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23 dic 2016

ricapitolando

E' ora di tirare le somme, visto che il 2016 sta per finire... non credo che quest'anno avrò tempo/voglia di cimentarmi in classifiche di vario genere, anche se non si può mai dire e mi resta ancora una manciata di giorni per cambiare idea.
Per cosa ricorderemo questo 2016?
Se escludiamo l'ecatombe di personaggi più o meno famosi che ci hanno lasciato, che sembrava l'epidemia di spagnola del 1920, terremoti, attentati, la Brexit, la  vittoria di Trump e altre tragedie più o meno epocali, verrebbe da pensare che l'anno che sta per concludersi non lasci niente di bello da tramandare ai posteri. E, per quanto mi sforzi, a livello globale non mi viene davvero in mente una beata minchia che sia degna di essere ricordata nei secoli a venire. 
Ma, siccome questo è pur sempre il mio blog, cercherò di fare un riassunto di quello che è successo a me nel 2016, e che vale la pena di ricordare scrivo qua, così potrò rileggerlo quando verrò colta da demenza senile, anche se probabilmente non ci riuscirò, in quanto avrò smarrito le password.
In ogni modo.

G e n n a i o :
Ho visto la mostra fotografica di Vivian Maier allo Spazio Forma Meravigli a Milano.  Lo Spazio Forma mi piaceva molto di più nella sua sede storica di Piazza T.L.Caro, ma non si può aver tutto dalla vita.
Ho visto la mia rossa preferita di passaggio in città, ho aspettato inutilmente e per la terza volta gli omini dell'italgas per la sostituzione del contatore e poi, dopo averci pensato forse troppo, ho deciso che era ora di abbandonare Poisonville per trasferirmi in città e ho messo in vendita la casa in cui vivo da 20 anni.
Mi sono quindi buttata nel magico mondo degli annunci immobiliari, ovviamente in modo contemplativo, visto che la poraccitudine che mi contraddistingue mi impone di dover vendere l'unica casa che possiedo, prima di poterne comprare un'altra.

F e b b r a i o :
A inizio mese sono stata per l'ultima volta in ospedale per la visita di controllo relativa all'intervento subito il 26 novembre 2015. Mi hanno detto che va tutto bene e di non farmi più vedere. 
Nonostante a nessuno interessasse vedere casa mia, ho continuato imperterrita a visitare appartamenti in giro per la città. Uno, che veniva spacciato come "attico" (gli agenti immobiliari potrebbero tranquillamente scrivere le sceneggiature a Wes Anderson, o forse, a ben pensarci, potrebbero essere quelli che scrivono le famigerate sinossi del TorinoFilmFestival) aveva un balcone sgarrupatissimo e un'infelice puzza di stalla che aleggiava in tutta casa. Che, per un appartamento al 5° piano del centro cittadino è quanto meno bizzarro. Alla mia pacata osservazione "che cazzo è 'sta puzza?" l'agente mi rispondeva, ancor più pacatamente "i proprietari erano fumatori". 
Adesso, caro il mio agente immobiliare, pure io sono fumatrice, ma, ti assicuro, che un odore del genere a casa mia si sente soltanto quando concimano i prati del circondario. Quindi, a meno che i proprietari si fumassero letame essiccato - come usa fare in alcune zone dell'India e del Nepal - e lo stoccassero nel corridoio, posso assicurarvi che la puzza di fumo è diversa, e che tu mi stai prendendo per il culo. Depennato l'appartamento da un'ipotetica lista di case acquistabili, febbraio si è concluso in maniera assolutamente indolore.


M a r z o : 
Per ricordarmi che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, ad inizio mese qualcuno si impossessava della mia carta di credo per comprare su PayPal abbigliamento sportivo in un negozio di Baltimora (Maryland) e del cibo per animali in un negozio di Oakland (California).
Bestemmia fortissimo, telefona a PayPal, bestemmia ancora un po', telefona alla banca e blocca la carta di credito. Aspetta invano che ti arrivi, bestemmia inutilmente, dopodiché parti per New York SENZA la carta di credito. 
Sì, perché a marzo sono stata a New York per la terza volta. E sì, New York ha sempre il suo porco perchè. Anche trovare per due mattine consecutive Javier Bardem a fare colazione nello stesso nostro bar ha il suo porco perchè. Javier Bardem ne ha tantissimi, di porchi perchè. 
In ogni caso, essendo priva di carta di credito mi sentivo povera come la piccola fiammiferaia, e ho ridotto gli acquisti al minimo. 
Ovviamente al mio ritorno a casa la carta di credito nuova fiammante mi attendeva nella buca delle lettere e i signori di PayPal mi hanno riaccreditato tutto nel giro di pochissimo tempo. 


