1 giu 2011

Potrebbe esser peggio. Potrebbe piovere!

Infatti.
Ieri mi ha telefonato l’imbianchino.
Per fortuna. Perchè ho scoperto che aveva segnato i colori invertiti, e, se non fosse che alla neo ottuagenaria poison-mamma pareva troppo scuro, sarei tornata a casa trovando tre pareti tortora e una verde, e non – come avevo chiesto – tre pareti verdi e una tortora. Vabbè.
Poi sono andata in palestra per rilassarmi. Cosa che, solitamente, funziona. Peccato che la nuova istruttrice riesca ad innervosirmi, e, mentre eravamo sedute sui talloni cercando di rilassare la colonna appoggiando la fronte al pavimento, il pavimento io lo usassi per farci tamburellare le dita, cercando di scandire il passaggio del tempo. Che non credo faccia parte dei segni di rilassamento.
Sono tornata a casa. Che sembrava un accampamento. Ho guardato Crozza a Ballarò appollaiata sullo schienale del divano e poi ho deciso che era meglio trasferirsi sotto le coperte. E ho continuato a guardare Ballarò.
Ho alzato di un gradino il livello di perversione, e poi mi sono addormentata. Alle tre mi ha svegliato il rumore della pioggia, o il gatto che giocava col piercing, o tutte e due.
Per fortuna ho ripreso sonno. Che altrimenti stamattina, dopo aver attraversato la città nel traffico incomprensibilmente furioso dei giorni di pioggia, quando la collega R, che da oggi dovrebbe insediarsi nel mio ufficio, è entrata dicendo: “dopo vengo a fare un sopralluogo” si sarebbe beccata un vaffanculo carpiato. Invece la mia impeccabile risposta è stata: “Che ti sopralluoghi? Quella è la scrivania, sopralluogo finito!”.
Non si è ancora insediata e ho già i cazzi inchianati.
E, tanto per restare in tema, ho scoperto che fra le chiavi di ricerca per accedere a questo blog, c’è anche “donne che cercano la minchia”. Che per carità, a forza di cercare qualcosa si trova sempre, eh? ma escludo che se ne possa trovare nel mio blog. E, per concludere, non poteva certo mancare “porno imbianchino foto”. Ecco.

Ci si rilegge fra due settimane. Tanto non sentirete certo la mia mancanza.




31 mag 2011

ogni volta che sento questa canzone

mi rimane fissa in testa. ogni volta. dal 1989. per non parlare del video.


The world was on fire and no one could save me but you,
It's strange what desire will make foolish people do.
I never dreamed that I'd meet somebody like you
I never dreamed that I'd lose somebody like you
No, I don't want to fall in love,
[This world is only gonna break your heart]
No, I don't want to fall in love,
[This world is only gonna break your heart]
With you
With you
What a wicked game to play,
To make me feel this way.
What a wicked thing to do,
To let me dream of you.
What a wicked thing to say,
You never felt this way.
What a wicked thing to do,
To make me dream of you !
And I don't want to fall in love,
[This world is only gonna break your heart]
No I don't want to fall in love,
[This world is only gonna break your heart]
With you
The world was on fire and no one could save me but you,
It's strange what desire will make foolish people do.
I never dreamed that I'd love somebody like you
I never dreamed that I'd lose somebody like you
No I don't want to fall in love,
[This world is only gonna break your heart]
No I don't want to fall in love,
[This world is only gonna break your heart]
With you
With you

Nobody loves no one.

30 mag 2011

Because the night

...take me now baby here as I am
pull me close, try and understand
desire is hunger is the fire I breathe
love is a banquet on which we feed


Sabato sera sono andata al cinema, per “the housemaid”. Film sudcoreano, rifacimento dell’omonimo film del 1960 di Kim-ki Young, racconta la storia di Eun-y, che trova lavoro come domestica nella sterminata casa (splendida la vasca da bagno circondata da un “tappeto” di ghiaia) della ricca famiglia di Hoon e Hae-ra, incinta di due gemelli. Il suo compito è quello di badare alla piccola Nami, la primogenita, ma ben presto si ritroverà a soddisfare anche i desideri del padrone di casa. Rimanendo incinta. Ancor prima che la stessa Eun-y se ne renda conto, è la governante anziana a scoprire la gravidanza, informando l’ambiziosa madre della padrona di casa. Le donne di famiglia si coalizzeranno contro Eun-y, a cui non resterà altro che la vendetta. Particolare. No, non il film, la vendetta.



