3 novembre 2012

Istanbul - Day 3

Mi sono svegliata con dei capelli che non si può capire se non li vedi. Dopo averli lavati il risultato era alquanto discutibile, ma me ne sono fatta una ragione. E anche la bionda, dopo avermi abbondantemente preso per il culo.
Colazione e in marcia.
Destinazione Süleymanye Camii (moschea di Solimano il magnifico), situata su uno dei sette colli della città, è la quarta moschea imperiale edificata in città. Maestosa ma allo stesso tempo sobrıa, merita senz'altro di essere visitata. Uscite da li siamo scese verso il bazar delle spezie, che si visita in poco tempo. E, volendo, se ne può anche fare a meno, se il tempo a vostra disposizione non è molto. Prima di attraversare nuovamente il ponte di Galata ci siamo fermate a visitare la Yenı Camii (moschea nuova), e poi siamo passate dall'altra parte, ma stavolta da sopra, per evitare di fare lo slalom fra i ristorantini, perché tanto il personale prova ad attirare clienti a qualunque ora, e noi non avevamo voglia di sorridere continuando a dire "no grazie" per tutto il tempo.
Siamo nuovamente salite con la funicolare e poi abbiamo ripreso ad aggirarci nella zona attorno alla torre di Galata, cosa che ieri la pioggia ci aveva impedito di fare. Abbiamo assaggiato la spremuta di melograno (ci sono spremitori ambulanti di arance e melograni un po' ovunque, in città) che è buonissima. E dissetante. Per 3TL.
Per pranzo ci siamo fermate in una locanda proprio sotto la torre, poi siamo andate a bere il caffè sulla terrazza panoramica dell'hotel Anemon, da cui si gode una fantastica vista, risparmiando in questo modo il biglietto di ingresso alla torre. Prima di tornare sui nostri passi ci siamo fermate da Karaköy Güllüoglü, una delle migliori pasticcerie della città. I loro fistik dürüm (un tripudio insolente di pistacchio) sono una roba da urlo.
Appagate da cotanta bontà siamo andate a prendere il tram per arrivare al Gran Bazar (Kapalı Çarşi) dove temevamo l'assalto dei negozianti che, invece, fortunatamente, non sono assillanti, e l'accoppiata sorriso + no grazie vale sempre. Ovviamente se vuoi farti intortare hai solo l'imbarazzo della scelta, e io non sono riuscita a sfuggire a Mustafa, che mi ha lasciato il suo biglietto da visita, dicendo che se volevo un nuovo tatuaggio, questa sera, non avrei dovuto far altro che mandargli un sms, e a me ci pensava lui. Eh.
E poi è arrivato Amedh, un siriano di Aleppo con gli occhi verdi. Che parlava un ottimo italiano e che era davvero un gran bel tipo. Ovviamente pure io, a sentire lui. Ma ho preferito non approfondire il discorso. E ho anche limitato i danni a livello economico. No dai. Stavo scherzando. Mica ci avrete creduto?
 

4 commenti:

  1. Sono un pò deluso. Speravo nella foto con i ricci modello Afro...

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  2. Sei da Mustafa che fai il tatuaggio?

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    1. Con il famosissimo quanto inutilissimo senno del poi sarebbe stato meglio, visto che INVECE, ero al pub a vedere la partita.

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  3. mi piace questo diario di viaggio, se avessi fatto un videoreport avrebbe spopolato su youtube ;)
    (sulla partita meglio stendere un pietoso velo, spero almeno fosse buona la birra)

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