7 feb 2014

Tutta colpa di Freud
(ma anche no)

Colpa mia? Col cazzo!
Guardate la faccia del povero Sigmund in questa foto.
E pensate che lui non ha nemmeno visto il film. 
Io invece sì.
E' riuscito ad annoiarmi anche con l'avanzamento veloce.

6 feb 2014

Runner Runner

Nel Poker Texas Hold'em con il termine runner runner si indica la situazione di gioco in cui si chiude un punto grazie alle carte del turn e del river in successione. Inutile specificare che la probabilità che questa situazione si verifichi è molto bassa, attorno al 4%
Più o meno come prendere Ben Affleck, Justin Timberlake, Gemma Arterton, Anthony Mackie e sperare che ne esca un buon film. Potrebbe succedere, certo.
Ma anche no.
Siamo a Princeton, dove Richie (Justin Timberlake), brillante studente tornato all'università dopo che la crisi di Wall Street (ancora? eddai, basta!) l'ha ridotto sul lastrico, cerca di pagarsi la retta affilliando giocatori ai siti di poker on line. Viene rimproverato dal rettore, che gli ricorda che Princeton non è un casinò ecc.ecc. Quando, dopo aver scommesso - e perso - tutti i suoi risparmi scopre, applicando un modello matematico, di essere stato vittima di una truffa, decide di raggiungere il proprietario del sito, Ivan Block, che gestisce tutta la rete dalla Costa Rica.
Si fa fatica a capire con quali soldi riesca a comprarsi il biglietto aereo, ma facciamo finta che abbia rotto il salvadanaio e passiamo oltre.
Arriva in Costa Rica, riesce ad arrivare a Block in un paio di giorni, e, trovatosi faccia a faccia con l'uomo, lo accusa di truffa.
Ivan Block - Ben bisteccone Affleck - che sembra aver dimenticato tutto il bello e il buono di Argo, rimane colpito dall'intraprendenza del ragazzo, gli restituisce i soldi, lo trasferisce dallo squallido hotel a meno due stelle dove soggiornava alla mejo suite del mejo hotel della Costa Rica tutta, gli paga la retta universitaria e manca solo che gli faccia un pompino.
Ovviamente Block gli propone di lavorare per lui.
Ovviamente Richie accetta.
Ovviamente poi succede tutto quello che state immaginando, in un susseguirsi di scene il cui unico azzardo è essere così farcite di cliché che fai quasi fatica a crederci.
Sì, certo, anche la pupa del boss che si innamora di Richie, non ci avreste scommesso?
Già.




5 feb 2014

I segreti di Osage County

Eat the fish, bitch!


