19 marzo 2019

The house that Jack built - Lars Von Trier

 
Per qualche strano motivo, Lars Von Trier non è un regista come gli altri. Quindi, se dovesse mai capitarti di parlare di Lars Von Trier sappi che sarai obbligato a prendere posizione: o lo ami o lo odi. A me, sinceramente, di prendere posizione nei suoi confronti fotte sega. E trovo che odiare (o amare) qualcuno che non si conosce né mai si conoscerà, sia un inutile spreco di tempo e di energie. Posso dire che, a giudicare da quello che viene riportato sui giornali, come uomo lo trovo abbastanza ripugnante, ed è probabile che non sia  la persona più simpatica del pianeta, ma sai che c'è? Sti cazzi. In fondo mica ci devo uscire a cena e/o andare in vacanza. Lui fa film e io, se ho voglia, li vado a vedere. Ha fatto film che mi sono piaciuti, altri meno, altri non li ho visti perché non ne avevo voglia, esattamente come per i lavori di un sacco di altri registi per i quali, sarcazzo come mai, prendere posizione non è richiesto, né contemplato.
Dopo questo inutile pippone aggiungo che la censura al suo ultimo film la trovo alquanto ridicola, visto che stiamo parlando di un film vietato ai minori di 18 anni. Detto ciò, ho visto quella che dovrebbe essere la versione integrale in lingua originale. E, con la smargiassa ignoranza che mi contraddistingue mi sento di dire che, ad esempio, l’ultimo film di Fatih Akin, The Golden Glove, è molto più rivoltante e disturbante di quanto non lo sia The house that Jack built. Che, per inciso, è talmente sopra le righe che a volte ti strappa anche una risata. Aggiungo anche che fa un po’ male vedere Bruno Ganz e sapere che non lo rivedrai mai più, mentre è un piacere rivedere Matt Dillon, di cui conservo questo poster appeso in cantina, in ottima forma. 


Matt Dillon ovviamente è Jack, un ingegnere che si crede un architetto, con un disturbo ossessivo compulsivo, che inizia la sua carriera da serial killer dopo aver ucciso con il cric una donna rimasta in panne con l’auto: la scena è semplicemente fantastica per il dialogo surreale, perché la donna (Uma Thurman) inizia una discussione con Jack parlando del jack (il cric). E, a tal proposito...


E poi il film continua, con Jack che racconta i suoi omicidi, come fossero opere d'arte, parlando con Verge (Ganz), che lo accompagna in un crescendo di allegorie, citazioni ed autocitazioni, in quella che è la sua discesa agli inferi.
L'ultimo film di Lars Von Trier è un grande film, che ti fa uscire dalla sala contento e frastornato. E con la certezza (parlo per me ovviamente) che forse non hai capito tutto tutto tutto. Ma quello che hai capito, o hai pensato di aver capito, è riuscito comunque a soddisfarti. 
Anche se non ami Lars Von Trier. 
Ma nemmeno lo odi. 


11 commenti:

  1. Anche io ho visto il film in lingua originale, chiedendomi come avrebbero reso il gioco di parole sul cric, ma tanto il problema era a monte: dopo che hai già tagliato un film censurato, se lo pialli con un doppiaggio a cui mancano queste sfumature, ormai il danno era già stato fatto. Poi poco importa che ci siano in giro film con contenuti anche più forti di questi, Lars “amami / odiami” Von Trier ha sempre un trattamento speciale.

    Mi fa piacere leggere che non sono l’unico che ogni tanto ridere con le trovate di Lars, temevo di dover già spendere tutto dallo psicologo ;-) Cheers!

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    1. No, ma infatti, come la doppi una scena del genere?
      E comunque ti posso assicurare che non siamo gli unici ad aver riso. Anche se quella seduta accanto a me, tra un sonnellino e l'altro, mi guardava in un modo strano...

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  2. Anch'io sono in bilico tra l'amare ed odiare Lars Von Trier, ma vedrò ugualmente il film e poi chissà ;)

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    1. Questo film, a mio parere, è davvero notevole. :)

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  3. Su Trier non mi esprimo… ^^'
    Su questo film, beh, quel tipo di auto-celebrazione che su di me non fa presa.

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    1. A me tutto sommato non è dispiaciuto, c'è dentro un sacco di roba, oltre all'auto-celebrazione! :)

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  4. C'è da temere ogni nuovo film di von Trier solo per i partiti pro e contro che si scatenano... per fortuna si può tranquillamente soprassedere e guardarsi il film, effettivamente non così truculento da meritare troppe censure, con quell'umorismo nerissimo che ha fatto ridere e sorridere pure me.
    Nelle strane folli riflessioni di Jack c'ho sguazzato con piacere, anche se, se me lo si chiede, gli ho preferito Nymphomaniac.

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    1. Sì, ma infatti... sulla censura sono assolutamente d'accorto, decisamente immotivata.
      Di Nymphomaniac avevo apprezzato la prima parte, la seconda mi aveva un po' annoiato.

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  5. Non sono riuscita ad andare a vederlo, e mi sa che in sala non c'è più!!
    Detto ciò, Lars a volte lo amo, a volte lo ignoro, tutta sta manfrina del con o contro mi sta antipatica.

    Edit: ho controllato, non c'è più. Devo sperare in qualche rassegna estiva :(

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    1. Ah, mannaggia, peccato. Per il resto direi che la pensiamo allo stesso modo!

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  6. Oh, finalmente una che, come me, guarda un film di Von trier senza preoccuparsi di prendere posizione. E senza vergognarsi di ridere delle mattane di Jack o__o

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