16 marzo 2013

Il figlio dell'altra

Questo film avrei voluto vederlo all'ultimo Torino Film Festival. Ma, per i soliti problemi spazio/tempo/assenza del teletrasporto, non ero riuscita ad incastrarlo nella programmazione. Mi ha quindi fatto parecchio piacere scoprire che sarebbe uscito in sala. E giovedì lo si è finalmente visto.
Tutto ha inizio quando, dagli esami medici che Joseph sta facendo per arruolarsi nell'esercito israeliano, si scopre che il suo gruppo sanguigno (A+) non è assolutamente compatibile con quello dei genitori, entrambi A-. 
Orith, la madre, vuole scoprire la verità che solo sospetta, mentre il marito, Alon, rigido colonnello dell'esercito, pensa inevitabilmente ad un tradimento della donna. 
La notte in cui nacque Joseph, l'ospedale di Haifa venne evacuato a seguito di un attacco. E nella concitazione del momento, Joseph e un altro bambino vennero scambiati.
L'altro bambino è Yacine, figlio di una coppia palestinese che vive nei territori occupati della Cisgiordania. 
La scena in cui le due famiglie vengono convocate in ospedale per le spiegazioni del caso, unite alle  giustificazioni e ad un'imbarazzante ed imbarazzata richiesta di scuse (!) è emozionante e drammatica.
Oltre al dramma umano si aggiunge tutta la complessità religioso/storica/culturale nell'appartenere a due popoli che si odiano e si combattono da anni. E, mentre i due padri sono bravissimi a rappresentare la chiusura verso l'altro, le due donne, attraverso un gioco di sguardi straziante, lanciano le premesse verso una reciproca apertura. 
Il problema sarà doverlo comunicare ai figli. Mentre Joseph lo scopre interrompendo una discussione animata fra i genitori, e la sorellina (pragmatismo femminile) dice "dobbiamo darlo indietro?", lui si domanda se dovrà sostituire la sua kippah con una cintura esplosiva. 
Dall'altra parte, Said, il padre di Yacine è intenzionato a non rivelare nulla al figlio, che sta tornando a casa dopo essersi brillantemente diplomato a Parigi. Ma anche Yacine lo scoprirà, più o meno allo stesso modo. Bilal, il fratello maggiore, non riesce ad accettare che suo fratello sia un ebreo a tutti gli effetti, e di conseguenza, il nemico da sempre odiato. Lo stesso sconcerto assale Joseph a colloquio dal rabbino, quando gli spiega che per continuare ad essere ebreo, dovrà convertirsi mentre l'altro nonostante sia cresciuto abbracciando un altra religione, è un ebreo a tutti gli effetti.
Ci saranno ovviamente tentativi di apertura e dialogo, con le due famiglie che si incontrano, in un imbarazzo quasi palpabile, mentre i ragazzi, iniziando a frequentarsi, scopriranno tutte le diversità e i contrasti di due culture così lontane fra loro. E, se l'amore dei genitori per quei figli scambiati non accenna mai a diminuire, nemmeno per un istante, il finale resta aperto ad ogni possibilità, lasciando però presagire che difficilmente qualcosa potrà cambiare.
Un dramma trattato in maniera lieve e delicata, forse un po' troppo ottimista, ma, nel complesso, assolutamente gradevole.

20 commenti:

  1. ..E assolutamente,fottutamente,profondamente didascalico e buonista.Oltre che discretamente stupido per tematiche e sviluppo,quasi disneiano....Ma se manco e' circonciso!Ma quale Ebreo,quale sangue??? Una fazza,una razza! Che sangue puo' avere,un ebreo? MADDAI!

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    1. Giocher, posso darti senz'altro ragione sul fatto che sia buonista. Il che non necessariamente lo rende un film stupido.
      Poi, non so come tu abbia potuto vedere chi è circonciso e chi no, ma non importa.
      Piuttosto, vorrei che mi spiegassi come interpretare quell'ultima frase, che - magari sono io in malafede - trovo abbastanza offensiva.
      Grazie.

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  2. Allordunque sora Poison,facciam che traduco: lo scambiato in culla vissuto in Cisgiordania,Gaza Whattevv...NON l'hanno circonciso,ne' ha fatto il Bar Mizvah,ne'una qualsiasi altra cosa che un Palestinese farebbe mai con suo figlio....CHIARO??Quindi col piffero che e' considerato Ebreo,e da loro stessi. Il discorso dell'emoglobina e' invece meramente cromosomico e riecheggiava del monologo di Shilok:datonsi lo crogiuolo di sangue che' e' la razza d'Israele da dopo la seconda diaspora,mi si puo' spiegare che razza di retaggio genetico "di pura razza sionista" possa mai avere quel ragazzo?Ma facciamoci il piacere...
    E un film che fa del facile buonismo con una storia scema cui mancano le basi su un dramma umano di quella portata E' STUPIDO (per fargli un complimento).

