12 feb 2012

La talpa

Ieri sera sono andata al cinema.
Ho visto "la talpa".
Che io coi film di spionaggio entro un po' in crisi, infatti quando sono partiti i titoli di testa avevo già perso il filo. Poi l'ho ritrovato, e alla fine ero riuscita a capire tutto. O almeno, mi è sembrato. Praticamente un film sull'amor perduto. Ma lo capisci, anche se ad un certo punto ti viene il dubbio, solo alla fine, quando l'innamorato tradito elimina quella zoccola (in senso di roditore) della talpa.
Come? Non lo dovevo dire? Ops, troppo tardi.
Ho fatto anche altro, come, ad esempio, stendere le lenzuola fuori e ritirarle asciutte. E invece, quando io e la bionda siamo uscite dal cinema, stava nevicando. E io ci sono rimasta pure male, si sappia. Niente di che, un paio di centimetri, che stamattina, a metà strada fra la sorella dell'omino Michelin e una giocatrice di curling, ho scopato via dai gradini del vialetto d'ingresso.
Siccome non ho mangiato pesante, non so chi incolpare per il sogno di stanotte: eravamo - io e delle amiche - in un hotel fighissimo, probabilmente a New York, ma poteva anche essere Parigi, ed eravamo ad un party strepitoso.
Finchè non arriva un gruppo di ragazze giapponesi, che a me ricordavano le due protagoniste di "the catechism cataclysm", che inizia a chiudere tutte le porte, e a non far uscire più nessuno. Io mi rendo conto che hanno scordato di chiudere una porta finestra che dà su un'immensa scalinata e decido di fuggire da lì. Mi ritrovo in strada, senza soldi, senza borsa e con un pacchetto di sigarette da 10. Senza accendino. Chiedo di accendere ad un tizio calvo in t-shirt (e con un fisico da scombussolamento ormonale, vabbè) e poi non so cosa fare. Vorrei prendere la metropolitana, che mi passa proprio davanti, ma non so dove sono, nè dove andare ma, soprattutto, non ho i soldi per il biglietto.
Non so nè quanto tempo sia passato nè cosa io abbia fatto nel frattempo, ma mi ritrovo di nuovo nella sala del party, che nel frattempo è diventata la scena del crimine perchè le giapponesi hanno decapitato tutte le donne presenti. I cadaveri sono già stati portati via e io mi dispero. Non perchè le mie amiche siano state uccise, ma perchè non riesco a ritrovare la mia borsa.
Stasera provo con la peperonata, vediamo che succede.
In ogni modo la talpa è un bel film.
Fa un po' male vedere Gary Oldman invecchiato, ma c'è John Hurt. Carismatico. Potrebbe pubblicizzare dei pannoloni per l'incontinenza e sarebbe comunque affascinante.

10 feb 2012

polvere di stAlle

(ieri) 
Ho trascorso la mattinata a disquisire amabilmente di febbre e autoreggenti con un amico ritrovato e, mentre il mio pensiero più pregnante è se comprare o meno l’ennesimo paio di scarpe... 


No, non lo è più. 
E’ che mentre cazzegg lavoravo alacremente, ho scoperto il blog di Alessandra Airò, che le stesse scarpe le aveva inserite in un post di gennaio... E se una fra le più famose fashion blogger italiane le ha acquistate, posso io essere da meno? Giammai. 
Qualcuno mi abbatta. Prima che sia la mia banca a farlo, intendo... 
E’ più forte di me. Però stavolta ci ho pensato per ben 2 giorni, se acquistarle o meno. 
Intanto è da una settimana che sto cercando di capire che fine abbia fatto uno strepitoso perizoma acquistato (e mai indossato) qualche tempo fa. Che io non sopporto quando le cose spariscono. Che poi, più che nel cassetto della biancheria intima dove potrei averlo messo? Si accettano suggerimenti, ovviamente, anche se sono certa che prima o poi salterà fuori. 
Come probabilmente salterà fuori anche la voglia di andare in palestra, che ho bellamente saltato, questa settimana. 
In compenso stasera finalmente, dopo quasi due settimane, esco. Niente di trascendentale, sia chiaro. Che ho smesso di frequentare locali e ballare sui tavoli (ebbene sì, l’ho fatto. Una sola volta in vita mia, ma l’ho fatto) almeno due ere geologiche e mezza fa. Vado a mangiare una pizza con la bionda. Che è sempre un piacere. E la pizza, e la bionda. 
(oggi) 
Arrivo in ufficio, infreddolita come la moglie dello yeti, ma con meno peli, e, dopo aver preso il terzo caffè, controllo la posta. E quando leggo ….e tu sei un raggio di sole in giornate spesso faticose e determinate da milioni di parole inutili… mi si stampa un sorriso ebete sul viso, che farò fatica a mandar via. 
(domani) 
E’ un altro giorno. Ma mica ve lo dovevo dire io, no?



