18 marzo 2011

150 anni e non sentirli

La notte tricolore l’ho vista in tv, che quando partecipai alla prima notte bianca decisi che sarebbe stata anche l’ultima. Che io in mezzo alla folla mi irrito. Io mi irrito anche da sola in mezzo a un prato, se è per questo. Ma con la gente che ti spinge davanti dietro di fianco sopra e sotto mi irrito meglio. Credo sia uno dei motivi per cui non ho mai preso parte a un’orgia. Non sopporto la confusione. E anche il contatto umano non richiesto non rientra fra le mie passioni. Figurati il contato umano sotto la pioggia.
Però.
Ieri era giovedì, ovvero la serata dedicata al film settimanale. Così, d’accordo con sua bionditudine abbiamo deciso di andare comunque al cinema, ma, approfittando del dì di festa, abbiamo deciso di anticipare l’uscita e fare un giro in centro nel tardo pomeriggio.
Che è la stessa cosa che hanno pensato tutti i torinesi, evidentemente. Che i vigili hanno addirittura dovuto chiudere il centro alle auto, per dire.
Siccome la vecchiaia ci ha donato, oltre alle rughe, un bel sacchettino di esperienza (che io ho posizionato sul girovita) appena abbiamo trovato un parcheggio libero ci siamo fermate, evitando di infognarci in centro, risparmiando una porzione di bestemmie, che sono sicura mi tornerà utile il prossimo week end, quando cercherò di raggiungere il mio hotel di Firenze, in piena ZTL…
Passeggiando fra la folla ci siamo concesse un caffè in un microscopico bar del centro storico, dove una signora non sabauda si interrogava perplessa su cosa fosse il “baiserin” (bicerin ndr). Spero che qualcuno gliel’abbia spiegato, iniziando dalla pronuncia.
Ridendo scherzando (e facendo shopping) siamo riuscite a far arrivare l’ora per andare al cinema, che non si spiega come passa in fretta il tempo quando stai cazzeggiando.
Abbiamo visto “Ladri di cadaveri”, giusto perchè avevamo promesso alla Tiz che “The Kids Are All Right” lo avremmo visto la settimana prossima. E abbiamo concluso la serata con una pizza margherita alla “Gramsci”. Sufficientemente patriottiche, no?

Nessun commento:

Posta un commento