10 gen 2013

Excision

Quando avevo il blog sull'altra piattaforma bazzicavo già alcuni blog di cinema che frequento tutt'ora, ma, ad agosto, quando ho definitivamente deciso di stabilirmi qua, con non poca soddisfazione ne ho scoperti altri, la cui lettura è diventata un piacere quotidiano, come fare la cacca al mattino dopo aver bevuto il caffè. Come dite? Non è un paragone molto gentile? Perché non avete idea di quanto io possa diventare insopportabile se salto l'appuntamento con la tazza per un giorno. Quindi fidatevi, che è un apprezzamento di tutto rispetto.
Leggendo codesti autorevoli blog di cinema, ho avuto modo di scoprire film di cui ignoravo l'esistenza, titoli che mi ero persa in sala e che avrei fatto bene a recuperare, e anche titoli di cui avrei potuto tranquillamente fare a meno, ovvio.
Così, con i potenti mezzi tecnologici a mia disposizione, mi sono messa a cercare qualche film. No, non ho finalmente acquistato un PC, né mi sono dotata di una connessione a banda larghissima. Ho semplicemente schiavizzato il collega dell'ufficio IT (che, fra l'altro mi adora, come è giusto che sia) mandandogli minacciose gentilissime e.mail in cui gli chiedevo la qualunque.
In questo modo ho potuto ripescare, fra gli altri, Shotgun stories e Take Shelter, nonché Safety not guaranteed.
Della prima "consegna" mi rimaneva da vedere questo Excision e, domenica pomeriggio, dopo aver titubato un paio d'ore cercando di capire se uscire per saldi a comprare cose di cui non ho alcun bisogno o se restare a casa a strafogarmi di torroncini, ho deciso di risparmiare. E strafogarmi di torroncini, naturalmente. Solo che, probabilmente ipnotizzata dalle sopracciglia di Colin Farrell, prima mi sono guardata The New World in tv. Me lo ricordavo perfettamente: un interminabile sminuzzamento di palle. Ma Farrell e le sue sopracciglia qua sono davvero al top della forma, imho.
Per fortuna a un certo punto (direi alla fine) il film è finito e io, con la mia razione K di torroncini e scetticismo, ho infilato il DVD nel lettore.
Che dire?
A parte che Pauline è un'adolescente disturbata (ma disturbata forte), che vive con una madre rompicoglioni e bigotta (ma rompicoglioni e bigotta forte) un padre totalmente succube della moglie (ma succube forte) e una sorella affetta da fibrosi cistica, poco altro.
Sogna di diventare un chirurgo, mentre di notte sogna necrofilia da orgasmo, in classe fa domande imbarazzanti, programma di perdere la verginità durante il ciclo mestruale (cosa che ad Adam, il "prescelto" che lo scoprirà durante il sesso orale - in cui non dev'essere propriamente un maestro, visto che Pauline avrà da dire in seguito che "lecca la figa come un cane che beve acqua da una ciotola" - procurerà un qual certo disappunto), ma, soprattutto, nonostante la ragazza sia pronta per la lobotomia a secco, ama sua sorella. Peccato che la ami come solo una psicopatica possa fare, di un amore malato (ma malato forte).
Nel cast troviamo parecchi volti noti, tra cui Traci Lords (paradossalmente nel ruolo della madre bigotta), Malcom McDowell, John Waters, Marlee Matlin.
A tratti divertente, a tratti grottesco, a tratti eccessivo.
A tratti mi ha fatto rimpiangere di non essere uscita a fare shopping.
 
