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4 ott 2021

We are all born ignorant, but one must work hard to remain stupid.

Come state?
Da queste parti tutto bene. Nel senso che non posso lamentarmi, continuo ad avere una casa, un lavoro, un gatto una gatta (tonta) e gli amici. 
Ho anche ripreso a fare qualche viaggio: a giugno sono stata una settimana a Procida (splendida), a luglio sono stata un giorno a Roma (per lavoro) e ne ho approfittato per visitare la mostra di Banksy al Chiostro del Bramante, che unire il dilettevole (mio) all'utile (di qualcun altro) è sempre cosa buona e giusta. 
E, di ritorno dalle mie consuete ferie di settembre, posso dire che è successa una cosa insolita: sono andata in vacanza (anche) ad Agosto. 
E' stata un'esperienza non dico mistica, ma di sicuro indimenticabile.
Ma andiamo per ordine.
Come forse avevo già accennato, la pandemia ha fatto in modo che io e Simona - che già ci conoscevamo e frequentavamo sporadicamente - diventassimo più amiche, al punto che, quando a fine giugno F dice "io vado ad Alonnisos dove ho la casa, venite a trovarmi che vi posso ospitare", scopriamo che Volotea vola a Skiathos da Torino, e decidiamo, senza pensarci nemmeno troppo, che sì, si può fare.

20 lug 2017

lo so, lo so...

...sono una vecchia rompicoglioni a cui non va mai bene niente.


Il punto è che ho visto il trailer de "L'uomo di neve". 
Che, come saprete, è tratto dall'omonimo romanzo di Jo Nesbø, con protagonista il detective Harry Hole.
Non avendo letto i romanzi  di Nesbø con Hole protagonista, ovvero - nell'ordine - questi: 

Il pipistrello, Einaudi, 2014 (Flaggermusmannen / The Bat, 1997)
Scarafaggi, Einaudi, 2015 (Kakerlakkene / The Cockroaches, 1998)
Il pettirosso, Piemme, 2006; Einaudi, 2015 (Rødstrupe / The Redbreast, 2000)
Nemesi, Piemme, 2007; Einaudi, 2015 (Sorgenfri / Nemesis, 2002)
La stella del diavolo, Piemme, 2008; Einaudi, 2015 (Marekors / The Devil's Star, 2003)
La ragazza senza volto, Piemme, 2009; Einaudi, 2015 (Frelseren / The Redeemer, 2005)
L'uomo di neve, Piemme, 2010; Einaudi, 2017 (Snømannen / The Snowman, 2007)
Il leopardo, Einaudi, 2011 (Panserhjerte / The Leopard, 2009)
Lo spettro, Einaudi, 2012 (Gjenferd / Phantom, 2011)
Polizia, Einaudi, 2013 (Politi / Police, 2013)
Sete, Einaudi, 2017 (Tørst / The Thirst, 2017)

alla visione del trailer i più (anzi, LE più) avranno esclamato: "ooooooooooooooooooh, che figo, un film con Fassbender!" (quelle più in confidenza al posto di Fassbender avranno detto Fassy)
Io, invece, che i libri li ho letti tutti, e di Harry Hole, poliziotto rude, alcolizzato e occasionalmente drogato, dai metodi poco ortodossi, alto 1.93, biondo e fisicamente forte, mi sono fatta un'idea precisa, e, quando ho visto il trailer ho pensato: 

"Ma che cazzo c'entra Michael Fassbender con Harry Hole?" 

Quindi, caro il mio Tomas Alfredson, sappi che io verrò a vedere il tuo film portandomi dietro, al posto dei pop corn, un barattolo di pregiudizi. 


21 mar 2017

Condominio.
Homo condomini lupus.

E infatti ieri sera, pur non abitandoci ancora, ho partecipato alla mia prima assemblea di condominio. 
Che è iniziata alle 18.10 ed è terminata alle 20.20. E' stato molto bello. 
E niente, sono davvero contenta. Molto contenta. 
A giudicare dai presenti, credo di essere la più giovane lì dentro. E, considerato che ho la metà degli anni di Rockfeller, fatevi due conti. Praticamente il condominio è la versione sabauda della Baggina. 
Ho il dubbio che la signora che abita sotto di me sia una rompicoglioni da competizione. E' riuscita a lamentarsi perché in giardino c'è, da DUE giorni, un contenitore con dentro delle macerie. Che, nella fattispecie, provengono dalla fabbrica del duomo dal mio appartamento. E che sono in un angolo del giardino e non rompono il cazzo a nessuno.
Quasi a nessuno.
Lei è riuscita a dire che, quando apre la finestra, quel sacco le rovina il panorama. Se a qualcuno fosse venuto qualche dubbio, no, non ho preso casa nel parco della Mandria, né a Villa della Regina, ma in una via con pochissimo appeal e, soprattutto, ZERO panorama. Ma tant'è. Ovviamente stamattina le macerie sono scomparse.
Per dirvi la simpatia, quando è andata via non mi ha nemmeno guardato in faccia, figuriamoci salutarmi. 
Credo che una delle prime cose che farò - appena mi sarò trasferita - sarà alzarmi di notte e camminare coi tacchi a spillo per tutta casa, così, per dimostrarle il mio affetto.
A parte questo, ho scoperto (con immenso piacere, ça va sans dire) che quando piove le cantine diventano la succursale torinese di Yerebatan Sarayi, solo un po' più brutte, che sottoterra c'è una cisterna piena di scorie, e che il cortile ha delle pendenze fatte a cazzo (scusate se non mi viene un termine più tecnico) per cui, sempre quando piove,  ci si possono fare i fanghi.
E quindi non vogliamo riparare tutte cose? Ma minchia, certo, facciamolo subito!
Quanto costa? 
Bah, tra una roba e l'altra son 30mila euro malcontati. 
Nonostante tutto continuo ad essere pervasa da un ingiustificato ottimismo, e mi consolo pensando che, se fossi rimasta a poisonville, avrei dovuto comunque sostituire la caldaia. 

Yerebatan Sarayi, Istambul

3 set 2015

di sindrome da rientro e altre cazzate

DISCLAIMER: in questo post potrei lamentarmi della gente che si lamenta. E, se appartenete a quella categoria di persone che non sopporta la gente che si lamenta di quelli che si lamentano, che dire? Che avete ragione, indubbiamente. 
Ma fa lo stesso.