Il film è l'adattamento della pièce teatrale "August: Osage County", con cui Tracy (solo io ero convinta fosse un nome femminile?) Letts ha vinto il premio Pulitzer.
Non è la prima volta che le sue opere vengono adattate per il grande schermo. Era già successo con "Bug" e "Killer Joe", entrambi diretti da William Friedkin.
Letts, dopo averci mostrato il degrado della famiglia Smith in Killer Joe, si sposta dal Texas all'Oklahoma, fra l'altro sua terra d'origine, e ci conduce a casa dei Weston, nel bel mezzo del solito niente, campi e praterie a perdita d'occhio, come osserva Barbara (Julia Roberts) tornando a casa: "Che aveva in mente 'sta gente? I buffoni che si sono piazzati qui? Chi è lo stronzo che ha guardato questo piatto nulla e ha deciso di piantarci la bandiera? Voglio dire, abbiamo fottuto gli indiani per questo?".
Nella casa dei Weston vivono Violet e Beverly (solo io ero convinta fosse un nome femminile?). Lei (Meryl Streep) oltre ad avere un cancro alla bocca è una consumatrice seriale di ogni tipo di psicofarmaco (eccitante, tranquillante, rilassante. stimolante) in commercio, lui (Sam Shepard) è uno scrittore di poesie alcolizzato (una specie di accordo matrimoniale: a lei le pillole, a lui l'alcool) e stanco, che recita T.S.Eliot (The Hollow men) alla nuova assistente/badante/infermiera Johnna.
Un giorno l'uomo sparisce e Ivy chiama sua sorella Barbara, che, con figlia adolescente e marito separando si mette in viaggio verso casa. 
Ma ben presto arriva la notizia del ritrovamento del cadavere dell'uomo, in fondo al lago, e la riunione di famiglia si trasforma in veglia funebre e poi in funerale, con arrivo della terza (ed ultima) sorella, Karen (Juliette Lewis, 41 anni che sembrano di più), accompagnata dal laidissimo fidanzato di turno (Dermot inutilità Mulroney), direttamente in chiesa. 
Attorno al tavolo, per il pranzo funebre, abbiamo tutta la famiglia riunita. E, dopo la preghiera di rito, affidata a Charles, l'impacciatissimo cognato del defunto (un bravissimo Chris Cooper, forse l'unico membro della famiglia a non aver nulla da nascondere) si possono aprire le danze.
Quale occasione migliore per vomitarsi addosso tutto l'astio represso negli anni, le cattiverie, i segreti, riesumare i tanti (troppi) scheletri nell'armadio?
A tenere testa a Violet (una Meryl Streep nel ruolo di Meryl Streep in versione stronza che gigioneggia alla stragrande e passa il tempo a pronunciare e/o urlare il nome della figlia Barbora - o Barb - in millemila modi diversi. Brava, eh? Ma la candidatura all'Oscar sembra quasi un atto dovuto più che un reale merito) una molto più convincente Julia Roberts nei panni della figlia maggiore (con tanto di ricrescita), indurita dalla vita e dal fallimento del suo matrimonio.
Un gioco al massacro dove non si salva nessuno.
A malapena il film. 
Forse.







THE HOLLOW MEN - A penny for the Old Guy
(T.S.Eliot)
We are the hollow men
We are the stuffed men
Leaning together
Headpiece filled with straw. Alas!
Our dried voices, when
We whisper together 
Are quiet and meaningless 
As wind in dry grass 
Or rats’ feet over broken glass 
In our dry cellar 
Shape without form, shade without colour, 
Paralysed force, gesture without motion; 
Those who have crossed 
With direct eyes, to death’s other Kingdom 
Remember us - if at all - not as lost 
Violent souls, but only 
As the hollow men 
The stuffed men. 
Eyes I dare not meet in dreams 
In death’s dream kingdom 
These do not appear: 
There, the eyes are 
Sunlight on a broken column 
There, is a tree swinging 
And voices are 
In the wind’s singing 
More distant and more solemn 
Than a fading star. 
Let me be no nearer 
In death’s dream kingdom 
Let me also wear 
Such deliberate disguises 
Rat’s coat, crowskin, crossed staves 
In a field 
Behaving as the wind behaves 
No nearer - 
Not that final meeting 
In the twilight kingdom 
This is the dead land 
This is cactus land 
Here the stone images 
Are raised, here they receive 
The supplication of a dead man’s hand 
Under the twinkle of a fading star. 
Is it like this 
In death’s other kingdom 
Waking alone 
At the hour when we are 
Trembling with tenderness 
Lips that would kiss 
Form prayers to broken stone. 
The eyes are not here 
There are no eyes here 
In this valley of dying stars 
In this hollow valley 
This broken jaw of our lost kingdoms 
In this last of meeting places 
We grope together 
And avoid speech 
Gathered on this beach of the tumid river 
Sightless, unless 
The eyes reappear 
As the perpetual star 
Multifoliate rose 
Of death’s twilight kingdom 
The hope only 
Of empty men. 
Here we go round the prickly pear 
Prickly pear prickly pear 
Here we go round the prickly pear 
At five o’clock in the morning. 
Between the idea 
And the reality 
Between the motion 
And the act 
Falls the Shadow 
For Thine is the Kingdom 
Between the conception 
And the creation 
Between the emotion 
And the response 
Falls the Shadow 
Life is very long 
Between the desire 
And the spasm 
Between the potency 
And the existence 
Between the essence 
And the descent 
Falls the Shadow 
For Thine is the Kingdom 
For Thine is 
Life is 
For Thine is the 
This is the way the world ends 
This is the way the world ends 
This is the way the world ends 
Not with a bang but a whimper.

