3 ottobre 2017

il colore nascosto delle cose

Di Silvio Soldini mi era piaciuto Pane e tulipani, ho dei vaghi ricordi di Agata e la tempesta, avevo patito Cosa voglio di più (un buon film, suvvia!) e credo di aver bellamente ignorato gli altri suoi lavori. Va da sé che non stiamo quindi parlando del mio regista preferito. Avrei potuto continuare ad ignorarlo, e invece...

...sono andata a vedere Il colore nascosto delle cose.
Va detto che dal trailer non sembrava malvagio, Valeria Golino mi è sempre piaciuta, e, diciamocelo, Adriano Giannini, nonostante non sia bello quanto suo padre, ha quell'aria un po' così, un po' stropicciata, che a me piace. 

Mi sembrava quindi ci fossero motivi più che sufficienti per vedere il film. Che, in breve, racconta la storia d'amore tra Teo ed Emma. 
Che, visti dall'esterno, sono quanto di più distante possa esistere in natura. 
Abbiamo Teo, quarantenne, pubblicitario, sempre indaffarato, fidanzato con Nadia, che tradisce regolarmente con un'altra donna. Insomma, quello che, per farla breve, negli anni 60 avrebbero definito "farfallone", ma che al giorno d'oggi riassumi con "emerito stronzo" per rendere molto meglio l'idea. 
E poi c'è Emma, osteopata, non vedente da quando aveva 17 anni. I due si conoscono - per modo di dire - ad uno di quegli eventi/"percorsi al buio", organizzati solitamente dalle associazioni di non vedenti, in cui gente dotata della vista si trova in piccoli gruppi a compiere un percorso nel buio della durata di un’ora e 15 minuti. Si passa per alcune ambientazioni che richiamano situazioni di vita quotidiana, tutte diverse, da scoprire attraverso i sensi e il dialogo con la guida non vedente, svelando «un altro modo di vedere». e alla fine ognuno torna alla sua vita.
Ma un giorno in un negozio Teo riconosce Emma dalla voce, scopre che è una gran bella donna e, in quanto farfallone emerito stronzo decide di avvicinarsi e attaccare bottone. Dopo aver inanellato una compilation di figure di merda, dal "ci siamo VISTI a..." al tenderle la mano per presentarsi e via dicendo scopre appunto che la donna fa l'osteopata e realizza in quel preciso istante di avere assolutamente bisogno di essere trattato da lei.
Inizia così una storia tra due persone che non potrebbero essere più diverse, con Teo che si ritaglia del tempo da passare con Emma, inventando scuse su scuse al lavoro, con la fidanzata, ecc. fino al momento in cui, vedendo una scena dalla finestra del suo appartamento, inizia ad avvertire una specie di disagio, e smetterà di cercare Emma, ma soprattutto di farsi trovare dalla donna. Del resto, se sei emerito stronzo è quello che ci si aspetta.
Cosa succederà alla fine?


Com'è, come non è, il film si dilunga un po' troppo (115 minuti) per raccontare una storia che fortunatamente non cede al pietismo e alla retorica, ma che si poteva tranquillamente contenere in 90 minuti.
Molto brava la Golino nell'interpretare una donna comunque forte, Giannini credibile nella parte del 40enne sfuggente e superficiale e ottima Arianna Scommegna nella parte di Patti, l'amica di Emma. 

6 commenti:

  1. Soldini mi piace, la Golino ancora di più, quindi lo vedrò sicuramente ma senza precipitarmi al cinema.

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    1. La Golino piace un sacco anche a me, la trovo brava e - ovviamente - bella!
      Il film non è brutto, come ho detto inutilmente lungo, ma si lascia guardare.

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  2. Per buona pace di Soldini, la Golino e Giannini -che sì, così stropicciato mi è sempre piaciuto- io ho saltato la visione a Venezia per qualche ora di sonno in più, e ancora non mi è venuta voglia di recuperarlo. Sempre colpa di quei 115 minuti. Pare davvero così brutto fermarsi a 90?

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    1. In effetti me lo chiedo sempre anch'io! Non sempre è necessario fare un film di due ore... Va a capire! :)

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  3. Io, oltre ad averlo trovato troppo lungo, ho pensato spesso che come non vedente era davvero fortunata ad abitare in un quartiere (di Roma?) senza una cartaccia per terra, una bottiglietta abbandonata, dei mucchi di foglie, cacche di cani e quant'altro sul suo percorso. Magari così fosse!

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    1. In effetti da quel punto di vista è quasi un film di fantascienza! :)

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