8 mar 2014

Felice chi è diverso


Felice chi è diverso
essendo egli diverso.
Ma guai a chi è diverso
essendo egli comune.



Introdotto da Gianni Amelio, il documentario, che arriva in sala in versione "ridotta" (per la visione integrale bisognerà attendere l'uscita del DVD) è un viaggio attraverso l'italia fatto di interviste e testimonianze di persone "normali", nel senso che - se si escludono Ninetto Davoli e Paolo Poli - nessuno di loro è un personaggio pubblico o famoso, che racconta cos'è e com'è stato vivere l'omosessualità sotto il fascismo, o attraverso immagini di repertorio dei cinegiornali dell'epoca, di come l'omosessualità fosse un crimine vergognoso, e di come titoli di giornali come Il borghese o Lo specchio affrontassero, tra un "invertito" e un "capovolto" l'argomento, con titoli che - sempre se non sei Giovanardi - fanno accapponare la pelle solo a leggerli.
Fra testimonianze di improbabili metodi correttivi (su tutte quelle di un uomo il cui zio, scoperta la "malattia", gli pagava - salvo poi scoprire che i soldi li cacciava la nonna anche per lui - due sessioni giornaliere con una prostituta) e i racconti di un'anziana coppia di signori torinesi (presenti in sala) che, oltre a rivendicare non necessariamente il matrimonio, ma l'estensione dei diritti ad ogni tipo di famiglia, compresa la possibilità di adottare dei figli, in maniera molto pacata, si alternano le varie testimonianze, alcune serene, altre più sofferte. 
Ninetto Davoli commuove, Paolo Poli - come sempre - affascina.
Interessante.

7 mar 2014

Last Minute

Al Cinema Massimo Gianni Amelio presenta al pubblico il suo documentario Felice chi è diverso.
Cinema Massimo – 7 marzo 2014, ore 20.30/22.30


In occasione dell’uscita dell’ultimo film di Gianni Amelio, Felice chi è diverso - dal 6 marzo in esclusiva per Torino al Cinema Massimo - il Museo Nazionale del Cinema presenta venerdì 7 marzo 2014, alle ore 20.30, una serata evento con Gianni Amelio e Alberto Barbera.
Il regista farà una lunga introduzione del suo film che racconta la battaglia combattuta contro l'omosessualità in Italia nella seconda metà del novecento, attraverso le parole dei giornali, le immagini di repertorio della televisione e le testimonianze dirette di coloro che l’hanno subita. Ingresso 7.50/5.00/4.00 euro.
Così diverso da tutti gli altri documentari finora girati sull'argomento, il film di Amelio vuole celebrare la diversità non tanto intesa come diversità dal normale, come troppo spesso viene identificata l’omosessualità, ma esplorando la diversità in quanto tale, anche all'interno della singola categoria, una diversità portatrice infine di una seppur malinconica gioia delle differenze.