A p r i l e : 
... è il più crudele dei mesi, genera
lillà da terra morta, confondendo
memoria e desiderio, risvegliando
le radici sopite con la pioggia della primavera.
a parte questa botta di ottimismo, ad aprile non è successo nulla (negli altri mesi, invece...!) a parte che i fottutissimi omini dell'italgas, dopo aver fissato l'ennesimo appuntamento per la sostituzione del contatore, per l'ennesima volta non si sono presentati. Io so che il male non si augura a nessuno perchè non sta bene, e poi il karma e bla bla bla, ma spero che il cagotto a spruzzo li abbia colpiti nel momento più inopportuno, tutto lì.
Siccome casa mia continua a non interessare a nessuno ho smesso di andare in giro a vedere appartamenti. Metti mai che trovo la casa dei miei sogni e poi ci rimango male. 

M a g g i o :
A maggio sono andata in "gita" al santuario di Vicoforte per la salita alla cupola, che è, per dimensioni, la cupola ellittica più grande al mondo (dicono) e la quinta cupola al mondo per dimensini (dicono). In ogni modo è stato interessante (dicono).
Poi una domenica mattina ho deciso di andare a Milano per vedere la mostra di Herb Ritts al Palazzo della Ragione, prima che chiudesse. 
Herb Ritts, per quelle più giovani di voi che all'epoca non c'erano o erano troppo piccole per accorgersene, è stato un fotografo che mi ha regalato cose bellissime, tipo "Fred with tires" o il video del pezzo più strappamutande della storia della musica recente. 


G i u g n o :
Dopo tantissimi anni sono tornata a Roma, approfittando del ponte del 2 giugno. Così ho potuto vedere la mostra di Banksy, e, già che c'ero Tattoo Forever al Macro Testaccio. Ho camminato senza meta, e, se la memoria non mi inganna, credo di essermi anche ubriacata abbastanza.
E non c'è niente da fare, Roma, per un turista, ha sempre il suo fascino. Anche da sobri.
A cinque mesi dall'annuncio l'agente immobiliare ha portato una coppia a vedere la casa. 
Ho rivisto con grande piacere i Ford(s) al completo, e siccome il 24 giugno a Torino (e Genova, Firenze, ecc.ecc.) è festa, ne ho approfittato per scendere in Riviera ospite della mia rossa preferita (sì, sempre la stessa), passando il tempo a mangiare (bene) bere (parecchio), parlare (molto) e camminare sul bagnasciuga come le anziane. Che bello.

L u g l i o :
A inizio mese sono stata una settimana in Sicilia, dove faceva molto caldo e mi sono abbronzata tantissimo senza mai stare al sole. Che per una alta e bionda con gli occhi azzurri come me è davvero molto strano. 
A fine mese mi sono regalata un week end in Valtellina a trovare un'amica e, dopo anni sono finalmente riuscita a fare il giro sul Trenino Rosso del Bernina.
Per non smentirmi ho mangiato e bevuto molto. E bene.  


A g o s t o :
Ci tenevo molto a farvi sapere che, all'ennesimo appuntamento per la sostituzione del contatore del gas non si è presentato nessuno. Come ho già detto in passato, se devo farmi prendere per il culo decido io quando e decido io come. Questa volta ho preso il telefono e fatto una tamurriata all'impiegata, dicendo che il cambio del contatore è un problema loro, che io non l'ho richiesto e che per quanto mi riguarda il contatore che c'è adesso funziona benissimo. 
A parte questo ho festeggiato come ogni anno il mio compleanno andando a cena in un ristorante cittadino molto interessante, ho passato ferragosto in montagna mentre il 16 sono andata a Milano a vedere la mostra di Escher a Palazzo Reale. Fra le altre cose, se siete a Milano e non l'avete ancora vista, potete farlo fino al 22 gennaio. Ovviamente il 16 agosto Milano era semideserta e Palazzo Reale ancora di più. Che è la condizione ideale per visitare una mostra. Bellissima tra l'altro.
La coppia che era venuta a giugno a vedere la casa è tornata per un secondo sopralluogo e mi ha fatto un'offerta. Che - se fossi ricca sfondata - avrei potuto rifiutare. E invece. 

S e t t e m b r e :
... andiamo, è tempo di migrare... 
e infatti con un po' di gente a inizio mese ci siamo ritrovati per un week end in umbria in occasione di un "raduno/festa/compleanno/chissenefrega" del Buio in sala, e poi, per non perdere l'abitudine, sono partita per due settimane in Andalusia, ma di entrambe le cose ho già parlato nel blog all'epoca, quindi non mi ripeterò.

O t t o b r e :
Ho visto un appartamento bellissimo, vicino all'ufficio (troppo vicino all'ufficio), finemente ristrutturato, materiali di pregio ecc. ecc. Il problema è che in quella che avrebbe dovuto essere la camera da letto, se ci mettevo il letto non ci stava l'armadio. E viceversa. In quella che era la "zona giorno" non c'era la possibilità di mettere un tavolo da pranzo. E quindi il pensiero di vivere lì per il resto della mia vita mi metteva ansia.
Come (quasi) ogni anno sono andata alla Fiera del Marrone a Cuneo. E non ho assaggiato un marrone manco per sbaglio. Mi sono molto avvilita.
E poi, incredibilmente, il 21 ottobre ho trovato la casa. Un appartamento che mi hanno proposto da un'agenzia, e che io sono andata a vedere con lo stesso entusiasmo di Hillary Clinton il 9 novembre. E invece, alle volte.
E poi è morto Caprotti, è ha lasciato settantacinquemilionidieuro due spicci alla segretaria. Che non sono io.

