5 ottobre 2017

Glory (non c'è tempo per gli onesti)

Titolo originale: Slava
Regia: Kristina Grozeva - Petar Valchanov

Siccome tutti, volenti o nolenti, siamo vittime dei pregiudizi, se dici "film bulgaro" vedrai - anche solo per un istante - il terrore negli occhi del tuo interlocutore. Posso capirlo, a me succede ogni volta che sento dire "cinepanettone", "best-seller", "apericena", "influencer", "fashion blogger".  A dirla tutta non sono nemmeno sicura che esistano ancora, i fashion blogger. E, ciò nonostante, continuo a vivere benissimo, sia chiaro.
Comunque.
Un paio di settimane fa, l'unica cosa che sembrava degna di visione era - pensa un po' - proprio il film bulgaro, di cui avevo visto il trailer parecchie volte, trovandolo da subito interessante.
E così sono entrata in sala, e, quando sono uscita, ho realizzato di aver visto il film più bello degli ultimi mesi.
Perché Glory, ma soprattutto il suo protagonista, Tsanko Petrov, non ti lasciano indifferente, e ti ritrovi a soffrire ed incazzarti per lui e con lui, uomo gentile che accarezza i suoi conigli, e che si ritrova stritolato tra le maglie di un sistema corrotto, dove passa da eroe del popolo ad agnello sacrificale senza nemmeno passare dal via.

Siamo da qualche parte in Bulgaria, e Tsanko Petrov lavora alla manutenzione delle ferrovie sotto il diretto controllo del Ministero dei Trasporti. Non riceve lo stipendio da mesi, perché il Ministero è in deficit (e il ministro accusato di corruzione), ma lui fa comunque il suo lavoro. Conduce una vita modesta, vive in una casa spartana, parla poco - anche perchè è affetto da una grave forma di balbuzie - e le sue giornate iniziano mentre al telefono ascolta il segnale dell'ora esatta controllando il suo vecchio orologio, ricordo di suo padre, che non perde un secondo. Poi esce, e va a controllare i binari con una grande chiave del peso di 6 kg.
Passa davanti ai colleghi che rubano gasolio, fatto da lui inutilmente denunciato più volte, e un giorno, durante il suo giro, trova una banconota per terra. Poi un'altra. E un'altra ancora. E ancora. Finché arriva ad una grossa sacca di denaro, abbandonata lungo i binari. E Tsanko cosa fa? Chiama la polizia per denunciare il ritrovamento di tutti quei soldi. Da lì a farne un eroe nazionale il passo è breve. L'ambiziosa Julia Staykova, addetta alle Pubbliche Relazioni del Ministero lo invita ad una cerimonia ufficiale in cui il Ministro stesso ringrazia pubblicamente Tsanko, regalandogli un orologio di plastica. Per questo, pochi minuti prima della "premiazione", Julia si è fatta consegnare da Tsanko il suo vecchio orologio.
Peccato che quella patacca non funzioni, e che Julia abbia perso l'orologio di Tsanko.
L'uomo cerca in ogni modo di tornare in possesso del suo orologio, e inizia così una vicenda quasi surreale, che mette in luce tutte le contraddizioni di una società dove, tra corrotti e corruttori, il più debole e indifeso, nonostante sia nel giusto, sembra quasi colpevole di essere onesto.
Sarcastico e grottesco, pungente in maniera sottile, Glory riesce comunque - anche - a far sorridere. Perchè, semplicemente, Tsanko Petrov alla fine siamo tutti noi.




6 commenti:

  1. Ciao, sono una spettatrice piena di pregiudizi e a "film bulgaro" avevo già messo una bella croce pesante sopra un Glory che non poteva che essere pesante ai miei occhi.
    Vedrò di rimediare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rimedia, rimedia assolutamente! :)

      Elimina
  2. Sai già come la penso

    Incedibile che sei riuscita a non usare "kafkiano", meriti un applauso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahah! Grazie! Essendo ignorantissima non usarlo è stato facile! ;)

      Elimina
  3. ecco un corto di un minuto della (bravissima) regista bulgara:
    https://vimeo.com/131460500

    ecco due bellissimi film bulgari, per chi tentenna:

    https://markx7.blogspot.it/2011/12/pismo-do-amerika-letter-to-america.html

    e

    https://markx7.blogspot.it/2012/07/svetat-e-golyam-i-spasenie-debne.html

    RispondiElimina