7 febbraio 2013

Qualcosa nell'aria (Après Mai)


In attesa delle uscite settimanali del giovedì (l'ho già detto che io preferivo i bei tempi in cui i film uscivano al venerdì? Sicuramente sì, perché mi piace essere ripetitiva) ho recuperato - approfittando del fatto che sia stranamente ancora in circolazione, a differenza di In darkness, che è durato giusto una manciata di giorni, - questo film di Olivier Assayas premiato per la migliore sceneggiatura all'ultima mostra del cinema di Venezia.
Ovviamente sia la Tiz sia sua bionditudine si son chiamate fuori, e io, bella bella (è un modo di dire, non vi agitate) sono uscita dall'ufficio e mi sono portata in centro, per lo spettacolo delle 19.35.
Che anche questo film dura il suo bel paio d'ore, che ormai dev'essere diventata la durata minima sindacale. Che lo facciano per giustificare il prezzo del biglietto? Perché io esco soddisfatta dalla sala anche dopo un'ora e mezza, che si sappia. Che non è la quantità che conta, ma la qualità. 
Hai finito di dire cazzate? 
Vuoi parlare del film si o no?
1971, dintorni di Parigi.
Il movimento studentesco, le manifestazioni, gli scontri con la polizia, i fumogeni, il ciclostile, andiamo a scrivere viva la rivoluzione sui muri della scuola, le molotov, chi si estranea dalla lotta, ciao Gilles vado a Londra, no, non venirmi a trovare, le speranze, i sogni, la realtà, la pittura, il cinema, il viaggio in Italia che sembra una fuga dopo il ferimento di un sorvegliante, i compagni di Torino anche no grazie, il treno per Reggio Calabria, Pompei, la CIA, Leslie, la danza sacra tu non hai idea, il viaggio in Nepal che a Goa fa troppo caldo, ma ci siamo fermati a Kabul quanto è figa Kabul, ciao Gilles sono tornata, quest'estate ho venduto collane a Ibiza con mia madre, vado a New York con Jean Serge, ciao Gilles, no che non mi drogo, l'aborto di Leslie ad Amsterdam, attento a quello che leggi, le delusioni, la vita, la morte, lo stage a Londra, bla bla bla.
Sarà che mi mancano le basi, sarà che sono un'ignorante, sarà che nel 1971 io leggevo Topolino, ma che due palle.

16 commenti:

  1. Orpo!
    Posto che si puo' essere largamente d'accordo con te, pero' il commento buttato li' cosi' sine motivazione, pare il lamento affranto d'un'antica megera che non frui' ai suoi tempi di dimensione sociale giovanilistico-impegnata..
    Una rosicata disgustata del tempo che fu ma non fu.

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    1. Ma no, nessuna rosicata, perché mai? semplicemente il film non mi ha coinvolto, non mi ha emozionato e non mi ha trasmesso nulla.
      Facile che sia solo colpa mia, ci sta.

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    2. Bho pare di si,invece.Che ti abbia trasmesso tutta una serie di sensazioni che si sono condensate in una recensione stile quella che volevi fare di Lincoln.A volte la noia e' solo un rifugio.
      Ma magari sono io stamattina che vaneggio dopo una nottata a incubi cubici.

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    3. Giocher, fidati. Di sensazioni non me ne ha trasmessa mezza.

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  2. Ok...chiara e concisa...mi piace.
    p.s. Le uscite di questa settimana sono interessanti, ho già programmato un paio di visioni in sala (ovvero avvisato i nonni...) con il normale anticipo...

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    1. Beatrix, magari è un capolavoro e io non l'ho capito, eh? che non sono così presuntuosa per dire che il film è una merda assoluta! :)

      le uscite di questa settimana sono interessanti, al contrario della solita ignobile distribuzione italiota. Per farti un esempio pratico, qua a Torino Beasts of the southern wild è uscito in un'unica sala, Zero Dark Thirty in due e il film con Fabio Volo (Fabio Volo, rendiamoci conto) in SEI.

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    2. Glisso su Fabio Volo, l'uomo più paraculato d'Italia...qui da noi devo vedere ancora come han distribuito le uscite, ma ho fiducia almeno su Zero Dark Thirty.

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  3. io poi ho un odio viscerale per i pantaloni a zampa dell'epoca.

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    1. Ah ah ah ah!
      Guarda, se non altro a livello costumi non si sono accaniti così pesantemente! :)

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  4. cito il buon alberto pezzotta: «ombelicale quel che basta per dire “chissenefrega”, ma anche abbastanza filologico da suscitare, ad libitum: nostalgia, stupore, voglia di emulazione, sgomento». che ne pensi? ciao ciao belle tettine scusami se parlo male lo sai che io non sono fine...

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    1. Che ne penso? che dovresti far uscire immediatamente Samuele Bersani dal tuo corpo.
      Concordo sul "chissenefrega".
      Tutto il resto, da queste parti, non è pervenuto.

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    2. leggendo il post non poteva non venirmi in mente freak :)

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    3. hai più pensato a quel progetto di esportare la piadina romagnola? :)

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  5. Quel premio a Venezia ancora non me lo so spiegare...

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    1. Lisa, ho letto che anche tu non sei rimasta particolarmente colpita... :)

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