N o v e m b r e:
Sono stata colta dall'ansia.
Nella casa in cui vivo, che è ENORME, c'è una quantità di rumenta da buttar via che non so da che parte girarmi. Passo i sabati mattina all'eco-centro a smaltire ogni tipo di rifiuto. E, ad occhio e croce, anche i sabati dei mesi che verranno li impegnerò in questo divertentissimo modo.
Sono anche andata al Torino Film Festival, come sempre. Anche se, come ho già detto, o forse no, quest'anno mi è sembrato che il livello fosse inferiore rispetto al solito.

D i c e m b r e :
Il 16 dicembre ho venduto casa. Sono sempre preda dell'ansia, ma un po' meno rispetto al mese scorso. I signori che hanno comprato casa mia sembrano molto gentili. Il fatto che mi facciano stare lì fino a quando non avrò finito di ristrutturare la casa che - mentre sto scrivendo - non ho ancora comprato mi sembra davvero tanta roba.
E, anche se la parola "trasloco" mi fa venire le bolle, l'idea di trasferirmi sta iniziando a piacermi. E molto.
Ecco. Questo è stato il mio 2016. Se siete arrivati a leggere fin qua, beh, a questo punto mi sembra doveroso farvi tantissimi auguri, se al grido di "sti cazzi" avete abbandonato a febbraio... beh, sti cazzi davvero.

31 dic 2015

È sempre bello essere attesi e non arrivare.

E invece.
Pensavate di farla franca e non beccarvi le mie inutili classifiche?
Illusi.
Puntuale come la diarrea in vacanza eccovi qua il meglio, il peggio, il chissenefrega fotonico, i cotillons senza i ricchi premi, e tutto quello che avete già letto su diecimila altri blog...


I 3 migliori film del 2015 che io - per un motivo o per l'altro - mi sono persa

Mad Max Fury Road
non perché io da ragazzina abbia adorato Max Rockatansky, o Mel Gibson, o l'Australia o il futuro distopico o chissà cos'altro, ma perchè - a parte il fatto che al posto del vecchio Mel c'è Tom Hardy, che le scene nel deserto australiano sono state girate in Namibia, che Charlize Theron è nata il 7 agosto come me furiosamente figa anche da lercia, il film è piaciuto praticamente a tutti.
Perché non l'ho visto? Bella domanda, sarei davvero curiosa di saperlo!

Sicario
E' al momento il mio più grande "rammarico" dell'anno.
E, paradossalmente, non ne so quasi nulla, a parte il fatto che la regia è di Denis Villeneuve, e che fra gli interpreti c'è Benicio Del Toro.
Perché non l'ho visto? Perché è uscito mentre ero in vacanza e quando sono tornata non era più in programmazione.

Me and Earl and the Dying Girl
Questo avrei voluto vederlo al Torino Film Festival, ma siccome quest'anno vi ho preso parte in forma ridotta, non sono riuscita ad inserirlo nel programma. E quando è uscito in sala, con un titolo che io farei diventare morenti i traduttori ero convalescente a casa.





I 3 film mai più senza (ovvero quelli di cui potevo fare tranquillamente a meno)

Film dalla trama improbabile e dallo svolgimento inverosimile, con Chris Hemsworth nel ruolo di un hacker. E ho capito che è diretto da Mann, e bla bla bla, ma non è che un film mi deve piacere solo perché l'ha diretto lui, no? 
No, appunto.

Film che - teoricamente - aveva tutte le carte in regola per essere un buon film, ma che, a conti fatti, non convince e non appassiona e rischia anche di annoiare un po'.

Interpretazione della Golino a parte, film che ho trovato noioso e pretrenzioso.
Più pretenzioso che noioso (perchè alla fine la storia non sarebbe stata nemmeno terribile).

I 3 (o forse 5, ma magari solo 4) meglio film del 2015

Film francese dall'aria vintage, a partire dai colori, che si ispira ad una storia vera, ovvero quella del giudice Pierre Michel e della sua lotta al narcotraffico nella Marsiglia degli anni 70.

Senza dubbio il film più "strano" (anche se strano non rende perfettamente l'idea) visto quest'anno, diretto da Yorgos Lanthimos. Più disturbante che bello, riesce a far riflettere e finisce in modo che ti lascia libero di pensare al finale "migliore"... (per modo di dire).

Opera prima di Deniz Gamze Ergüven, regista turca naturalizzata francese, è il film scelto dalla Francia per rappresentarla ai prossimi oscar, e racconta la storia di cinque sorelle che vivono in un piccolo villaggio sulle coste del Mar Nero. A seguito di un gioco innocente che nella piccola comunità conservatrice e tradizionalista equivale a uno scandalo, le ragazze vengono recluse in casa, mentre la severa nonna cerca di organizzare, per ognuna di loro, un matrimonio combinato.

