11 nov 2009

Nemico pubblico

Che cosa fai per vivere?
Sono John Dillinger. Rapino banche.

Dillinger è morto.Ma questo è un altro film. Il diciottesimo sulla figura del gangster considerato dall’FBI e dal suo direttore J. Edgar Hoover il nemico pubblico n. 1 e per la cui cattura verrà costituita una nuova squadra speciale capitanata dal G.Man Melvin Purvis, che si avvarrà di tecniche investigative fino ad allora mai utilizzate, a partire dalle intercettazioni telefoniche. 
Fra evasioni, cacce all’uomo, sparatorie, rapine in banca (per le quali Dillinger passò alla storia come una sorta di Robin Hood, perché al termine delle rapine aveva preso l’abitudine di bruciare i registri delle banche, cancellando in questo modo ogni traccia di debiti e ipoteche dei clienti) e tradimenti assistiamo alla fine di Dillinger, che, ingannato da Anna Sage – accordatasi con Purvis con la falsa promessa di non essere rimpatriata in Romania – verrà ammazzato all’uscita di un cinema di Chicago, dove aveva assistito alla proiezione del film Manhattan Melodrama, in cui Clark Gable interpreta un gangster condannato alla sedia elettrica e si narra che l’attore si fosse ispirato alla figura di Dillinger per calarsi nella parte. 

9 nov 2009

L'uomo che fissa le capre


“Vincere le guerre con pace e amore?”
“Sono in tanti ad averlo detto: 
Gesù Cristo, Mao Tse Tung, Walt Disney” 

Dopo essere stato lasciato dalla moglie, Bob Wilton, giornalista senza infamia e senza lode, si mette alla ricerca dello scoop della vita, per riacquistare prestigio agli occhi della donna. 
Decide di andare in Iraq come inviato di guerra, e, nell'attesa di passare il confine, in un hotel di Kuwait City incontra Lyn Cassady, di cui aveva sentito parlare da un bizzarro tizio intervistato qualche tempo prima. 
Lyn gli racconta di essere un soldato Jedi, un monaco guerriero facente parte della New Earth Army, un’unità sperimentale, una specie di esercito new age in grado di leggere il pensiero, attraversare i muri, disintegrare le nuvole e fermare il cuore di una capra, fondato anni prima da Bill Django (un Jeff Bridges molto Jeffrey "Drugo" Lebowski), scomparso nel nulla dopo che la N.E.A. venne smantellata, per colpa dell’invidioso Larry Hooper.
Fra viaggi nel deserto, rapimenti, sparatorie, citazioni e LSD, Lyn e Bill si ritroveranno, e Bob Wilton scriverà il suo articolo. 

6 nov 2009

Capitalism: a love story

Il film inizia sulle note di Louie Louie, mostrandoci una compilation di rapine in banca, riprese dalle telecamere di sicurezza. E poi si sposta in varie parti dell’America desolata (e desolante) dove il sogno americano si è infranto nel momento in cui le persone hanno creduto al fatto che potevano rifinanziare le loro case ipotecandole, e – incapaci di far fronte al pagamento di rate che aumentavano in maniera esponenziale - venivano infine sfattati da case che ormai non gli appartenevano più.Passando dallo smantellamento della fabbrica GM a Flint, si arriva al fallimento di Merril Lynch e Lehman Brothers, mentre Michael Moore si aggira per Wall Street cercando di capire come funzionano i “derivati”. Ma scoprirà che neanche gli addetti ai lavori sono in grado di spiegarglielo. E, in un caleidoscopio di immagini che si accavallano sullo schermo, ad un tratto compare una versione appositamente ridoppiata del Gesù di Zeffirelli, dove, al discepolo che gli domanda come può ottenere la vita eterna, viene risposto “Semplice: massimizzando i profitti”. Un chiaro riferimento a chi ha fatto credere all’America e al mondo intero che capitalismo fosse sinonimo di democrazia e anche, perché no, di valori cristiani.

