Inizio col dirvi che, prima della proiezione del film hanno dato il trailer (in v.o. e coi sottotitoli, fra l'altro) di '71, di cui vi avevo parlato qui alcuni mesi fa.
Quindi, se non l'avete ancora fatto, recuperatelo, che tanto di questi tempi non esce nulla di interessante. No, non è un ordine, ma un consiglio. Poi ovviamente fate voi.
Ma veniamo al film di Richard Loncraine, di cui mi pregio non aver mai visto nulla.
Il titolo originale è 5 Flights Up. E per una volta non avrei nulla da ridire su Ruth & Alex, se solo avessero avuto il buon gusto di fermarsi lì e di non aggiungerci quel l'amore cerca casa di cui tutti avremmo fatto volentieri a meno.
Ruth & Alex è un titolo anonimo e indolore, per un film altrettanto indolore e, diciamolo, abbastanza anonimo.
Abbiamo i due protagonisti, che si chiamano, pensate un po', Ruth e Alex, interpretati rispettivamente da Diane Keaton e Morgan Freeman, che vivono in un grazioso appartamento di Brooklyn, situato al 5° piano di un palazzo senza ascensore.
E, se la cosa all'inizio non li aveva minimamente preoccupati, col passare degli anni il peso di cinque piani a piedi inizia a farsi sentire (io personalmente avrei scartato l'ipotesi di un 5° piano senza ascensore anche a 20 anni, ma si sa, io son pigra e mi pesa il culo) e la coppia decide che sarebbe il caso di vendere casa e trovarne una più comoda.
Nella coppia la più convinta della decisione è Ruth, Alex, dal canto suo, non vorrebbe rinunciare a quella casa comprata quando Brooklyn non era il quartiere "cool" di questi ultimi tempi, ma semplicemente la periferia più periferica di New York, roba che i residenti di Manhattan quasi dovevano cercarlo sulla carta geografica.
Aiutati dalla rampantissima Lilly, nipote di Ruth nonché agente immobiliare, mettono in vendita l'alloggio, entrando così nel fantastico mondo dei cercatori di case, o semplicemente dei curiosi seriali, che trascorrono il tempo spostandosi da un open house all'altra, chi perché lo trova un hobby come un altro, chi perché una casa da comprare non se la può permettere.
E, tra una visita e l'altra, l'anziana coppia ripercorre i momenti felici di una vita trascorsa tra quelle mura, da quando, lui pittore emergente, lei modella anticonformista, decisero di sposarsi nonostante i matrimoni misti fossero legali in meno della metà degli USA, sfidando i pregiudizi della gente, a cominciare da quelli della famiglia di Ruth.
Gli anni che passano, l'arrivo della piccola Dorothy al posto di un figlio che invece non arriva, l'amore per quel cucciolo che diventa vecchio e acciaccato come loro, il tutto con il sottofondo di una New York sempre affascinante che ancora una volta diventa coprotagonista del film.
Che, come ho già detto, è - a differenza della parcella del veterinario - innocuo e indolore.
Film che si lascia vedere, ma manca di mordente.
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| bau |


