Una Kate Winslet strepitosa in una commedia dal sapore revenge ambientata nella lontana Australia. Si ride parecchio. Ma solo fino ad un certo punto.
Come? 
Non è ancora uscito in sala? 
Pazienza. 
In fondo è la MIA classifica, mica quella dell'Anica.









22 mag 2015

Mi piacerebbe sapere chi è il mandante di tutte le cazzate che faccio.

La risposta è sempre la stessa, da anni. 
Sono io.
Questa volta no, questa volta il mandante è qualcun altro. 
Anzi, altrA. 
Nello specifico la Tiz.
Infatti è grazie a lei che domani, una squadra composta da quattro deficienti con tanto di elmetto antinfortunistico e tappi per le orecchie - no, ma davvero, parliamone - si ritroverà in piazza Solferino, alle 9 (nove) di mattina per partecipare alla Caccia al Tesoro organizzata da Urban Center Metropolitano.
Nella migliore delle ipotesi arriveremo ultimi.
Nella peggiore, qualcuno di voi, affezionati lettori, mercoledì contatti la redazione di Chi l'ha visto.


3 lug 2014

La Poison e lo shopping in Vietnam

Questo è un post frivolo, in cui si parlerà di shopping.
Poi non dite che non vi ho avvisati, ok?



Lo so che molti di voi penseranno che la Poison sia una tranquilla e morigerata signora di mezza età, senza vizi e... ok, dai, la smetto di dire cazzate, tanto non sono credibile.
E la smetto anche di parlare di me in terza persona, altrimenti sembro malata.
Anche se, a dire il vero, sono malata. Insomma, un po' malata. 
Non credo di potermi definire affetta da CBD, ma, nel mio piccolo, mi difendo discretamente.
Infatti ero molto dispiaciuta nello scoprire che, pochi giorni dopo la mia partenza, a Torino aprisse - in mia assenza - uno dei miei negozi di abbigliamento preferiti, ma, ovviamente, me ne sono fatta una ragione e sono partita lo stesso.
Fare shopping mi piace, ovvio che non arrivo a indebitarmi come Rebecca Bloomwood, ma, non dovendo mantenere nessuno oltre a me stessa, diciamo che cerco di non farmi mancare niente. 
Che il detto "mi manca tutto ma non ho bisogno di niente" nel mio caso si può ribaltare con "non mi manca niente ma ho bisogno di tutto". E può essere che in questo "bisogno" di comprare cose si nascondano disagio interiore o tutte le carenze affettive dell'universo mondo, ma, spendere per spendere, piuttosto che dare i soldi a un terapeuta o ad uno spacciatore, io faccio girare l'economia. 
Ovviamente anche quando sono in giro per il mondo lo shopping diventa parte fondamentale del viaggio. Fortunatamente anche sua bionditudine è un'appassionata, quindi fra un museo e un tempio, la visita al negozietto con la vetrina accattivante diventa quasi una tappa obbligata. A volte diventa una tappa obbligata per sfuggire al caldo esterno e godersi un po' di aria condizionata a sbafo, diciamolo.
In ogni modo, siccome non sono così fanatica come potrebbe sembrare, se sono in giro con qualcuno a cui la parola shopping provoca l'eritema, posso limitarmi senza problemi. 
Avete presente i tossici che dicono "posso smettere quando voglio?" Ecco, uguale. 