Domenica sono andata a conoscere Rodolfo e Valentino, i due Maine Coon della mia amica S, che roba fantastica. Mentre Rodolfo non mi ha dato confidenza, Valentino, superata la fase iniziale di indifferenza e sospetto, ha iniziato a... leccarmi i piedi con evidente piacere. Era dai tempi in cui frequentavo A. che nessuno si era più appassionato in questo modo alle mie estremità... con la differenza che A. non era un gatto. Dopo un piacevole pomeriggio di sole e giri per il basso Monferrato mi sono diretta in città, dove avevo un appuntamento con tre fanciulle. Puntualissime, all’ora X eravamo tutte presenti e allineate, e, dopo un giro per il centro, per far ammirare alcuni scorci cittadini alla Princi, abbiamo fatto il nostro trionfale ingresso al ristorante argentino, dove, dopo tre ore abbondanti trascorse fra chiacchiere, risate, vino, carnazza e patate bisunte, siamo riuscite ad uscire, tutte sulle nostre gambe. Anche se, forse, quando il cameriere mi ha chiesto come volessi il caffè, visto che alla mia risposta “come viene” ha replicato “viene come vuole che venga” avrei dovuto evitare di dire “e allora facciamolo venire lungo...”

26 mag 2011

This blog has no brain, please use your own.

La proprietaria del blog stamattina ha scoperto di essere senza cervello. Che, detto da uno a cui tutta la colla che usa per tenere attaccati i capelli deve averlo fatto evaporare da un tot di anni, lascia un po’ il tempo che trova. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. 
Per confermare il “niente di nuovo”, ieri pomeriggio la sarta mi ha rimbalzato per l’ennesima volta. Che farmi prendere per il culo mi può anche piacere, ma fino a un certo punto. Poi mi ha telefonato l’imbianchino per un acconto. Gli ho detto di passare dopo cena, che l’avrei aspettato per il caffè. Che poi mi addormento a fatica e mi sveglio alle 5, ma non importa. Ad esempio stamattina ho scoperto l’esistenza di Damien Mercier, un highliner. Sarà che non soffro di vertigini, ma sono rimasta affascinata. No, non al punto di voler provare, comunque.
Tornando all’imbianchino, in attesa che arrivasse sono riuscita ad addormentarmi sul divano, nonostante un Paul Newman in bianco e nero in TV. 
E con questa fanno tre sere consecutive che ci si vede. Che nemmeno un fidanzato l’ho mai visto tre sere di fila. Alla fine parliamo di lavoro 5 minuti, poi ci mettiamo in veranda a parlare di tutt’altro. Ieri, visto che quando è arrivato gli ho accarezzato il costato, mi ha fatto vedere il suo ultimo tatuaggio. Sul costato, appunto. Splendido. Disegnato da lui. Così ho potuto scoprire che, oltre a quello sulla lingua, ha anche un piercing sul capezzolo. Siccome sto pensando al prossimo tatuaggio, e che a questo punto, visto che in teoria andrebbero dispari, me ne serve ancora uno, gli ho chiesto di disegnarmi qualcosa. E adesso aspetto. 
Tanto, essendo senza cervello, non mi rendo nemmeno conto del tempo che passa.