 

9 gen 2013

Jack Reacher

Facciamo che per una volta non vi dico nulla, e non perché abbia dormito anche a questo giro, ma perché, conoscendomi, temo che finirei per spoilerarvelo un po' troppo, e, tutto sommato, il film non se lo merita, dato che io son solita adoperarmi in opera di bieco spoileraggio solo quando il film mi fa cagare. E non è questo il caso.
Vi dico solo che inizia con una cinquina di omicidi e che il brillante detective incaricato di seguire le indagini risolve il caso e trova il colpevole in mezza giornata. Si tratta di James Barr, un ex soldato, tiratore scelto. Durante l'interrogatorio, alla presenza del brillante detective e del procuratore distrettuale, al momento della confessione, Barr scrive sul foglio "get Jack Reacher".
E Jack Reacher, un ex poliziotto militare di cui nessuno sa una beata cippa da anni, miracolosamente si materializza al cospetto di detective e procuratore. E, assoldato dall'avvocato della difesa, che, casualmente è anche la figlia bionda del procuratore, inizia a indagare - a modo suo - sul caso. Scoprendo che...
Tom Cruise, che è anche produttore del film, si ritaglia un ruolo da gran figo, la bionda avvocatessa, Rosamund Pike, è una cagna maledetta, e se ci fosse l'oscar per gli occhioni sgranati lo vincerebbe a mani basse, ci sono l'inossidabile Robert Duvall (che ha compiuto 82 anni il 5 gennaio, fra le altre cose, e che io adoro), Richard Jenkins e nientepopodimeno che Werner Herzog. Ci sono anche una trama abbastanza avvincente, un po' di battute deliziose e scene decisamente divertenti, a volte qualche momento un po' telefonato, ma nel complesso non è male. Anche se, e devo ancora capire se sia un pregio o un difetto, è molto meno tamarro di quanto ci si potrebbe aspettare. O di quanto mi aspettassi io, comunque.
Ma, se non altro, alla fine Jack e la bionda nemmeno trombano.
Bisognerà attendere Jack Reacher 2?
 
 

8 gen 2013

where are we now?

As long as there’s me
As long as there’s you
 
happy birthday, mr.Bowie. 

Tutto quello che non avreste mai voluto sapere su qualunque cosa, ma che io vi dico lo stesso

Ieri sera, come ogni lunedì, sono andata a fare il mio solito massaggio settimanale.
Che per mantenersi toniche e fighe lo sanno tutti, la fortuna non basta.
Temevo gia che la massaggiatrice, un donnino di 42 kg che ricorda nelle dimensioni Linda Hunt mi domandasse, con finto disinteresse "Poison, mi ha messo su qualche chiletto?" così mi sono portata avanti col lavoro e, prima che potesse proferire verbo le ho detto "Maresa, in queste feste mi sono sfondata di cibo, lo troverà tutto sul girovita e sui glutei", così lei si è messa a ridere e non ha osato infierire.
Prima di me, si fa massaggiare la signora Adelaide, pimpante 85enne dai capelli rosso fuoco, sempre in perfetto ordine, abbastanza lucida e con un carattere di merda.
Quando io arrivo il suo turno è già finito, ma resta sul lettino ancora un quarto d'ora per rilassarsi, prima di tornare a casa. E, dall'altra cabina, quando non si addormenta, parla con la massaggiatrice, che si sta accanendo sulle mie chiappe flaccide toniche. Ma che dico toniche? Marmoree.
Ieri sera ad un certo punto esordisce con "Maresa, ho fatto il mio tempo?" che mi ha fatto troppo ridere e ho dovuto trattenere a stento un "Adelaide, minchia, hai 85 hanni, hai voglia se l'hai fatto!"
E niente.
Appena arrivata a casa ho ricevuto una splendida notizia, che mi ha messo davvero di buon umore.
E poi mi sono acciambellata sul divano a (ri)guardare Il profeta. Ma temo di essermi addormentata. Per poi svegliarmi all'1.30. La tv era ancora accesa. Così ho guardato non una, ma due puntate di Breaking Bad. Capendo per quale motivo io non ne abbia mai vista una: perchè a quell'ora solitamente dormo. Però non mi è sembrato affatto male.
Anzi.
Adesso ho un impegno concreto: dovrò porre rimedio alle mie lacune e recuperare la serie.
Fanculo. 

