18 febbraio 2013

Synecdoche, New York

Ho un libro che può aiutarti a stare meglio.
Si chiama "stare meglio".

Sono ancora un po' frastornata.
Sarà sicuramente colpa mia, che sono una capra con evidenti limiti cognitivi, non lo metto in dubbio.
Ma sicuramente un po' di colpa è anche di Charlie Kaufman, che devo ancora capire se sia un folle o un genio. O un fottutissimo folle genio.
Chi è Charlie Kaufman?
Intanto lo sceneggiatore di cose come Essere John Malkovich, Confessioni di una mente pericolosa  e quella meraviglia di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, si, proprio quello che qua da noi è stato ignobilmente tradotto come "se mi lasci ti cancello". E Synecdoche, New York è il suo debutto alla regia. Il titolo, e non solo quello, è un gioco di parole fra la città di Shenectady, in cui è ambientata la storia (nella storia nella storia nella storia) e la sineddoche. Ma di giochi di parole il film è farcito, neurologist-urologist, psychosis-sycosis, "Hanno trovato l'aviaria in Turchia. Non nei tacchini." e chissà cos'altro che alle mie italiche orecchie è sfuggito.
Interpretato da un immenso Philip Seymour Hoffman, Synecdoche è un film sulla vita, o sulla morte - che, vi piaccia o no, fa parte della vita - e sulla rappresentazione della vita (e della morte) stessa.
Ve la faccio breve, intanto perchè il film (ma che strano) in Italia non è arrivato. Quindi, o lo avete visto di straforo, o lo dovete recuperare, sempre di straforo, come ho fatto io, dopo averne letto in giro.
Caden Cotard è un regista teatrale, la cui vita sta andando a rotoli. La moglie gli comunica la sua intenzione di trasferirsi a Berlino con la figlia Olive e lo abbandona, lui inizia a soffrire di patologie stranissime, e si convince che presto morirà. Decide quindi di portare in scena lo spettacolo della sua vita. E dà il via ad un progetto ambizioso e mastodontico, costruendo, in un teatro di posa, la ricostruzione della sua vita in scala 1:1, dove un attore intrpreterà lui stesso che dirige degli attori che interpretano la sua vita,  mentre gli anni passano e lasciano il segno, anche se Caden spesso sembra non rendersene conto. La sua Olive, la sua figlia "vera" (quella avuta dal successivo matrimonio con Claire sembra non rappresentare nulla per lui, al punto da non ricordarne nemmeno il nome) per lui resterà sempre la bimba di 4 anni, quelli che aveva al momento in cui la madre l'ha portata con sè in Europa, e il diario della ragazzina, che si scrive da solo giorno per giorno, sembra sostituirsi al copione dello spettacolo che sostituisce la vita che sostituisce lo spettacolo che sostituisce la vita. Fino alla fine, quando padre e figlia si ritroveranno mentre lei sta morendo in un letto di un ospedale di Berlino. Ma ovviamente non c'è solo questo. C'è la presenza costante nonostante l'assenza di Adele, ci sono Claire, Hazel, che vive in una casa perennemente in fiamme, Ellen, Sammy, Millicent, Caden, uno, nessuno, centomila Caden. 
E, mentre la vita (e la morte) scorrono parallelamente (o sostituendosi) allo spettacolo è illuminante l'omelia del predicatore (realtà o finzione?) durante l'ennesimo funerale: "Everything is more complicated than you think (...)".
E questo, se non altro, io lo avevo già capito da un pezzo.
 
 

44 commenti:

  1. Gustosissima segnalazione che ignoravo! Grazie, reperirò!

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    1. Giocher, grazie a te per il "gustosissima", che scriverne è stato più difficile che guardarlo! :)

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  2. Grande, grandissimo film.
    Un colpo di genio ed un viaggio che è in bilico tra follia e perfezione geometrica.
    Bellissimo.

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    1. Assolutamente. Folle e geniale.
      Mi aveva incuriosito trovarlo nelle tue classifiche di fine anno.
      Quindi è "colpa" tua. :)

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  3. Quanti ricordi, è stato uno dei primi film che daunlodai da quando ho intrapreso la professione di scaricatore (di porto...marghera), ed è lì che gira beato in un hard disk senza che il sottoscritto si decida a guardarlo...se non ci fossi tu...beh, lo considero visto ;-))))) (scherzo, mi attiverò, anzi, nel frattempo mi permetto di consigliarti una commedia lacrimosa vista ieri "Celeste and Jesse forever")...se non ricordo male, Kaufman è stato onterpretato da un doppio Nicholas Cage in un film di Spike Jonze, di cui al momento non ricordo il titolo e son troppo pigro per cercarlo...

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    1. beh, se non altro non l'hai eliminato come hai fatto per "the day". E' un film particolare e che richiede una certa attenzione. Cosa di cui io difetto parecchio, ma sono riuscita a non cedere!
      Il film di Jonze è "il ladro di orchidee", comunque.

      Celeste and Jasse 4ever? vado a documentarmi. Ma c'ho lo scaricatore malato, mannaggia!

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    2. se scarica certe cose, un po' malato è :)

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    3. Fascino excusatio18/02/13, 15:13

      Brava! Come usi tu Wikipedia ;-))))...ti dico la verità, non l'avrei mai eliminato perché lo considero un film interessante e qualche pezzettino l'avevo visto (infatti ricordo bene la battuta del tacchino/Turchia), ma poi era caduto un po' nel dimenticatoio...ma che sto facendo?? Mi sto giustificando? Con te? 'n'doh!! ;-)))

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    4. @Dantès: ma ti pare che lui scarichi certe cose di sua sponte? Io ordino, lui obbedisce.

      @Fascino non petita: infatti, non riuscivo a capacitarmene!

