31 mar 2011

Quello che non ho (è quel che non mi manca)

Che, in linea di massima, è abbastanza vero.
Però ci sono delle cose che non ho più, o che non ho mai avuto, e mi viene da chiedermi – maledetta curiosità - come sarebbe (stata) la mia vita se...

...avessi fatto il liceo artistico e poi architettura, come mi sarebbe piaciuto. Magari sarei un’affermata interior-designer che vive a New York, o, più probabilmente starei disegnando madonne su qualche marciapiede. O, più facilmente, le starei tirando, verosimilmente sempre da un marciapiede.

...mio padre fosse ancora vivo. Sicuramente sarei più serena, perchè anche mia madre starebbe meglio, o per lo meno si sforzerebbe un po’ di più a cercare di star meglio, perchè avrebbe qualcuno che la motiva a tempo pieno, e non soltanto me, che ci sono un po’ al mattino e un po’ alla sera.
Per non parlare delle litigate furiose con mio padre, perchè noi due si andava d’accordo su tutto, ma quando ci si scontrava per via delle nostre idee politiche come dire, abbastanza divergenti, erano cazzi. Mi mancano anche quelle.

...non fosse arrivata quella telefonata nel cuore della notte e tuo fratello che mi dice che te ne sei andato per sempre. Che da quel giorno ho imparato che è sempre meglio non fare programmi a lungo o anche solo medio termine, e vivo alla giornata. Che anche se domani è solo domani, basta un attimo a cambiarti la vita. Che quando passo davanti alla “nostra” casa mi viene un groppo in gola. Anche se in quella casa non siamo mai riusciti ad andarci a vivere. Chissà, magari ci saremmo lasciati dopo pochi anni, o forse saremmo ancora assieme, probabilmente saresti uno splendido cinquantenne. O forse no, e anche questa è una cosa che non saprò mai. E mi manca. Posso monitorare Riccardo Scamarcio e vedere come invecchia lui, in alternativa. Perchè la somiglianza è a dir poco imbarazzante. Ma non è la stessa cosa.
Una cosa però è certa: non mi manca tua madre.

30 mar 2011

d.s.

che non sono i vecchi Democratici di Sinistra, ma Daniele Silvestri.
Che a me piace parecchio.
E non solo come cantante. Mi sembra superfluo aggiungere che proprio me lo farei in tutte le posizioni, perchè rimango pur sempre un donnino di classe..
Ieri sera, mentre tornavo a casa sotto il diluvio universale, ho infilato il CD nel lettore, e ho messo in loop la traccia 3, che secondo me è una canzone stu-pen-da: "l'autostrada".
Che io quando sento
“mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole - mi disse - e a te cosa piace?”
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l'estate"
e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire…
un po' mi commuovo.

25 mar 2011

The kids are all right (I ragazzi stanno bene)

“Non credo dovreste lasciarvi.”
"Perchè?”“Siete troppo vecchie!”
Beati loro, si dirà. Ma, Joni e Laser (che sta bene nonostante il nome) figli di una coppia di lesbiche (Annette Bening e Julianne Moore, belle, senza traccia di botox e/o silicone) concepiti grazie ad un donatore di sperma, hanno la curiosità di conoscere il loro padre biologico. Così, quando Joni diventa maggiorenne, di nascosto dalle mamme, si rivolgono alla clinica, che li mette in contatto con Paul (Mark Ruffalo, che devo capire se mi piace o meno dai tempi di “In the cut”), spensierato ragazzone che gestisce un ristorante in compagnia di Tanya (Yaya Dacosta: correrò il rischio di passare per lesbica anch’io, ma questa donna è di una bellezza da toglierti il fiato!). Dopo l’imbarazzo iniziale i due ragazzi rimangono affascinati dal loro “padre”, e le due mamme lo vengono a scoprire. Prima si incazzano come due bisce, poi decidono che forse varrebbe la pena conoscerlo. E qua, come in ogni famiglia tradizionale che si rispetti, iniziano a stravolgersi gli equilibri famigliari.Annette Bening nella parte di Nic è una sontuosa stracciacazzi, Julianne Moore è… Julianne Moore, semplicemente fantastica, Mark Ruffalo non parla, biascica, e nel complesso il film è sincero e divertente.