Hell baby

Cosa stanno guardando così estasiati questi due minchioni? 
La reggia di Venaria? La palazzina di caccia di Stupinigi? Il castello del Valentino? 
No.
I due minchioni stanno ammirando la splendida villetta appena comprata, nel peggio quartiere di New Orleans, roba che al confronto Scampia sembra Places des Vosges e la casa di Amityville Horror la reggia di Versailles. 
Una volta all'interno li raggiunge, entrando dalla finestra, il loro vicino F'resnel, più che vicino un inquilino, visto che è sempre lì, che sa già vita morte e miracoli sia di Jack sia di Vanessa, e li informa che quella casa, chiamata indifferentemente "maison de sang", "le ou les mort ne someillent jamais", "casa perdirosa" o, semplicemente, "la casa spettrale in fondo alla strada" non è comunque un luogo pericoloso, perché nessuno è mai stato ucciso da molto, molto, molto tempo (2 mesi e una settimana). 
Vanessa inizia a battere le querce praticamente subito, comportandosi come ogni posseduta da lo dimonio che si rispetti. 
Iniziano a succedere cose "bizzarre" e, dopo il ritrovamento del cadavere del medico di Vanessa  dal vaticano arriva un'improbabile coppia di esorcisti, che al confronto l'esorciccio sembra davvero un film de paura. Aggiungi una coppia di poliziotti imbecilli, ma imbecilli davvero, e...  niente.
Ovviamente Vanessa, che è incinta di due gemelli, partorirà, nel bel mezzo dell'esorcismo, un bimbo normale, e un piccolo demonio, tutto insanguinato, con la coda, i cornetti e tantissimi dentini aguzzi, ma, purtroppo per noi, non riuscirà ad eliminare tutti i presenti nella stanza, cominciando dal regista per finire con lo sceneggiatore, ammesso che ne esista uno, mettendo fine a questo strazio.
No, beh, che Hell Baby fosse una merda di film l'avevate già capito, no?
Ecco.
Voi non potete nemmeno immaginare quanto.
Io, purtroppo, sì.
Che se vuoi prendere per il culo un genere, fallo come dio comanda.
Altrimenti lascia stare, e fai prima.


6 mar 2014

Lo sconosciuto del lago

Se siete vagamente omofobi e/o omofobici evitate di guardare questo film, potrebbe infastidirvi.
Giovanardi, sei avvisato. 
Io, che non sono né omofoba né omofobica, il film l'ho guardato. 
E, sinceramente, non mi ha fatto impazzire, nonostante la vittoria della Queer Palm all'ultimo festival di Cannes.
Un'estate qualunque, la riva di un lago da qualche parte in Francia.
Come potrebbe essere la spiaggia del Torrente Orco vicino a Chivasso, o l'area di sosta Pietra Grossa sull'autostrada A5, il luogo è un posto di battuage, dove uomini di ogni età si ritrovano nei caldi pomeriggi estivi, con un unico scopo: rimorchiare.
Fra loro il giovane Franck (Pierre Deladonchamps), che inizia a frequentare il lago assiduamente.
Fa conoscenza con Henri, un uomo che deve far passare le sue tre settimane di ferie, è stato lasciato dalla moglie, se ne sta sempre in disparte, vestito, non fa il bagno per paura dei siluri (Dantès, smettila immediatamente!) e non cerca avventure occasionali, ma si trova bene a parlare con Franck.
Che, al contrario dell'uomo, si reca al lago alla ricerca di sesso.
Un giorno nota Michel (Christophe Paou), che sembra uscito da una tavola di Tom of Finland, e ne è subito attratto. 
Ma una sera, quando al lago non è rimasto quasi più nessuno, vede Michel affogare il suo amante.
Nonostante la logica gli suggerisca di stare lontano da quell'uomo, l'attrazione fisica nei suoi confronti è talmente forte, e ben presto condivisa, che i due iniziano a frequentarsi in un crescendo di passione che farà dimenticare a Franck quello che ha fatto Michel.
Quando, dopo un paio di giorni, verrà scoperto il cadavere, un commissario di polizia si recherà su luogo del ritrovamento, iniziando ad interrogare tutti i frequentatori del lago, compresi Franck e Michel. 
Franck, confida ad Henri che si sta innamorando di Michel, incurante della pericolosità del suo nuovo amante e decide di vivere la storia senza preoccuparsi di niente.
Le giornate trascorrono uguali, tra incontri clandestini, sesso occasionale, voyeurismo e promiscuità, fino al momento in cui, approfittando di un momento in cui Franck è andato a fare il bagno, Henri si avvicina a Michel... e qua il film svolta rapidamente nel più classico dei thriller, in maniera forse un po' troppo spinta e precipitosa...


...noi coperti sotto il mare
 a far l'amore in tutti i modi, 
in tutti i luoghi in tutti i laghi
 in tutto il mondo...