24 mag 2011

A nightmare of you of death in the pool I see no further now than this dream the trembling hand of the trembling man hold my mouth to hold in a scream

Tutte le sere, appena la porta basculante del garage si chiude alle mie spalle, la carogna è lì, ad attendermi. Dove l’avevo lasciata la mattina, uscendo. So di essere fortunata, perchè riesco a separarmene per buona parte della giornata, e non è poco. Ci guardiamo senza parlare, e lei, con i suoi modi sbrigativi (del resto è la “mia” carogna, un po’ mi assomiglia), si arrampica e si sistema sulle mie spalle, avvolgendomi in un abbraccio indesiderato.
Quando rincaso mi assale l’angoscia. Mentre aziono il telecomando del cancello il mio umore cambia in maniera repentina. Sono lì, e vorrei essere da un’altra parte. Qualsiasi altra parte. Ma non lì. Perchè l’idea di entrare in casa e trovarmi faccia a faccia con lo sguardo sempre più spento di mia madre mi fa male. Perchè non so reagire. Perchè, di fatto, sono impotente.
E, quando reagisco, lo faccio nel modo sbagliato. Amesso che ne esista uno giusto. E per la prima mezz’ora cerco di distrarmi facendo qualsiasi altra cosa, fosse anche depilare il gatto con le pinzette. Poi subentra, forse perchè si innesca un meccanismo di autodifesa, uno stato di semi-indolenza in cui cerco di comportarmi nel modo più normale possibile. Mi ostino a parlarle, anche se quello che ne esce non è mai un dialogo, ma un monologo con farcitura doppia di bestemmie.
Poi ieri sera è arrivato l’imbianchino, a prendere le misure, e lei, incredibilmente, è rimasta in veranda con noi e gli ha addirittura portato il caffè... Lui, adorabile, continuava a riempirla di complimenti, e lei si scherniva, come una verginella d’altri tempi. Mi ha fatto tenerezza. E per un momento sono stata bene (poi quando mi sono addormentata ho avuto un incubo, ma questa è un’altra storia).
So che stasera, quando l’imbianchino tornerà col preventivo, non starò altrettanto bene.
Ma mi tocca.
Il preventivo, non l’imbianchino.
Aggiungerei purtroppo, perchè quel piercing sulla lingua... vabbè, non importa (e comunque, ha 35 anni. Vale a dire l’età del mio ultimo ex moroso).

testiamoci

SCUOLA
Il voto più alto che hai preso: 10, in disegno. Vale?
Il voto più basso che hai preso 0 meno meno meno meno (meno) in un compito in classe di francese.
Ti hanno mai sbattuto fuori dalla classe: Hai voglia
Sei mai stata in presidenza: vedi sopra
Sei mai stata sospesa: No
Hai mai fugato (bruciato, marinato): Che domande, certo.
Materia preferita: Inglese, disegno, geografia
Materia odiata: Storia
Prof simpatico: Quello di educazione fisica alle medie
DOMANDE VARIE
A che ora ti alzi? la sveglia suona alle 6.00, ma alle 5.00 sono già sveglia. Stamattina alle 4, per dire,
A che ora pranzi? Se uno yogurt può essere considerato pranzo, verso le 13.00
Favorevole all’aborto? Assolutamente sì
Sei figlio unico? Purtroppo
Hai un calendario? Più di uno
Com’è il tuo pigiama? Nuovo, mai usato.
Meglio un giorno da leone o cento da pecora? facciamo 50 da orsacchiotto?
Porti cappelli? Sì
Le scarpe che hai messo oggi? Un sandalo in suede nero tacco 12
Vuoi sposarti? No, grazie.
Vai d’accordo con i tuoi genitori? Con mia madre, che è l’unica a disposizione, c’è un tacito accordo di non belligeranza. Se riuscissi ad ignorarla ancora di più sarebbe perfetto.
Hai accanto a te persone speciali? In questo instante? Sono in ufficio, fai un po’ tu.
Hai mai desiderato avere un altro nome? No, il mio non è così terribile in fondo.
Il tuo primo pensiero quando ti svegli? Andiamo.
Il ricordo che ti manca di più? Mi manca e basta.
Adidas o Converse? Converse. E Adidas.
Cioccolato o vaniglia? Cioccolato. Fondente
Colori? Nero, nero, nero, nero, grigio, blu, verde
HAI MAI…
Tinto i capelli? Certo. Neri, blu, viola, bordeaux...
Preso l’aereo? Devo rispondere?
Detto ad un ragazzo che ti piaceva? Sì. Nemmeno molto tempo fa.. Ragazzo, oddio...
Pianto durante un film? Certo. Se sono al cinema cerco di non farmi vedere, però. perchè mi vergogno.
Mai pensato che il personaggio di un cartone fosse bello? Secondo te perchè guardavo Capitan Harlock?
Preso una cotta per un insegnante? Si. Sempre quello di educazione fisica delle medie…
Ricevuto tante di quelle botte da svenire? Ancora no.
IL FUTURO
Età in cui speri di sposarti: Spero???
Quanti figli vorresti? Sono fuori tempo massimo.
Come vuoi morire? Nel sonno, potendo scegliere.
Cosa vuoi fare da grande? L’idiota. Mi sto allenando giorno dopo giorno.
NELLE ULTIME 24 ORE HAI…
Pianto? Nì
Incontrato qualcuno? Ovvio.
Abbracciato qualcuno? Il mio imbianchino, ieri sera..
CREDI
In te stesso: A volte pure troppo.
E i tuoi amici? probabilmente anche loro.
In Babbo Natale? Come no?
Nella fatina dei denti? Soprattutto.
Negli angeli? No
Nei fantasmi? Nemmeno
In Dio? Solo se lui, quando ha fatto questo test, ha ammesso di credere in me.