"Sei tornaaaaaata?"
mi chiede la collega R, piazzandosi davanti alla mia scrivania.
La voce della collega R è più fastidiosa del gesso sulla lavagna, ricorda i versi dei gatti in calore. 
O semplicemente è la collega R ad essere fastidiosa tout court.
"A dire il vero non sono mai andata via", rispondo.
"Io sono tornata oggi e ne ho già i coglioni pieni, cazzo".
Sono la prima a riconoscere e ammettere che il mio linguaggio non è propriamente esente dall'uso (ed abuso) di espressioni più o meno volgari, ma so anche che sono in grado di articolare una frase ed esprimere un concetto senza dover per forza ricorrere all'uso del torpiloquio.
Io.
La collega R no. 
La collega R sta all'eloquio forbito come Salvini alla tolleranza e alla fratellanza dei popoli.
Ma, soprattutto, la collega R si lamenta.
Sempre. E' come se fosse vittima di un loop temporale (come Bill Murray in Groundhog Day) e la sindrome da rientro la assalisse ogni mattina al suono della sveglia.
Di qualsiasi cosa. In qualunque momento. Ma soprattutto ovunque. La collega R non è stanziale. Io me ne sto nel mio ufficio, tranquilla, non rompo il cazzo a nessuno, mi sposto quando qualcuno mi chiama e poi torno nel mio ufficio.
Lei è perennemente in tour da un ufficio all'altro, e quando inizia a parlare non c'è modo di farla smettere. O la abbatti, ma sarebbe disdicevole a livello deontologico, o abbandoni la stanza con una scusa qualsiasi. 
Non essendomi mossa dalla scrivania (e non avendola abbattuta) ha continuato:
"Ah giàààà che tu vai sempre via nei mesi straaaaani".
" . . . "
"E quando paaaaaarti?
"il 20 settembre"
"E dove vaaaaaaaai?"
"Thailandia"
"Che figaaaaaata cazzo! Ma vai in giiiiiro?"
"No, sto tre settimane in aeroporto".
"Non prendermi in giro!"
" . . . "
"Vabbè, cazzo, vado a prendere i Ticket, ciaaaaaaaao!"
"ciao"
R e i suoi cazzi finalmente se ne vanno.
Saranno passati tre minuti, ma sembrava che ognuno ne durasse cinque.
A proposito di sindrome da rientro, a fine agosto sono tornata in ospedale per la valutazione anestesiologica preoperatoria. E' stata una visita molto accurata, e ammetto che mi ha fatto un po' impressione farmi prendere le misure per l'intubazione . . .
Anche questa volta - come era successo a fine luglio, quando, facendo presente che a fine settembre sarei andata in ferie mi ero sentita rispondere "non si preoccupi, se la chiamiamo quando non c'è ci risponde che non può venire" - ho ricordato alla dottoressa che io sarei andata in ferie dal al bla bla bla, aspettandomi un'altra risposta geniale sul genere della prima.
E invece.
"Ci dica quando non c'è, così lo segniamo sulla cartella clinica"
Cazzo (R, esci da questo corpo immediatamente!), vedi che non era poi così difficile? Mica ci voleva tanto, no?
Quindi ho ripetuto per la dodicesima volta (no, non è un numero messo a caso) il mio periodo di ferie, specificando anche che dopo le ferie DOVRO' lavorare almeno due settimane. Non è vero, ma siccome non ho alcuna intenzione di rientrare dal viaggio e precipitarmi in ospedale, dopo le ferie VOGLIO lavorare per due settimane.
Per farvela breve (si, insomma) mi hanno congedato dicendomi che mi chiameranno dal 26 ottobre in poi.
Certo, l'eventualità che cada l'aereo - se proprio deve meglio al ritorno - è sempre valida.
Ma, siccome non voglio correre il rischio che quello stronzo di mio cuggino possa ereditare qualcosa - visto che mi deve dei soldi dal secolo scorso - ho fatto testamento.
E' in cucina, sul forno a microonde.


3 feb 2015

cinquanta sfumature di minchia brutto.

Avrei voluto fare un proclama a reti unificate alla nazione, ma visto che il tempismo non è mai stato il mio forte mi dicono che Mattarella (io non ce la farò mai a memorizzare Sergio, perché nel momento in cui dico Mattarella nella mia mente si fa largo Piersanti, del resto, c'ho un'età, portate pazienza) abbia già opzionato la giornata di oggi.
Come sempre me ne farò una ragione.
Insomma, spero, ma non lo so.
Cioè, no, davvero.
Perché ci sono cose che mi fanno davvero male.
E non sto parlando dei miei quadricipiti femorali dopo che ho ripreso ad andare in palestra.
Adesso qua dovrebbe partire il pezzo in cui dico che di cinema non capisco una fonchia, ma, tanto, se mi leggete l'avete già capito da un pezzo, se non mi leggete non vedo perché iniziare proprio oggi (ah, sì, dev'essere per l'eleganza del titolo, che sbadata), e quindi ve lo risparmio.
E' che un po' di sere fa al cinema ho visto il trailer di... Jupiter.
Ci sono Mila Kunis e Channing Tatum. 
Lei - se ho capito bene, ma credo di sì, perché il trailer durava tipo 45 minuti - è la predestinata a salvare il mondo o quello che ne rimane. E lui è...boh, suppongo quello che la aiuterà nell'impresa. Insomma, il maggiordomo. 
Una roba di una bruttezza che non si capiva se quando l'hanno girato erano seri o sotto ketamina.
Adesso.
Non ho nulla né contro Mila Kunis né contro Channing Tatum, sia chiaro. Sono entrambi giovani e belli. Presumibilmente ricchi, e, a detta di molti, presumibilmente attori. 
Mi volete spiegare il motivo di tanto accanimento?
Avete Channing Tatum, uno che già a livello di espressività se la batte con un comodino di legno, e me lo riducete che sembra il figlio ritardato del dottor Spock? Ma quanto bisogna essere cattivi?



Siccome le disgrazie non vengono mai sole, sempre lo stesso giorno, sempre nello stesso cinema, nell'atrio c'era un cartonato delle dimensioni del bagno di casa mia che pubblicizzava quel film là, quello che ha un colore nel titolo, dicendo che erano aperte le prevendite. 
Le prevendite? Really?
Ho anche ascoltato il trailer. Roba da non crederci.
Ad un certo punto si sente lui, che dovrebbe essere quello che in teoria ha più perversioni del marchese de Sade, e di von Sacher-Masoch messi assieme che, rivolgendosi a nostra signora dell'ingenuità manifesta, le chiede "cosa mi stai facendo?"
Ecco. 
Non so voi, ma per me è davvero troppo.

sono davvero cinquanta, eh? 


21 nov 2014

Tenghi il panettone, Fantozzi!

Con mia estrema gioia, fra le varie cose di cui mi devo occupare da quando siedo dietro questa scrivania, c'è anche il "pacchetto natale". Che consiste nell'ordinare i biglietti di auguri per tutta la società, il panettone/pandoro da omaggiare ad ogni dipendente, oltre ad annessi e connessi, compreso il famigerato rinfresco di natale di cui parlai tempo addietro.  
Non si tratta di panettone artigianale di pasticceria, ché la classe non è acqua, ma nemmeno la pezzentaggine. 
Comunque.
Siccome non badiamo a spese, solitamente viene stipulato un accordo con importante ditta produttrice che a un prezzo concorrenziale ci propone la preziosissima confezione di pandoro/panettone corredato di bottiglia di spumante. 
Scadente. Credo sia stampigliato anche sull'etichetta: "spumantescadente". Un'unica parola.
Non so voi, ma io personalmente credo di non conoscere un essere umano che abbia mai avuto il coraggio di stappare una di quelle bottiglie e berne il contenuto. 
Quindi, visto che esiste la possibilità di acquistare anche la confezione di dolce natalizio scevro di bottiglia, io ho buttato lì là proposta, se qualcuno fosse interessato a ricevere il panettone/pandoro senza inutile bottiglia.
Non.
L'avessi.
Mai.
Fatto.
Gente che, lo giuro sulle mie povere orecchie che hanno dovuto ascoltare, se ne è uscita con un "Ma figurati se c'è qualcuno che non beve! E poi il panettone da solo costa meno, no no, io voglio anche la bottiglia!" 
Allora.
Te lo dico con affetto: immensa cretina.
A parte che al mondo c'è un sacco di gente che NON beve. E sia chiaro che non sto parlando di me.
Io bevo, ma, solitamente, non bevo quella merda.
Poi, non ti ho detto che non ti do il panettone con la bottiglia, ti ho semplicemente detto che, volendo, puoi anche farne a meno. Anche perché, dato 4 il valore del panettone e 7 il valore di panettone + bottiglia, immaginati quanto buona può essere una bottiglia che vale 3. Ma io te la do, ci mancherebbe altro.
Che se ti manca quella bottiglia poi non puoi fare il brindisi.
Anche se faccio fatica a capire, con quelle braccine corte che ti ritrovi, come cazzo farai a stapparla. 

