30 marzo 2013

The departed

Giovedì sera - incredibilmente - io e le mie socie abbiamo saltato il turno al cinema. 
La bionda era fuori uso, la Tiz doveva smaltire i postumi della serata precedente, io avevo un discreto mal di testa e le uscite della settimana erano tutt'altro che invoglianti. Quindi, siccome di andare al cinema al giovedì non ce l'ha ordinato il medico, ce ne siamo andate a casa. 
Oltre al mal di testa ero anche un po' stanca, ché la mattina alle 5.00 mi ero svegliata di soprassalto (sul divano, ma non è un particolare rilevante) perché stavo sognando: ero a Londra, in una zona piena di rovine romane (?), ma sembrava Torino, attorno alle Porte Palatine, avevo fermato un bus al volo (?) e, stavo parlando con la bionda, spiegandole che ero lì da 11 giorni, quando, improvvisamente, mi è venuto in mente che non avevo dato istruzioni a nessuno affinché  a casa, il mio gatto venisse nutrito! Panico! E così mentre mi immaginavo settechilidigatto rinsecchito in pieno rigor mortis davanti alla ciotola vuota mi sono svegliata.
Settechilidigatto era mollemente adagiato sulla spalliera del divano, mi ha miagolato qualcosa e io, sollevata, sono andata a riempigli la ciotola. 
E niente. 
Mentre stavo pensando con che film assopirmi sul divano, ho scoperto che in tv avrebbero trasmesso "the departed". Che ho visto quelle 5/6 volte, fra l'altro. Perchè a me Scorsese, da Mean Streets in poi (i suoi due primi lavori non li ho visti), non ha mai deluso. A parte Hugo Cabret, che non ho visto. E sciatterailand, che invece mi aveva un po' infastidito. E aspettando l'adattamento de L'uomo di neve. Con un po' di timore, confesso.

The departed, quindi.
Forse.
Forse no.
Forse vaffanculo.
Siamo a Boston.
Il criminale Frank Costello, boss della malavita irlandese, prende a cuore le sorti di un ragazzino, Colin Sullivan. Vent'anni dopo ritroviamo Sullivan recluta del Massachusetts State Police. 
Sullivan ha la faccia da primo della classe di Matt Damon. E il suo personaggio è presuntuoso, ambizioso, amorale e senza scrupoli. 
Mentre Sullivan inizia a far carriera nella polizia, un altro ragazzo, cresciuto negli stessi sobborghi, tenta di entrare in polizia. E' Billy Costigan (Leonardo Di Caprio, secondo me in una delle sue interpretazioni migliori), che, provenendo da una famiglia irlandese legata a Costello, verrà privato della sua vera identità e infiltrato nell'organizzazione del boss. 
Così, mentre Sullivan passa informazioni a Costello, dall'altra parte Costigan passa informazioni ai suoi capi, gli unici due che sanno chi è davvero: il comandante Queenan e il sergente Dignam.
Quando Costigan inizia a sospettare che ci sia una talpa all'interno della polizia, informa Queenan, ma contemporaneamente Sullivan e Costello scoprono che c'è un informatore all'interno dell'organizzazione criminale. E quando sembra che tutti i tasselli stiano per incastrarsi alla perfezione, ecco il colpo di scena e il ribaltamento della situazione. 
E, quando tutto sembra finito e tu sei lì che pensi "ma chi, ma come, ma che cazzo"... arriva l'ennesimo colpo di scena a ristabilire le cose.
E io, grazie a quest'ultima scena, godo sempre un po'.
Dignam rules!


23 commenti:

  1. L'ho rivisto pure io dato che passava in tivvù, ma continua a non dirmi moltissimo come film. Bello, per carità... ma gli manca quel qualcosa, per me.

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    1. Ah no, a me continua a piacere! :)

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  2. Film notevole, tuttavia continuo a preferirgli l' originale. Forse perchè l ho visto per primo. Comunque si, l' ultima scena è sacrosanta.

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    1. L'originale non l'ho mai visto...
      E l'ultima scena è cosa buona e giusta. Mitico Dignam!

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  3. a me me piace, e mi è piaciuto anche sciatterailand! ahuhauhau

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    1. Pure a me, e molto più di sciatterailand! :)

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  4. Meno male,almeno per il gatto,che era un sogno...chi ama Scorsese è di conseguenza amato da me...credo di aver visto anche i primi e credo che uno dei due fosse Hi Mom

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  5. E niente. Che pure il mio ha raggiunto quota sette. E io non sono sicura se sentirmi una buona madre o no. :p

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    1. Non guardare me, che non sono pratica io. :)

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  6. Posso dire solo: che film! Ma soprattutto: che CAST! Matt, Leo, Mark... e poi, vabbè, JACK!

    Un altro film enorme: ti stai trattando bene, non c'è che dire ;)

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    1. Mi piace trattarmi bene! Ma, soprattutto, dopo le ultime sole viste al cinema, preferisco andare sul sicuro! :)

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  7. classico scorsese.
    buono, non buonissimo
    ho preferito sciatterailand che non era per nulla sciatto :=)

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    1. Per me questo resta un ottimo film.

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  8. Come capisco la sveglia di soprassalto sul divano!!!
    Comunque anche questo m'era piaciuto moltissimo (ma a me anche Shutter Island, che tra l'altro hanno dato anch'esso in questi giorni in tv).
    Leonardo Di Caprio è veramente uno dei pochi fighi che sanno recitare, eccome se sanno recitare (vedere Django nel quale ha un personaggio mitico)

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    1. Si, han dato departed giovedì e shutter island venerdì, ma quello non l'ho rivisto. In genere al venerdì sul divano perdo conoscenza ad orari indecent. Poi mi sveglio alle 5 (sempre sul divano).
      Di Caprio è davvero bravo, io me lo ricordo in buon compleanno mr.grape, dove era il fratellino ritardato di johnny depp, e già aveva io suo perché.

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    2. Telefono di merda. IL suo perché!

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  9. Bello, ma non da Oscar. Scorsese ci ha regalato pellicole migliori di questo The Departed. Nicholson mefistofelico più del solito.

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    1. Nemmeno mi ricordavo avesse vinto l'Oscar, io. (Quindi immaginati se posso ricordarmi con chi fosse in competizione quell'anno!)
      Comunque Oscar o non Oscar - sarò ripetitiva - per me resta un gran bel film. :)

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  10. Grandissimo film ma per me questo rimane sempre uno Scorsese sottotono. Preferisco di gran lunga il film originale e non sto remake-fotocopia

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    1. Non avendo mai visto l'originale non posso fare confronti...

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  11. Madonna mia che film! E pensare che l'ho mandato in repeat sugli schermi di casa mia troppe poche volte. Si merita più visioni, pure consecutive.

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    1. Oh che bello! una volta tanto ci troviamo d'accordo! :)

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