7 gen 2013

Nicolas Cage Day


Non starò a descrivervi il mio stupore quando, il 2 gennaio, ricevo (ricevetti) una mail da Frank Manila in persona. Mi spiega che oggi, in alcuni blog di cinema, si organizza una specie di evento blogghistico? bloggheristico? bloggaro? boh? fate voi, è lo stesso, e mi invita a partecipare. Avete letto bene, blog di cinema. Eh, lo so. Voi credevate che questo fosse un blog di cazzate, eh? Anche (o soprattutto), ma non solo.
Essendo nato nel 1964 (come la tenutaria di questo blog) oggi, nel giorno del suo 49esimo compleanno, qua si celebra nientepopodimeno che quel grandissimo interprete che risponde al nome di Nicholas Kim Coppola, per gli amici Nicolas Cage. L'uomo che se Clint Eastwood aveva due espressioni, lui ne ha più o meno mezza: occhioni sgranati e fissità dell'ottuso.
Ah no, scusate, è un post celebrativo, e ho promesso a Frank Manila che avrei fatto la brava. O che ci avrei provato, se non altro.
In fondo il nostro eroe ha pure vinto un Oscar, e mica come miglior effetto speciale per il suo parrucchino. No, l'ha vinto come miglior attore protagonista. Non che sia molto significativo, se stai a vedere. Del resto l'ha vinto pure Roberto Benigni: d'accordo che io sono abbastanza boccalona e disposta a credere un po' a qualunque cosa mi venga raccontata, ma se mi dite che Roberto Benigni è un attore da oscar, posso credere un po' a tutto: Simona Ventura simpatica, Giuliano Ferrara anoressico, Justin Bieber cantante, Renzo Bossi laureato.
Però Nicolas Cage l'oscar l'ha vinto davvero. E ha pure la sua bella stella sulla Hollywood Walk of Fame, voi ce l'avete?
La cosa curiosa è che Nicolas Cage non mi è mai piaciuto.
Ma ciò nonostante credo sia il mio attore non-preferito di tutti i tempi di cui ho visto una quantità di film quasi imbarazzante:
  • Rusty il selvaggio ? visto.
  • Cotton Club ? visto. 
  • Birdy - Le ali della libertà ? visto
  • Peggy Sue si è sposata ? visto. 
  • Arizona Junior ? visto. 
  • Stregata dalla luna ? visto. 
  • Apache pioggia di fuoco ? visto. 
  • Cuore selvaggio ? visto. 
  • Cara, insopportabile Tess ? visto. 
  • Può succedere anche a te ? visto. 
  • Via da Las Vegas ? visto. 
  • The Rock ? visto. 
  • Con Air ? visto. 
  • Face/Off  ? visto.
  • La città degli angeli ? visto. 
  • Omicidio in diretta ? visto
  • 8mm - Delitto a luci rosse ? visto. 
  • Fuori in 60 secondi ? visto. 
  • The Family Man, ? visto. 
  • Windtalkers? visto. 
  • Il genio della truffa ? visto. 
  • Lord of War ? visto. 
  • Segnali dal futuro ? visto. 

  • Pensa se mi piacesse.
    Dopo questa inutile premessa (e dire che una volta mi vantavo di possedere il dono della sintesi: chissà dove l'ho abbandonato!) veniamo al film. Che, per qualche bizzarra combinazione, è pure l'unico film con Nicolas Cage che ho recensito sul blog, in tempi non sospetti. Lo vidi a casa di un amico in una serata sesso & divano. Quindi è possibile che mi sia persa qualcosa. Se sono in grado di raccontarvi il film, che dura due ore, direi almeno un paio di orgasmi.
     