5 mar 2014

Ain't them bodies saints

Sottotitolo: o al tramonto o all'alba.
Perché la fotografia di questo film è così seppiata che sembra sempre che tutte le scene siano state girate al calare (o allo spuntare) del sole. No, aspetta, forse le hanno veramente girate tutte al calar del sole, adesso che ci penso... 
Chi c'è in questo film?
Ci sono la brava (e anche molto bella) Rooney Mara nella parte di Ruth, Casey Affleck dalla voce un po' troppo piagnucolosa nella parte di Bob, un sempre interessante Ben Foster (Patrick), e poi - last but not least - un grande ed inossidabile Keith Carradine.
Come dice il film all'inizio "succede da qualche parte, in Texas".
E succede negli anni 70. Anche se potrebbe essere stato girato in qualsiasi epoca, se stai a vedere.
Di cosa parla questo film?
Fondamentalmente è una storia d'amore, quella di Ruth e Bob, due fuorilegge. Li vediamo parlare di un colpo, e li ritroviamo dopo il colpo, braccati dalla polizia. Il loro complice, Freddie, viene ucciso, mentre Ruth ferisce un poliziotto. Ma Bob, che ha appena scoperto che la ragazza è incinta, si assume tutte le colpe e finisce in carcere.
Passano gli anni, e Bob, che ha visto sua figlia solo in foto - e la bimba sta per compiere quattro anni - evade.
E vuole tornare da Ruth, che, nel frattempo, sembra aver dimenticato il passato ed è diventata una brava ragazza. Una brava ragazza madre, anzi.
Ma non ha dimenticato Bob.
Che sta cercando in ogni modo di tornare a casa.
Riusciranno i nostri (non) eroi a ritrovarsi?
Non ve lo dico.
Ma il film, vuoi per quell'atmosfera vagamente western verso cui sembra virare nel finale, mi è piaciuto.


4 mar 2014

Snowpiercer



Mah.
Sto leggendo che di questo film (primo film girato in inglese per Bong Joon Ho, di cui la sottoscritta ha visto un unico film, "Memories of murder", molto bello, fra l'altro) si parla come di un capolavoro, acclamato da pubblico e critica. 
Siccome non sono così presuntuosa da pensare che siano tutti gli altri a non capire un cazzo, è evidente che il mio concetto di capolavoro è un tantino differente. 
Ve la faccio breve (o almeno, ci provo): siamo nel 2031, e nel risolvere i problemi provocati dal surriscaldamento globale qualcosa dev'essere andato storto, visto che il pianeta Terra si ritrova nell'ennesima era glaciale. 
Tutta l'umanità sopravvissuta convive su un treno - lo Snowpiercer - di proprietà del fantomatico Wilford, che, da 17 anni, gira senza sosta attorno al mondo, traendo energia dal moto perpetuo.
Ovviamente il microcosmo è suddiviso in classi sociali, con i poveri (ça va sans dire, brutti sporchi e cattivi) relegati a vivere in coda al treno in condizioni al limite della sopravvivenza, e i ricchi nei vagoni di testa, fino alla "sacra" locomotiva, manovrata da Wilford stesso. I due mondi non entrano mai in contatto, ma, ovviamente, al fondo del treno si stanno preparando ad insorgere. 
Capitanati da Curtis, il leader dei reietti, e assistiti dal vecchio Gilliam, una specie di capo carismatico che ha stabilito una specie di ordine nel "ghetto", rispettato da tutti e a cui tutti danno retta, al momento opportuno, si ribelleranno tentando di arrivare fino alla testa del treno, dove Wilford, che ha realizzato il suo sogno di bambino, ovvero vivere su un treno senza dover mai scendere, nelle intenzioni di Curtis deve essere sostituito al comando del treno da Gilliam.
Ecc. ecc.






