Che dire?
Questa trentaduesima edizione mi ha entusiasmato? Nì.
Ho visto dei capolavori? No.
Ho visto roba orripilante? Nemmeno, per fortuna.
Ho visto anche il film che ha vinto, il francese "Mange tes morts".
E non so che dire. A parte che evidentemente di cinema non capisco una fonchia, perché... boh. Prendo atto e me ne faro una ragione, credo.
Un festival medio. E non ho detto mediocre. Senza infamia e senza lode, molto USA oriented (ho perso il conto dei film visti ambientati a New York, per dire) molte delle pellicole viste arriveranno sicuramente in sala, ed è un bene. Molte sono già arrivate. Molte, come sempre, non arriveranno mai.
In molti casi sarà sicuramente un peccato, per altri anche no.
Io nel frattempo vi segnalo qualche titolo random, nei prossimi giorni vedrò di scriverne qualcosa, voi memorizzatelo, che non si sa mai:
Infinitely polar bear; The drop; Whiplash; Force Majeure, Gentlemen;71; Wir ware könige; What we do in the shadows.
Per il resto che altro aggiungere?
Che non ho più l'età? Che la confusione si è impossessata dei miei due neuroni (ma anche di quelli della Tiz) e che i nostri dialoghi erano il più delle volte al limite del surreale?
Che ho fatto ore di coda per avere la sicurezza di entrare in sala? Che la riduzione del numero delle sale si è fatta sentire? Che la riduzione del numero delle proiezioni - diretta conseguenza della riduzione del numero delle sale - ha reso complicato vedere tutto quello che si sarebbe voluto? Insomma, i tagli ci sono stati, e, purtroppo, si sono sentiti.
Se non altro è stata eliminata l'inutilissima banda che l'anno scorso introduceva tutti i film presentati da Virzì (purtroppo lui c'era), quindi se ne deduce che non tutti i tagli vengono per nuocere.
Ho avuto conferma - non che ne avessi bisogno - che laggente sono strani:
lunedì sera, proiezione di Cold in july, in sala Joe R.Lansdale e famiglia, produttore, regista ecc. e, come succede in questi casi, un paio di file con i posti riservati.
Arriva una coppia, guarda il cartello "posto riservato" sistemato sullo schienale della poltrona e si siede.
Io e la Tiz, nella fila dietro, pensiamo che quei due non abbiano alcun motivo per sedersi lì, ma non diciamo nulla.
Prima che finisca la presentazione del film, mentre Lansdale conferma la realizzazione di una serie tv su Hap & Leonard due componenti dello staff si avvicinano ai due signori facendo loro notare che non possono sedersi lì, in quanto quelli sono - scusate se insisto - posti riservati.
I due si scambiano uno sguardo perplesso, come se non gli fosse chiaro il significato di quelle parole e lui, come se fosse la cosa più ovvia di questo mondo, risponde:
"MA NOI SIAMO ARRIVATI PRESTO".
Anche io e la Tiz, ma, a differenza tua, sappiamo leggere.





































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