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    1. Grazie Giocher.
      Scusa, ma avevo frainteso e ho preferito togliermi il dubbio.
      Poi, lungi da me cercare di smuoventi dalle tue posizioni, ci mancherebbe, ma si tratta SOLO di un film, che racconta una storia che puoi vedere come favola buona. O come favola stupida. Ma resta un film.
      Il fatto che sei ebreo se nasci da madre ebrea può piacere o non piacere, ci si può credere o meno, resta il fatto che così è, e non me lo sono inventata io, nè mi pare che la comunità ebraica si sia indignata al proposito.
      Poi, ultima cosa, che è sempre interessante interagire con te, la circoncisione non è prevista anche nell'Islam?
      :)

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    2. Dillo a me, che oltre i tratti somatici sefarditi pesanti tengo pure la linea matriarcale giusta..;)
      E comunque no,i palestinesi il loro prepuzietto oramai se lo tengono proprio per distinguersi,tra le altre cose...come gia' sai,io le favolette superficiali su storie gravi nun le reggo (vedi quella della guerrigliera dell'altra settimana).E se vuoi che ti linki analisi analoga alla mia di gente che in quelle cose ci sguazza e l'ha pensata come me,ci sono,in giro.. (Grazie della solita saggia pazienza.Ma ormai pochino mi conosci...come diamine potevi pensare che me ne venissi fuori con commenti xenofobi??)

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    3. Grazie a te per il chiarimento.
      Mi sembrava impossibile, in effetti, ma ho preferito chiarire subito, perché leggendo - ammetterai - la possibilità di equivocare quella frase c'era. E se fosse passato di qua qualcuno più ignorante di me (sembra impossibile da credere, lo so, ma ti assicuro che esistono) si sarebbe potuto creare un incidente diplomatico. :)

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    4. Scusate l'intrusione. Io sono piuttosto d'accordo con Giocher.
      Il vero problema è che il film non riesce mai ad uscire dall’analisi socio-politico-psicologica imposta dall’inizio e si perde in considerazioni un po’ banali sulla genetica.
      Certo siamo d’accordo che la guerra fa schifo. Ma insomma, non basta.

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  3. Uh! Si e' vero..tranquilla, ho il mio usuale alibi! Notarsi prego le tabelline orarie dei primi due messaggi..e considerare che avevo per le mani una bottiglia di Buongusto a 95gr. a destra e una di sorbetto al limone industriale nell'altra.
    A posto.

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    1. A posto.
      Io purtroppo per le mani non avevo (piu) niente, nemmeno gli occhiali! :)

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  4. Uh, discussione alta ed eccitata! Allora, il film è ben fatto e gradevole, ma, più che buonista, è, come dire, semplicistico. Cioè, col cavolo nella realtà sarebbe andato tutto così liscio! Ma, appunto, è un film.
    Indi, lasciatemi dire, Sinister è LAMMMERDA. Un accrocchio di roba già stravista, non farebbe paura a un treenne sensibile ed è molto stupido. Poison, puoi dire: "Io te l'avevo detto"!!

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    1. Che, come tu sai, è una delle mie frasi preferite! :)

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  5. E' pure una delle mie, non toglierei mai a nessuno la soddisfazione di dirla!

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  6. a me la Devos piace parecchio...uno sguardo glielo darò di certo a questo film...poi saprovvi dire....

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  7. se ha infastidito tanto giocher, mi sa che è più che meritevole di una visione! :)

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    1. ah ah ah!
      E' un film che tratta un argomento delicatissimo e drammatico in maniera effettivamente un po' troppo leggera e superficiale, ma io non mi sento di bocciarlo.

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  8. Le due madri sono la cosa migliore del film.

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    1. Loro sono molto intense, è vero.

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  9. Beh, dopo la mia rece credo che in quest'area commenti è meglio che faccia una semplice toccata e fuga...

    Ciao... Poison :)

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  10. arrivo tardi perchè ho visto il film ieri e mi ero persa questa recensione,
    il film mi è piaciuto molto, non l'ho trovato stupido, anzi ben recitato e se il tema è un po' trito, lo scambio in culla in letteratura/nel cinema ogni tanto qualcuno lo tira fuori, qui viene affrontato con grazie. Comunque qppunto è un film non un mega trattato genetico social politico.
    sandra

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