Allora. 
Il film fino ad un certo punto si fa apprezzare (soprattutto nelle scene di lotta, davvero notevoli dove Grey - interpretato da Luke Pasqualino - mi ha ricordato il mitico Rama di The Raid), mantenendo alti ritmo e tensione, in questa eterna lotta tra classi sociali, dove immancabilmente, la classe operaia per andare in paradiso deve sempre e solo morire. Ma questo lo sapevamo già.
Ma, arrivati in testa al treno, al cospetto di Wilford, parte inevitabile il solito spiegone/parabola socio-politico-filosofico-culturale con tanto di commistione tra conseguenze del degrado ambientale e contenimento demografico e il film inizia a deragliare verso nuovi orizzonti apocalittici, in un finale che è riuscito ad ammazzare l'entusiasmo che era rimasto a livelli più o meno costanti, se si escludono alcuni passaggi forse un po' troppo frettolosi (ma non escludo che questo possa essere dovuto a tagli in fase di montaggio) fino a quel momento.
Apro una parentesi a cui spero che qualcuno che ha già visto il film possa rispondere: perché Namgoong Minsu non spiccicando una parola di inglese (o di qualunque altra lingua parlino Curtis & C., ché io il film l'ho visto doppiato) parla e ascolta con l'ausilio di un traduttore wireless, ma non sempre? E lo stesso fanno quelli che parlano con lui? Per caso quando lo abbandonano è perché i suoi interlocutori si mettono a parlare in coreano? Chiusa parentesi.
Il treno come l'ultima Arca di Noè, o come un viaggio che parte dagli inferi danteschi per arrivare al paradiso che, come già detto prima, è riservato a pochi eletti. E che noi compiamo, da passeggeri seduti nel vagone cinema, attraverso porte che si spalancano, vagone dopo vagone, su acquari tropicali, sushi bar, discoteche, saune, saloni di bellezza e classi di agghiaccianti bambini indottrinati al fanatismo, al passaggio del "salvatore" Curtis, interpretato purtroppo da un Chris Evans carismatico come un magnete da frigorifero.
But... don't worry about me: take your ticket and enjoy the trip! 


La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e spavento
e puzza di sudore nel boccaporto
e odore di mare morto.

3 mar 2014

L'oscar del peggio

Io, accanita lettrice di riviste di moda, dedita allo shopping più o meno compulsivo, attenta ad abbinare il colore delle mutande a quello dell'eye liner, potevo forse esimermi?
Certo che avrei potuto.
Ma non l'ho fatto. 
E quindi, tralasciando Amy Adams splendida in un Gucci blu, Lupita Nyong'o in Prada e Cate Blanchett in Armani, mi concentrerei sui vincitori del pessimo gusto:
Liza Minelli, che, probabilmente, si è confusa indossando invece dell'abito, la sua custodia, e Pharrell Williams.
Lo smoking in versione bermuda sarà anche di Lanvin, ma non si può davvero vedere.

The beautiful loser

Il Museo Nazionale del Cinema presenta al Cinema Massimo, martedì 4 marzo 2014 alle ore 20.30/22.30, presso la Sala Uno, l’anteprima assoluta del documentario sulla vita e l’opera di Gigi Restagno, The Beautiful ‘Loser’ di Diego Amodio. Prima del film incontro col regista Diego Amodio e, tra gli altri, Alberto Campo, Max Casacci, Piero Chiambretti, Johnson Righeira, Samuel.
Ingresso 10 euro.

Figura chiave della scena musicale torinese degli anni Ottanta, Dj a Radio Flash e fondatore – con Marco Ciari e Luca Bertoglio – dei Blind Alley, Gigi Restagno ha influenzato molti artisti che sono poi diventati famosi nel mondo della musica e della televisione. Tra le band in cui ha militato si ricordano i Deafear, i Misfits (in entrambe al fianco di Max Casacci), i Leggendari Singles e i Poker. 
Il film è una produzione Axel Italia. 
Parte dell’incasso sarà devoluta alla Fondazione Caterina Farassino.