20 set 2014

tantum quantum

Signori del Tantum Rosa, ma che problema avete? 
Io capisco che avendo venduto per anni un prodotto (verde) che serviva per risciacqui e gargarismi, quando lanciaste sul mercato quello Rosa il vostro bacino d'utenza femminile potesse cadere nell'equivoco che si trattasse di un colluttorio per femminucce, nonostante la pubblicità di un gruppo di sgallettate che accoglievano l'amica arrivata in ritardo, la quale, invece di accampare la scusa "ho bucato" lamentava un fastidioso prurito manco fosse andata a cagare sulle ortiche. 
E va bene. 
Dopo aver creato intasamenti nei pronto soccorsi di mezza italia, con gente preoccupata per aver bevuto il prodotto, avete capito che c'era qualcosa che non andava e avete dovuto specificare sulla scatola che quel prodotto (rosa) serviva sì per fare risciacqui, ma non alle tonsille. 
Come sempre, dopo il clamore iniziale, le cose si sono calmate, e non ci è dato sapere se c'è ancora gente che confonde la parte da trattare. 
Ma.
Da qualche giorno, vi siete lanciati con una nuova campagna pubblicitaria. 
Dove una vaginomunita esce raggiante da un ambulatorio medico, con la stessa espressione beata che io solitamente assumo dopo l'acquisto dell'ennesimo quanto indispensabilissimo paio di scarpe, ma, si sa, non siamo tutte uguali. Per fortuna. 
E cosa dice questo donnino, per farci sapere il motivo di tanta felicità? 
Attenzione: 
"il mio ginecologo mi raccomanda, INNANZI TUTTO, un'accurata igiene intima". 
Il tuo ginecologo???
Ma beata donna, fammi capire. 
Una rivelazione di tale portata, te la deve dire il tuo ginecologo? Davvero mi vuoi far credere che da sola non ci saresti mai arrivata?  
Signori del tantum (verde, rosa, giallo, azzurro, strega comanda colore ecc.), capisco che i precedenti non giochino a favore delle portatrici di cromosoma XX, ma non vi sembra di esagerare? 

8 ago 2014

cu(r)tural quiz

Quello che una volta era uno stimatissimo blog di recensioni cinematografiche (Mereghetti, nun te temo) sta diventando un coacervo di minchiate più o meno casuali. In pratica non è cambiato nulla, solo che - al momento - non si parla più di film. 
Siccome la tenutaria di codesto stimatissimo blog è pur sempre una cinquantenne sovrappeso cialtrona, continua imperterrita a scrivere minchiate, sperando che laggente non si accorga della differenza. 
Perchè di film da vedere la cialtrona ne ha un HD pieno, volendo. Compreso The Expendables 3, vero e proprio masterpiece, che ha ricevuto nientemeno che una nomination ai Golden Trailer Awards per il miglior poster di un blockbuster estivo (sticazzi. Ha vinto Godzilla, comunque). Il problema - a parte il nulla cosmico in sala in questo periodo - è che la sua soglia di attenzione, peraltro già labile, è ridotta ai minimi termini, e, quando rincasa, si schianta sul divano e si addormenta davanti ad un qualsiasi telefilm trasmesso o da Giallo o da TopCrime. 
Non prima di aver avuto modo di guardare N pubblicità più o meno demenziali. Ultimamente c'è la mentecatta che pulisce la vasca da bagno indossando una maschera da sub, o i due fidanzati innamoratissimi con gli occhi a cuoricino che vanno in estasi annusando un flacone di bagnoschiuma, uno a destra, uno a sinistra, e il bagnoschiuma in mezzo.
Ragazzi, no, davvero, ma come state?
Taccio per rispetto sul povero MastroLindo, l'unico uomo/cartone animato ad essere invecchiato, che era calvo pure da bambino. E che girava h24 con uno straccio in mano pronto a pulire la qualunque.
Per caso sapete se il Moige sia insorto?


Ma quella che mi fa dubitare (ancora di più) dell'intelligenza umana è quella che, a cadenze cicliche, si ripropone - come la peperonata - allo spettatore medio. C'è un esemplare, solitamente di sesso femminile, abbigliato generalmente come una baldracca catapultata sullo schermo direttamente dagli anni 80 (stampe animalier a catafottere, drappeggi come se piovesse e stoffe che producono scintille senza nemmeno il bisogno dell'imposizione delle mani) che ammicca dallo schermo chiedendoti "Vuoi vincere 10.000euro? rispondi a questa semplice domanda: lo spinone è un cane o una pianta?"
Ma.
Porcadiquellaputtana.
Stiamo.
Scherzando?
La cosa peggiore - ammesso e non concesso che in questo tripudio di merda si possa trovare un peggio nel peggio - è che hanno il coraggio di chiamarlo "Cultural quiz". Sarà che ormai anche il concetto di cultura è relativo, ma qua ci troviamo di fronte a quesiti a cui sarebbe in grado di rispondere, nel giro di cinque minuti, anche Renzo Bossi, suvvia.
E poi la baldracca l'esemplare di sesso femminile continua spiegando che se secondo te lo spinone è un cane devi mandare A al numero di SMS taldeitali, se invece secondo te lo spinone è una pianta devi mandare un SMS con scritto B allo stesso numero. Così facendo attiveranno un ignobile e non meglio precisato abbonamento ad un servizio che, se gli va di lusso, nella migliore delle ipotesi, ogni settimana gli ciuccerà 5€ di credito dandogli in cambio una suoneria di Justin Bieber. Ok, certa gente è talmente stupida che se lo meriterebbe anche, diciamocelo.
Nonostante io mi professi un'inguaribile ed insanabile ottimista, sono convinta che esistano ancora un sacco di persone pronte a credere che ci sia davvero qualcuno disposto a dar loro 10mila euro (ovviamente in gettoni d'oro, come nei migliori quiz degli anni 70, che io già all'epoca mi chiedevo cosa cazzo se ne facesse uno dei gettoni d'oro quando gli arrivavano: andava in banca a versarli? Li metteva in un forziere e li portava in pedalò al largo di Torre Pedrera?) e che ancora oggi davanti al quiz si precipiti a dare la risposta inviando l'SMS.
Ma, nonostante tutto il mio ottimismo, io sono sicura che, fra questi, ci sarà qualcuno in grado di dare anche la risposta sbagliata.

