27 novembre 2012

Blancanieves

Film spagnolo, muto, in bianco e nero, candidato all'oscar. Che il regista, Pablo Berger, è riuscito a realizzare solo grazie al successo ottenuto da The Artist. Che l'oscar l'ha vinto.
Siviglia, anni 20. Il famoso torero Antonio Villalta viene incornato alla fine di una corrida, sotto gli occhi della bellissima moglie Carmen, incinta. Mentre in una sala operatoria tentano di salvare la vita ad Antonio, in sala parto Carmen muore dopo aver dato alla luce una bimba, che il padre non vuole nemmeno vedere. La piccola Carmen cresce con la nonna, mentre il padre, rimasto paralizzato a seguito dell'incidente, si risposa con la perfida Encarna, infermiera che l'ha accudito durante la convalescenza.
Finché, durante i festeggiamenti della prima comunione di Carmen la nonna ha un malore. E muore. La bambina verrà accolta a casa del padre e della matrigna, che le impedirà di vedere Antonio e la tratterà come una sguattera. Molto più Cenerentola che Biancaneve, se stai a vedere. Un giorno, per recuperare il gallo Pepe, finisce nella stanza del padre, che, dopo averle chiesto perdono, le insegnerà i fondamentali della tauromachia.
Ma quella grandissima troia di Encarna non può tollerarlo, e, dopo aver servito a cena il povero pollo alla ragazzina (che son cose che ti traumatizzano per sempre, lasciatemelo dire. Provate a indovinare per quale motivo io non mangio pollo, ad esempio?) uccide il povero Antonio spingendolo giù dalle scale.
Con la scusa di mandarla a raccogliere fiori da portare sulla tomba del padre la fa uccidere dall'autista/amante/sottomesso. Ma viene salvata da un gruppo di nani toreri, che gira il paese con uno spettacolo itinerante. Carmen non ricorda più nulla e i nani decidono di chiamarla Blancanieves, che, scesa nell'arena un giorno per caso, diventerà una bravissima torera, ma...
Una favola amara.
Una bella favola amara.
Con Angela Molina nel ruolo della nonna.
L'attrice che interpreta Carmen/Blancanieves si chiama Macarena Garcia ed è di una bellezza che non si capisce. Che nemmeno se resti segregata per un paio di mesi a casa del signor Photoshop in persona riesci a diventare figa come lei.

 

6 commenti:

  1. Un film muto che racconta tante cose. Macarena Garcia, me lo segno. Ciao!

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    1. Ciao!
      È davvero un bel film!

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  2. Sono d'accordo cone te, ammirando Macarena su google.
    E sai perchè? Perchè non è stra-figa. E' disarmante. Capisci di non poter fare null'altro che innamorarti alla follia.

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  3. Grandissimo film, di un bianco e nero strepitoso. lei davvero di una bellezza da lasciare senza fiato. e pure la bambina, brava da morire. Proprio qualche sera fa parlando con amici di questo film nessuno ricordava come finiva e io ho fatto due più due: biancaneve... sicuramente finità col principe azzurro. Però qualcosa non mi tornava e sono andata a riguardarmi il finale. Cazzo

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