4 feb 2014

Möbius

In matematica, e più precisamente in topologia, il nastro di Möbius è un esempio di superficie non orientabile e di superficie rigata. Trae il suo nome dal matematico tedesco August Ferdinand Möbius. →
Se state pensando che io sappia di cosa sto parlando, sappiate che vi state sbagliando, però, siccome sono bravissima nell'arte del cut & paste, ci tenevo a darvi qualche nozione a muzzo.
Möbius, da non confondersi con il Moebius (latinizzazione riveduta della lingua coreana: 뫼비우스 Moibiwooseu, letteralmente "nastro di Möbius": gira e rigira siam sempre qui) di Kim Ki-duk è un film francese, sempre del 2013, con Jean Dujardin, Tim Roth e Cécile De France. 
Del film francese parlerò dopo.
Adesso voglio tornare un attimo sul film di Kim Ki-duk, che NON HO visto, ma di cui ho letto la trama su wikipedia. 
Kim, scusa, ma hai rubato il Quaalude a Belfort? 
No, perchè dai, su, siamo seri... Ma che cazzo è sta roba? 

Lui ha un'amante. 
Il figlio vede il padre con l'amante. 
La moglie decide di evirare il marito, ma non riuscendoci, evira il figlio che si masturbava pensando all'atto sessuale consumato dal padre. 
Padre e figlio cercano un modo per provare piacere senza pene. 
Lo trovano procurandosi un forte dolore. 
Il figlio si innamora dell'amante del padre, partecipa ad uno stupro ai danni di lei e poi prova piacere facendosi da lei accoltellare. 
Quando finalmente il figlio si fa trapiantare il pene del padre (dopo aver evirato uno dei partecipanti allo stupro per avere il suo pene, che però finisce sotto un camion) scopre che riesce ad avere una erezione solo con la madre.


Ok. Scusate.
Torniamo al film francese. 
Diretto da Éric Rochant, di cui io, nel 1989 vidi "Un mondo senza pietà", è ambientato a Montecarlo.
La bella Alice (Cécile De France) è una broker finanziaria, che si droga molto meno di Belfort, ma che, dopo aver abbandonato la Lehman Brothers non può più lavorare negli Stati Uniti. E infatti, poverina, è costretta a lavorare a Montecarlo A volte, la sfiga, davvero... non si capisce.
Però la bella Alice, il cui nome in codice è Crapule, non è solo un genio della finanza, ma anche un'agente della CIA. Che sta indagando su un oligarca russo, Ivan Rostovsky (Tim Roth), e sui suoi affari prevalentemente illeciti. Ma su Rostovsky sta indagando anche l'FSB (ex KGB), comandato da Moise (aka Gregory Lioubov) (Jean Dujardin), che, contravvenendo a tutte le regole del suo lavoro, finirà per innamorarsi di Alice, ovviamente ricambiato, cercando di tenere nascosta la relazione ai vertici dell'organizzazione.
Fra pedinamenti, appostamenti, intrighi e complotti, la spy story si incasina avviluppa alla love story e si sviluppa tra il Principato di Monaco e la Russia, con escursioni a Londra e Bruxelles, in un finale quasi strappalacrime.
Personalmente l'ho trovato un po' incasinato, ma nel complesso non mi è dispiaciuto.


3 feb 2014

Tropic Thunder

Siccome ho saltato il turno settimanale al cinema, mi sono addormentata vedendo film sul divano di cui probabilmente vi parlerò nei prossimi giorni oppure mai, non avevo nessun post pronto (sti cazzi, direte voi) e che quando vidi Tropic Thunder questo blog non era ancora nato, vi ripropongo - come la peperonata - il vecchio post del novembre 2008. 
Dantès, siccome tu sei uno dei lettori storici, se vuoi incollo anche i tuoi commenti di allora, così ti risparmi la fatica, che dici?

Io non leggo il copione, è il copione che legge me.  