Fare shopping in Vietnam (parlo di abbigliamento ovviamente) se non avete le dimensioni di una dodicenne magra, potrebbe essere un problema, nel senso che le loro taglie sono piiiiiiccole. Molto piccole. Non illudetevi, anche l'XL made in Vietnam è PIU' piccola. Certo, se siete una taglia 40 e non avete le tette potete andare tranquille, che qualcosa troverete senz'altro. 
Se, come nel mio caso, la taglia 40 l'avete portata per un paio di settimane in quinta elementare, e avete la (s)fortuna di avere delle tette che nella coppa di champagne nemmeno ci entrano, ecco, fare shopping potrebbe intristirvi, e/o irritarvi e/o farvi pensare di esservi trasformate in un tricheco con la cellulite.
O, come nel mio caso, in uno scaldabagno con le tette.  
Ma.
Potete ovviamente concentrarvi sull'oggettistica, sui manifesti della propaganda, sulle teiere in ceramica e sulle ciotole di bambù, oppure potete ostinarvi come abbiamo fatto io e la bionda, e anche voi riuscirete a strisciare la vostra carta di credito con non poca soddisfazione.
Ammesso che il negozio in questione sia dotato di POS.
Mai dare niente per scontato. 
Una sera, ad Hanoi, io e la bionda dopo aver cenato al Quan An Ngon (18 Phan Boi Chau Street, Hoan Kiem district, anche se in città ce ne sono credo altri due), che ci è piaciuto parecchio, siamo tornate a piedi al nostro albergo, facendo una strada diversa rispetto a quella fatta all'andata.
Una vetrina con due abiti splendidi attira la nostra attenzione. Nonostante siano le 20.00 passate il negozio è ancora aperto. Entriamo. Tre signore sorridenti ci accolgono. Noi chiediamo gentilmente se possiamo dare un'occhiata, e loro continuano a sorridere. 
Guardiamo, proviamo alcune cose, le tre signore sorridono, la bionda decide di prendere una tunica e io un abito. Prezzi elevati per gli standard vietnamiti, ovviamente ridicoli, per il tipo di abito, per quelli italiani. 
Loro sorridono. Dopo poco capiamo il motivo di tanto sorridere: tutte e tre assieme non riescono ad articolare mezza frase in inglese. Avevo avuto dei dubbi quando ho visto il terrore nello sguardo di una delle tre quando le ho chiesto istruzioni per il lavaggio. Ma ci vuole ben altro per scoraggiarci. Estraiamo fiere ed egagre le nostre carte di credito e le tre ciamporgne iniziano ad emettere gridolini e a fare no con la testa. 
Queste tre mentecatte vendono abiti che costano un mezzo stipendio vietnamita e non hanno la carta di credito? Siamo indignate. Stiamo per andarcene sconsolate quando vediamo dall'altra parte della strada un bancomat.
Spieghiamo Tentiamo di spiegare che andiamo a prelevare e torniamo a prendere i vestiti che abbiamo scelto.
Rischiamo la vita attraversando la strada, entriamo nell'ATM, preleviamo, rischiamo una seconda volta la vita per riattraversare la strada, e, con i nostri soldi, rientriamo nel negozio. Le tre grazie ci guardano incredule. Il tempo di un prelievo e loro avevano rimesso i vestiti sugli stendini. In buona sostanza non avevano capito una beata minchia. Alla fine, non chiedeteci come, siamo anche riuscite a farci fare lo sconto.
Mi piacerebbe dirvi il nome di questo negozio, ma a) non aveva un'insegna, b) non ci hanno fatto nessuno scontrino, c) il sacchetto era anonimo. 
Posso dirvi che non è molto distante dal ristorante, è vicino ad un incrocio e dall'altro lato della strada c'è un bancomat. 
In ogni caso, altri negozi che vendono abbigliamento per taglie occidentali e che non sono troppo etnici che quando siete là vi sembra la roba più figa del mondo e qua in italia vi sentite un po' ridicole se non state andando al raduno dei fricchettoni o alla sagra dello spiedino arrotolato sono:
- Things of Substance, il cui motto è “Western Sizes, Vietnamese Prices”, vende abbigliamento in fibre naturali: cotone, lino, seta, bambu, a prezzi contenuti. 5 Nha Tho, Hanoi (vicino alla Cattedrale, orario dalle 9am alle 8pm);
- Metiseko: (abbigliamento e biancheria per la casa) 71 Hang gai, Hanoi; 03 Chau Thuong Van Street, Hoi An; 86 Nguyen Thai Hoc street, Hoi An
- Hot Chili: 67 Nguyen Thai Hoc Street, Hoi An (vicino al mercato)
- Papillon Noir: (abiti in seta dipinti a mano) 30 Tran Hung Dao street, Hoi An
- Yaly Couture sempre ad Hoi An, è una delle innumerevoli sartorie sparse per il paese, dove mi sono fatta confezionare il mio "sobrio" cappotto su misura, preparato in un giorno e consegnato comodamente in hotel: 358 Nguyen Duy Hieu Street, Hoi An.
KitKat verde e rosa... non ho indagato. 

18 mar 2014

This is my Boomstick Award 2014

E' tempo di premi, e pure io, forse immeritatamente, sono stata premiata, non una, non due ma (ben) tre volte.
Quindi, in rigoroso ordine alfabetico, ringrazio Babol, Beatrix Kiddo e il Bradipo!
Maradona e i Talking Heads l'anno prossimo, quando vincerò l'Oscar. 
Anche quest'anno - come l'anno scorso - con l'arrivo della primavera, è tornato il Boomstick Award. 
Ideato da Hell di Book & Negative, che io purtroppo non ho il piacere di conoscere in quanto il mio nazi-filtro aziendale, per qualche misterioso motivo, mi impedisce di accedere al suo blog (ma non mi impedisce di mettervi il link, in modo che possiate andare a buttare un occhio anche per me), il B.A. è un premio che non ti fa diventare né più phiga, né più ricca, ma riesce comunque a rimpolparti l'ego. Perché è inutile che stiamo qua a menarcela, se scriviamo su un blog è perché in qualche modo ci fa piacere sapere che la gente ci legge. E che qualcuno magari apprezza anche quello che scriviamo. 