    S E G N A L I    D A L    F U T U R O
     
    Il film inizia nel 1959, dove, in una scuola, la maestra chiede agli alunni di preparare dei disegni da infilare in una capsula del tempo, che verrà riaperta dopo 50 anni. Fra gli alunni c’è Lucinda, bambina cupa e introversa (provate voi a vivere con delle voci che vi bisbigliano in continuazione cose nella testa) che, invece di disegnare astronavi e dischi volanti, come la maggior parte dei suoi compagni, compila una fitta serie di numeri apparentemente senza alcun significato.
    Oh, ma che combinazione(1), siamo nel 2009.
    Ci tocca riaprire la capsula del tempo.
    Combinazione per combinazione(2), la scuola è la stessa frequentata da Caleb, il figlio del nostro protagonista, vedovo impegnato in una relazione nemmeno troppo clandestina con una bottiglia di whisky, insegnante di astrofisica al M.I.T.
    Combinazione(3) a suo figlio capita proprio la busta contenente il lavoro di Lucinda.
    Che John/NicolasCage (non fatevi trarre in inganno dal fatto che al suo confronto sembra espressivo anche Chuck Norris, in fin dei conti il nostro eroe insegna astrofisica al MIT, mica vende noccioline allo stadio), dopo averci appoggiato casualmente un bicchiere di whisky sopra, scopre essere una sequenza di date in cui sono avvenuti disastri, incidenti, sciagure, attentati, terremoti, esplosioni, concerti di Eros Ramazzotti,  insomma, le peggio sfighe vi possano venire in mente, corredata dall’esatto numero di vittime oltre all’esatta individuazione del luogo, indicata con le precise coordinate di latitudine e longitudine. Oltre alle tragedie passate, combinazione(4) ci sono anche sciagure che devono ancora verificarsi. E dopo che – combinazione(5) – John si troverà nel luogo in cui è prevista la prossima disgrazia e questa avviene puntuale sotto i suoi occhi, inizia a volerci capire di più, e si mette alla ricerca di Lucinda, riuscendo a trovare Diana e Abby, rispettivamente figlia e nipote di Lucinda. Nel frattempo anche il figlio di John a sentire le voci... oltre a vedere presenze inquietanti. Ovviamente l'ultima sequenza di numeri, completata da Caleb, evidentemente posseduto dall'anima de li mortacci di Lucinda, prevede la distruzione globale e totale del pianeta, e quindi inizia ad accadere di tutto e di più.
    Il finale è - a mio modesto parere - abbastanza ridicolo, con Caleb e Abby unici sopravvissuti come novelli Adamo ed Eva, e l’astronave (poteva mancare l'astronave?) che ricorda vagamente un lampadario dell’IKEA. Montato male.
    Ma, se come me amate Nicolas Cage, non è un brutto film, eh?
      

    Gli altri blogger(s) molto più competenti di me che hanno partecipato al Nicolas Cage Day sono loro, e potete leggerli qua, ammesso e non concesso che non abbia fatto casino coi link:

    5 gen 2013

    Ricordi di viaggio: la Great Ocean Road

    Credo che l'Australia sia, per molti viaggiatori, la meta dei sogni. Vuoi per la sua unicità, vuoi per la sua distanza, vuoi per i suoi contrasti, gli spazi sconfinati, gli aborigeni, i canguri, quello che vi pare, i motivi sono molteplici. Io non so dirvi esattamente quale fosse, il mio, di motivo. Dopo aver preso in braccio un koala adesso lo so. Ma il desiderio di andare in Australia era lì, da sempre. Una decina di anni fa sono riuscita a coronare il sogno e, come regalo per i miei primi 40 anni, sono andata in Australia, in compagnia di sua bionditudine.
    Come sempre il periodo che precede la partenza è il più eccitante: la ricerca del volo più economico, la programmazione dell'itinerario, i trasferimenti interni, ecc. Questo, se come me, avete l'abitudine del viaggio fai da te, che comporta l'assoluta libertà di non dipendere da nessuno, sottostare a orari, visite guidate, pranzi e cene in compagnia di gente con cui non hai alcuna intenzione di socializzare (non sono esattamente la persona più affabile del globo terraqueo). Alla fine dei preparativi, e dopo aver sfrancicato i maroni a chiunque me lo chiedesse, arrivò il giorno della partenza.
    2 giugno 2004.
    Torino - Francoforte,
    Francoforte - Singapore. Durante il volo, non avendo ancora preso l'abitudine di sedarmi pesantemente mi sono rimbambita dura giocando a Tetris. Siccome il nostro biglietto ci consentiva uno stopover abbiamo fatto tappa un paio di giorni a Singapore, che mica ci potevamo perdere l'occasione di bere un Singapore Sling al Raffles Hotel, no? Un contrasto fra antico e moderno, templi induisti e pagode cinesi, grattacieli e vecchie case coloniali, oltre alla mango salad più piccante dell'universo mondo.
    Abbandoniamo Singapore e voliamo in Australia. A Melbourne. L'impatto con l'inglese parlato dagli australiani è stato a dir poco traumatico. Fai conto che il tuo interlocutore stia masticando un intero pacchetto di BigBabol e, inavvertitamente, abbia scordato di togliersi l'apparecchio. Ok, il mio inglese è abbastanza scarso, ma sono sempre stata in grado di sostenere una conversazione elementare senza dover ricorrere all'aiuto di un interprete. Di fronte agli addetti ai controlli, che ci chiedevano se nei bagagli o addosso avessimo cibo o terra (?) io e la bionda ci guardavamo basite, chiedendoci cosa cazzo mai ci stessero domandando. Non ricordo come ne venimmo fuori, ma alla fine riuscimmo anche a prendere il primo volo interno per Adelaide.
    Dopo qualche giorno ad Adelaide e dintorni, con un autobus notturno siamo tornate a Melbourne. Gli autobus notturni sono un mezzo abbastanza pratico ed economico per gli spostamenti in Australia. Viaggi tutta la notte, spesso in mezzo al nulla,con compagni di viaggio il più delle volte parecchio bizzarri, e al mattino dopo ti ritrovi a destinazione, hai male a zone del corpo che ignoravi di avere e le tue occhiaie hanno raggiunto dimensioni tali da aver bisogno del permesso di soggiorno.
    Da Melbourne parte la Great Ocean Road, lunga strada panoramica che costeggia per buona parte l'oceano, e noi decidiamo di noleggiare un auto per percorrerla.
    Una fantastica Hyundai Elantra color vomito di birra metallizzato.
    Siamo state in Australia quasi un mese. Provate a dire quanti giorni di pioggia abbiamo trovato? Uno. Quello. Il giorno in cui avevamo deciso di farci 500 km di strada panoramica.
    Partiamo. Da Melbourne a Geelong, la GOR inizia ufficialmente lì. Il primo tratto, fino a Torquay, non è niente di che. A Torquay facciamo una sosta, sotto la pioggia. Proseguiamo verso Lorne, deliziosa località di villeggiatura, che - sotto la pioggia - non ci sembra così deliziosa. Ci fermiamo a mangiare ad Apollo Bay. Il tempo sembra migliorare, tanto che, lungo la strada, possiamo ammirare uno splendido arcobaleno. Dico alla bionda: "ci fermiamo a fare una foto?". E la bionda, aka ordine e disciplina, rispose: "abbiamo ancora 150 km di strada panoramica, sai quante altre occasioni per fermarci troveremo?". Nel frattempo, un vecchio su un'imbarcazione carica di animali (tranne due leocorni) ci sorpassa. Probabilmente sta dicendo "al mio segnale scatenate il diluvio". Dopo Apollo Bay la GOR si allontana un po' dalla costa e si addentra in un tratto di foresta. Ed è lì che - sotto la pioggia - un poliziotto ci ferma, mi fa il test etilico e, dopo essersi accertato che ero sobria, ci consiglia di accendere le luci, che di lì a poco avremo trovato nebbia. Sì, esatto. Sotto la pioggia. Sulla strada panoramica.
    Alla fine, sempre sotto la pioggia, arriviamo nel punto panoramico da cui, in teoria, è possibile ammirare, in tutto il loro splendore, i 12 apostoli. Non sta piovendo: di più. Scendiamo comunque per scattare due foto. Siamo arrivate fino lì per vedere i 12 apostoli, mica puoi guardarli dall'interno di una Hyundai Elantra color vomito di birra metallizzato, ti pare? Poco importa se i 12 apostoli non si vedono perché c'è un tempo di merda e tu credi di scorgerne un paio, fra il cielo plumbeo, le nuvole e l'oceano, che hanno tutti lo stesso colore. Grigio, appunto. Risaliamo in macchina. Siamo bagnate come due trote da allevamento. Nel frattempo ha smesso di piovere: adesso diluvia. Arriviamo a Port Campbell e ci fermiamo a bere un te per riscaldarci. L'ideale sarebbe un giro in un'asciugatrice. Decidiamo che non ha alcun senso proseguire e rientriamo a Melbourne, attraverso una strada interna, che si addentra in foreste scurissime, come in un horror di serie b. Anche perché alla guida di un Elantra non è che puoi pretendere pure l'horror coi controcazzi. Buio pesto, non si vede una mazza fionda. Due auto mi si piantano al culo e mi fanno fare strada, provo più volte a rallentare ma questi di sorpassarmi non hanno alcuna intenzione. Chiamali scemi. Credo di aver contribuito all'estinzione di una dozzina di specie di rane più o meno endemiche, con tutte quelle che ho spataccato sull'asfalto, ma erano così tante che, anche mettendoci tutta la buona volontà, era davvero impossibile evitarle.
    Ancora oggi io e la bionda ricordiamo quel giorno come quello in cui, durante il viaggio, decidemmo di passare la giornata in albergo.
    Perché potrebbe sempre esser peggio. Potrebbe piovere.