8 feb 2012

Awakening

La Poison dorme poco, ma quando dorme lo fa seriamente.
La Poison, proprio per questo motivo, al mattino ha tre sveglie che suonano a distanza di 30 minuti.
La prima alle 6.00, che è quella che le serve per rendersi conto che un altro giorno è iniziato, ma che non prevede l’uscita dal letto.
La seconda alle 6.30, che è quella che le consente di fare tutto con la dovuta calma di cui la Poison necessita per non iniziare la giornata coi cazzi inchianati e i chakra incrostati. Nell’ordine: alzarsi, andare in bagno, fare la pipì, spingersi in cucina ad accendere la macchina del caffè, preparare la colazione alla poison-mamma, dare da mangiare a settechilidigatto, aprire le finestre di bagno, camera, sala e cucina (anche in ordine differente), prepararsi il caffè e, con la tazzina in mano, uscire in veranda a fumare.
Quindi si lava e inizia a chiamare la poison-mamma affinché si svegli.
Poi si veste, e richiama la poison-mamma affinché si svegli.
Si trucca, e inizia ad urlare in direzione della camera da letto della poison-mamma, affinché, dopo essersi svegliata, si alzi pure.
Torna in camera a mettersi orologio, anelli e profumo, sbraitando se entro due secondi la poison-mamma non si materializza in corridoio.
La saluta, le impartisce due o tre informazioni base per il resto della giornata, e finalmente, vagamente esausta, esce di casa per andare a riposar a lavorare.
La terza alle 7.00. Prevede esattamente tutto quanto esposto sopra, ma in tempi un po’ più rapidi, compreso l’inchianamento dei cazzi e l’incrostamento di tutti e sette i chakra evolutivi.
Ieri mattina successe che la Poison si alzasse al suono della prima sveglia.
E, per evitare che la seconda e la terza suonassero a vuoto mentre ella era in altre faccende affaccendata, disinserisse le suddette sveglie.
Per rendersene conto stamattina, quando alle 7.30 ha aperto i suoi splendidi occhietti cisposi, iniziando la giornata con un leggiadro: “maporcadiquellaputt….!”


7 feb 2012

tanto per

Se sento ancora qualcuno parlare dell’Italia nella morsa del gelo, del generale inverno (che poi: se l’inverno è generale, l’autunno cos’è? colonnello? tenente colonnello? maggiore? capitano?), del ghiaccio, fosse anche quello di un frozen daiquiri, giuro che vado lì e a morsi lo prendo io.
Così magari la smette.
Che non se ne può davvero più.
Ma, siccome mal comune è mezzo gaudio, anche in Francia non sono messi molto meglio, visto che Nora Berra, dopo che mezzo mondo le ha fatto notare che il suo consiglio ai senzatetto di non uscire di casa con questo freddo è una minchiata di proporzioni galattiche, si giustifica dicendo che “il y a des sujets qui ne se prêtent pas à l’ironie”.
Che classe. Qua da noi al limite avrebbero detto di essere stati fraintesi. 


Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

6 feb 2012

Scusi, scende?

Giusto per sapere se devo comprarmi veramente delle mutande di pile...
che stamattina siamo arrivati a -19.
E cosa fa la poison quando la temperatura scende a codesti livelli?
Ma che domande.
Si taglia i capelli.