Il Boomstick è un premio per soli vincenti, per di più orgogliosi di esserlo. Tutto qua.
Come si assegna il Boomstick? Non si assegna per meriti. I meriti non c’entrano, in queste storie. (cit.).
Si assegna per pretesti. O scuse, se preferite. In ciò essendo identico a tutti quei desolanti premi ufficiali che s’illudono di valere qualcosa.
Il Boomstick Award possiede, quindi, il valore che voi attribuite a esso. Nulla di più, nulla di meno.
Queste sono le regole:
1 - i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore;
2 – i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione;
3 – i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto;
4 – è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come l'ideatore del premio, ovvero Hell, le ha concepite.
E questi sono i (miei) magnifici 7:

1) Il Bollalmanacco di Cinema: intanto perché Erica - che ancora non conosco personalmente, ma sono fiduciosa - mi è tanto simpatica, ha una passione per il Giappone come la sottoscritta, e quando parla di cinema lo fa con competenza e precisione, e nei suoi post scopro sempre qualcosa che ignoravo. 
2) Combinazione Casuale, perché, anche se i nostri gusti sono abbastanza diversi, Frank scrive bene, anzi, molto bene, anzi, benissimo, lo fa con passione, e si vede. 
3) Montecristo, perché scrive di cinema e non solo, perché spesso è così criptico che non riesci nemmeno a capire di che cazzo di film stia parlando, perché sotto quella patina da snob si nasconde un cazzone (in senso metaforico, poi magari anche in senso anatomico ma io questo non lo posso/voglio sapere) di tutto rispetto, e poi perché è mio amico anche nel mondo reale. 
4) Le maratone di un bradipo cinefilo perché quest'uomo ha visto cose che noi umani... non solo non potremmo immaginare, ma facilmente nemmeno sopportare, e perché, nel conferirmi il premio, ha scritto delle cose su di me che mi sono piaciute un sacco. Oh. 
5) Cinquecentofilminsieme perchè io e lei - salvo rarissimi casi - abbiamo gusti parecchio simili, e perché adesso c'ha Tilda Swinton in versione Eve come header del blog, scusate se è poco! 
6) 50/50 Thriller, perché oltre che film recensisce libri, e scopro sempre cose molto interessanti... 
7) WhiteRussian bla bla bla, perchè Ford ha minacciato di bottigliarmi nel suo ultimo post, e io non sopporto il dolore fisico. 

Bene. Spero di non aver sbagliato niente. 


Ah, no, dimenticavo: i vincitori potranno a loro volta assegnare il premio ad altri 7 blogger, ma non vantarsi di essere gli inventori del banner e del premio...lo ha creato Hell e anche se non lo conosco per il motivoche ho spiegato all'inizio, gode comunque del mio massimo rispetto 
L'assegnazione del premio deve rispettare quelle 4 regolette scritte sopra. Qualora ciò non avvenisse, il Boomstick Award sarà annullato d'ufficio ed in sostituzione verrà assegnato questo qui:

29 set 2013

Liebster again


Il caro Denny B. mi ha assegnato un premio.
Cosa che fa sempre piacere, inutile negarlo. 
Siccome dopo quaranta giorni di gesso l'idea della "catena" mi sta davvero molto stretta, e, tecnicamente - avendo incredibilmente raggiunto i 200 followers - non avrei nemmeno diritto al premio, mi limiterò, oltre a ringraziare, a rispondere alle 11 domande poste da Denny B. e poi, se qualcuno vorrà appropriarsi più o meno indebitamente del premio, o solo rispondere alle domande, può accomodarsi e fare come se fosse a casa sua...
Ecco le domande:

1) Sei contento del premio?
Ovvio. Come ho già detto, i riconoscimenti fanno sempre piacere.
2) Qual è fino adesso il film più bello del 2013?
Per il più bello non saprei, credo "Searching for Sugar man". Lo so che tecnicamente è del 2012, ma qua da noi è arrivato nel 2013, quindi... In compenso posso dire senza indugio qual è il più brutto: Gambit. 
3) Il personaggio televisivo che proprio non sopporti?
Non ne sopporto quasi nessuno, in tv guardo esclusivamente telefilm e tg, ma se proprio dobbiamo nominare qualcuno, Barbara D'Urso e Simona Ventura. 
4) Con quale personaggio storico vorresti passare un pomeriggio?
Che Guevara.
5) Secondo te la gente esagera con l'amore per gli animali?
La gente esagera. Sempre. Quindi sì.
6) La canzone che più ti fa piangere?
Non credo esista una canzone che mi faccia piangere, però Angie ci va abbastanza vicino. 
7) Sottoterra o cremazione?
Cremazione, tutta la vita.
8) Il libro sul tuo comodino?
Grotesque, di Natsuo Kirino. 
9) La scusa più terribile con la quale sei stato/a lasciato/a?
Non ne ricordo nemmeno una, è passato troppo tempo.
10) Perché hai aperto il blog?
Probabilmente perché quel pomeriggio, in ufficio, non sapevo cosa fare. 
11) Quante volte ti hanno fatto la domanda n°10?
Pochissime, a dire il vero. 