    4 gen 2013

    The master

    "Se trovi il modo per vivere senza un maestro, faccelo sapere"

    Lo dico subito?
    Lo dico subito. Mi sono addormentata.
    Mi giustifico?
    Mi giustifico. Avevo dormito tre ore, perchè mi ero intrattenuta con Harry Hole. Che insomma, se hai a che fare con un maschio bianco di razza caucasica alto 1.90 che sfoggia magliette dei Joy Division e dei Violent Femmes, non so voi, ma io difficilmente lo lascio andare via così.
    La verità?
    La verità è che sono una cialtrona, e che se vado a vedere un film di due ore abbondanti, che inizia alle 21.45, dopo aver dormito tre ore, e, non paga, ci vado con una pizza che ha appena iniziato la sua fase digestiva, pochi cazzi, io m'addormo.
    Detto ciò, probabile che darò una seconda chance al film, perchè voglio capire se vederlo tutto riuscirà a farmelo apprezzare di più o se proprio non è un film nelle mie corde di spettatrice disincantata e (fin troppo) razionale, e scettica per tutto quanto concerne sette o presunte tali, indottrinamenti e manipolazioni.
    Coadiuvato da una fotografia splendida e abbagliante, il film inizia presentandoci Freddie Quell, un marine alla fine della seconda guerra mondiale, che, in un pomeriggio di libera uscita in spiaggia, mima un rapporto sessuale con una donna di sabbia fra l'imbarazzato sconcerto dei suoi commilitoni, finendo per masturbarsi ossessivamente sul bagnasciuga.
    Freddie è un essere istintivo e primordiale, in preda alle sue ossessioni, che, alla fine della guerra, durante i test attitudinali a cui i reduci vengono sottoposti, messo di fronte alle macchie di Rorschach individua, nell'ordine, una figa, un cazzo che entra in una figa e un cazzo rovesciato. Totalmente allo sbando, infuriato e in balia dell'inquietudine, dedito a bere intrugli improponibili che lui stesso prepara, una sera sale su una nave dove si sta svolgendo una festa, e qua conoscerà Lancaster Dodd, ambiguo e carismatico leader del movimento "La Causa", un'organizzazione di stampo fantascientifico/religioso, che crede nelle esistenze precedenti e che ha, fra i suoi scopi, la necessità di annientare il lato animalesco e selvaggio dell'individuo. Dodd riconosce in Quell la "cavia" (o vittima, o allievo, o seguace) perfetta, terreno fertile per compiere, attraverso test, rituali e formule più o meno ortodosse, il suo processo di manipolazione nei confronti dei suoi seguaci. In questo percorso Dodd è aiutato dalla moglie Peggy, donna di ferro solo apparentemente docile, che, da dietro le quinte, controlla La Causa.
    Il rapporto tra Dodd e Quell, dall'immediata intesa e attrazione reciproca è quasi morboso, evolve ed involve, tra fughe e ribellioni e riappacificazioni, fino ad un finale che ti lascia la libertà di decidere.
    Amy Adams nel ruolo di Peggy, e il sempre grande Philip Seymour Hoffman nel ruolo di Dodd sono fantastici, ma Joaquin Phoenix nella parte di Freddie è semplicemente IMMENSO. E, in quanto tale, DEVE vincere l'oscar.