Dopo Giovani carini e disoccupati, Zoolander [e prima de "i sogni segreti di Walter Mitty che non ho (ancora) visto] Ben Stiller torna alla regia e dirige questo film nel film.
Scordatevi Wim Wenders e “lo stato delle cose”, perché non c’entrano nulla.
C’è il cast stellare chiamato ad interpretare l’ennesimo film sulla guerra in Vietnam, basato sul best seller del sergente John "Quadrifoglio" Tayback, presunto reduce: Tugg Speedman (Ben Stiller), il cinque volte premio oscar Kirk Lazarus (Robert Downey Jr), l'attore comico eroinomane Jeff "Fats" Portnoy (Jack Black), il rapper Alpa Chino (Brandon T. Jackson) e l'attore esordiente Kevin Sandusky (Jay Baruchel).
Ma la produzione arranca, e le agenzie di stampa dichiarano che, dopo cinque giorni, le riprese sono già in ritardo di un mese. Il regista, dopo una telefonata dell’irascibile produttore Les Grossman (Tom Cruise. La scena in cui balla, sui titoli di coda, vale da sola il prezzo del biglietto. E considerate che io il film l’ho visto con un biglietto omaggio...) decide di girare ad ogni costo, e, con Quadrifoglio e il tecnico degli effetti speciali porta i 5 attori in piena foresta, dove, dopo averli privati dei cellulari, consegna loro una mappa ed il copione. Peccato che poi salti su una mina francese della guerra d’Indocina, abbandonandoli veramente al loro destino. Speedman crede si tratti dell’ennesimo escamotage della produzione, e si cala nella parte, mentre Lazarus e Sandusky intuiscono che nella morte del regista non c’è finzione. Speedman si separa dal resto del gruppo, finendo nelle mani dei Flamingo Dragon, produttori di eroina nel triangolo d’oro, che scambiano gli attori per agenti della Dea..., ma, riconoscendo Speedman, decidono di chiedere un riscatto al suo agente Peck (Matthew McConaughey)
Citazioni a raffica, da Apocalypse now a Platoon, passando per Hamburger Hill, Rambo e sicuramente qualcos'altro.
Robert Downey Jr. da applausi.
Per non parlare dei fake trailer, tipo "Satan's Alley". 


2 feb 2014

Tristezza



Philip Seymour Hoffman 
(Fairport, 23 luglio 1967 – New York, 2 febbraio 2014)

1 feb 2014

Una relativa verità: retrospettiva di Asghar Farhadi
Torino - Cinema Massimo
dal 1° al 7 febbraio.

Il Museo Nazionale del Cinema propone, dal 1 al 7 febbraio 2014 al Cinema Massimo, una retrospettiva completa dal titolo Una relativa verità. Il cinema di Asghar Farhadi,dedicata al primo regista iraniano vincitore di un Oscar.
La rassegna su Farhadi è un progetto del Museo Nazionale del Cinema in collaborazione con Cineteca di Bologna, Cineteca Nazionale e Sala Truffaut di Modena.
La retrospettiva sarà inaugurata sabato 1 febbraio alle ore 16.00, presso la Sala Tre del Cinema Massimo con la proiezione del primo film del regista, Dancing in the Dust.
Questo il programma completo:

Sab 1, h. 16.00/Dom 2, h. 20.45
Dancing in the Dust (Raghs dar ghobar)
(Iran 2003, 95’, 35mm, col., v.o. sott. it.)
Nazar è costretto a divorziare dalla moglie in quanto figlia di una prostituta e fa il doppio turno per restituire la somma avuta in prestito per il suo matrimonio impulsivo con la dolce Reyhaneh. Ma resta indietro nei pagamenti e deve fuggire. Si ritira nel deserto, insieme a un vecchio che estrae veleno dai serpenti.

Sab 1, h. 17.45/Lun 3, h. 16.00
About Elly (Darbareye Elly)
(Iran 2009, 119’, 35mm, col.)
Ahmad, che vive in Germania e ha divorziato dalla moglie tedesca, torna per qualche giorno a Teheran. I compagni di università lo coinvolgono in un fine settimana al mare e invitano anche Elly, con l’intenzione di farle conoscere l’uomo. Tutto procede in allegria ma al secondo giorno uno dei bambini rischia di annegare. Elly, che avrebbe dovuto sorvegliarlo, è scomparsa. Orso d’Argento a Berlino 2009.