24 mar 2011

mantieni la posizione

Martedì sera in palestra non c’era la solita istruttrice ma un baldo giovane che la sostituiva. Caruccio, anzichenò. Mi aspettavo una lezione più “energica” invece inizia il cd e partono le note di Go with the flow di Giovanni Allevi.
E l’s.i. (non pensate a Criminal Mind e ai suoi Soggetti Ignoti, s.i. in questo caso sta per Sostituto Istruttore) inizia con degli esercizi di equilibrio. Ad occhi chiusi.
Sarà un problema mio, evidentemente. Posso stare per 14 ore su un tacco 12, ma se mi fai stare in equilibrio su una gamba sola, ad occhi chiusi, mi trasformo in un criceto ubriaco. Barcollo (ma non mollo) e roteo le braccine alla ricerca di un appiglio inesistente.
Che se non avessi avuto gli occhi chiusi mi sarei sicuramente vergognata a vedermi.
Poi mentre siamo sdraiati a terra, intenti a rilassare il bacino, parte un pippone sulla respirazione.
Io sto alla respirazione quanto la santanchè alle buone maniere, e mentre l’s.i. ci dice di concentrarci e allentare la tensione, inspirare gonfiando l’addome ed espirare avvicinando l’ombelico alla colonna vertebrale riesco a fare esattamente il contrario, ma, come vuole l’s.i., riesco a rilassarmi benissimo: mi parte una serie di sbadigli in sequenza che se avessi partecipato allo show dei record avrei potuto entrare nel guinness.

22 mar 2011

impegni familiari

La Poison-family è allegramente sparpagliata nella pianura padana, con un'appendice romana finchè era viva zia Modesta. Purtroppo Mody non c'è più da diversi anni, quindi i parenti rimasti sono sparsi fra Lombardia ed Emilia-Romagna. Nell'ordine, in Lombardia i parenti della poison-mamma, in Emilia quelli del fu-poison-babbo. Finchè c'erano le nonne (mia nonna e sua sorella, la mitica zia cesira) in Emilia si scendeva con una certa regolarità, ma, da quando le due arzille vecchiette hanno lasciato questo mondo, anche le nostre visite ai parenti emiliani sono diminuite, fino a diradarsi. Ho visto i miei cugini al funerale del mio babbo, più di tre anni fa, e non metto piede nel paese in cui sono nata da più di 10 anni. Mi spiace anche, fra l'altro, e prima o poi cercherò di vincere la pigrizia e mi deciderò ad andarli a trovare.
La Lombardia è oggettivamente più vicina, un'ora di macchina e sono a casa di mia cugina. Anche se, ultimamente, col fatto che la poison-mamma non sia propriamente al massimo della forma, le visite si sono fatte meno frequenti. Ma... stamattina mi ha telefonato mia cugina, per informarmi che il 25 aprile si festeggiano i suoi 25 anni di matrimonio. Di quel giorno ricordo una foto che mio padre e mio zio fecero in chiesa,  mentre portavano un enorme cesto di fiori come due paggetti. E come due paggetti ridevano senza ritegno. E con loro tutti gli invitati.
Spero che mio cugino non si sbizzarrisca con filmini e foto rievocative, come ha fatto il giorno della cresima della piccola, che a vedere le foto del mio babbo a me venivano le lacrime agli occhi e non volevo farmi vedere da mia mamma mentre piangevo.
Ma, per farla breve, cosa posso regalare ai miei cugini?
Avete un mese di tempo per aiutarmi!

21 mar 2011

Il gioiellino

“Seguilo! Quello non sa nemmeno come si chiama, un taxi!”