23 mag 2011

So need your love, so fuck you all.

Venerdì sera, mentre mi osservavo riflessa nei pannelli della cabina abbronzante dove cercavo di dare un colorito meno cadaverico al mio corpicino, che odio fare il mio esordio in spiaggia abbagliando gli astanti, ripensavo alle chiappe di semper, che - beate loro - stanno su da sole. La mia situazione, seppur non sia poi così drammatica, e' abbastanza differente. Diventa tragica se ci si sposta a livello tette: l'unico modo per farle star su ormai si ottiene facendo la verticale. Ma, non essendo capace a camminare sulle mani, lascerò che la forza di gravita' faccia il suo corso...
Sabato mattina ho espletato il turno casalinga in tempi brevi. Mentre la poison mamma era dalla pettinatrice sono andata a comprare la pappa per settechilidigatto, che avevo scordato di comprare la sera prima. Dove, in compenso, sono riuscita a comprare il DVD di "il vento fa il suo giro" che non sono mai riuscita a vedere al cinema.
Mentre ero alla cassa con le mie scatolette non sono riuscita a resistere al richiamo degli ovetti lindt, perché se in "quei giorni" c'e chi si veste di bianco facendo la ruota per poi buttarsi col paracadute, la sottoscritta, che non ha velleità così estreme, sviluppa un desiderio di cioccolato tale che riuscirebbe a divorare un barattolo di nutella delle dimensioni di Giuliano Ferrara.
Visto che siamo in par condicio ne ho presi 6: due oro, due blu e due rossi, i miei preferiti. Che non sara' una colazione molto equilibrata, ma sti cazzi.
Per pranzo ho mangiato 3 pomodori piccadilly e poi sono andata da sua bionditudine, che oggi ci attendono le mostre alle OGR. “Fare gli italiani” e' maestosamente avvincente e... sterminata. Al punto che io - che ho una soglia di attenzione abbastanza limitata - dopo un po' inizio a distrarmi, perché e' davvero tanta roba. Che mi sa che ci dovrò tornare... Stazione futuro e' meno impegnativa, ma altrettanto stimolante. Nella stazione in cui si disquisiva degli insetti come futura alimentazione, in quanto altamente proteici, io ho deciso che non mi sento pronta. Mai dire mai, ma, se posso permettermi di scegliere, anche no, ecco.
La terza parte l'abbiamo saltata, in quanto avevamo una visita prenotata a palazzo Carignano. Ci siamo anche fatte un tratto di strada col corteo del gay pride, dove abbiamo incontrato la Tiz e il belluomo. Ho saputo che c'era anche Michi, che e' la mia gaia passione da più di 20 anni, perché chi di noi, femmine frociare, non si e' mai invaghita di un gay? Ecco, a me e' successo con Michi la prima volta che l'ho visto. Abbastanza curioso, considerato che, tralasciando il fatto che è diversamente eterosessuale, è biondo e con gli occhi azzurri. Misteri della vita. Comunque, ancora oggi, lo adoro. Purtroppo non sono riuscita a vederlo, ma c'era davvero un sacco di gente, e non era facile.
Siamo arrivate a palazzo Carignano e abbiamo aspettato che arrivasse l'ora di visita, ingannando l'attesa in compagnia di un sorbetto al maracuja. Interessante. Il palazzo. Ma anche il sorbetto. Fra i quadri del Legnanino esposti c'e anche un San Sebastiano incredibilmente vivo e vegeto. L'ho sempre solo visto raffigurato infilzato. La visita finisce in due stanze così dorate, così stuccate, così barocche che se restavo li altri 5 minuti mi sarebbe venuta la sindrome di Sthendal, quella di Stoccolma e, probabilmente, anche un attacco di labirintite.
Prima di affrontare il capitolo cena mi sono dedicata anche ad un po' di shopping, che c'ho pur sempre una reputazione da difendere... E poi, con nostro sommo godimento, abbiamo ufficialmente inaugurato la stagione della granita siciliana.
Caffè, mandorla e panna montata, più brioche regolamentare. Che anche il palato ogni tanto deve raggiungere l’orgasmo.
Domenica. Alle 5.30 spalancavo gli occhietti, e non ci sarebbe più stato verso di chiuderli. Mi son messa in veranda a leggere, che la curiosità di sapere come va a finire l'ultimo Landsdale non mi molla. Poi mi sono diretta in città, perché avevo un appuntamento con S., che l'altro giorno, dopo aver parlato di lei con R,, mi e' venuta voglia di rivederla. E ci siamo organizzate per stamattina, che lei sarebbe stata al Valentino a distribuire pettorali per la mezza maratona. Baci e abbracci, e ci siamo messe a parlare come se ci fossimo lasciate la sera prima... Alla fine, non so bene come, mi sono ritrovata a distribuire acqua e sali al punto di ristoro del 14° km.
Sono tornata a casa e mi sono fatta una pennica. Quando mi sono svegliata mi sono cotta (pochissimo) una signora tagliata che si scioglieva in bocca... Quindi mi sono spalmata in veranda a prendere il sole e a finire il libro. E adesso mi toccherà aspettare che Landsdale mi tiri fuori – spero presto - un'altra avventura di Hap e Leonard.
Quindi sono uscita a fare 4 passi. Visto che sono rientrata dopo 2 ore forse ne ho fatti un po' di più. Ho trovato frankestein junior in tv. E, ovviamente, mi son messa a guardarlo. (Si. Può. Fare!!!)
Se e' possibile, ho un po' male agli stinchi. Forse camminare per 8 km con le infradito comprate il giorno prima non e' stata una grande mossa.
E, se un complimento al giorno leva l’analista di torno, stamattina siamo partite con un “sei raggiante”.
Sarà.