Sab 1, h. 20.00/Dom 2, h. 16.00/Lun 3, h. 18.15/Mar 4, h. 18.00
Una separazione (Jodaeiye Nader az Simin)
(Iran 2011, 123’, 35mm, col., v.o. sott. it.)
Nader e sua moglie Simin stanno per divorziare. Hanno ottenuto il permesso di espatrio ma l’uomo non vuole lasciare il padre malato. Simin lascia la casa e va a vivere dai genitori mentre la figlia resta col padre. La situazione precipita e dovranno tutti fare riconsiderare le loro posizioni. Premio Oscar per il miglior film straniero.

Sab 1, h. 22.15/Lun 3, h. 22.30
Il passato (Le passé)
(Francia/Iran 2013, 130’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Ahmad arriva a Parigi da Teheran. Marie, la moglie che ha lasciato quattro anni prima, ha bisogno della sua presenza per formalizzare la procedura del divorzio. Marie ha due figlie nate da un matrimonio ancora precedente, ma ora ha deciso di sposare Samir, la cui moglie è in coma.

Lun 3, h. 20.30/Mar 4, h. 16.00
Beautiful City (Shah-re ziba)
(Iran 2004, 101’, 35mm, col., v.o. sott. it.)
A sedici anni A'la ha ucciso la sua ragazza e per questo è stato condannato a morte. Ora che di anni ne ha diciotto viene trasferito dal carcere dei minori a un vero e proprio penitenziario. Deve scontare una condanna a morte, ma il padre della vittima può commutare la pena in carcere a vita, col suo perdono. A complicare le cose anche una rarefatta storia d’amore.

Mer 5, h. 18.30/Ven 7, h. 16.30
Fireworks Wednesday (Chaharshanbe-soori)
(Iran 2006, 102’, 35mm, col., v.o. sott. it.)
Fuochi d'artificio in terra iraniana. Si festeggia così l'ultimo mercoledì dell'anno persiano, detto anche Nawruz, giusto in tempo per aprire all'arrivo della primavera. Splendore cromatico in cielo? Sarà, anche se in terra le cose appaiono un po' più complicate. C'è una ragazza promessa sposa e una famiglia in crisi (causa tradimenti) da cui lei si reca come donna delle pulizie. Ne esce un ritratto di famiglia piuttosto complesso, urticante e assai poco ben augurante.

31 gen 2014

Shame.
on you.
e/o i film della vergogna.

Non sono una fanatica delle liste, per dire, non faccio nemmeno la lista della spesa. 
Col risultato che poi esco dal supermercato dimenticando sempre un pezzo, quando va bene, o più. 
Però non mi perdo una puntata del Listography Project di Mareva, ad esempio.
E l'altro giorno, quando ho visto il post del Cannibale dei Film Vergogna, ho pensato che sì, forse questa era una lista che avrei potuto stilare in scioltezza. 
Che tutti noi abbiamo visto dei film più o meno discutibili nella nostra vita, diciamocelo. 
Poi, quello che per me può essere un film discutibile, per altri può essere un capolavoro, e viceversa. 
Si tratta di elencare una decina di film considerati all'unanimità delle cagate colossali, ma che, per qualche inspiegabile motivo, a voi sono piaciuti, anche se, normalmente, vi vergognereste ad ammetterlo in pubblico, mentre fate i fighi dicendo che prediligete i film del Kirghizistan rigorosamente in versione originale, al massimo sottotitolati in swahili.
Perchè.
Non.
E'.
Vero.
Allora, da dove iniziamo?

Fracchia la belva umana (Neri Parenti, 1981) 
Io ogni volta che rivedo la scena della mamma della belva, che gli prepara i panni caldi (figghiu, figghiu miu...) beh, niente. Muoio. 

Pretty Woman (Garry Marshall, 1990)
E niente. Lo conosco a memoria, praticamente. Ma anche voi, quindi non dico nient'altro. 