    3 gen 2013

    A volte ritornano

    in ufficio.
    Dopo 11 giorni a casa confesso che ieri mattina il suono della sveglia un po' mi ha infastidito.
    Però, armata delle migliori intenzioni, mi sono alzata al suono della seconda (la prima è propedeutica al risveglio, la terza è il segnale d'allarme del ritardo imminente), e ho fatto tutte le cose con calma. Come dovrebbe essere sempre. Ma come spesso e volentieri non è.
    Le scuole e molti uffici ancora chiusi mi hanno regalato la strada deserta. E l'aumento del pedaggio autostradale. Son soddisfazioni.
    Arrivo in ufficio, parcheggio, vado a fare colazione al bar, e, impregnata di ottimismo, immaginandomi una giornata tranquilla (è pur sempre il 2 gennaio) passo addirittura in edicola a comprare il giornale.
    In ufficio io e un paio di colleghi.
    Della Bionda Collega Surfista dalle Tette Rifatte nessuna traccia.
    Alle 9.10 (l'orario di entrata è entro le 9.00) mi manda un messaggio su uazzapp: "Arrivo alle 9.30"
    Rispondo OK altrimenti poi si preoccupa che non abbia ricevuto il messaggio.
    Sulla scrivania ho una montagna di corrispondenza da smistare. Tutta quella arrivata dal 22 dicembre in poi. Un classico lavoro di concettA che solitamente non mi compete, ma la collega preposta è ancora in ferie,e quando lei non c'è pare che io sia l'unica deficiente disposta a sobbarcarsi l'onere.
    Praticamente ho smistato corrispondenza per tutta la mattina, due coglioni che levati.
    BCSdTR ha fatto il suo trionfale ingresso in ufficio alle 10.45.
    E dopo aver acceso inutilmente il PC, ha iniziato a telefonare. E io, per tutto il giorno, ho avuto nelle orecchie la sua voce che parlava di: onde, tavole, spiagge, muri (d'acqua), Tenerife, Levanto, botox, Levanto, Tenerife, muri (d'acqua), spiagge, tavole, onde.
    Ogni tanto entrava il mio collega a portarmi un caffè, e si fermava a scambiare due parole. Lei, disturbata dalle nostre voci (!) usciva per proseguire la telefonata in corridoio. Io e lui ci guardavamo senza dire una parola.
    A fine giornata ero stanca di sentirla. Quando è uscita sono rimasta in ufficio ancora un quarto d'ora a godermi il silenzio.
    Arrivata a casa sono finalmente riuscita anche a leggere il giornale. Che conteneva un'intervista a Steve Buscemi, fra l'altro.
    In compenso adesso ho la prova provata che quando Francesco De Gregori cantava "hanno pagato Pablo, Pablo è vivo", diceva la verità.
     
     

    2 gen 2013

    Confessioni

    "Come mai non hai una sedia per gli ospiti, Harry?"
    "La gente arriva al punto più velocemente quando deve restare in piedi."

    (Il pettirosso, Jo Nesbø)
     
    Lo conosco da un paio di giorni, ma io, Harry Hole, lo amo già.

