare troppo lontano, mica me lo potrei permettere!
E quindi, al grido di "fanculo al tempo e ai soldi", a Bangkok pernotteremo in un hotel a cinque stelle. E lo so che avremmo potuto tranquillamente dormire in un ostello spendendo meno di 10 euro a notte. Ma... la domanda sorge spontanea: perché dovremmo farlo?
Che negli ostelli pulciosi ci ho dormito quando ero giovane e spiantata, ho visto camere di albergo che voi umani... stanze che spero davvero siano andate perdute nel tempo, o che, in alternativa, sia intervenuto l'ufficio di igiene a chiuderle al pubblico.
L'hotel è il Pullman Bangkok Hotel G, ovvero quello che vedete qua sotto.
E' comodo sia per la metropolitana sia per la BTS, essenziali per muoversi a Bangkok, ha enormi vetrate dal pavimento al soffitto, le camere "standard" sono tra il 18° ed il 26° piano, cosa che dovrebbe assicurare una vista se non mozzafiato sicuramente interessante, e quindi abbiamo deciso che per quattro giorni potevamo concederci il lusso.
Come sempre, quando scegliamo un hotel o un ristorante, ci piace leggere le "opinioni" dei clienti, sia su Tripadvisor, sia sui siti di prenotazione alberghiera. Iniziando da quelle negative, che spesso regalano perle di sconfinata bellezza.
Ovvio che se le recensioni sono tutte negative è facile che ci sia del vero, infatti nel 2013 abbiamo evitato di soggiornare in un hotel nel Mojave in cui praticamente tutte le recensioni parlavano di cimici nelle stanze... Ma torniamo alle perle di saggezza: anni fa, leggendo le opinioni su un hotel di Londra, un ospite si lamentava perché... la TV era troppo piccola.
Ma dico, li hai visti i lavandini? Sembrano la vasca da bagno di Barbie Mendicante, roba che quando ti lavi i denti devi prendere bene la mira per non sputarti il dentifricio sui piedi e tu ti lamenti che la TV è troppo piccola? Ma davvero davvero?
Nello specifico, l'hotel di Bangkok, che per comodità chiamerò Punto G, anche se spero che sia più facile da raggiungere, ha un punteggio medio che si avvicina al 9 (su 10), ma sono riuscita a leggere anche questo:
"Le camere sono buie e cupe"
Considerato che predomina il bianco e hanno una parete di vetro, l'unico momento in cui una stanza del genere potrebbe essere buia è se, alzandoti di notte per andare in bagno senza accendere la luce, sbagli strada e ti chiudi nell'armadio.
Ma il vincitore assoluto e incontrastato è senz'altro quello che si è lamentato del fatto che;
"In ascensore ci sono sempre gli stessi video".
Giuramelo.
I casi sono due: o sei il liftman, o sei un demente.
O tutti e due.
Riemergo dalla latitanza innanzitutto per ringraziare tutti quelli che si sono preoccupati per la mia assenza: sono viva, sto benissimo e il fatto che mi abbiate scritto per informarvi mi ha fatto davvero piacere.
E, già che ci sono vi aggiorno sulle ultime novità: il cetriolo sta bene, tempo una settimana e l'avrò digerito. Mi piacerebbe poter dire lo stesso del mio vaso di ciclamini, ma 6 giorni senz'acqua non devono avergli giovato, infatti ieri sera, rientrando a casa l'ho trovato un po... come dire... spampanato? Spero renda l'idea.
Io e la bionda mercoledì scorso siamo partite per New York, e ieri pomeriggio siamo tornate. E se c'è qualcuno che sta pensando che 5 giorni a New York siano pochi rispondo che sì, sono davvero pochi, soprattutto se è la prima volta. Noi (più la Tiz) ci eravamo state tanti anni fa, nel 2000, e quando ci hanno proposto questo viaggio mordi e fuggi ci siamo dette che un "ripasso" della città era ora di farlo. E siamo partite.
Volo Alitalia Torino-Roma e poi Roma-New York. Stenderò un velo pietoso sulla nostra compagnia di bandiera, soprattutto per quanto riguarda il viaggio di ritorno, ché tanto non è interessante.
Arrivate a New York il mercoledì pomeriggio abbiamo preso possesso della nostra stanza al Doubletree by Hilton, ottima posizione all'incrocio fra la Lexington e la 51a strada, ingresso della metropolitana di fianco all'hotel. Stanza spaziosa, al 5° piano, vista panoramica sul muro del palazzo di fronte, ma non si può avere tutto dalla vita.
Dopo aver posato il bagaglio (a mano) siamo scese nella stazione e abbiamo acquistato un abbonamento settimanale (Unlimited Ride Metrocard) per la metropolitana. Costa 30$ più 1$ per l'emissione della tessera e, considerato che una corsa costa 2.50$, con 13 corse si ripaga, e le corse successive sono praticamente "gratis". Se si pensa di fare pochi viaggi esiste anche la "Pay per ride Metrocard" che si può caricare con l'importo che si vuole, da 5 dollari in su, ma potete trovare maggiori informazioni sul sito della MTA.