Nella foto: 2 esemplari di spinoni in amore

4 ago 2014

Disagio

Da: BCSdTR
Inviato: venerdì 1 agosto 2014 12:33
A:  Capo della BCSdTR
Oggetto: Disagio


Salve,
sono molto rammaricata del comportamento generale delle mie colleghe d’ufficio, che stamattina alla mia esigenza di abbassare la potenza dei condizionatori hanno inveito in  malo modo contro la mia persona alzando più volte i toni della  voce, visto che ad ogni temperatura li tengono alla massima potenza abusandone o suggerito civilmente  quantomeno tenere le porte dell’ufficio chiuse per non fare entrare corrente d’aria degli sfoghi dei condizionatori in corridoio essendo soggetta saltuariamente ad episodi di cervicale violenta. Aggravante del tutto è anche la mia posizione in mezzo all’ufficio che porta la mia maggiore esposizione evidente all’aria essendo gli impianti di condizionamento alle loro spalle. Capisco la convivenza pacifica ma io tengo alla mia salute, e le signore d’altronde avendo problemi  di circolazione che io non ho visto  anche l’età, le lamentele si propagano con  mio rammarico soprattutto dalla mia collega Sig.ra C  che ha evidenti problemi pressori ed altre ritorsioni in maniera subdola da parte di altre. Le ho suggerito più volte alla sig.ra C di scambiarci di  postazione, visto che nella mia postazione aprendo tutte le porte avrebbe molta più aria che le circola attorno, e non bastandole quella del condizionatore alle sue spalle, io che soffrò in maniera particolare di corrente ed aria fredda di conduttori d’aria sparati anche con 20 gradi esterni il tutto aggravato dalla poco disponibilità di venirmi incontro delle mie colleghe.
Grazie.

BCSdTR
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E niente.
Non ho corretto nemmeno le virgole. Del resto, vista anche l'età, non è che posso fare tanti sforzi.


15 lug 2014

ci sono cose...

...per cui non è che io mi incazzi proprio (miiiii, un'altro post in cui la vecchia inizia a lamentarsi? ebbasta, dai, non se ne può più, ma questa non c'ha un cazzo da fare?) ma, diciamo, mi indispongo vagamente. 
Stamattina sono arrivata in ufficio e non funzionavano i telefoni.
Un'ora e mezza di pace assoluta in cui nessuno chiamava per proporre le loro migliori offerte nel campo dell'energia, della telefonia, della tauromachia, dell'innovation technology, delle lampade a led e dei vantaggi del fotovoltaico applicato ai corvi che stazionano sui pali della luce. 
Poi hanno riparato il guasto, l'incanto è svanito, e tutto è tornato alla normalità. 
Non vi racconterò di quando BCSdTR, dopo aver concluso una telefonata ha chiesto "ma adesso i telefoni funzionano?" perché poi sembro una che si inventa le cose. Però fidatevi. E' successo davvero.
E io le ho pure risposto. 
Poi ci si è messa la collega G, a cui hanno cambiato il telefono cellulare aziendale. Non voglio entrare nemmeno nel merito del motivo per cui la collega G abbia un telefono cellulare aziendale, non lo so né lo voglio sapere. Però tornare dalla pausa pranzo e trovarla che picchietta sui tasti (l'opzione tasti silenziosi, questa sconosciuta) bip bip bip tu tu tu e passa in rassegna tutte le orribili suonerie in dotazione a sto cazzo di telefono è una cosa che scatena i miei più turpi istinti omicidi, nonostante la mia natura zen. Dantès, smettila su-bi-to di ridere.
Ve li ricordate quelli che, con l'avvento dei primi cellulari con più di due suonerie di default passavano il tempo a provarle ovunque si trovassero? Il posto preferito era il ristorante/pub/pizzeria, ma andava benissimo anche la sala d'attesa del dentista, lo scompartimento del treno. Ricordo scene in cui costoro si estraniavano e - spaccando quattro quarti di minchia a tutto il resto dei presenti - iniziavano a passare in rassegna tutte le suonerie, dalla prima all'ultima. Per poi ricominciare, dall'ultima alla prima. 
E io, che sono la solita ingenua, credevo si fossero estinti.
E adesso vado, che sto coltivando il mio cetriolo, e richiede cure costanti. 

11 lug 2014

ve la faccio breve

Altrimenti poi davvero la convinzione che io sia una che si lamenta per la qualunque diventerà una certezza e non vi abbandonerà più.
Prima le belle notizie: il mio cancello è stato riparato e funziona di nuovo.
Lo so che non vedevate l'ora di saperlo, e io sono qua apposta.
Poi.
Ieri mattina la prima cosa che ho fatto entrando in ufficio è stata schiacciarmi un dito nella porta del cesso. 
Ho bestemmiato forte. 
Adesso ho l'unghia un po' viola, sembra che mi sia sporcata con la biro. E invece.
La cosa positiva è che sono riuscita a non pisciarmi addosso. Son cose. 
Veniamo a noi.
Dal 1° settembre diventerò la segretaria dell'Amministratore Delegato. 
E no, non mi aumenteranno lo stipendio. 
Son cose anche queste. 
Stamattina mi è stato assegnato il mio primo incarico: l'organizzazione di un evento annuale. 
A Torino.
Nello stesso week end in cui (a Torino) ci sarà il Salone del Gusto.
Queste, più che cose, son cetrioli. 

Ciao, sono il primo cetriolo ufficiale della poison. 




9 lug 2014

Tuoni fulmini e saette

Sono consapevole di poter dare l'impressione di essere una di quelle donnette fastidiose e/o femmine lagnose che non fanno altro che lamentarsi per questo quello e quell'altro motivo. E se fra di voi ci fosse qualche guru della psicanalisi che sta pensando "eh, per forza, non scopi!" sappia che probabilmente ha sicuramente ragione.
Detto ciò, veniamo al dunque.
Sono effettivamente una che si lamenta spesso e volentieri, ma così, per il gusto di farlo, mica perché sia realmente convinta che il destino porco e bastardo e cinico e baro ce l'abbia con me (ovvio che ce l'ha con me, altrimenti le cose non si spiegherebbero!). Perché sì, mi incazzo un po', poi 99 volte su 100 me ne faccio una ragione, ci rido su e, fondamentalmente, me ne fotto.
Che non voglio che laggente che godono delle sfighe altrui trovi soddisfazione così, aggratis.
Dato che oltre ad essere pseudofemminalagnosa nasco cialtrona, mi piace rendervi partecipi delle piccole sfighe quotidiane che mi ravvivano le giornate. Anche se spesso ne farei volentieri a meno. Di farmele ravvivare, mica di rendervi partecipi, che credevate?
Siccome quest'estate, almeno qua nel ridente nord ovest, continua a regalarci un sacco di soddisfazioni a livello climatico, lunedì sera sono rientrata a casa e, entrando in Poisonville, un tappeto verde di foglie sull'asfalto mi ha fatto pensare che, mentre io mi stavo divertendo in ufficio, avesse piovuto parecchio.
Probabilmente dev'esserci stato anche abbastanza vento, perché ho trovato il bidone della carta, che staziona stabilmente in veranda, scaraventato vicino al portoncino di ingresso, e tutta la carta in esso contenuta a macerare sugli scalini. 
Recupero il bidone, raccolgo la carta fradicia dagli scalini, sistemo tutto, e nel mentre mi ricordo di aver lasciato la finestra della lavanderia aperta spalancata. 
Scendo a controllare: pavimento bagnato fradicio. Penso che prima o poi asciugherà, in caso contrario sabato lo asciugherò io, e, nel dubbio, chiudo la finestra.
Per fortuna il gatto mi aspettava accanto alla porta, per una volta - almeno lui - asciutto. 
Fa un freddo maiale, e il cielo non promette nulla di buono. 