20 mag 2011

R E D

Che la cuRtura non è tutto nella vita.
E così ieri pomeriggio, dopo essermi imbucata (grazie capo!) ad una visita privata alle OGR per la mostra “Fare gli italiani” (con me c'era pure quest'italiano qui), che domani pomeriggio guarderò meno superficialmente, mi sono fatta prelevare da sua bionditudine e – come ogni giovedì – siamo andate al cinema.
E, siccome aver visto Machete la settimana scorsa non ci è bastato, ieri sera è stata la volta di RED (che, si scoprirà più o meno a metà film, è l’acronimo di Reduce Estremamente Distruttivo).
Che meraviglia. Entrare al cinema, scollegare i neuroni e ridere per quasi due ore.
Il film inizia con la sveglia di Frank Moses, (un Bruce Willis in forma strepitosa, con quell'espressione a cazzo di uno che non si prende troppo sul serio) che suona alle 6.00.
Anche la mia suona alla stessa ora, così, tanto per dire.
Il nostro eroe è un agente della CIA ormai in pensione, e, mentre intrattiene una liaison telefonica con Sarah, un’impiegata dell’ufficio pensioni, i segreti di cui è a conoscenza sembra abbiano iniziato a dare fastidio a qualcuno, che cerca di ucciderlo.
Così, dopo aver sterminato un commando di mercenari che gli ha distrutto casa, si presenta a casa di Sarah, che è appena rientrata da quella che aveva tutti i presupposti per essere una serata romantica (“Sarah, posso salire da te?” “No” “Ma come? Ti ho pure pagato la cena!!!”) e, sfuggendo nuovamente ad un altro manipolo di killer, inizia la fuga…
Dopo aver collegato i tentativi di eliminarlo all’omicidio di una giornalista, ricontatta i componenti della sua vecchia squadra e, mentre tutti i nodi vengono al pettine, sulla scena si susseguono, da Chicago a New Orleans passando per New York e Pensacola, sparatorie, esplosioni, inseguimenti…
Dite quello che volete, ma a me questi film cazzoni piacciono un sacco.
E da grande voglio diventare come Helen Mirren nel film.

