10 gennaio 2019

Cold war - Pawel Pawlikowski


o l'ultima delusione dell'anno (scorso).

Di cosa parla Cold War? Della storia struggente di un amore impossibile.
E già partiamo abbastanza  male.



Il film inizia in Polonia, nel 1949, con Wiktor alla ricerca di talenti per formare un gruppo di danze e canti popolari. Quindi la prima mezz'ora del film passa tra audizioni e canti folkloristici polacchi, non vi dico la gioia. Quando arriva il turno di Zula, ragazza dal passato misterioso, Wiktor se ne innamora come una pera cotta.
Tra un'audizione e l'altra nasce finalmente il gruppo "Mazurek", che ha successo e partecipa a vari spettacoli in giro per il paese, fino al momento in cui verranno invitati ad esibirsi a Berlino. Nel frattempo sono passati tre anni.
Wiktor propone a Zula di approfittare della situazione per fuggire all'Ovest, ma la donna non si presenta, e Wiktor decide comunque di andarsene.
Per farvela breve, Wiktor si rende conto che Zula è l'unico amore della sua vita, ma Zula è ancora in Polonia, mentre lui è a Parigi. Decide quindi di andare a vedere l'esibizione di Mazurek in Jugoslavia, dove non potrebbe nemmeno entrare, e infatti anche abbastanza gentilmente lo rimandano a casa. Ma poi, finalmente, un bel giorno Zula arriva a Parigi, perché, avendo sposato un italiano (qualcuno ha parlato di cliché?), ha potuto lasciare il paese.
Ma, siccome non si trova bene (a Parigi) decide di tornare in Polonia (in Polonia. Nel  1957. Vabbè).
Wiktor quindi cosa fa? Si mette forse l'anima in pace,  rendendosi finalmente conto che con Zula non c'è trippa per gatti e se ne fa una ragione? Col cazzo. Decide di fare la peggio cazzata ever e torna in Polonia. Già.
E niente, in un crescendo tragico di ammore e disperazione il film ad un certo punto finisce.
Bene?
Male?
Non sa/Non risponde?
In ogni caso vissero tutti (in)felici e (s)contenti.


Mi sarebbe piaciuto uscire dalla sala appagata come era successo dopo la visione di Ida, e invece.
Poi oh, lo so che questo film è piaciuto a tutti, Sua Bionditudine compresa, ma non importa. Io l'ho patito abbastanza, vuoi per i canti popolari polacchi, oi oi oi, vuoi perché Zula è simpatica come un gatto attaccato ai maroni, vuoi perché Wiktor, stringi sringi, è un emerito coglione. 
Che va bene l'amore della tua vita, ma insomma, anche meno. 



14 commenti:

  1. Ida fu una bella sorpresa, spero sarà anche questa ;)

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    1. Ida era un film bellissimo, questo, per me, molto meno.

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  2. "Hai una pietra al posto del cuore" (cit. Candy Candy)
    Ciao Poison!!!!

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    1. AH AH AH AH! Probabilmente è vero!
      Ciao caro, come stai?

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    2. Tutto ok, da circa un anno vivo a Roma, me ne resterò qui un altro po' e poi mi sa che rientro in laguna. Chissà che entro fine anno non venga a trovarvi lassù in montagna :-)

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    3. ah ma dai! Non lo sapevo... e non ti manca la laguna?
      Se vieni qua al nord noi ti si aspetta sempre con gran piacere!

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  3. Sono fra quelli a cui è piaciuto davvero tanto (e l'immagine del blog parla da sola), anche se ammetto una certa difficoltà nell'entrarci che sì, le sequenze su canzoni folcloristiche non son certo leggere. Ma poco a poco ho capito quell'amore, non condividendo le scelte, rimanendo a pezzi per il finale.

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    1. Io proprio ho fatto fatica, ho trovato lei insopportabile!

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  4. Mi fa piacere sentire un giudizio in controtendenza, che mi consola perché non sono riuscito ancora a vederlo. Le critiche che muovi, mi sembrano motivate, quindi se non salta fuori ancora al cine questa primavera/estate, me ne farò una ragione.

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    1. Però magari potrebbe piacerti, eh? Io, come ho detto prima a Lisa, ho fatto fatica a entrare in sintonia con lei (ma anche con lui, diciamolo), e quindi non ce l'ho proprio fatta ad appassionarmi a questa tragica storia d'amore...

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  5. AHAH, numero 1

    è esattamente così la successione degli eventi, schematica, senza senso, banale, confusa

    mah, veramente non ho parole

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    1. È bello sapere che non è piaciuto nemmeno a te!

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  6. Ne parlerò a breve anch'io, e ti dirò... sarà che (forse) avevo troppa aspettativa, sarà che l'ho visto in una serata speciale, a tema anni '50, pensando di trovarmi di fronte a un melò che strappasse il cuore... fattosta che l'ho apprezzato dal punto di vista estetico, ma emotivamente mi ha coinvolto ben poco. Bello ma troppo trattenuto. Non ho versato una sola lacrima, e sì che ero pure propenso a farlo.

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    1. Probabilmente dopo Ida le aspettative hanno fregato anche me!

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