Ciao, sono il cielo che non promette nulla di buono



Infatti, mentre - come tutte le sere, per quel famoso problema col fuso orario di cui parlavo l'altro giorno - sto perdendo conoscenza sul divano, sento l'inconfondibile rumore dell'acqua che scende a secchiate, con sottofondo di tuoni e contorno di fulmini. 
Dopo mezzanotte (no, non voglio parlavi del film di Davide Ferrario) mi sveglio, l'orologio del microonde che lampeggia mi fa capire che, mentre io dormivo il sonno dei giusti, è andata via la luce. Esco in veranda a fumarmi una sigaretta e vedo il cancello semiaperto. Smadonno un po' fra me e me, e scendo in garage. Il portone si apre, il cancello è morto. Mi avvicino alle fotocellule: morte anche loro. Una strage, in buona sostanza.
Decido che a quell'ora non posso fare nulla, e vado a letto. Tanto per cambiare guardo due episodi di Law & Order, alle tre sono ancora sveglia. 
Il lato positivo è che martedì mattina non mi sono svegliata alle 5 come di consueto, ma alle 6, al suono della sveglia. Nelle tre ore di sonno ho pure sognato. Ho sognato che mi svegliavo e il cancello funzionava. 
Ma, siccome i sogni saranno pure desideri, ma generalmente muoiono all'alba, il cancello era esattamente nella stessa posizione in cui l'avevo lasciato. Riprendo a smadonnare nel punto in cui mi ero interrotta e cerco la chiave per lo sblocco manuale, che, incredibilmente, trovo. 
Mi faccio il caffè e me lo gusto in veranda, ma in piedi, siccome le sedie sono bagnate. 
La chiave per lo sblocco manuale non sblocca una beata minchia, il cancello non si muove di un millimetro, e, per paura di peggiorare la situazione, non mi accanisco più di tanto.  
Esce il mio vicino, chiedo aiuto, inutilmente. Arriva anche l'altro vicino, ma la situazione non cambia.
C'è da dire che dalle mie parti siamo tutti mattinieri, se non altro. 
Ho due opzioni: starmene a casa o cambiare l'assetto aerodinamico dell'auto uscendo dal garage con il cancello socchiuso. Opto per la prima, e mando un po' di SMS in ufficio. Penso alla rivolta degli oggetti e a come le comodità possano complicarti la vita quando smettono di funzionare.
Nel frattempo avevo mandato un SMS anche al tecnico dell'assistenza, spiegandogli il problema. Alle 7.20 mi chiama, istruendomi su come sbloccare il cancello manualmente. 
Riesco nell'impresa senza spezzarmi nemmeno un'unghia e, finalmente, riesco anche ad uscire di casa mantenendo invariato l'aspetto aerodinamico di Clio IV.
E, mentre nel ridente nord ovest continua a piovere, io aspetto il preventivo per la riparazione del cancello, sperando che l'assicurazione me lo rimborsi.

Ciao, sono il fulmine che ha ucciso il cancello della poison. 



8 lug 2014

Non sono io che sono cattiva, sono loro che non capiscono un cazzo.

Adesso.
Lungi da me voler generalizzare, sia chiaro. 
Anzi, massimo rispetto per tutti i lavoratori dei call center, che lo so bene che è un lavoro di merda, sottopagato e che 11 volte su 10 hai a che fare con degli emeriti rompicoglioni. 
Ciao, sono Poison, e sono un'emerita rompicoglioni.
Ricevo la bolletta del telefono/abbonamento internet. Premessa: io sono quella che da anni vorrebbe togliere il telefono fisso da casa, ma, siccome le rode il culo spendere 60€ per la cessazione della linea, ogni bimestre continua a spenderne 30. Se pensate che io sia scema, beh, sappiate che lo penso pure io, e da molto tempo prima di voi. 
Dicevo, ricevo la bolletta.
Siccome sono rompicoglioni la controllo. Tutto a posto, non fosse per un addebito di 2.08€ nella sezione "Altri costi": addebito spese distribuzione elenchi telefonici.
Allora. 
1) Io sull'elenco telefonico avevo fatto esplicita richiesta di non comparire, fin dai tempi in cui venne istituita questa possibilità. 
2) Dall'avvento di interDet non ho più sfogliato un elenco telefonico cartaceo nemmeno per sbaglio. 
3) L'elenco telefonico che tu, gestore telefonico, mi stai addebitando, fra le altre cose non l'ho mai ricevuto.
Non ne faccio una questione economica ma di principio. Sono pur sempre quella che ha mandato una mail alla sua banca per il doppio addebito del canone mensile sul conto corrente. Canone di 1 (uno) euro. 
Guardo sul sito per vedere se esiste un indirizzo e.mail per informazioni/contatti/richieste/richiami. 
No.
Telefono. 
Seguo le istruzioni, e, dopo un'attesa nemmeno troppo lunga, mi risponde Monica, operatrice diversamente sveglia. 
ODS: come posso aiutarla?
P: buongiorno, ho ricevuto la bolletta e ho notato che c'è l'addebito per l'elenco telefonico, bla bla bla, e ripeto a ODS i punti 1 e 3.
ODS: a chi è intestata la bolletta?
P: a [nome] [cognome]
ODS: mi può dire il codice cliente o il codice fiscale?
P: il codice cliente è 1234567890
ODS: e qual è il numero di telefono:
P: 1122334455
ODS: bene. Mi può dire qual è il numero di telefono?
P: Scusi, ma gliel'ho appena detto. 1122334455.
Generalmente sono diplomatica, gentile, e porto rispetto nei confronti della gente che sta lavorando.
Generalmente. Se mi prendi per idiota tendo a diventare un po' meno gentile. 
ODS: di che importo è la bolletta?
P: millemila euro.
ODS: qual è l'importo che deve pagare per questa bolletta?
P: No, ma davvero? Le ho appena detto anche questo, millemila euro. 
ODS: si vede che è appena stata emessa, perché io non riesco a vederla.
(I miei complimenti a chi vi ha fatto il programma, allora)
P: beh, io l'ho appena ricevuta, è appena stata emessa sì, mica telefono per chiedere informazioni su una bolletta di tre anni fa. 
ODS: Quando scade?
P: il 1° agosto.
ODS: va bene. Mi dica. 
(Monica, tesoro, ma ci sei o ci fai?)
P: scusi, cos'è esattamente che dovrei dirle?
ODS: motivo di telefonata.
(Ma porco cazzo, il motivo della telefonata te l'ho spiegato all'inizio, in quale momento della telefonata ti sei resettata, esattamente? O forse le cose te le devi far ripetere due volte per contratto?)
Mentre rispiego abbastanza pazientemente il motivo della telefonata già so che sarà difficile ottenere una minima soddisfazione da questa telefonata, ma ormai sono in ballo, e proseguo. 
Monica mi attacca uno spiegone sul fatto che non comparire sull'elenco e ricevere l'elenco siano due cose diverse (grazie, Monica, davvero, mi hai illuminato la giornata), al che io le faccio presente che questo l'avevo capito, ma che il problema di base è che mi stanno facendo pagare una cosa che non mi hanno dato. 
E Monica mi spiega che loro naturalmente non si occupano della distribuzione, ma che, se voglio, mi dà il numero di telefono della società che distribuisce gli elenchi così posso parlare con loro.
Ma anche no, Monica, davvero. Che lo so che la mia sarà stata l'ennesima telefonata di merda che si va a sommare alle altre ventordicimila telefonate di merda a cui tu ogni giorno sei obbligata a rispondere nel tuo cubicolo male areato, male illuminato e mal pagato. Ma se non sai cosa rispondermi, dimmelo. Invece di raccontarmi la genesi della distribuzione dell'elenco telefonico. Il risultato è lo stesso, tu avrai risparmiato tempo, e io non avrò avuto l'impressione di essere stata presa per il culo. 
Adesso provo a ritelefonare, sperando che Monica abbia finito il turno. 