I mitici - Colpo gobbo a Milano (Carlo Vanzina, 1994)
Oh, se vergogna dev'essere che vergogna sia, quindi fatela finita.
Che a me la Bellucci (Deborah. Con l'H.) quando arriva in Centrale ed esclama "Che me stai a scippa' 'r culo?" fa troppo ridere. Son scema, lo so.

Il giallo del bidone giallo (Emilio Estevez, 1990)
Due netturbini ecologisti - casualmente i due fratelli Estevez - che devono in qualche modo liberarsi di un cadavere. 

Men in Black (Barry Sonnenfeld, 1997)
"Io conosco Edgar e quello non era Edgar. Era come se qualcosa stesse indossando Edgar. Tipo un abito da... un Edgar abito."

Bad Boys (Michael Bay, 1995)
Michael Bay, sì. E Will Smith. E Martin Lawrence.
E allora? Questo film mi fa ridere. Ma tanto proprio. 

Programmato per uccidere (Dwight H.Little, 1990)
Steven Seagal. E i cattivissimi giamaicani voodoo.
C'è bisogno che aggiunga altro?
No, vero? 
Appunto. 

Taxxi (Gérard Pirès, 1998)
Macchine truccate, tamarri, guardie e ladri. A Marsiglia. 

Top Secret! (Zucker-Abrahams-Zucker, 1984)
Primo film di Val Kilmer.
Un'altra di quelle pellicole dove io rido senza ritegno. 

Le ragazze del Coyote Ugly  (David McNally, 2000)
Avvenenti bariste che non sanno preparare un cocktail degno di questo nome, tentano di distrarre i clienti esibendosi in balli sexy sul bancone del bar. Provateci voi. 


30 gen 2014

Bernie

Richard Linklater, che i più (sto parlando per me) conosceranno per la trilogia del "before" sunrise, sunset, midnight, ovviamente nella sua vita ha diretto anche altre cose, fra cui, pesco a caso nel mucchio, Dazed and Confused(*), Suburbia, The Newton Boys, Fast Food Nation e questo Bernie, del 2011.
Questo titolo non vi dice niente? Possibile.
In Italia non è uscito. Ma io l'ho visto perché me l'ha detto il mio amico Fascino. 
Grazie Fascino.
(*)Probabile che anche Dazed and confused non vi dica una beata minchia. Sappiate che in Italia si intitolava "La vita è un sogno", e molti di voi l'avranno ignorato pensando si trattasse di un film sulla vita di Gigi Marzullo. 














Ma torniamo a Bernie, che si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto nel Texas, più precisamente a Carthage, nel 1996, e all'articolo di Skip Hollandsworth apparso sul periodico Texas Monthly: "Midnight in the garden of East Texas" e racconta appunto di Bernie (Jack Black, che qua sembra il gemello separato alla nascita di Umberto Smaila) e del suo arrivo a Carthage, dove trova un impiego nella locale agenzia di pompe funebri e si fa subito ben volere da tutta la popolazione per la sua gentilezza e la sua disponibilità. 
Quando muore il signor Nugent, uno fra i più ricchi abitanti del posto, come sua abitudine, dopo la funzione, Bernie si reca a far visita alla vedova per portarle conforto.
Peccato che Marjorie Nugent (Shirley MacLaine) sia una donna che definire terribile arpia sembra riduttivo, odiata da tutti, non parla da anni con le sorelle, non ha rapporti con il figlio - che vive in un'altra città - e inizialmente tratta male anche il povero Bernie.
Salvo poi cambiare idea e stringere amicizia con l'uomo, fino a che i due diventeranno inseparabili, e - considerato che a Marjorie i soldi certo non mancano, a darsi alla bella vita, viaggi in business class, crociere, beauty farm, prime teatrali, ecc.
La donna arriverà a cambiare il testamento, lasciando tutti i suoi averi a Bernie.
Peccato che il suo caratteraccio non sia cambiato nel frattempo e la donna, sempre più morbosa e dispotica, inizierà a comandare Bernie a bacchetta, costringendolo a lasciare il suo lavoro all'agenzia di pompe funebri e iniziando a impartirgli ordini e a pretendere attenzione totale.
Fino al giorno in cui, l'uomo, esasperato, la uccide sparandole quattro colpi di fucile nella schiena.
E nasconde il cadavere nel freezer, continuando la sua vita come niente fosse, facendo credere a tutti che la donna è stata ricoverata in una clinica per un malore. 
Continuerà la finzione per nove mesi, in cui spenderà i soldi di Marjorie per varie attività benefiche, nonostante molta gente avesse iniziato a sospettare qualcosa, soprattutto Lloyd, il broker della donna, e il procuratore Danny "Buck" Davidson (Matthew McConaughey, ancora lui!).
Quando la polizia riuscirà ad entrare in casa della Nugent, insospettita dal freezer sigillato, troverà il cadavere della donna, e Bernie finirà sotto processo.
Nonostante confessi subito l'omicidio, gli abitanti di Carthage continueranno a crederlo incapace di aver commesso un gesto simile, e a nessuno sembra importare qualcosa di una donna uccisa e congelata per nove mesi. 