23 feb 2013

Gli oscar secondo Poison

A gentile richiesta (come dite? non me l'ha chiesto nessuno? ma siete sicuri?), mentre si avvicina la notte degli Oscar, in contemporanea con la notte degli exit poll per le elezioni, anche da queste parti si fanno previsioni su chi porterà a casa le statuette, e perché.
Su chi porterà a casa il maggior numero di voti ai seggi invece preferisco non sbilanciarmi. Ma, a differenza dell'assegnazione degli oscar, che, diciamocelo, a me - ma credo anche a voi - personalmente non cambia la vita, il mio terrore è di ritrovare quell'essere spregevole che nessuno ha mai ammesso di aver votato e che per qualche strano motivo è ancora lì a sparare minchiate, e non so se sia più terrificante il fatto che lui le spari o che la gente gli dia retta. Ma propenderei per la seconda. Che anche mia zia Dina ha sempre sparato un sacco di stronzate, ma non ha mai fatto grossi danni, perché noi parenti avevamo imparato a conoscerla, nel corso del tempo. Cosa che invece sembra non abbiano ancora imparato a fare gli italiani. 
NON ho visto tutti i film candidati, anche se in italia, fatta eccezione per Il lato positivo, sono arrivati tutti in tempi più o meno recenti. I 3 che non ho visto, a parte Vita di Pi che continua ad incuriosirmi, li ho evitati scientemente, che si sappia.
Poi, per non smentire la mia fama di cagacazzo, aggiungerei anche che non trovo corretto che un film possa essere candidato contemporaneamente come miglior film e miglior film straniero. E lo so che di quello che penso io importa poco un po' a chiunque, ma ci tenevo a dirlo. 
Qua di seguito trovate le categorie e le candidature, e, alla fine, l'oscar come lo darei io, se fossi Miss Academy Awards in persona.

Miglior film
Questo è senza dubbio il più difficile. A parte "vita di Pi", che prima o poi recupererò, quelli che mi interessava vedere li ho visti. E - a parte Lincoln - mi sono piaciuti tutti davvero molto. Quindi, dovendo scegliere fra Argo, Beasts of the Southern Wild, Django, ZDT e Silver Linings Playbook, farei prima a tirare i dadi. Ma, visto che non ricordo dove li ho messi, e devo scegliere, dico ARGO.


Miglior film straniero
Amour di Michael Haneke (Austria)
A Royal Affair di Nikolaj Arcel (Danimarca)
No di Pablo Larraín (Cile)
War Witch di Kim Nguyen (Canada)
Kon-Tiki di Joachim Rønning, Espen Sandberg (Norvegia)
Non ne ho visto mezzo. No, non è vero. Mezzo l'ho visto. NO. Sì, No l'ho visto. Cioè, no, NO non l'ho proprio visto tutto.  Un po' sì e un po' no, direi. Nel senso che un po' l'ho visto e un po' l'ho dormito. Che ero stanca. Il fatto che mi abbia fatto dormire non significa affatto che sia un brutto film, perché quello che ho visto nei momenti di veglia non mi è sembrato terribile. O forse sì? No. Non so. Dai, la smetto. E, anche qua, sulla fiducia, dico War Witch. Tanto, a parte Amour, che sicuramente vincerà, difficilmente in italia ne arriverà qualcun altro. O forse sì, NO.



Migliore attore protagonista
Bradley Cooper (Il lato positivo – Silver Linings Playbook)
Daniel Day-Lewis (Lincoln)
Hugh Jackman (Les Miserables)
Denzel Washington (Flight)
Joaquin Phoenix (The Master)
Nonostante il film non mi abbia fatto impazzire, l'avevo detto in tempi non sospetti: Joaquin Phoenix da Oscar. Quindi vedete di dargli sta statuetta e non fate i furbi. Che se ne date un'altra a Daniel Day Lewis non saprà nemmeno più dove metterla.


Migliore attrice protagonista
Jessica Chastain (Zero Dark Thirty)
Jennifer Lawrence (Il lato positivo – Silver Linings Playbook)
Quvenzhané Wallis (Beasts of the Southern Wild)
Naomi Watts (The Impossible)
Emmanuele Riva (Amour)
Il sogno di tutti coloro che hanno amato Beasts of the Southern Wild, ma probabilmente anche di quelli a cui il film non è piaciuto, sarebbe vedere la piccola Quvenzhané Wallis premiata. Soprattutto per capire come cazzo si pronuncia il suo nome. Ma, visto che difficilmente Quvenzhané Wallis vincerà, proprio per evitare l'imbarazzo di pronunciare il suo nome, direi che Jessica Chastain, in alternativa, mi va bene lo stesso.


Miglior regista
Michael Haneke (Amour)
Benh Zeitlin (Beasts of the Southern Wild)
Ang Lee (Vita di Pi)
Steven Spielberg (Lincoln)
David O. Russell (Silver Linings Playbook)
David O.Russell, Per protesta. Perchè non hanno candidato nè Affleck nè Tarantino. Ma anche perchè il film mi è piaciuto molto. Forse l'oscar alla regia non lo merita, a ben vedere, ma visto che l'hanno candidato a questo punto perchè non potrebbe vincere? Ma, soprattutto perchè mica vorrete davvero darlo a Spielberg per Lincoln? E dai, su, per favore. Tanto lo sappiamo tutti che se Haneke non l'hanno ancora premiato per il film lo premiano per la regia.
A me potreste dare un premio per il maggior numero di perchè spalmati in cinque righe, nel frattempo. 

