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29 lug 2014

di Collisioni, sole e pioggia (e cibo, e vino...)

(La prima parte qui.)

La serata non è ancora finita. Dopo il concerto di Elisa, ci siamo spostate verso la piazza rosa, dove, a mezzanotte, iniziava il concerto di Suzanne Vega. Abbiamo aspettato comodamente sedute sulla panca dello stand che vendeva piadina piemontese (io non dico niente), poi, siccome siamo giovani (ma solo dentro), la stanchezza ha iniziato a farsi sentire e dopo tre canzoni abbiamo deciso di abbandonare la piazza e ritirarci nella nostra cameretta...
Domenica mattina abbiamo oziato allegramente, prima di trasferirci a pranzo all'Osteria Veglio.
Al grido di "siamo due donnini morigerati" abbiamo preso il menu degustazione che per 38€ offre: 3 antipasti, primo, secondo, dolce, acqua e caffè. Ovviamente il vino è a parte, e noi abbiamo assaggiato un Nebbiolo di Veglio. Mangiato sulla terrazza panoramica, piatti molto buoni, i plin ordinati dalla bionda erano semplicemente perfetti, e anche i miei tajarin non erano da meno... Unica pecca, il servizio un po' lento, ma, se non avete fretta - e noi non ne avevamo - è davvero un posto molto carino dove pranzare. Sempre meglio prenotare, però. 

A pranzo finito siamo passate in camera a posare quello che rimaneva della nostra bottiglia di vino, e poi ci siamo incamminate verso Barolo.
Abbiamo raggiunto la piazza Blu dove stava parlando Herta Muller, scrittrice romena naturalizzata tedesca, premio Nobel per la letteratura nel 2009, che per il suo rifiuto di collaborare con la Securitate (polizia segreta ai tempi del regime di Ceausesco) perse il lavoro (e anche la libertà) e la possibilità di pubblicare i suoi scritti. Nel 1987 riuscì a trasferirsi in Germania, e ascoltarla è stato davvero emozionante, infatti alla fine del dibattito è scattata una strameritata standing ovation.


Riusciamo per un'incredibile botta di culo ad accaparrarci un posto in prima fila, ed è la volta di Francesco De Gregori che, in compagnia di Steve Della Casa presenta il libro fotografico "Guarda che non sono io", che sarà in vendita in libreria - se non erro - dall'inizio di settembre. De Gregori con gli anni ha perso quella scontrosità che lo caratterizzava, e, oltre ad essere un uomo che io trovo davvero affascinante, è diventato anche simpatico. Il libro ripercorre la carriera del cantautore attraverso immagini spesso inedite, oltre ad appunti e manoscritti.

Approfittiamo di un momento di coda inesistente per procacciarci la cena allo stand del Friuli Venezia Giulia, dove ci concediamo anche un bicchiere di vino (bianco) come aperitivo, e poi, con il nostro panino con il San Daniele in borsa, facciamo un giro per il paese, troviamo un locale dove la coda per i bagni non è sterminata e decidiamo di fare una sosta. Da lì saliamo al castello, e poi arriviamo all'Aula Picta, dove, fino al 22 agosto, c'è un'interessante mostra fotografica su Frida Kahlo, e io ne approfitto per acquistare la locandina; quindi ci spostiamo nella piazza principale ad ascoltare Marco Travaglio. Che starà sul cazzo a parecchie persone, ma io ogni volta - nonostante dia spesso l'impressione di essere l'unico depositario della verità assoluta - resto incantata ad ascoltarlo. Da un Nobel all'altro, tocca a Dario Fo, ovvero 88 anni e riuscire a stare sul palco per un'ora e mezza senza esitazioni. Risate applausi e un po' di commozione, anche da parte dell'artista, che al momento dei saluti dice "invitatemi anche l'anno prossimo"...
Si arriva al termine della serata e tocca a Caparezza, che dal vivo è sempre un gran spettacolo.
Lasciamo la piazza prima della fine del concerto (e prima dell'inizio della pioggia), e torniamo alla nostra stanza. E a quello che è rimasto della bottiglia di vino, che sorseggiamo tranquillamente in veranda prima di andare a letto...

la stanza si accende, è quasi mattino, 
c'è sempre una penna sul comodino. 
China Town. 
Il luogo non è molto distante, 
l'inchiostro scorre al posto del sangue, 
basta una penna e rido come fa un clown, 
avvolte la felicità costa meno di un pound. 


Il lunedì passiamo la mattinata a prendere il sole (ah, che fatica!) e verso l'ora di pranzo ci trasferiamo in frazione Santa Maria per il pranzo all'Osteria del Vignaiolo, ristorante che avevamo già provato in passato e che si rivela una solida certezza. E che, come sempre, se vi capita di passare da quelle parti, vi consiglio di provare.
Tra una portata e l'altra (capesante con porcini come antipasto e ravioli verdi con ripieno di robiola conditi con tartufo: sublimi) ci siamo messi a chiacchierare con la coppia seduta a fianco a noi, per scoprire che - casomai servissero ulteriori conferme che il mondo è piccolo - l'uomo era stato un collega di lavoro di mio padre, più o meno 30 anni fa. 
Il dolce, nonostante non ce ne fosse bisogno, mi ha riconciliato con il mondo. 

