18 settembre 2019

Alcuni tra i (pochi) film visti quest'estate

Mentre aspetto di andare in ferie, e inizio a non poterne davvero più, continuo imperterrita a non aggiornare il blog. 
La cosa mi provoca un po' di dispiacere misto a vergogna, però bisogna dire che quest'anno sono riuscita a scrivere già il doppio dei post rispetto all'anno scorso. Quindi, al grido di "son cose", direi che posso iniziare a parlare (brevemente) dei film visti quest'estate, partendo da giugno. 



American Animals
(2018, Bart Layton)

Che, in estrema sintesi, si può riassumere in "che quattro coglioni". 
Dove i quattro coglioni non sono quelli che sono venuti a me per la noia, intendiamoci. Parlavo dei quattro protagonisti. Sulla carta (e anche dal trailer) il film sembrava interessante e cazzaro al punto giusto: la storia di un furto realmente avvenuto nella biblioteca della Transylvania University di Lexington, in Kentucky. Le scene del film sono intervallate dagli interventi filmati dei reali protagonisti della rapina, per un risultato estremamente prolisso che non riesce a convincere del tutto. 

The dead don't die
(2019, Jim Jarmush)

(sottotitolo: madonna, che immensa cazzata!).
Con Jim Jarmush fu amore a prima vista, nel 1984, ai tempi di Stranger than paradise.  Un amore durato una ventina d'anni, fino al 2003, con Coffee and Cigarettes.
Poi, nel 2005, con Broken Flowers, i rapporti - come spesso succede - si sono un po' incrinati. Non è servito Only lovers left alive a migliorare le cose, e con Paterson, nel 2016ho deciso che i tempi erano maturi per il divorzio.  Poi giunge voce che Jarmush sta girando un film de paura, e tu aspetti un attimo a chiamare l'avvocato. 
Quando il film arriva in sala vai a vederlo all'anteprima. E, nonostante Bill Murray e la sua faccia siano assolutamente perfetti e Adam Driver verso la fine del film ci regali momenti di assoluta gioia e lacrime agli occhi, il risultato ti lascia un po' perplessa, ed esci dalla sala con in mente una cosa sola:



MIB: International 
(2019, F. Gary Gray)

Tessa Thompson e Chris Hemsworth son tanto carucci, eh? Poi vabbè, ci sono alieni buoni e alieni cattivi, e bisogna in qualche modo salvare il mondo. 
Però insomma, Will Smith è tutta un'altra storia. 



Il ritratto negato (Powidoki)
(2016) Andrzej Wajda

Il testamento artistico di Wajda (il regista è morto poco dopo la fine delle riprese) è un film commovente che ci racconta la vita di Władysław Strzemiński, pittore avanguardista di fama internazionale, vittima delle persecuzioni del regime comunista per non aver voluto adeguarsi, né tantomeno adeguare la sua arte, alle regole del realismo socialista. Interpretato da Bogusław Linda, se non  l'avete visto, cercate di recuperarlo. 


Serenity - L'isola dell'inganno
(2019, Steven Knight)

Mr. Knight in passato ci ha regalato cose fighissime come Locke, cose un po' meno riuscite come Redemption (ebbene sì, ho scoperto di conoscere tutta la filmografia di Steven Knight. A mia insaputa) e poi, a 6 anni di distanza da quella piccola bombetta con protagonista assoluto Tom Hardy, se ne esce con questa roba qua. 
Ammetto che quando ho guardato sulla mia Moleskine il titolo, mi sono chiesta "ma questo che cazzo di film è?" perché fondamentalmente sono sempre educata. Sempre sulla Moleskine, sotto il titolo, avevo scritto: CHE CAGATA. 
E niente. Per ricordarmi di quale film si trattasse ho dovuto cercare la locandina su internet. Poi ho visto Matthew McConaughey, e ho capito molte cose. O almeno, ho capito il motivo per cui ho visto questo film. 
E tutto questo succedeva il 6 agosto. 


14 commenti:

  1. Purtroppo ho visto solo Serenity: scritto col culo, direi, ma offendete McConaughey, che qui mostra forse più quello che la faccia.
    Ispisa molto Il ritratto negato, invece, scoperto da Marzullo.

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    1. Il ritratto negato è davvero un gran bel film, se riesci a recuperarlo non te ne pentirai.
      Per quanto riguarda Serenity, direi che non c'è nient'altro da aggiungere!

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    2. Ma come ho scritto, per altro?
      Perdona, era il cellulare, in piedi in autobus. Combo letale. :)

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    3. Esattamente come quando io mi metto a scrivere senza occhiali, tranquillo! :)

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  2. A me American Animals è piaciuto molto ma i quattro protagonisti sono veramente quattro coglioni, ahiloro.
    E The Dead Don't Die... non l'ho capito, davvero, ma non sono riuscita a volergli male.

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    1. io l'ho patito proprio perché loro sono quattro coglioni! ah ah ah!

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  3. Patito parecchio anch'io quell'American Animals ma proprio per la noia, mi aspettavo più ritmo, più azione e invece...
    Meglio mi è andata con Jarmusch, nella sua stranezza, complice una cotta sempre più forte verso Driver, l'ho adorato parecchio.
    Mentre mi segno Il ritratto negato che da cattiva persona avevo bollato sotto la voce "pesantezza", mi chiedo anch'io cosa sia successo a Knight che è passato da Locke e le prime stagioni di Peaky Blinders a un film così ridicolo. E direi che lo stesso lo si potrebbe chiedere alla carriera di McConaughey.

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    1. Anche io mi aspettavo un po' più di brio in American animals.
      Su Matthew McConaughey hai ragione, è da un po' che le sue scelte lasciano a desiderare, mentre se ti capita, il ritratto negato merita decisamente il recupero!

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  4. Ad agosto calma piattissima in fatto di cinema, da queste parti. Però ho sentito parlare talmente male di Serenity che lo voglio vedere (il fatto che ci sia Matthew McConaughey non incide ASSOLUTAMENTE :).

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    1. No, ma infatti, nemmeno io l'ho visto per quel motivo! :)

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  5. Diciamo solo che terrò conto dei tuoi giudizi se mi passeranno tra le mani, soprattutto il primo..

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    1. Il primo mi ha deluso parecchio, probabilmente ero partita con l'idea di vedere un altro film...

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  6. Ti quoto al 100 per Dead don't die, promette bene ma non decolla mai(fa anche rima)
    MIB non mi è dispiaciuto del tutto, certo che è dimenticabilissimo.

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    1. Che poi, l'avesse diretto che so, Fra' Cazzo da Velletri, uno ci passava anche sopra. Ma se sei Jim Jarmush, insomma, mi devi tirare fuori qualcosa di meglio.
      Per quanto riguarda MIB trovo che siano sempre tanto divertenti quanto dimenticabili, concordo!

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