17 febbraio 2012

A scanso di equivoci

Visto che, a partire dalla mia amata ex suocera, mi si descrive come “sofisthicatha”, intellettual-snob-radical-chic-sti-gran-cazzi, volevo dimostrare che, invece, sono un donnino semplice. E questo lo si deduce anche dalla scelta dei film, perchè non è che io vada a vedere esclusivamente film in lingua originale sottotitolati in armeno del regista indipendente dello Swaziland scoperto dal produttore Kirghiso e presentato al Festival International du Film Ornithologique. Ogni tanto cedo alla tentazione di andare a vedere qualche solenne vaccata, consapevole di ciò a cui vado incontro.
Così ieri sera io e la bionda si è visto “Tre uomini e una pecora”.
Che è un film abbastanza stupido. Ok, togliete pure quell’abbastanza. E’ un film stupido. E io mi sono divertita.
E immagino si sia divertita anche l’irriconoscibile Olivia Newton Jones, o quello che ne rimane, sotto gli innumerevoli strati di plastica che la rivestono. Di quanto si sia divertita la pecora, purtroppo, non mi è dato sapere.
Poi naturalmente siamo andate a mangiare la pizza. Nella pizzeria di fronte al cinema. Che, passano gli anni, ma ogni volta che varchiamo la soglia di quel locale, una domanda ci assale. Sempre la stessa. Come abbiano fatto a non essere ancora falliti.
Comunque la pizza è sempre a livelli più che accettabili, e noi la mangiamo soddisfatte, guardando la gente che cammina sul marciapiede che guarda noi che mangiamo la pizza in vetrina guardando loro che guardano noi che… fermatemi, vi prego!
Usciamo, la bionda mi riaccompagna all’auto che ho lasciato nei pressi della palestra (dove fra le altre cose stasera ho pure rinnovato l’abbonamento per altri 13 mesi) e poi mi dirigo verso casa. La radio come sempre è sintonizzata su Rai2. E ad un certo punto mi è dispiaciuto non essere davanti alla TV a guardare sanremo. Che secondo me ieri sera era l’unica volta in cui, se volevi farti del male, limitavi i danni. Perchè a me è bastato sentirla attaccare take me now baby here as I am per farmi rabbrividire. Non è che il festival può vincerlo lei?

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