2 lug 2014

29 mag 2014

l'ambizione è l'ultimo rifugio del fallito

Il potere logora chi non ce l'ha, diceva quello. 
Il potere logora anche chi ce l'ha, chi l'ha avuto e ne ha un po' meno, chi non lo ha mai avuto e lo vorrebbe, insomma, il potere è democratico e trasversale. Logora indistintamente a prescindere dal fatto che lo si possieda o meno.
Quindi, se ne deduce che  il potere logora totalmente a cazzo di cane. 
Ieri sera io e collega G ci siamo fermate in ufficio per far partire la solita pratica URGENTISSIMA che doveva pervenire tassativamente entro ieri al Ministero XYZ.
Il capo di G dice che, una volta pronta, la pratica va anticipala via mail a Tizio, Caio e Sempronio. 
Io, che non ho contatti né con Tizio, né con Caio, né con Sempronio, occupandomi solitamente di altre cose - nessuna delle quali di vitale importanza - quando ho tutto pronto, dico a G.: "Ti giro tutti i file, fai partire tu, perché non mi conoscono e se si vedono arrivare una mail dal mio indirizzo potrebbero chiedersi chi cazzo sono".
G. è d'accordo e manda tutto, come da ordini del capo, all'indirizzo di Tizio, all'indirizzo di Caio, e all'indirizzo di Sempronio.
Si tratta di due pratiche distinte, quindi G. invia due mail distinte.
Saluti e baci, finalmente possiamo abbandonare l'ufficio, ciao ciao, a domani. 
Stamattina G arriva, controlla la posta, e trova non una, ma due mail di Tizio.
La prima dice: 
"Mi scusi ma non può inviare lettere alla mia mail personale. Nessun mio collaboratore si è mai permesso di fare una cosa del genere verso il suo amministratore."
A parte che si tratta di lavoro e ti è stata anticipata una cosa - a te indirizzata - che doveva arrivarti tassativamente ieri e che tu avevi richiesto, ma, soprattutto, a parte chiedermi a che cazzo ti serve la mail personale, che poi è quella dell'ufficio a cui appartieni, e non quella di casa tua, hai davvero scritto "SI E' MAI PERMESSO DI FARE UNA COSA DEL GENERE"? 
Tizio, a parte che sei un cafone fatto e finito, ma davvero, are you serious? 
La seconda, sempre gentilissima, era molto più stringata: "La smetta di inviare mail a chi non conosce".
Bello, fatti vedere. 
Da uno bravo.
E in fretta. 



19 apr 2014

Appunti preventivi di viaggio
(sempre in Vietnam)

La programmazione del viaggio prosegue.
Ormai l'itinerario è praticamente definito, abbiamo acquistato altri due voli interni, un paio di escursioni (baia di Halong con un pernottamento in barca e 3 giorni nel nord del paese, con trekking fra le risaie di Sapa e visita al mercato di Bac Ha) e prenotato un po' di stanze di hotel. Abbiamo ancora da organizzare l'ultima settimana, ma - anche se non si direbbe - non abbiamo fretta.
Siccome sono un po' ansiosa e vagamente scassacazzo (roba che Furio Zòccano mi fa una pippa carpiata a due mani), l'altro giorno sono andata sulla pagina della compagnia aerea low cost con cui abbiamo preso il primo volo interno che da HCMC alle 16.35 ci avrebbe portato ad Hanoi. Arrivo previsto ad Hanoi 18.40.
Ma, oVVoVe, scopro che il volo delle 16.35 magicamente è diventato, senza che nessuno si preoccupasse di avvisarci, il volo delle 18.10, con conseguente arrivo ad Hanoi alle 20.15. 
E lo so che 2 ore di fronte all'eternità non sono un cazzo, ma se nelle ultime 24 ore non hai visto altro che hostess, duty free, pranzi in vaschette cuki alluminio, posate di plastica, cielo blu sopra le nuvole and so on, credi a me, posare le chiappe in un letto vero due ore prima fa comunque la differenza.
Ho cercato un indirizzo e.mail a cui esprimere tutto il mio disappunto, ma ho trovato solo il numero telefonico di un call center. A mali estremi estremi rimedi, la poison chiama il call center vietnamita, mettendo le mani avanti, dicendo che chiama dall'italia e scusandosi per il suo inglese. 
La signorina si scusa a sua volta per il disguido, ripete N volte che è tanto tanto dispiaciuta (ma tanto proprio, eh?) ma tutto quello che può fare è spostarci sul volo delle 12.40. Peccato che noi, alle 12.40, si debba ancora atterrare. 
Mentre riattacco autofanculizzandomi mi ricordo che chi più spende meno spende e ringrazio che gli altri voli interni li abbiamo acquistati con la Vietnam Airlines. 
Ma, siccome oltre che ansiosa e scassacazzo sono anche cocciuta, continuo a cercare un indirizzo a cui scrivere a questi signori, e finalmente lo trovo. 
Verba volant, scripta manent, espongo il mio problema come l'avevo raccontato a miss call center, lamentandomi del fatto che nessuno ci avesse avvisato, e dicendo che se avessi voluto volare alle 18.00 avrei comprato il volo delle 18.00 e chiedo (gentilmente, perché, anche se non sembra, so essere molto diplomatica) di venire spostata sul loro volo delle 16.20, visto che ci sono ancora posti disponibili (anche se costano esattamente il doppio rispetto a quanto abbiamo speso noi inizialmente, ma questo non ritengo sia un problema nostro) without payment of any penalty or additional tax. 
E la compagnia ha prontamente risposto, spostandoci, without payment of any penalty or additional tax, sul volo delle 16.20. 
Sperando che non decidano di cambiare nuovamente orario. 
Ma ormai ho il loro indirizzo.