19 mag 2011

so confused

La sarta, che ieri a pranzo mi ha detto “passa oggi”, mi ha nuovamente rimbalzato.
Ieri pomeriggio, in cardinalizia compagnia telefonica, mi sono incamminata verso il negozietto, per trovarmi di fronte al cartello “torno subito”. Ecco, quando torni vedi di ripartire per andartene a fare in culo, magari.
Torno sui miei passi e salgo in macchina. Quando ripasso lì davanti la vedo (sta uscendo dal bar, che la cirrosi la strafulmini), lei mi vede e mi dice “Fatto niente!”. Ma non mi dire!
Non la degno di una risposta e mi avvio verso lo studio della dietologa, che mi aspetta per la visita di controllo.
Sono in anticipo, ne approfitto per divorare qualche pagina dell’ultimo Lansdale, che Hap e Leonard mi fanno impazzire. Che quei due mi creano assuefazione, lasciandomi in bilico tra la voglia di finire immediatamente il libro – cosa che succede regolarmente - o concedermi il lusso di leggerne poche pagine alla volta (praticamente impossibile) per gustarmi più a lungo le loro avventure.
Arriva il mio turno, mi chiede come va. Le rispondo “...bene?” e lei si mette a ridere, dicendo che non riesce a capacitarsi di come, coi risultati che ho ottenuto, io riesca sempre a mostrare un entusiasmo così scarso. Le dico che sono fatta così, mi chiede se mangio, poi mi fa salire sulla bilancia, mi misura, mi chiede se mi manca qualcosa relativamente al cibo, rispondo che va tutto bene, mi ispeziona i tatuaggi, mi dice che la settimana prossima andrà a farsi l’ottavo o forse il nono, non ricorda bene, mi prescrive gli esami del sangue, che è meglio fare un controllo, mi fissa l’appuntamento successivo al 14 settembre, pago e me ne vado. Visto che non sono molto distante decido di spingermi fino ad Eataly, che sto finendo l’olio. Per non farmi mancare nulla oltre a quello che mi serve (?) compro anche una tavoletta di cioccolato gianduia con le nocciole, poi torno a casa.
Alla radio sento che Lars Von Trier a Cannes ha perso un’ottima occasione per tacere, la difesa di Strauss-kahn tenta il tutto per tutto affermando che la cameriera era consenziente. Che ci vuole un bel coraggio, di fronte a uno con questa faccia. Un padre di Teramo si è “dimenticato” la bambina in auto invece di portarla all’asilo. Ti chiedi come sia possibile non vedere una bimba sul sedile nel momento in cui scendi dall’auto, ma, se è successo – e non è la prima volta – evidentemente si può.
Arrivi a casa, ti prepari un’insalata e ti addormenti sul divano.
Domani è un altro giorno. E io non so se infischiarmene o meno.
Nel dubbio io e la bionda abbiamo prenotato l'hotel per la nostra settimana di vacanza a giugno.