29 gen 2014

Rapture Palooza















Fate finta che sia la settimana del film scamuffo, e portate pazienza.
Anzi, non dovete nemmeno far finta, a pensarci bene.
Io l'ho visto domenica pomeriggio, quando l'unica alternativa era mettermi a pulire casa. 
E niente. Sono in un periodo in cui la casalinga che alberga in me dev'essere andata o in ferie, o in letargo, o in ritiro spirituale. Per quello che ne so, potrebbe anche essere morta. Roba che davvero, c'ho la polvere anche sul mocio vileda. Se esistesse S.O.S. COLF io me le vedo queste adepte del MastroLindo aggirarsi per casa mia con la tuta che nemmeno i RIS, a passare il guanto bianco sui mobili, alzare gli occhi al cielo e telefonare a Ethan Hunt perché nemmeno loro sono attrezzate per affrontare la polvere dei secoli.
Nei secoli.
Amen.


E, se dovesse arrivare l'Apocalisse, vedremo di farcene una ragione e andare avanti.
Che, più o meno, è quello che fanno Lindsay (Anna Kendrick) e il suo fidanzato Ben (John Francis Daley), a Seattle, nel momento in cui, tutti i credenti e frequentatori della chiesa, vengono improvvisamente risucchiati in cielo, lasciando gli abiti terreni ad afflosciarsi, vuoti, dove si trovano.
Anche la madre di Lindsay sale, salvo tornare sulla terra un paio di giorni dopo, cosa che la manda in depressione per il fatto di essere stata rifiutata dal paradiso.
Mentre in TV i predicatori seguono in diretta le sciagure collegate all'apocalisse, con la distruzione di città come Chicago, Orlando e New Orleans, dal cielo piovono massi incandescenti, che distruggono tutto quello su cui atterrano, padre di Lindsay compreso.
Molti di quelli che non sono entrati in paradiso si sono trasformati in zombi catatonici, come Mr.Murphy, il vicino di casa di Lindsay, che passa il tempo a rasare il prato davanti a casa con il suo tosaerba. continuando imperterrito anche quando il tosaerba gli verrà rubato.
Ben e Lindsay cercano di condurre una vita normale come se niente fosse, vendendo panini.
Ma, oltre a destreggiarsi fra l'invasione delle locuste parlanti, la pioggia di sangue e i corvi dediti al turpiloquio, dovranno vedersela con "l'anticristo" (Craig Robinson), un essere volgarissimo e sboccato, prestato alla politica (ma dai?), che, appena vede Lindsay decide di volerne fare la sua sposa e madre delle sua diabolica discendenza.
Ovviamente Lindsay non è dell'idea, e, assieme a Ben, escogiterà un piano per salvarsi e, già che è in ballo, salvare il mondo.
Anche se questo comporterà l'abbattimento di Gesù a cavallo, annientato con un raggio laser.
Li chiamano danni collaterali.
Filmetto totalmente idiota e insensato, sia chiaro, ma... sempre meglio che lavare i pavimenti.