16 gen 2014

Spendi spandi effendi

Siccome son due sere che tento di vedere un film (anzi, due sere due film) con lo stesso identico risultato (abbioccarmi clamorosamente sul divano) in alternativa potrei recensirvi una mezza dozzina di episodi di Law & Order SVU, ma non ne ho voglia. Quindi ho deciso che oggi vi allieto la giornata con un articolo apparso sulla Stampa, che, se non fosse che ci sarebbe da piangere, farebbe anche ridere.
Non so se qualcuno di voi negli anni 90 leggesse Cuore - io sì, la Tiz pure, Dantes molto probabilmente anche - ma, in ogni caso, dato che tutto cambia affinché nulla cambi (cit.), il titolo (di 23 anni fa) è drammaticamente attuale, oggi come allora.
L'articolo riporta, e immagino non in maniera esaustiva, gli acquisti che, da nord a sud, da est a ovest, da sinistra a destra passando per il centro, i nostri politic(ant)i hanno avuto il coraggio di mettere a rimborso spese.
Tralasciando le ormai famose mutande verde kiwi padano di Cota, costate 40€, ce n'è davvero per tutti i gusti.
Siete pronti?

- Trenta pecore e un vitello. Regione Sardegna, Salvatore Ladu (Pd). 10.500 euro. 
- Libro «Mignottocrazia» di Paolo Guzzanti. Regione Lombardia, Nicole Minetti (Pdl). 16 euro. 
- Campanacci per bovini, bardature per cavalli, finimenti per carrozze. Regione Piemonte, Gianfranco Novero (Lega). Importo imprecisato. 
- Chewing gum, caramelle, acqua, caffè, salatini, Red bull, sigarette, birra. Regione Lombardia, Renzo Bossi (Lega). 22.000 euro circa. 
- Aerei di carta. Regione Lombardia, Alessandro Marelli (Lega). 15.59 euro. 
- Corno d’avorio. Regione Campania, gruppo imprecisato. 1.900 euro. 
- Salsicce di Norimberga. Regione Lombardia, Pierluigi Toscani (Lega). Importo imprecisato. 
- Suv Bmw X5. Regione Lazio, Franco Fiorito (Pdl). 88.000 euro. 
- Mazza da golf. Regione Piemonte, Marco Botta (Pdl). Importo imprecisato. 
- Una caldaia, un congelatore, un frigorifero, una lavatrice, un televisore. Regione Piemonte, Roberto Boniperti (ex Pdl). Importo imprecisato. 
- Confezione di gorgonzola piccante. Regione Piemonte, Roberto Boniperti (ex Pdl). 153 euro. 
- Fornitura di catering di gelato per la festa patronale del comune di Novello. Regione Piemonte, gruppo Lega. 695 euro. 
- Accesso a bagno pubblico. Regione Emilia, Thomas Casadei (Pd). 0.50 euro. 
- Cambio tergicristalli. Regione Calabria, gruppo imprecisato. Importo imprecisato. 
- Focacce (4), Aperol (24), Sanbitter (5), acque (2). Regione Lombardia, Renzo Bossi (Lega). 210 euro. 
- Bombola a gas. Regione Campania, Gennaro Salvatore (Psi). Importo imprecisato. 
- Adozione a distanza. Regione Friuli, gruppo Pd. 113 euro. 
- Tintura per capelli da uomo. Regione Campania, gruppo per Caldoro. 3 euro. 
- Due spazzolini da denti con nome inciso. Regione Lombardia, Renzo Bossi (Lega). Importo imprecisato. 
- Biglietto per spettacolo di lap dance. Regione Calabria, consigliere imprecisato. Importo imprecisato. 
- Localizzatore autovelox. Regione Lombardia, Renzo Bossi (Lega). 188 euro. 
- Televisore Philips Lcd, macchina fotografica Olympia, cornice digitale. Regione Piemonte, Elena Maccanti (Lega). 1212 euro. 
- Shampoo da Bunny’s Sun. Regione Liguria, gruppo Idv. 4 euro.
- Pareo da Golden Lady. Regione Liguria, gruppo Idv. 15.90 euro. 
- Gastronomia per il battesimo della nipote. Regione Piemonte, Gianfranco Novero (Lega). 465 euro.
- Mini orsetto. Regione Basilicata, Rosa Mastrosimone (ex Idv). 5.90 euro. 
- Serata al Discobar «La Strada». Regione Molise, gruppo imprecisato. 650 euro. 
- Barbie. Regione Campania, gruppo imprecisato. 9.80 euro. 
- Slip da Golden Lady. Regione Liguria, gruppo Idv. 23.90 euro. 
- Aperitivo all’Hotel Principe di Savoia di Milano. Regione Lombardia, Nicole Minetti (Pdl). 832 euro. 
- Snack al supermercato MD. Regione Molise, Gennaro Chiercia (Psi). 0.80 euro. 
- Calze e mutande da Intimissimi. Regione Piemonte, Luca Pedrale (Pdl). Importo imprecisato. 
- Toelettatura del cane. Regione Friuli, Alessandro Colautti (Pdl). Importo imprecisato. 
- Dieci multe dei vigili urbani di Novara. Regione Piemonte, Massimo Giordano (Lega). 692.92 euro. 
- App di Itunes per scaricare Navigation. Regione Marche, gruppo Pd. 94 euro. 
- Libro «Il segreto delle donne, viaggio nel cuore del piacere». Regione Marche, Raffaele Bucciarelli (Pdci-Prc). 16.80 euro. 
- Oggettistica allo Juve Store di Torino. Regione Piemonte, Paolo Tiramani (Lega). 113 euro. 
- Barattolo di Nutella. Regione Lombardia, Carlo Spreafico (Pd). 2.70 euro. 
- Tassa sui rifiuti. Regione Campania, gruppo Misto. Importo imprecisato.

11 dic 2013

di martedì sera e di pensieri sparsi a caso.
o a cazzo, fa lo stesso.