Siamo a Parma, e c’è Calisto Tanzi 
Siamo in Piemonte, e c’è Amanzio Rastelli, proprietario di una grande azienda agro-alimentare, in continua espansione, quotata in borsa, praticamente “un gioiellino”, che, nonostante un management familiare abbastanza spensierato, coadiuvato dal fedele ragioniere Ernesto Botta, un uomo che ha fatto del lavoro la sua vita, e che nella finanza creativa ci sguazza amabilmente, inizia ad indebitarsi, rifiuta una vantaggiosa offerta d’acquisto, i debiti aumentano, diversifica gli investimenti con dubbie acquisizioni, i debiti continuano ad aumentare, serve una banca, i debiti nel frattempo cosa fanno? aumentano. Falsifichiamo i bilanci, tanto non è più reato… Come va a finire più o meno ce lo ricordiamo tutti, no? 


Postilla maturata ieri sera mentre ero comodamente sdraiata sul lettino della massaggiatrice (per i maniaci in lettura: totalmente biotta, sì): quando il Rastelli chiede al Botta se vuole un passaggio e questo gli risponde "no, vado a piedi, son 234 passi", perchè il Molaioli non glieli fa fare tutti? Che la psicopatica che è in me li ha contati, ed è arrivata a 102. 
Che delusione, signora mia!

...è primavera... (svegliatevi bambine)

E, per iniziare bene, stamattina la sveglia non ha suonato.
Che sia un messaggio subliminale?

18 mar 2011

150 anni e non sentirli

La notte tricolore l’ho vista in tv, che quando partecipai alla prima notte bianca decisi che sarebbe stata anche l’ultima. Che io in mezzo alla folla mi irrito. Io mi irrito anche da sola in mezzo a un prato, se è per questo. Ma con la gente che ti spinge davanti dietro di fianco sopra e sotto mi irrito meglio. Credo sia uno dei motivi per cui non ho mai preso parte a un’orgia. Non sopporto la confusione. E anche il contatto umano non richiesto non rientra fra le mie passioni. Figurati il contato umano sotto la pioggia.
Però.
Ieri era giovedì, ovvero la serata dedicata al film settimanale. Così, d’accordo con sua bionditudine abbiamo deciso di andare comunque al cinema, ma, approfittando del dì di festa, abbiamo deciso di anticipare l’uscita e fare un giro in centro nel tardo pomeriggio.
Che è la stessa cosa che hanno pensato tutti i torinesi, evidentemente. Che i vigili hanno addirittura dovuto chiudere il centro alle auto, per dire.
Siccome la vecchiaia ci ha donato, oltre alle rughe, un bel sacchettino di esperienza (che io ho posizionato sul girovita) appena abbiamo trovato un parcheggio libero ci siamo fermate, evitando di infognarci in centro, risparmiando una porzione di bestemmie, che sono sicura mi tornerà utile il prossimo week end, quando cercherò di raggiungere il mio hotel di Firenze, in piena ZTL…
Passeggiando fra la folla ci siamo concesse un caffè in un microscopico bar del centro storico, dove una signora non sabauda si interrogava perplessa su cosa fosse il “baiserin” (bicerin ndr). Spero che qualcuno gliel’abbia spiegato, iniziando dalla pronuncia.
Ridendo scherzando (e facendo shopping) siamo riuscite a far arrivare l’ora per andare al cinema, che non si spiega come passa in fretta il tempo quando stai cazzeggiando.
Abbiamo visto “Ladri di cadaveri”, giusto perchè avevamo promesso alla Tiz che “The Kids Are All Right” lo avremmo visto la settimana prossima. E abbiamo concluso la serata con una pizza margherita alla “Gramsci”. Sufficientemente patriottiche, no?

16 mar 2011

attacchi di shopping impulsivo

Non è vero. Era almeno una settimana che lo guardavo in vetrina. E oggi l'ho comprato. Un delizioso completino intimo, di cui non posso mettervi la foto perchè il mio filtro aziendale mi blocca gli accessi a tutti i siti di lingerie. Comunque è questo, ma senza polsini... e andrà a fare compagnia nel cassetto a quel delizioso completino La Perla comprato qualche mese fa, pagato uno sproposito e mai (ancora) indossato.

Cogliona.