Interessante.

2 nov 2009

Julie & Julia

“tu sei il burro sul mio pane, 
e il pane della mia vita”


Una storia vera, anzi due, per un film in parallelo. L’aspirante scrittrice Julie Powell, segretaria in un cubicolo di un'assicurazione che si occupa dei risarcimenti ai familiari delle vittime dell’11 settembre, dopo il trasloco nel Queen’s decide di “placare” le sue frustrazioni eseguendo tutte le 524 ricette (aragoste comprese) del libro di Julia Child, "Mastering the art of French Cooking", e scrivendone su un blog per un anno. Julie, eseguendo le ricette di Julia, ne legge la biografia, e, in continui flashback lo spettatore viene catapultato a Parigi negli anni 50, dove Julia, moglie di un dipendente dell’ambasciata americana, si è appena trasferita per seguire il marito e, nella nuova città, innamoratasi immediatamente della cucina francese, in un tripudio di burro, burro, burro, burro… inizierà, non senza difficoltà, un prestigioso corso per diventare cuoca e, dopo diverse vicende riuscirà a pubblicare il suo libro, che diventerà una specie di bibbia per ogni americano che voglia imparare a cucinare.

30 ott 2009

Parnassus

“Nulla è per sempre... neanche la morte”


Per le strade di Londra si aggira un bizzarro carrozzone. E’ la casa del Dottor Parnassus, che ha “vinto” l’immortalità e uno specchio magico in una scommessa col diavolo (un sardonico Tom Waits), in cambio di sua figlia Valentina, al compimento dei 16 anni. In compagnia del verticalmente scarso (cit.) e fido Percy, del giovane Anton e di Valentina stessa portano in scena uno spettacolo che fatica ad attirare il pubblico, mentre il compleanno della ragazza si avvicina e Parnassus accetta una nuova sfida con Mr. Nick, il diavolo, per fare in modo che non abbia sua figlia. Una sera, mentre il carrozzone si muove per le strade londinesi bagnate dalla pioggia, il gruppo trova un uomo impiccato sotto il ponte dei Frati Neri (ma tu pensa!) e lo salva. Il giovane, che finge di aver perso la memoria, è un truffatore, ma decide di aiutare Parnassus a salvare Valentina, e, attraverso lo specchio, dove ad ogni passaggio assumerà sembianze diverse (escamotage inventato per far sì che il film potesse realizzarsi nonostante la prematura scomparsa di Heath Ledger, a cui il film è dedicato) scoprendo mondi nuovi, ma si ritroverà comunque a dover fare i conti con la sua vera natura.

26 ott 2009

Viola di mare


«La Viola di mare è un pesce e lo ha voluto Dio. Quando è maschio si chiama Minchia di Re. Per amore diventa femmina e ha i colori del fiore. Torna di nuovo maschio dopo che l’acqua si è presa le sue uova».

Il film è tratto dal libro di Giacomo Pilati “Minchia di Re”, e la storia è ispirata ad un personaggio realmente esistito, e racconta una storia d’amore piena di coraggio.In un’isola della Sicilia, brulla e cruda (o crudele) alla fine dell’800 nasce l’amicizia fra due bambine, Angela e Sara, che presto verranno divise dagli eventi. Il padre di Sara viene mandato in guerra, e lei e la madre vanno a servizio “in continente” dalla baronessa. Angela è la figlia ribelle del padre-padrone Salvatore, che gestisce il lavoro nelle cave di tufo del barone vessando tutti, al lavoro come in famiglia. Quando, dopo anni, Sara ritorna sull’isola Angela, che non l’ha mai dimenticata, le confessa il suo amore. E quando lo confesserà anche al padre, dicendole che non vuole sposare l’uomo che lui le ha trovato, al grido di “meglio bottana che mezzo masculo” verrà rinchiusa in una grotta. Dove riuscirà ad uscire solo grazie all’escamotage della madre, stanca di vedere quella sua figlia soffrire: si rivolgerà al parroco del paese, che ha un debito nei confronti della famiglia e lo costringerà ad affermare di essersi sbagliato al momento della nascita, e che Angela in realtà è Angelo. In questo modo Angela si trasformerà in Angelo per amore e – sfidando tutte le regole e le convenzioni – vivrà con Sara alla luce del sole…

Ma quanto è bella Valeria Solarino?

