20 maggio 2011

R E D

Che la cuRtura non è tutto nella vita.
E così ieri pomeriggio, dopo essermi imbucata (grazie capo!) ad una visita privata alle OGR per la mostra “Fare gli italiani” (con me c'era pure quest'italiano qui), che domani pomeriggio guarderò meno superficialmente, mi sono fatta prelevare da sua bionditudine e – come ogni giovedì – siamo andate al cinema.
E, siccome aver visto Machete la settimana scorsa non ci è bastato, ieri sera è stata la volta di RED (che, si scoprirà più o meno a metà film, è l’acronimo di Reduce Estremamente Distruttivo).
Che meraviglia. Entrare al cinema, scollegare i neuroni e ridere per quasi due ore.
Il film inizia con la sveglia di Frank Moses, (un Bruce Willis in forma strepitosa, con quell'espressione a cazzo di uno che non si prende troppo sul serio) che suona alle 6.00.
Anche la mia suona alla stessa ora, così, tanto per dire.
Il nostro eroe è un agente della CIA ormai in pensione, e, mentre intrattiene una liaison telefonica con Sarah, un’impiegata dell’ufficio pensioni, i segreti di cui è a conoscenza sembra abbiano iniziato a dare fastidio a qualcuno, che cerca di ucciderlo.
Così, dopo aver sterminato un commando di mercenari che gli ha distrutto casa, si presenta a casa di Sarah, che è appena rientrata da quella che aveva tutti i presupposti per essere una serata romantica (“Sarah, posso salire da te?” “No” “Ma come? Ti ho pure pagato la cena!!!”) e, sfuggendo nuovamente ad un altro manipolo di killer, inizia la fuga…
Dopo aver collegato i tentativi di eliminarlo all’omicidio di una giornalista, ricontatta i componenti della sua vecchia squadra e, mentre tutti i nodi vengono al pettine, sulla scena si susseguono, da Chicago a New Orleans passando per New York e Pensacola, sparatorie, esplosioni, inseguimenti…
Dite quello che volete, ma a me questi film cazzoni piacciono un sacco.
E da grande voglio diventare come Helen Mirren nel film.

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