Per cercare di ottimizzare il poco tempo a disposizione ci siamo dirette verso Ground Zero, che, all'epoca della nostra prima visita non esisteva. Dove sorgevano le Torri Gemelle ci sono due immense fontane, e in mezzo sorge il National September 11 Memorial & Museum,
La zona adiacente è un enorme cantiere per quella che diventerà la WTC PATH Station, disegnata da Santiago Calatrava, che, nel progetto, dovrebbe diventare così:
Da lì ci siamo trasferite in Canal Street (Chinatown) e, dopo aver consultato Tripadvisor sedute sui gradini della Chiesa del Preziosissimo Sangue (Church of the Most Precious Blood - chiesa cattolica di Little Italy che ospita il santuario di San Gennaro, ed è il punto focale dell'annuale Festa di San Gennaro, che si celebra dopo la metà di settembre a New York) abbiamo deciso di cenare allo Shangai Asian Cuisine al 14 di Elizabeth Street. Incredibilmente - per essere a New York - non accettano carte di credito ma solo contanti. Inutile dire che abbiamo mangiato benissimo. Il tè, caldo e forte, è compreso nel prezzo e il vostro bicchiere verrà rabboccato in continuazione. Quindi potete tranquillamente evitare di ordinare da bere. A meno che il te vi faccia schifo. In ogni caso nel locale non servono alcolici.
All'uscita abbiamo trovato un po' di pioggia, abbiamo aspettato 5 minuti che cessasse e siamo rientrate in hotel, dove abbiamo concluso la nostra giornata di 30 ore...
...settimanale da casalinga, perché nel week end ho fatto cose, visto gente...
Così ho la casa in uno stato abbastanza pietoso, e domani sera ho pure una graditissima ospite. Che spero non si formalizzi.
Pessima (io, non lei).
Sabato sera con la Tiz e la Tiz-sorella siamo andate al Polski Kot, dove Federico Sirianni, nella settimana del compleanno di De André si sarebbe esibito in un concerto dedicato al cantautore genovese.
Per fortuna che ad aprire il concerto c'era "Mano" (Marco Giorio, una gradevole scoperta, davvero molto bravo) perché il Sirianni ha esordito con "è tutta la settimana che canto De André e mi sono un po' rotto le scatole", parola più, parola meno.
Bravo, un bell'esordio, complimenti.
Uno di quei personaggi che vogliono fare i simpatici a tutti i costi, con risultati imbarazzanti.
Fastidioso come il gesso sulla lavagna.
Ma pazienza.
Domenica, nell'ultimo giorno di apertura (no, grazie, non applaudite), sono andata a (ri)vedere la mostra di Renoir alla GAM, perché l'amico P. non l'aveva ancora vista.
Ce la siamo cavata con un paio di ore di coda scarse, che sarà mai? Io e la bionda eravamo andate a vederla il 25 gennaio. Coda: ZERO. Per fortuna che era una splendida giornata di sole, e l'attesa è stata ingannata chiacchierando del più e del meno.
Quando siamo usciti era ancora ragionevolmente presto, e, visto che eravamo lanciati in questo vortice de cuRtura, abbiamo deciso di spingerci fino a Palazzo Madama per vedere la retrospettiva di Eve Arnold, dove mi sono divertita molto.
Mentre eravamo in coda, P. parlando non ricordo esattamente di cosa, ha detto "modelle". E, immediatamente, le due ragazze davanti a noi si sono girate di scatto. Mi sono sentita in dovere di rassicurarle, con un "tranquille, non stavamo parlando di voi". Una volta all'interno abbiamo potuto assistere anche ad un fantastico dialogo tra marito e moglie di una certa età, con lei che diceva "A me è piaciuta tanto quella sul Canal Grande a Venezia!".
Il marito, un po' perplesso, risponde "Ma sei sicura che fosse Venezia?" e lei, con quel tono un po' indispettito di chi non ama essere contraddetto: "Certo, è il Canal Grande, e il Canal Grande è a Venezia".
Io e P. non eravamo ancora arrivati alla foto di "Venezia".
Che, per inciso, si trova nella sezione "China" della mostra, ed è questa:
Traffic on the Grand Canal. 1979. Eve Arnold
Probabilmente la signora, forte della regola matematica che “invertendo l'ordine degli addendi il risultato non cambia” ha stabilito che Grand Canal e Canal Grande fossero la stessa cosa. E mo' chi glielo dice che si sbagliava?
Dopo la mostra fotografica, che io - come sempre, vi consiglio di visitare, ci siamo spostati nella Torre dei tesori per ammirare "la sacra famiglia" di Raffaello (semplicemente splendida), quindi, con il poco tempo a nostra disposizione (Palazzo Madama chiude alle 19.00), abbiamo vagato tra il lapidario (dove - quando abbiamo letto il cartello è partita praticamente in stereo la citazione di Brian di Nazareth "Due a punta, due piatte e un cartoccio di ghiaia per il bambino", mentre per "Rimetta a posto la candela!" avremmo dovuto aspettare la chiusura, e, se per caso ve lo state chiedendo, sì, siamo due deficienti), i giardini e i maestosi saloni del palazzo, fino a quando una voce dagli altoparlanti avvisava che il palazzo stava per chiudere ed era ora di andarsene. Peccato, perché avremmo potuto starci tranquillamente per almeno un altro paio d'ore.
"Solo se sei disposto a correre il rischio, solo se sei completamente convinto, allora sei pronto.
Le belle foto sono in quell'acqua sporca, non puoi proteggerti, stare ai margini, un po' fuori un po' dentro: se la gente è sommersa fino al collo devi essere dentro con loro, non c'è separazione, non puoi stare sulla sponda a guardare, ma devi diventare parte della storia e abbracciarla fino in fondo".