18 mag 2011

That's why I keep on running before I 've arrived I can see myself coming

Da quando la poison mamma si è dichiarata inabile al lavoro (ad ogni tipo di lavoro), la sottoscritta ha dovuto cercarsi una sarta. E l’aveva pure trovata. Comoda, vicino all’ufficio, brava, puntuale, precisa ed onesta.
Ma, siccome la fortuna è cieca e la sfiga ci vede benissimo, a fine anno la sarta è tornata in Romania. E così la Poison, che il giorno di Pasqua si è sistemata davanti all’armadio e ha iniziato a provare tutti i pantaloni in esso contenuti, si è resa conto che erano tutti drammaticamente larghi. Una quindicina sono finiti in mansarda, quattro paia sono finiti in distribuzione alle amiche, e altri quattro, appunto, alla ricerca di una nuova sarta.
La trovi. Anche questa relativamente vicino al tuo ufficio. Non propriamente economica, ma decidi comunque che comprarti altri quattro paia di pantaloni ti costerebbe di più. Provi, metti, togli, infili, sfili, misuri, lasci un acconto e lei ti dice: “passa mercoledì”.
Tu mercoledì passi, e lei non ha fatto un cazzo.
Nel mentre vieni anche abbordata da un ultra degli Arditi, che ti vuole conoscere a tutti i costi perchè sei una bella donna (che se continuano a ripetermelo tutti i giorni, va a finire che inizio a crederci pure io). Ritieni che non sia il caso, che di andare allo stadio ti sei rotta i coglioni un po’ di anni fa. Ripassi il giorno dopo, e lei è chiusa.
Il venerdì la trovi, ti dice che ha dei problemi e ti ordina di passare lunedì alle 15.30. Le fai notare che non sei una libera professionista e che a quell’ora sei in ufficio.
Allora eccezionalmente ti dice di passare lunedì nella pausa pranzo, che lei ci sarà.
Lunedì era l'altro ieri. E in pausa pranzo io ero davanti al suo negozietto. Da sola. Davanti ad una serranda abbassata.
Decidi di uscire un po’ prima martedì mattina, così sei sicura di beccarla.
E’ fuori dal negozio che fuma. Lavorare sembra brutto, evidentemente.
Ti guarda e dice “e chi sa quante maledizione tu mi ha tirato ieri! Però proprio non ce l’ho fatta a arrivare. E non avevo numero (e allora che cazzo me lo hai chiesto a fare quando ti ho lasciato i pantaloni?) e ho pensato pazienza, che tanto non ho fatto tempo di fare niente”.
Inutile dire che tu la pazienza l’hai persa da un pezzo. Ma, invece di darle una testata ti esibisci in un sorriso stitico e le dici “vorrà dire che passerò un’altra volta, tanto non ho un cazzo da fare”.
“Tu viene domani e prova”.
Bella, io viene domani se riesco, che, ti ripeto, non son qua a portare il culo a passeggio. Alzi i tacchi e te ne vai.
Decidi di andare al supermercato a comprare l’acqua. Fai tutto il percorso, come negli autogrill, arrivi al fondo e la “tua” acqua non c’è. In pratica sei veramente uscita per portare il culo a passeggio. Quando esci incontri R., una tua vecchia conoscenza biblica con cui solevi trovarti al mercoledi per guardare le partite di Champions. (R. era il fidanzato di S., una tua collega nonché amica. Quando si sono lasciati è stata lei a “raccomandartelo”. Gentile da parte sua, no?). Sta andando in palestra. Baci abbracci, gli chiedi se ha ancora sentito S., risponde che sta bene, è ancora sposata con P. e adesso corre e si è data alle maratone. Ti fa vedere il suo ultimo tatuaggio. Non ricordavi ne avesse. Del resto sono passati un po’ di anni. Obbietta che quello sulla schiena ce l’aveva senz’altro. Gli fai notare che sicuramente ha avuto molte più occasioni lui di vedere quello che hai tu sulla schiena, piuttosto che il contrario. Ci mettiamo a ridere, gli fai vedere il tatuaggio fatto venerdì, ti chiede il significato, rispondi che così quando fai sesso fai due punti. E lui ribatte che i due punti li faccio anche senza, che di me conserva un ottimo ricordo. Ti definisce “scatenata”. Ti viene da ridere, anche se, pensando alle tue ultime, scarse, deludenti prestazioni sarebbe più opportuno piangere. Del resto non è colpa tua se val più la pratica della grammatica…
Alla fine torni in ufficio. Non hai concluso niente, ma almeno sai che c’è qualcuno che di te conserva un ottimo ricordo.
Che non è nemmeno poco, se ci pensi.