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    5. Che donna, tu sì che sai come trattare gli uomini che, vado a intuito, non hanno le caratteristiche per diventare possibili toy boy ;-)

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    6. al tuo intuito non ne sfugge mezza! :)

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  4. Non sapevo neanche esistesse. Grazie rimedio.

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  5. sta lì in attesa da un po', come fish tank. ma mi sa che mi avrà prima. perché charlie kaufmann è un fottutissimo folle genio

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    1. minchia se lo è. ma mica poco.

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  6. Voglio vederlo anche io da un po'. Per una limguista come me già il titolo è fonte di gioia!

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    1. sicuramente tu riuscirai a cogliere altre finezze linguistiche che a me, col mio inglese di sta minchia, sono sfuggite.

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    2. ovviamente anche "inglese di sta minchia" è una finezza linguistica.

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    3. Più finezza di 'sta minchia non ce n'è!

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  7. Pur avendoci scritto la tesi devo ancora capirlo del tutto, un trip come pochi altri! Forse è una fortuna se deve ancora arrivare in Italia, chissà cosa combinerebbero in sala doppiaggio...

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    1. In effetti non è un film facile. E se lo dici tu, che ci hai fatto pure la tesi, mi sento molto meno stupida! :)
      Secondo me in italia non arriverà mai. Che va bene prendersela comoda, ma insomma, stiamo parlando di un film di ormai 5 anni fa! ;)

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  8. Ho il terrore di affrontarlo...giuro....

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    1. non è una passeggiata, ma ieri pomeriggio ero abbastanza ispirata.
      Poi vabbè, la sera mi sono addormentata guardando Damsels in Distress, ma non diciamolo a nessuno! :)

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    2. eccone un altro. non vivrò mai abbastanza per vedere tutto, checcazzo! a proposito, già che si parla (nella mia testa) di promised land, tu gerry l'hai visto?

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    3. Minchia Gerry? no. Non ne ho memoria.

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    4. sempre gus van sant, con matt damon e casey affleck. genere del van sant più sperimentale, credo. e credo anche non sia mai uscito in italia, ma che te lo dico a fa'?

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    5. io ieri sera ho visto Pirati! Briganti da strapazzo... ed è stato sublime.

      Ve lo cosniglio, se volete avere l'anima più leggera ogni tanto.

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    6. @Dantes: sì sì, documentommi su wikipedia. Dice che fa parte della "trilogia della morte". Ma di quella trilogia ho visto solo Elephant. Però il signor IMDB dice che in italia sono usciti, eh?

      @vipero: io ieri sera come ho già detto, addormentommi sul divano. As usual.

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    7. @poison: dev'essere di quelli che sono usciti, han visto che era brutto e sono rientrati...

      @vipero: guarda che io, come poison, sono cazzaro insie e vedo veramente quasi qualsiasi cosa. solo che lei è un po' più tamarra...

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    8. Bellino Pirati.. bellino proprio. questo lo affrontero' in un momento di particolare concentrazione, con i bacarospi a nanna...

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    9. il terzo è last days? visto. minchia se è peso, però somiglia molto agli ultimi nirvana, che non sai dove comincia il piacere e finisce il fastidio (e viceversa)

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    10. @dantes: han visto che era brutto nel senso che pioveva? E comunque non sono io che sono tamarra, sei tu che sei snob!

      @beatrix: si, credo che una buona dose di concentrazione sia praticamente obbligatoria!

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    11. sì in entrambi i casi. perché oltre a essere snob sono anche scemo...

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    12. il terzo è last days, yes. manca. ma credo continuerà a mancarmi. che il mio amore per cobain si limita al possesso di Nevermind, su vinile. Fai tu.

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    13. Gerry è quello girato in un deserto, l'hanno dato su sky e l'avevo su vhs (lo so, sono antica), ho provato due volte a vederlo, ma non ce l'ho fatta e ho rinunziato con sollievo.
      E anche Elephant non era un capolavoro, ecco, l'ho detto.

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  9. "tieni cara, ti ho portato un cagnolino" disse il commesso viaggiatore alla moglie.
    "si chiama estrema riluttanza, così ogni voltà che partirò, ti lascerò con estrema riluttanza".
    lei lo colpì violentemente col mestolo.

    cit. Snoopy, Linus, una vignetta anni '80 (o erano '90? boh)

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  10. Lo volevo vedere, ora ancora di più. Grazi.

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  11. Credo di essere uno dei pochi che con sto film si è annoiato fino al sonno. Due volte...

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    1. Secondo me invece sei uno dei pochi che ha il coraggio di ammetterlo! :)
      Io ieri ero pimpante e ben predisposta, ma sono certa che se l'avessi visto di sera mi sarei addormentata dopo un quarto d'ora.

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  12. io ce l'ho lì pronto da un sacco di tempo ma non riesco a trovare l'ispirazione...perchè mi sa che ce ne vuole tanta ...

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    1. come ho già detto non è propriamente una passeggiata, ma se tu consideri che ce l'ho fatta io, che sono notoriamente una cazzara, credo non sia un'impresa così disperata! :)

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  13. Finalmente l'ho visto!
    Che dire... darto che sogno di fare lo sceneggiatore, Kaufman è un mio idolo da tempo, insieme a gente come Neil Gaiman e Alan Moore. "Eternal sunshine of the spotless mind" è uno dei miei 10 film preferiti, quindi su quest avevi moltissima aspettativa.
    Piaciuto molto, alla fine, ma dovrei rivederlo. Eppure l'ho anche odiato. Mi ha lasciato dei sentimenti confusi e, alla fine, tanta tristezza e incertezza. Un film assoluto e imperfetto in tutte le sue forme, ma comunque un qualcosa di geniale.

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