Quindi, per affrontare al meglio la serata, siamo tornate al nostro B&B e ci siamo concesse una pennica di un paio d'ore. Al nostro risveglio, pacifiche e riposate, siamo scese in paese per l'ultima volta, pronte ad assistere al concerto di Neil Young.
Prima del concerto è venuto giù il diluvio, ma noi, che eravamo in posizione strategica nei pressi di uno stand, abbiamo guardato la pioggia scendere sorseggiando l'ennesimo bicchiere di vino, che abbiamo anche comprato (il bicchiere, davvero carino) e chiacchierando amabilmente con degli sconosciuti, poi la pioggia miracolosamente è cessata e Neil Young è apparso sul palco. Almeno credo sia apparso, perché io dalla mia postazione riuscivo ad intravedere a malapena le coriste, e a sentire la sua voce, ma di vederlo, complice il maxi schermo fisso con il logo del Crazy Horse, manco per scherzo. In ogni caso il concerto non è stato affatto malvagio. Ma, come già avevo premesso, non sono certo la persona più indicata per parlarvi di musica, quindi lascio che lo facciano persone più competenti di me, tipo la cara Nella di Rock Music Space
Resta il fatto che questi quattro giorni nelle Langhe sono stati davvero pieni ed interessanti, nonché un gran bel modo per staccare dalla quotidianità di casa-ufficio ufficio-casa. 

23 lug 2014

chi ben comincia...

si ritrova a mercoledì e la settimana è quasi in discesa.
Lascia stare che sta piovendo, ma del resto si sa, qua ai tropici quando inizia la stagione delle piogge è così, tutto sta a farci l'abitudine. Se poi il vostro spacciatore è uno che ormai vi conosce e vi tratta bene, potrebbe procurarvi roba talmente buona la cui assunzione potrebbe davvero farvi credere di essere ai tropici, nonostante sui vostri documenti ci sia scritto Torino. Son dettagli.  


Che dire? Due giorni di ferie ed un week end fatto di musica, dibattiti, gente (tanta gente, pure troppa), ottimo cibo e buon vino, un po' di sole e un po' di pioggia (tropici, stagione delle piogge, ve l'ho appena spiegato, no?) vi fanno tornare in ufficio totalmente rilassati e pacifici. Anche con un paio di chili in più, ma anche questi son dettagli più o meno (ir)rilevanti. Del resto 4 giorni nelle Langhe lasciano il segno. E ci aggiungerei anche un echissenefrega. Un po' di dieta e sono a posto. Questo non appena avrò finito la salsiccia di Bra comprata ieri, naturalmente. 
Collisioni dall'inizio alla fine è stata comunque una bella esperienza, nonostante io detesti la folla e, soprattutto sabato, ci siano stati momenti in cui avrei voluto essere da un'altra parte. Tipo su una spiaggia deserta. Di quelle che qua ai tropici non mancano mai. 
Dopo aver abbandonato l'ufficio venerdì sera abbiamo raggiunto il Red Wine, un B&B in località Annunziata a La Morra, che si è rivelato un posto davvero delizioso, con piccola piscina, prato dove prendere il sole, camere semplici ma spaziose, soffitto a volte con mattoni a vista, parquet, balcone, piccola cabina armadio, sala per la colazione interna e terrazza esterna con vista sul cedro del Libano di Colle Monfalletto.

Insomma, per farvela breve, davvero un ottimo posto in cui trascorrere qualche giorno di assoluto relax. A noi poi è andata benissimo perché da lì raggiungere Barolo (a piedi, so di gente che ha impiegato un'ora e mezza solo per uscire dai parcheggi) è una passeggiata di 4 km. E al ritorno, con le navette imbottigliate nel traffico - del resto la strada è una sola - la camminata si è rivelata la scelta migliore. 
Il concerto dei Deep Purple non è stato affatto male, nonostante non sia mai stato il mio gruppo preferito ho riconosciuto, oltre a Smoke on the water, ben altre quattro canzoni, compresa Hush di Billy Joe Royal che hanno suonato durante il bis... 
Parecchia gente, la maggioranza decisamente agée, tutti con i loro smartphone rivolti verso il palco. Di fianco a noi uno che si agitava a ritmo di musica e contemporaneamente girava il video, non oso immaginare il mal di mare che verrà ai poverini che saranno costretti a vederlo...
Sabato dopo aver passato la mattina a bordo piscina a prendere il sole (la bionda, perchè io mi sono gloriosamente addormentata sull'amaca all'ombra) siamo andate a pranzo a La Morra. Siccome era già un po' tardi ci siamo dirette al Bar Nuova Italia, dove la proprietaria (Silvana), un donnino delizioso e gentilissimo ci ha servito un ottimo vitello tonnato e delle acciughe al verde (sì, ci piace mangiare leggero) semplicemente fantastiche.
Sosta obbligata alla Cantina Comunale dove siamo uscite con un paio di bottiglie di vino, tutte rigorosamente dei produttori della zona, quindi, dopo aver portato le bottiglie al riparo, ci siamo incamminate verso Barolo, dove abbiamo potuto ascoltare Michele Serra parlare del suo libro Gli Sdraiati (che mi attende sul Kindle), quindi è stata la volta di Francesco Guccini, che, affiancato da Carlin Petrini ha parlato del suo "Nuovo dizionario delle cose perdute", facendoci divertire parecchio, specialmente quando, citando Rabelais, ha tirato in ballo il papero nettaculo.
Il problema di Collisioni è che bisognerebbe avere il dono dell'ubiquità, perché dopo Guccini eravamo indecise se spostarci in un altra piazza per ascoltare quello che aveva da dire Mario Biondi, o se rimanere dov'eravamo per James Ellroy intervistato da Carlo Lucarelli. Complice la pigrizia, ha vinto Ellroy.
Al concerto di Elisa c'era tantissima gente, credo sia stata la serata con più affluenza. Lei ha indubbiamente una bella voce, anche se - tanto per cambiare - non si può dire io conosca il suo repertorio. Ma, nonostante questo, valeva la pena assistere al concerto anche solo per le cover di Sitting on the dock of the Bay di Otis Redding e Mad World dei Tears for Fears eseguite in duetto con Mario Biondi.  

(il resto alla prossima puntata...)