Diego Amodio
The Beautiful ‘Loser’
(Italia 2014, 90’, DCP, col.)
Gigi Restagno - scomparso 39enne nel 1997 - viene ricordato attraverso rare immagini di repertorio e interviste a Mixo, Marco Ciari, Statuto, Piero Chiambretti, Davide Graziano, Mao, Alberto Campo, Luca Pastore, Johnson Righeira, Max Casacci, Samuel, Fratelli di Soledad e molti altri.

da qui: Museo Nazionale del Cinema





2 mar 2014

Nel frattempo...



Best Feature 12 anni schiavo
Best Director Steve McQueen
Best First Feature Fruitvale Station
Best Female Lead Cate Blanchett
Best Male Lead Matthew McConaughey
Best Supporting Female Lupita Nyong'o
Best Supporting Male Jared Leto
Best Screenplay 12 anni schiavo
Best First Screenplay Nebraska
Best Cinematography 12 anni schiavo
Best International Film La vita di Adele
Best Documentary 20 Feet from Stardom
John Cassavetes Award This Is Martin Bonner
Truer Than Fiction Award Let the Fire Burn
Someone to Watch Award Newlyweeds
Robert Altman Award Mud


1 mar 2014

la notte degli oscar secondo poison...

Visto che l'anno scorso mi ero divertita a fare previsioni, con risultati abbastanza discutibili (4 statuette azzeccate su 10 categorie prese in considerazione) ho deciso di riprovarci. Tanto non costa niente e quest'anno mi sbilancerò non su 10 bensì su 15 categorie. 
Che di quelle troppo tecniche io non ci capisco una fava. 
Come se per le altre invece ne sapessi a strafottere.
C'è da dire che quest'anno, e credo sia la prima volta che succede, ho visto tutti i 9 film che concorrono per il titolo di miglior film (dell'edizione del 2013, per dire, me ne mancano ancora tre). 
Tra tutti i film in gara quello di Scorsese è sicuramente quello che mi ha entusiasmato di più, ma credo che il mio parere sia del tutto irrilevante.  
Potrebbe esserci la sorpresa Nebraska (ma figurati!), anche se sono più propensa a credere che 12 anni schiavo abbia tutte le carte in regola per vincere.

MIGLIOR REGISTA
David O. Russell - American Hustle
Alfonso Cuaron - Gravity
Alexander Payne - Nebraska
Steve McQueen - 12 Anni Schiavo
MARTIN SCORSESE - The wolf of wall street
Assolutamente improbabile la vittoria di Scorsese.
Credo che Cuaron, con quel giocattolone di Gravity, almeno un premio lo porti a casa. E quello alla regia credo (e spero) sia l'unico possibile.

ATTRICE PROTAGONISTA


AMY ADAMS - American Hustle
Cate Blanchett - Blue Jasmine
Sandra Bullock - Gravity
Judi Dench - Philomena
Secondo me sulla statuetta hanno già inciso il nome di Cate Blanchett, che in Blue Jasmine è davvero fantastica. Però, anche se non frega niente a nessuno, Amy Adams in American Hustle non è stata da meno. Basta che non vada a Meryl Streep, che ne ha già vinti 3. Che, si sa, è il numero perfetto. Quindi basta. 

ATTORE PROTAGONISTA
Christian Bale - American Hustle
Bruce Dern - Nebraska
Leonardo DiCaprio - The wolf of wall street
Chiwetel Ejiofor - 12 Anni Schiavo
Matthew McConaughey - Dallas Buyers Club
Niente scuse. Per quanto Leonardo Di Caprio possa aver offerto una prova magistrale in WOWS, non c'è gara, non c'è storia. Matthew McConaughey. Punto.

ATTRICE NON PROTAGONISTA
Sally Hawkins - Blue Jasmine
Lupita Nyong’o - 12 Years a Slave
Jennifer Lawrence - American Hustle
Julia Roberts - I segreti di Osage County
June Squibb - Nebraska
Mica vorrete dare un oscar a Jennifer Lawrence anche quest'anno, vero? dai, su. Siate seri.
June Squibb è fantastica, ma sarei contenta anche se lo vincesse Julia Roberts, che in I segreti di Osage County offre davvero un'ottima prova. 