C'è questo strano mal di stomaco che mi accompagna da qualche giorno. 
Di quelli che arrivano all'improvviso e che ti si piazzano lì, come un blocco di tufo che si incastra, e non va né su né giù. Più o meno lo stesso effetto, ma molto più blando, di quando mi facevo le canne. Ssssssh. 
Che infatti dopo un po' ho capito che farmi le canne non era poi una mossa così geniale, e ho smesso. 
Ma per far passare un mal di stomaco che non so perché è arrivato cosa posso smettere di fare? 
Ieri sera ho saltato la cena, per dire. 
Sempre ieri sera, al cinema, mi sono addormentata. La Tiz ha detto che il film era bello.
Dal poco che ho visto è sembrato anche a me. 
Stamattina sono rimasta addormentata.
Alla sveglia delle 6.00 ho pensato "ancora cinque minuti". Quando ho riaperto gli occhi erano le 8.00.
Ma solo perché il gatto ha iniziato a prendermi a zampate in faccia. 
Poi in TV ho visto Conte che spiegava che è arrivato a Istanbul la domenica perché lui "li porta sempre a visitare le città in cui giocano". E io mi immaginavo Antonio Conte che racconta a Vidal e Pogba la storia di Yerebatan Sarnici e ho pensato "Agghiacciantaaaa". 
Oggi ho pranzato a pane e citrosodina.
Poi mi si è accesa una spia (sull'auto, io sono anziana, sono ancora un modello anal-ogico) e ho portato l'auto in officina.
Nella migliore delle ipotesi potrebbe essere il filtro del gasolio, se invece non vogliamo esagerare con questo sfoggio di smisurato ottimismo potrebbero essere gli iniettori che si sono s-programmati di loro spontanea volontà. Venerdì saprò.
Nel frattempo la città è bloccata dalle proteste del movimento dei Forconi.
A me sinceramente sfugge l'efficacia di colpire la classe politica creando disagio fra i comuni mortali come me, te, o la signora Pina con la pensione minima che va a comprare il pane e trova la panetteria chiusa. Mi sembra una guerra tra poveri dove i destinatari della protesta osservano lo spettacolo dalla finestra, in un misto tra il divertito e l'annoiato, per vedere chi si farà male per primo. 
Tornando a casa ho trovato l'autostrada bloccata. 
Ma avevo la citrosodina.
Stavo pensando ad un nuovo format, "Gira il forcone". 
Poi ho scoperto che la causa era un incidente mortale.
E mi sono sentita un po' una merda. 
E avrei voglia di un lungo abbraccio caldo e morbido.
Ma mi accontenterò della citrosodina. 
E della coperta di pile.
Se qualcuno, nel caso, volesse regalarmi un plaid in cachemire, sappiate che mi farebbe davvero tanto, ma tanto piacere.

2 dic 2013

31° TFF _ day 9

GRAND PIANO (Spagna 2013)

Tom Selznik è uno dei più talentuosi pianisti viventi. 
In occasione del suo ritorno ad esibirsi in pubblico dopo cinque anni d'assenza dalle scene, dall'ultimo concerto in cui sbagliò l'esecuzione del pezzo impossibile, "la cinquette", composto dal suo mentore recentemente scomparso, Tom, scoprirà, quando è già sul palco, che qualcuno ha scritto sul suo spartito "suona una nota sbagliata e morirai".
Pensando si tratti di uno scherzo, inizialmente Tom non dà peso alla cosa, ma ben presto si accorgerà che è tutto vero. Recuperato un auricolare nel camerino, entrerà in contatto con un misterioso killer che, tenendolo sotto tiro, lo dirigerà durante tutta l'esecuzione del concerto, minacciando di morte prima la moglie, poi il direttore d'orchestra. Così, l'ansia da prestazione che attanagliava l'uomo in occasione del concerto è destinata ad aumentare in maniera esponenziale, costretto all'esecuzione perfetta per salvare l'amata moglie. 
Il film riesce, nonostante tutto, e senza scomodare Hitchcock a mantenere una certa tensione. Facciamo tensioncina, dai. 
Anche se.
Elijah Wood nella parte del pianista eroe suo malgrado è credibile come lo sarei io se interpretassi una ballerina classica, l'ottimo John Cusack - che sembra trovarsi bene nei panni del cattivo - non si capisce da dove arrivi e perché, e il film, scelto come film di chiusura del primo (e purtroppo non ultimo, scusate se insisto) TFF made in Virzì, sarebbe perfetto per la serata thriller di Italia1.

SUZANNE (Francia 2013)

Mi piacerebbe dire qualcosa di questo film, ma, siccome mi sono rotta i coglioni di storie inutili, quando la protagonista, Suzanne, esce dal carcere, entra in una stanza d'albergo e inizia a contemplare il soffitto, io ho abbandonato la sala.

WHITEWASH (Canada 2013)

Una tormenta di neve, e uno spazzaneve che corre lungo una strada deserta investe un uomo, uccidendolo.
Inizia così questo film che, accompagnato dalla voce profonda di un ottimo Thomas Haden Church ci spiega, andando a ritroso nel tempo, tutto quello che è successo per portarlo fin lì e comportarsi in quel modo.
Fondamentalmente la storia di un brav'uomo, travolto dagli eventi e divorato dal senso di colpa, che lo porterà all'annientamento. E tutto è iniziato perché, essendo appunto un brav'uomo, ha compiuto una buona azione. Quando la generosità non paga. 
Non sarà un film essenziale, ma, nella mediocrità di questa edizione del Festival, riesce a farsi apprezzare, grazie anche all'interpretazione di un valido Thomas Haden Church.

MONICA Z (Svezia 2013)


La vita di Monica Zetterlund, icona del jazz scandinavo, attraverso l'ossessiva ricerca del successo. Dallo scandalo della sua prima esibizione a New York, lei, così bianca e algida, colpevole di essere salita sul palco assieme a dei musicisti neri. 
Il ritorno in Svezia, il tormentato rapporto col padre, il desiderio di essere amata e l'ostinazione di emergere a tutti i costi, contro tutto e contro tutti, dimostrando che si può interpretare il jazz anche in una lingua che non sia l'inglese, e riuscendo a trasmettere la tristezza pur non essendo mai stati a New Orleans.
Nel ruolo della Zetterlund, morta il 12 maggio 2005 nel rogo del suo appartamento a Stoccolma, c'è la bravissima (e fighissima) cantante islandese/svedese Edda Magnason.

Con questo film si conclude il "mio" TorinoFilmFestival, che, come avrete senz'altro capito, quest'anno mi ha un po' deluso. Nessuna delusione immensa, ma nemmeno nessun film che facesse gridare al capolavoro. Un'edizione ruffiana, fatta per piacere e accontentare tutti, finisce per non soddisfare nessuno.
Non voglio fare la dura e pura a tutti i costi, ma dell'impronta "pop" voluta da Virzì io ne facevo tanto volentieri a meno. Non ricordo - e seguo il TFF da quando si chiamava ancora "Festival Cinema Giovani" - un'edizione in cui i film presentati al festival siano usciti nelle sale a festival ancora in corso.
Mi spiace non aver visto il polacco "Ida" di Pawel Pawlowski, a detta di tutti in gran bel film, che spero di poter recuperare, prima o poi. 
I numeri potranno anche dare ragione a Virzì, con un 34% di incremento degli incassi, ma, come detto giustamente dalla Tiz, siamo dalle parti di "mangiate merda: milioni di mosche non possono sbagliare".

I premi:
Miglior Film: Club Sándwich di Fernando Eimbcke (Messico, 2013)
Premio Speciale della giuria: 2 automnes 3 hivers di Sébastien Betbeder (Francia, 2013)
Miglior attrice: Samantha Castillo per Pelo Malo di Mariana Rondón (Venezuela, 2013)
Miglior attore: Gabriel Arcand per Le démantèlement di Sébastien Pilote (Canada, 2013)
Miglior sceneggiatura: Pelo Malo di Mariana Rondón (Venezuela, 2013)
Premio del pubblico: La mafia uccide solo d’estate di Pierfrancesco Diliberto “Pif” (Italia, 2013)