2 novembre 2012

Istanbul - Day 2

Questo post potrebbe interrompersi sul più bello (si fa per dire) perché a) sono una donna stremata, b) sono a letto c) ho sonno.
Stamattina siamo partite con la visita del Topkapi. Che la volta scorsa mi ero persa, essendo impegna in uno scambio culturale antropologicamente più vivace.
Il biglietto di ingresso costa 25 TL.
Molte aree del palazzo sono chiuse credo per restauri, e già così per visitarlo occorrono tre ore buone.
Più che il famoso diamante, più che il pugnale con gli smeraldi nell'impugnatura, più che il baldacchino d'oro, ho adorato la sala delle armi. Che la pistola tutta intarsiata in corallo secondo me mi sarebbe stata benissimo. Se tutto quello che avete visto non vi basta, con un ulteriore biglietto da 15TL si può accedere all'harem.
Bello, per carità. Ma io detesto laggente, e, dopo tre ore la mia soglia di attenzione è andata a farsi fottere da almeno un'ora e mezza.
Siamo uscite e ci siamo spostate verso il ponte di Galata. Dove ci siamo fermate a mangiare scegliendo fra gli innumerevoli ristoranti disseminati lungo il camminamento pedonale del ponte. Armatevi di pazienza perche il personale dei vari locali, per farvi scegliere il loro, riesce ad essere insistente in maniera fastidiosissima. Per questo motivo noi ci siamo fermate dove sono stati meno noiosi. e dove la maggioranza degli avventori sembrava gente del posto. Pescetti fritti (hamsi) accompagnati da ezme salata, una specie di trito peperoni cipolla pomodori e chissà cos'altro. Piccante il giusto, che ci stava benissimo.
Il nostro programma era di cazzeggiare nella zona di Beyoğlu. Le previsioni meteo in nostro possesso erano contrastanti. Attraversato il ponte, abbiamo preso il Tünel, funıcolare sotterranea costruita nel 1875. Biglietto singolo 4TL, 2 7TL. Da li abbiamo preso il tram nostalgico fino a piazza Taksim, e, una volta arrivate nella piazza abbiamo iniziato la discesa a piedi.
Ad un certo punto si è messo a piovere. E abbiamo cercato di ingannare la pioggia entrando e uscendo dai vari negozietti di cui la zona è disseminata. E, se ve lo state chiedendo, sì, ho fatto shopping.
Arrivate alla torre di Galata eravamo abbastanza umide. Io, da buona falsa liscia sfoggiavo una capigliatura che sembravo la sorella alta di Riccardo Cocciante.
Siamo tornate "a casa", giusto il tempo di asciugarci un po' e poi a cena - nel posto della prima sere, tanto per andare sul sicuro - e poi a letto. Dove credo di essere svenuta in un nanosecondo.


5 commenti:

  1. smetto di preoccuparmi per la tua carta di credito che mi aveva mandato un sms che citava "comincio a sentirmi inutile"!

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    1. La mia carta di credito si sta divertendo un sacco, mi ha detto di dirti di stare tranquilla, che è, come sempre, in ottime mani.
      Bucate.
      Le mie.

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  2. Galata... quante cose si scoprono. Per me era il museo del mare di Genova, adesso scopro che la "pera" di Istanbul è stato costruito proprio dai genovesi.
    Devo fare qualcosa accidenti, non posso essere così culturalmente scarso.
    Io mi fermavo al Galatasaray.

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  3. anch'io subisco sempre il fascino delle armi antiche nei musei...
    e del fritto di acciughine ;)

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  4. Speriamo che il programma del Day 3 abbia previsto una qualche pausa post-prandiale altrimenti mi sa che Juve-Inter (ti ricordo che mancano ancora 2 ore e 45 al fischio di inizio e quindi quasi 5 ore alla fine) te la sogni nel lettuccio. Domani levataccia o Turkish imbarca per l'Italia ad orari umani?

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