3 feb 2012

c'è grossa crisi

Io sono consapevole che al mondo c’è un sacco di gente diversamente intelligente (o, se il politicamente corretto vi ha un po’ sfrancicato i maroni), completamente stupida. Ma, vorrei capire se davvero esiste qualcuno che, alla ricezione di una fantomatica e.mail da parte di Poste itagliane, Carta.insomma, Bancadellosperma, l’abbia aperta e, leggendo pressapoco:
“Egreggio cliente, ci è stato grave tentatifo di frode su di tuo conto corrente, se tu schiaccia link qua sotto e dacci a noi tutti i tuoi dati, compresa combinazione di cassaforte di povera nonna, come per incanto i tuoi datti saranno proteti”.
Perchè va bene tutto, ma anche alla stupidità c’è un limite.
Come? Voi conoscete qualcuno che ha cliccato su uno di quei link e adesso vive sotto Ponte Milvio spacciando lucchetti? Proprio vero che alla fine c’è giustizia per tutti.
Comunque, oltre alle mail farlocche, un’altra cosa che non ho mai capito sono i banner e/o pop-up che ti si aprono solitamente a minchia mentre stai cercando di prenotare on line un volo intercontinentale per il MegaDirettore Generale e se non stai attento, mentre stai cercando di far coincidere tutte le coincidenze (che – essendo coincidenze – solo quello devono fare) ti ritrovi sul sito di vendita per corrispondenza dei materassi ad acqua cambogiani. Per non parlare di quelli che, mentre stai cercando di scrivere una mail all’amministratore di condominio, ti si spalancano dicendo “Complimenti, sei il visitatore numero unmilione, clicca qua per ritirare il tuo premio!” oppure “Hai vinto una Ferrari, clicca qua e scopri come fare per ritirarla. Poi clicca anche qua per scoprire a chi devi dare il culo per pagare l’assicurazione e il bollo!”, ma siccome questi son tempi duri e si mormora che sian tempi di crisi, anche i banneristi hanno dovuto ridimensionare il tiro.
Dev’essere per quello che mentre controllavo la posta, prima, ho potuto leggere questo:


FORSE????????????????


2 feb 2012

it-SNOW-or-NEVE-r

Nevica.
Visto che non siamo alle Seychelles (il purtroppo mettetecelo voi, che io son rientrata dai Caraibi domenica e quindi mi vergogno un po’) ma nel nord Italia, direi che, in questa stagione, prima o poi, bisogna aspettarselo. Che poi in alcune regioni ci siano state precipitazioni fuori dalla norma (ad esempio in Emilia) può effettivamente creare disagio, non discuto. Ma io vivo a Torino.
Che, per quelli un po’ deboli in geografia, sta in Piemonte. Che, e qua si sparge cultura come il sale, significa, pensate un po’, ai piedi del monte. Oh perbacco. E, l’avreste mai detto?  Si chiama così perchè è circondata su tre lati da Alpi e Appennini, che, per chi non lo sapesse, sono catene montuose. Che, prepotenti, occupano, con il 43%, buona parte della regione. Infatti, qua, nel 2006, vennero organizzate anche le olimpiadi invernali.
Fin qui è tutto chiaro? Bene.
Ordunque, come si diceva poc’anzi, è gennaio, siamo a Torino, sempre nel nord Italia, e nevica. E sono la prima ad ammettere che la neve rompe i coglioni e crea disagio. E io, personalmente, la detesto. Ma.
Non è che ne abbia buttata giù mezzo metro, eh? (n.b.: sto sempre parlando di Torino).
Se si esclude un po’ di “paciocco” nei controviali, i corsi principali sono percorribili. E lo erano ancora di più ieri sera, alle 19.00, quando sono uscita dall’ufficio.
E allora, manica di automobilisti rincoglioniti, mi volete spiegare perchè per percorrere 2km scarsi di corso Regina Margherita ieri sera abbiamo dovuto metterci 50 minuti, con voi che andavate a passo d’uomo manco foste nel bel mezzo della spedizione Amumdsen?
Se non potete permettervi l’acquisto di due paia di pneumatici invernali, almeno imparate a guidare. 



Aggiornamento delle 11.22
Messaggio su Viber di uno dei miei innumerevoli spasimanti (minchia, ma quanto son burlona?): "Ciao, come vieni al lavoro?"
Che, voglio dire, se mi avesse scritto "ho voglia di vederti e rivoltarti come un calzino dopo un'ora di corsa nel fango" io lo avrei anche apprezzato di più, per dire. Ciccio, che cazzo di domanda è? "Come vuoi che venga? Mi hanno temporaneamente disabilitato il servizio di teletrasporto, quindi vengo in macchina, come gli altri giorni. Perchè?"
Controrisposta: "Un bel casino con questa neve"
E costui vive all'imbocco della Val di Susa, mica a Papeete.