Migliore attore non protagonista
Alan Arkin (Argo)
Robert De Niro (Il lato positivo – Silver Linings Playbook)
Tommy Lee Jones (Lincoln)
Phillip Seymour Hoffman (The Master)
Christoph Waltz (Django Unchained)
Qua davvero non c'è nemmeno l'imbarazzo della scelta: Christoph Waltz. E non si discute. Punto.


Migliore attrice non protagonista
Sally Field (Lincoln)
Anne Hathaway (Les Miserables)
Helen Hunt (The Sessions)
Jacki Weaver (Silver Linings Playbook)
Amy Adams (The Master)
Lo so, Anne Hathaway è tanto brava. Ma a me personalmente provoca sofferenza e fastidio, e mi sta anche un po' sulle balle. E non le darei un premio nemmeno se fosse l'unica candidata a riceverlo. Il problema è che lei lo riceverà lo stesso. Ma, siccome qua i premi li decido io, Helen Hunt. Perchè il film è gradevole, e affronta un argomento che non viene trattato quasi mai, ovvero sesso e disabilità, con delicata leggerezza, e lei è bravissima.


Miglior film d’animazione
Ribelle – The Brave
Frankenweenie
Ralph Spaccatutto
ParaNorman
The Pirates! Band of Misfits
Qua potrei anche fare a meno di esprimere un giudizio, perchè l'ultima volta che ho visto un film d'animazione è stato nel 2009, quando è uscito UP. Che infatti vinse l'Oscar. Sarà un caso? Sicuramente. Comunque, visto che ormai ho iniziato, dico Ribelle. Ma totalmente ad minchiam. 

Migliore scenografia
Sarah Greenwood and Katie Spencer (Anna Karenina)
Dan Hennah, Ra Vincent e Simon Bright (Lo Hobbit)
Eve Stewart (Les Miserables)
Rick Carter, Jim Erickson & Peter T. Frank (Lincoln)
David Gropman, Anna Pinnock (Vita di Pi)
Anche qua, ci addentriamo in categorie di cui io davvero capisco pochino, a voler essere buoni, ma, essendo che Anna Karenina mi ha colpito per l'originalità, e visivamente è spettacolare, azzardo.
Miglior fotografia
Seamus McGarvey (Anna Karenina)
Roger Deakins (Skyfall)
Claudio Miranda (Vita di Pi)
Janusz Kaminski (Lincoln)
Robert Richardson (Django Unchained)
Il film è lungo, a tratti noioso, e - come sempre - un immenso marchettone pubblicitario. Ma la fotografia, va detto, aveva il suo perchè. Quindi, signore e signori, dico Skyfall.

Migliori costumi
Paco Delgado (Les Miserables)
Jacqueline Durran (Anna Karenina)
Eiko Ishioka (Biancaneve – Mirror Mirror)
Joanna Johnston (Lincoln)
Colleen Atwood (Snow White and the Huntsman)
Mi ripeto: Anna Karenina.

Sono quasi convinta di non averne azzeccato mezzo. Ma, come sempre, chissenefrega?

19 feb 2013

E dacci oggi il nostro post quotidiano

Ultimamente sprizzo vitalità ed energia al pari di un'ameba morta di stenti.
Ieri, per la seconda sera consecutiva, mi sono addormentata durante la visione di Damsels in Distress. Sarà colpa del film o della sottoscritta? Ma chissenefrega, aggiungerei.
Domani sera ci riprovo. Stasera no, che ho appuntamento con la famiglia McClane.
Quindi, non avendo nulla di interessante da raccontarvi (come gli altri giorni, esatto), vi lascio in compagnia di uno di quegli inutilissimi, imperdibilissimi, irrinunciabilissimi, essenzialissimi... giochini idioti.
Si tratta di rispondere a delle domande verosimilmente stupide, usando come risposta i titoli dei film. Ma potete farlo con i titoli dei libri, o delle canzoni. O dei medicinali, se credete.

1) Sei maschio o femmina?
Diva
2) Descriviti
Confessioni di una mente pericolosa
3) Cosa provano le persone quando stanno con te?
Cruel Intentions
4) Descrivi la tua relazione precedente:
C'eravamo tanto amati
5) Descrivi la tua relazione corrente
La verità è che non gli piaci abbastanza
6) Dove vorresti trovarti?
A ovest di Paperino
7) Come ti senti nei riguardi dell'amore?
A 30 secondi dalla fine
8) Com'è la tua vita?
Piovono pietre
9) Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?
Un mercoledì da leoni
10) Di' qualcosa di saggio
Madonna che silenzio c'è stasera
11) Una musica
Walk the line
12) Chi o cosa temi?
Il ritorno dei pomodori assassini
13) Un rimpianto
A beautiful mind
14) Un consiglio per chi è più giovane:
Lavorare con lentezza
15) Da evitare accuratamente
Ogni maledetta domenica