    1 gen 2013

    2012 in pillole

    G e n n a i o:
    anche quest'anno il tuo capo non ti ha dato l'aumento. Decidi di fare sesso sulla sua scrivania. Non con lui, ovviamente. A fine mese, vai in vacanza ai Caraibi.
    F e b b r a i o:
    nevica e fa freddo, con grande sconcerto di studio aperto. Ti muore uno zio. Te ne restano giusto un paio, le zie le hai finite l'anno prima.
    M a r z o:
    torni a casa un sabato sera e trovi tua madre caduta sulle scale, in una pozza di sangue che non riuscirai a pulire (grazie, Mirella). Il lunedì pomeriggio tua madre non c'è più.
    A p r i l e:
    gli amici ti coccolano più del solito, fai cose, vedi gente, riprendi in mano la tua vita.
    M a g g i o:
    torni a Roma dopo anni. Ti affascina sempre. Succede una cosa ai confini della realtà: 3 giorni a Roma senza fare shopping. Ti preoccupi, ma non lo dai a vedere. A fine mese a Milano conosci un tipo molto interessante a cui la daresti al volo. Peccato che lui non te la chieda.
    G i u g n o:
    ti arriva una multa per aver bruciato un semaforo rosso. Devi ancora capire se ti girano più i coglioni per i 6 punti sulla patente o per i 160€ di sanzione. Ti fai un tatuaggio per non perdere il vizio. Iniziano gli europei e tu e la bionda partite per le vacanze in Bretagna e Normandia.
    L u g l i o:
    vai in giro, prendi molta pioggia, balli scalza in un prato, rivedi gente, ti regalano la sigaretta elettronica. Non riesci a capire cosa ci trovino tutti di così appassionante, dato che fumarla è piacevole tanto quanto fare un pompino a un vibratore.
    A g o s t o:
    c'è il sole e fa caldo, con grande sconcerto di studio aperto. In questo mese sei solita combinare danni, ma senza darlo a vedere. Fra le altre cose compi 24 anni. Per la seconda volta. Ceni un paio di volte nel cuneese. Dormi anche un paio di notti nel cuneese. Vai qualche giorno in montagna. Sconfini un paio di volte in Francia. Ospiti un paio di giorni la Quaglia e il Grillo e la cosa ti piace molto, nonostante sia stata così breve. Passi un altro paio di notti a Cuneo. La bionda collega surfista dalle tette rifatte prende tre mesi di aspettativa e si scava dal cazzo. Godi parecchio, ma non lo dai a vedere.
    S e t t e m b r e:
    vai una settimana in Grecia. Riesci anche a leggere un paio di libri. Cosa che quest'anno è degna di nota. Negativa, ça va sans dire. Passi una giornata alle terme a Milano con tua cugina che finalmente si sta separando. Se "finalmente" vi sembra brutto, è perché non conoscete il suo quasi ex marito.
    O t t o b r e:
    vai molto al cinema, fai un altro tatuaggio, a fine mese voli ad Istanbul.
    N o v e m b r e:
    torni da Istanbul, prendi una settimana di ferie per goderti il Torino Film Festival. Ogni tanto ti senti sola, ma cerchi di non darlo a vedere.
    D i c e m b r e:
    tre mesi passano in fretta e la BCSdTR torna in ufficio. Te ne fai una ragione e il 7 dicembre prendi un giorno di ferie e festeggi S.Ambrogio a Milano con una mezza dozzina di blogger. Sono tutti più giovani di te e due terzi potrebbero tranquillamente essere tuoi figli, ma fai finta di niente. Dormi in un letto coperto da un piumone dell'Inter. Torni da Milano e ti ammali. Sospetti sia colpa del piumone nerazzurro. Dopo sette anni che non succedeva stai a casa in malattia. Arriva il 21 dicembre e il mondo non finisce. Ceni con gli amici. Bevi molto. Tanto per cambiare. Per una volta non sei tu a dormire a Cuneo ma è Cuneo a dormire da te. Arriva Natale e ti fai adottare dalla famiglia di sua bionditudine. Mangi come una maiala. O, facilmente, sei una maiala, e, anche se non lo dai a vedere, lo fa il tuo giro vita.
    31 dicembre. Non hai voglia di uscire. In fondo è lunedì. E tu non esci mai, di lunedì. Tanto il 2013 arriva comunque.
    A tutti voi, che mi leggete e che mi tenete compagnia, buon anno.