21 ott 2009

Up




Ovvero la prima esperienza in 3D della Poison.Sempre se non consideriamo il filmatino promozionale a cui assisti prima di salire sul London Eye, quello in cui un gabbiano ti piscia in testa, per capirci...Comunque ci accomodiamo in sala e inforchiamo gli occhialini. In un tripudio di vezzosa e croccante femminilità ci guardiamo chiedendoci vicendevolmente: “come sto?”. 
Il film è preceduto dallo squisito cortometraggio Party Cloudy, dove si vede dove vanno a rifornirsi le cicogne che consegnano i neonati: ogni cicogna si posa su una nuvoletta rosa, dove le viene “confezionato” il piccolo da consegnare. E poi c’è la nuvola meno rosa delle altre, che fabbrica coccodrilli famelici, istrici pungenti, arietini testoni, squaletti mordaci, il tutto nel crescente terrore della povera cicogna...



Poi inizia il film.E c’è Carl bambino, che, tornando da un cinema dove hanno proiettato le imprese del suo eroe, l’esploratore Muntz, incontra Ellie, di cui si innamora. Vediamo Carl ed Ellie sposi, innamorati e felici, che sognano di andare a vivere vicino alle Cascate Paradiso. Ma gli anni passano ed Ellie muore, lasciando Carl anziano e solo, in compagnia di sogni e rimpianti. Finchè un giorno, per sfuggire al ricovero in una casa di riposo, decide di andarsene, e, con l’aiuto di migliaia di palloncini, prenderà il volo con tutta la casa, diretto finalmente alle Cascate Paradiso. Peccato che sulla veranda, quando la casa si è sollevata da terra, sia rimasto il piccolo Russel, giovane boy scout a cui manca l’ultima onorificenza “aiuto all’anziano” per completare la sua carriera scoutistica.Ormai è tardi per riportarlo a terra, e Carl accetterà suo malgrado la compagnia del ragazzino. I due riusciranno ad arrivare in Sudamerica, e lì si imbatteranno in Kevin, bizzarro uccello multicolor, e Dug, cane parlante...Delizioso.E comunque, anche la pubblicità delle gocciole a inizio film è in 3D. Ma senza la fastidiosa presenza di quel rincoglionito tarzan de noartri. Scusate se è poco. 


14 ott 2009

La ragazza che giocava col fuoco


Affezionati lettori, affezionate lettrici, siccome sono pervasa dal karma del sonno, non vi sfrancicherò i maroni di prima mattina dicendovi per l’ennesima volta che io la trilogia di Stieg Larsson non l’ho letta, che tanto, in quanto affezionati/e, già lo sapete. E, dopo aver visto “uomini che odiano le donne” ovviamente dovevo vedere anche il secondo episodio, “la ragazza che giocava col fuoco”. E così ho fatto.
Lisbeth Salander se ne sta beata ai caraibi a farsi i cazzi suoi, quando un giorno, invece di collegarsi a Facebook per vedere quanti iscritti ha il gruppo “diventa anche tu liscio come un barbapapà” decide di entrare nella posta di quel gran fijo de na mignotta del suo tutore, e scopre che ha fissato un appuntamento per farsi cancellare il grazioso tatuaggio che lei gli aveva fatto con tanto ammore. Quindi torna a Stoccolma, decisa a fargli visita. Nel frattempo nella redazione di Millennium (la rivista diretta da Blomkvist, quello espressivo come la Bellucci, ma butterato) si sta lavorando ad un’indagine sul trafficking di prostitute dai paesi dell'Europa dell’Est, grazie alla collaborazione del giornalista Dag Svennson, probabilmente ingaggiato con un co.co.pro., e della sua ragazza Mia, che sta per laurearsi proprio con una tesi sul trafficking. Prima di partire per andare a trovare i genitori di Mia, Dag telefona a Blomkvist, e i due si danno appuntamento per la consegna di alcune foto. Ma, quando Blomkvist arriva a casa di Dag trova i cadaveri dei due ragazzi. Che – guarda caso - sono stati ammazzati con la pistola dell’avvocato Bjurman, il tutore di Lisbeth. Ma, quando la polizia fa irruzione a casa dell’avvocato scoprirà il suo cadavere. Dopo aver scoperto anche il delizioso tatuaggio si convincono che la colpevole sia proprio Lisbeth e inizieranno a darle la caccia. Ma non saranno i soli, perché ovviamente la stanno cercando sia Blomkvist, convinto della sua innocenza, sia il misterioso Zala, aiutato da un marcantonio a due ante affetto da analgesia congenita...
Per sapere come va a finire bisogna aspettare primavera. 