ATTORE NON PROTAGONISTA

Barkhad Abdi - Captain Phillips
Jonah Hill - The Wolf of Wall Street
Bradley Cooper - American Hustle
Jared Leto - Dallas Buyers Club
Michael Fassbender - 12 Anni Schiavo
Vale lo stesso discorso fatto per la categoria attore protagonista. 
Non c'è gara, non c'è storia. Jared Leto tutta la vita.
A parte che se avessero candidato Matthew McConaughey per quei fantastici 10 minuti in The Wolf of Wall Street io non avreo trovato nulla da ridire, anzi. Resta il fatto che l'oscar deve vincerlo Jared Leto.
Per caso l'ho già detto?

SCENEGGIATURA ORIGINALE
American Hustle
Blue Jasmine
Dalls Buyers Club
Her
Nebraska
SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Before Midnight
Captain Phillips
Philomena
12 Anni Schiavo
The wolf of Wall Street

FILM STRANIERO
Alabama Monroe - Una storia d’amore (Belgio)
La grande bellezza (Italia)
Il sospetto (Danimarca)
The missing picture (Cambogia)
Omar (Palestina)
Lo so, lo so. Sono una brutta persona.
C'è il film di Sorrentino fra i candidati, e con buone probabilità di portarsi a casa la statuetta, visti i premi già raccolti lungo la strada che portava all'oscar e bla bla bla.
E lo so che è un film italiano e che era dal 2006 che non se ne vedeva uno nella cinquina, e bla bla bla.
Ma, mi perdonerete, a me il film di Vinterberg ha emozionato molto di più.
Gli altri, invece, non li ho ancora visti.

DOCUMENTARIO
The act of killing
Cutie and the boxer
Dirty wars
The square
20 feet from stardom
Come da tradizione non ne ho visto nemmeno uno, avendo snobbato sia The act of killing sia The square, usciti regolarmente in sala anche da noi. Ma, così, senza alcun valido motivo, dico The Act of Killing.

FILM D'ANIMAZIONE

I Croods
Cattivissimo Me 2
Ernest & Celestine
Frozen
Si alza il vento
Anche qua, come sempre, tiro ad indovinare, non rientrando i film di animazione tra le mie visioni preferite. Infatti non ne ho visto nemmeno uno. Come l'anno scorso. Però la previsione l'avevo azzeccata.

FOTOGRAFIA

The Grandmaster - Philippe Le Sourd
Gravity - Emmanuel Lubezki
A proposito di Davis - Bruno Delbonnel
Nebraska - Phedon Papamichael
Prisoners - Roger A. Deakins

COSTUMI

American Hustle
The Grandmaster
Il Grande Gatsby 
The Invisible Woman
12 Anni Schiavo
Che sono la cosa che mi è piaciuta di più del film di Baz Lhurman. Per quanto devo dire che anche in American Hustle non si scherza affatto.
Ma voi che le cose le sapete, spiegatemi: se la donna è invisibile, che bisogno ha dei costumi? 

TRUCCO

Dallas Buyers Club
Jackass Presents: Bad Granpa
The Lone Ranger
Perché sono solo tre? E' sempre stato così? Vabbè, sticazzi.

COLONNA SONORA

The Book Thief
Gravity
Her
Philomena
Saving Mr. Banks
Mi state dicendo che in Gravity c'era anche una colonna sonora? Oltre a Sandra Bullock che abbaia? Ma davvero? Pensa quanto mi ha colpito.
Qua davvero non saprei. Tiro a indovinare.

SCENOGRAFIA

American Hustle
Gravity
Il Grande Gatsby
Her
12 Anni Schiavo

EFFETTI VISIVI

Gravity
Lo Hobbit: La desolazione di Smaug
Iron Man 3
The Lone Ranger
Into Darkness - Star Trek
Cioè, dove ti giri ti giri, Gravity c'è. Che due palle.