1 feb 2012

siccome

in pausa pranzo stavo mangiando il famoso curry di zucca e lenticchie con riso basmati, e non avevo nulla di meglio da fare, mi sono data allo shopping on line.
Che di un body da zoccola sentivo un po' la mancanza.


31 gen 2012

siamo nella merLa fino al collo

Stamattina la prima cosa che ho fatto dopo aver aperto gli occhi ed essere scesa dal letto è stata aprire la porta per vedere se avesse nevicato o meno.
O meno.
Le temperature non sono ancora calate, infatti la macchina (che in questi giorni dorme all’aperto, non avendo io nessunissima intenzione di spalare la neve dalla rampa del garage) non era nemmeno ghiacciata.
Bene, un lavoro in meno.
Sono partita (sì, vabbè, prima c’è stata la fase caffè – sigaretta in veranda (non in mutande) – lavaggio – vestimento – trucco e parrucco) e mi sono fermata al distributore per fare il pieno. Ho ritenuto opportuna un’aggiunta di antigelo, che noi si aspetta impavidi il buran
Impavidi un par de palle. Che siam sempre lì, io sono certa di poterne fare tranquillamente a meno.
Comunque adesso sta scendendo della polverina bianca dal cielo.
E l’effetto non è affatto stupefacente...
Ieri sera, mentre divanata con gatto mi guardavo CSI New York, aspettando che la lavatrice finisse di fare il suo giro, ho visto l’ultima pubblicità della Milka. Tralasciando il fatto che la polverina bianca (ma non quella che sta scendendo adesso dal cielo) devono averla assunta i pubblicitari all’epoca in cui si inventarono la mucca lilla, e non in modica quantità, io mi chiedo… perchè cazzo mai una mucca, in quanto lilla, dovrebbe essere brava in matematica?
Potete anche rispondere, se volete.
Io intanto penso a cosa ordinarmi per pranzo domani nel nuovo posto che hanno aperto vicino al mio ufficio.
Che ieri mentre passavo lì davanti mi hanno fatto assaggiare il “comaut” e oggi ho comprato la crema di ceci di Nucetto e broccoletti e me la sono portata in ufficio: ottima.
Magari domani mi butto sul curry di zucca lenticchie e bietole.

30 gen 2012

Già fatto?


Che io sia una persona curiosa a cui piace sperimentare nuovi percorsi e nuove sensazioni è cosa risaputa. Ma passare da 30 gradi a 30 centimetri (meteorologicamente parlando) è un’esperienza che – potendo scegliere, si intende – avrei tranquillamente evitato. Che io mi accontento di molto meno, fra l’altro. E 30 centimetri è davvero tanta roba, credetemi. E così, mentre l’altro giorno in spiaggia mi lamentavo per il gran caldo e l’assenza quasi totale degli alisei, ieri sera mi sono trovata a liberare la mia macchina, che mi aspettava al parcheggio, da due spanne di neve, con un paio di scarpette che poco si adattavano al suolo innevato. E dopo una settimana alla guida di una Toyota col cambio automatico, quando sono arrivata al casello dell’autostrada stavo quasi facendo spegnere l’auto, perchè mi ero disabituata all’uso della frizione. Che alla fine, a parte che ogni tanto cercavo inutilmente di mettere un’altra marcia, al cambio automatico ci si fa l’abitudine. Anche se ti senti davvero un po’ inutile a guidare in quel modo, che è davvero a prova di stupido. Che dire? Sono stata bene, tempo sempre buono, spiagge bellissime, sia quelle attrezzate come Orient Bay, sia quelle deserte come la Baie aux Prunes, cucina – ahimè – ottima: francese, creola (ma quanto è buono il lambi creole?), red snapper alla griglia, tartare di tonno… insomma, non ci siamo fatte mancare nulla, compresa la mia sigaretta mattutina in veranda in mutande, ma guardando il mare. Vuoi mettere?

(settechilidigatto ispeziona la valigia)