7 ott 2009

Inglorious basterds (bastardi senza gloria)


L’ultimo lavoro di Tarantino è un falso storico così falso da sembrare vero.Il film è suddiviso in capitoli ed inizia in Francia, nel 1941, quando il colonnello delle SS Hans Landa, in “visita” alla fattoria della famiglia LaPadite, stermina la famiglia Dreyfus, che Lapadite nascondeva nel seminterrato. La figlia Soshanna riesce però a fuggire. 
Nel frattempo il tenente Aldo Raine con un gruppo di soldati ebrei americani (conosciuti come “bastardi”) pronti a tutto, ma soprattutto ad uccidere i nazisti per portarne lo scalpo a Raine, sta cercando di organizzare, anche con l’aiuto dell’attrice tedesca infiltrata Bridget von Hammersmark un attentato durante una premiere cinematografica che si svolgerà a Parigi, alla presenza delle più alte cariche del terzo reich, Hitler in testa. Caso vuole che la proiezione del film “L’orgoglio della nazione” il cui protagonista è il soldato Frederick Zoller, venga spostato dal Ritz ad una piccola sala cittadina, di proprietà di Emanuelle Mimieux, di cui Zoller si invaghisce. La Mimieux però, altri non è che Soshanna, che decide a sua volta di vendicarsi...
Applausi in sala alla fine del film. Credo non sia necessario aggiungere altro.
Anzi sì, due cose: Christop Waltz, l’attore che interpreta il colonnello Hans Landa, è da oscar, e il film va assolutamente visto in lingua originale, intanto perché è parlato in inglese, francese, tedesco ed italiano, poi perché la scena in cui Aldo Raine/Brad Pitt parla in italiano è semplicemente uno spasso, ma soprattutto per evitare l’effetto Ispettore Clouseau che parla con le Sturmtruppen.

5 ott 2009

Baaria

Mi aspettavo un film lungo e noioso.Lungo è lungo, niente da dire. Noioso invece non lo è affatto. Io ho visto la versione originale coi sottotitoli (anche abbastanza inutili, a mio immodesto parere) e penso che la versione doppiata tolga autenticità al film. Ma è solo una mia opinione, in fondo.Film corale, che racconta, in un arco di tempo che va dagli anni ’30 agli anni ’80, la storia della famiglia Torrenuova, fra passione politica e amorosa, mentre sullo sfondo scorrono il fascismo, la fame (meglio morti che sparlati) la chiamata alle armi, la fine della guerra, la fuitina, la strage di Portella della Ginestra, le leggende di Villa Palagonia, le riunioni di partito...Bravi, su tutti, Angela Molina e Salvo Ficarra. E comunque ho notato che ultimamente per vedere i comunisti bisogna andare al cinema. 
Ma forse anche questo era previsto.