19 luglio 2018

Praga all'improvviso

Verso la fine di maggio mi scrive su whatsup Sua Bionditudine: "che ne dici di un week end a Praga a metà giugno?" 
La mia risposta, dovuta in parte alla formazione classica, in parte all'educazione elisabettiana, è stata: "Minchia sì!"
Eravamo state a Praga nel 1992. 
Mi ricordavo una città bellissima, e, siccome era marzo o giù di lì, anche un freddo maiale. 
Posso confermare che la città è tuttora bellissima, ma, complice l'assenza del freddo maiale - siamo pur sempre a giugno - è piena di gente. Quando dico PIENA, intendo TROPPO PIENA. Quando dico gente intendo BRUTTA GENTE. 
Lo so, non è un atteggiamento di pace e tolleranza il mio, anzi, diciamolo, sembro una fottutissima snob con la puzza sotto il naso. Ma è più forte di me, non ci posso fare niente. La gente è brutta. E non mi piace. E, che si sappia, sono effettivamente una fottutissima snob di merda. Perché le cose prima o poi bisogna pur dirle.
Siamo partite venerdì 15 giugno alle 19.55. Sul nostro volo EasyJet Malpensa-Praga c'erano almeno 4 gruppi di maschi in tenuta da addio al celibato con tanto di parrucche, un paio di gruppi di ragazze per l'addio al nubilato oltre ad un gruppo di 50enni tutti con la stessa maglietta "born in 1968". Tralasciando il fatto che molti del gruppo secondo me baravano perché ce n'erano almeno un paio che sembravano mia nonna, ma davvero hai 50 anni e devi andare in gita con la maglietta che ti identifica a) come cinquantenne b) come un enorme coglione? Non ti vergogni nemmeno un pochino? 
Ovviamente all'atterraggio hanno applaudito tutti. 
Comunque. 
All'aeroporto ci sono venuti a prendere e ci hanno accompagnato in hotel.
Abbiamo soggiornato al Deminka Palace. Lo so, il nome è equivoco e si presta a simpatici calembour. In compenso il palazzo è molto bello e noi eravamo in una junior suite, perché,come abbiamo stabilito poc'anzi, sono snob.


La posizione dell'hotel non è esattamente "centralissima", (siamo nella "città nuova"/Nové Město) ma si trova comunque dietro il museo Nazionale (Národní muzeum) e a due passi da Piazza San Venceslao. 
Che, se siete stati a Praga lo saprete, non è propriamente una piazza, ma un largo viale alberato in salita. O in discesa, a seconda di come preferite affrontarlo. 
Abbiamo deciso che avremmo impostato la vacanza all'insegna della morigeratezza, quindi, visto che era già tardi, abbiamo saltato la cena e siamo andati a farci una birra. 
La birra ceca è una pils leggerissima e dal sapore delicato. Mi pare inutile specificare che scende benissimo.
Sabato
Sveglia doccia e colazione in hotel e via, verso la città vecchia (Staré Město), il cui centro è Staroměstské náměstí (Piazza della Città Vecchia), dove si trova il famosissimo orologio astronomico. Che, al momento è in ristrutturazione, quindi non si vede. In compenso è coperto da un monitor che mostra in loop l'orologio astronomico stesso, che viene incredibilmente fotografato e filmato da tutti. Noi siamo saliti sulla torre, da cui si gode una vista spettacolare. L'ingresso costa 250czk (circa 10€) e si sale comodamente con l'ascensore. Che, fra l'altro, è pure bello da vedere. 




Complice la colazione abbondante abbiamo saltato anche il pasto e abbiamo camminato un po' a caso lungo le vie del centro storico, perchè, nonostante la città sia davvero brulicante di persone, basta spostarsi appena un po' per ritrovarsi in vie assolutamente deserte. Discorso che ovviamente non vale per il Ponte Carlo, che collega Staré Město a Malá Strana, e che è pieno di gente a qualunque ora del giorno. 
Ci siamo fermati in un grazioso bar sotto il ponte, per reidratarci con il nostro primo birrino della giornata.
Siccome la colazione in hotel è un ottimo modo per risparmiare, nonostante fosse ora di pranzo nessuno aveva fame, e così, dopo la sosta pivo ci siamo incamminati, costeggiando la Moldava, verso il parco Kampa, dove potete ammirare delle deliziose statue di bimbi con la faccia da culo.
E no, non dico tanto per dire.





All'interno del Kampa c'è il Kampa Museum, che attualmente ospita, tra le altre cose, una mostra fotografica di Cecil Beaton. Pur non essendo un "fotografo" che amo particolarmente, era pur sempre un'occasione per fare un giro al museo. La visita vi porterà via - a esagerare - mezz'ora. Ma potete anche lasciar perdere, ascoltatemi.
Visto che non abbiamo cenato ieri e pranzato oggi, ci sembrava doveroso fare almeno merenda, così ci siamo fermati al Cafè Savoy, locale in stile belle epoque, che, tra le altre cose, offre ottime e abbondanti colazioni, volendo anche Full English o American breakfast
Si trova in Vítězná 5, e i prezzi sono assolutamente accettabili.
Io ho preso uno Strudel, ma avrei tranquillamente potuto mangiarmi tutto l'assortimento di dolci esposti, uno più bello dell'altro.


Dopo la merenda abbiamo ripreso a camminare, ovviamente senza meta e abbiamo cenato da U Vejvodu (Jilska 4). Il locale è abbastanza "turistico", e il conto non è propriamente economico, ma se volete mangiare della buona carne siete nel posto giusto. Le costine di maiale erano semplicemente perfette. Non lo consiglierei ad un vegetariano, a meno che non si accontenti delle patatine fritte, ecco. 

Ma veniamo alle cose serie, ovvero la sosta al L'Fleur (V Kolkovně 920/5), dove ho bevuto un cocktail a base di pisco che era davvero ottimo. Il locale è bello, luci soffuse e musica di sottofondo che non impedisce la conversazione, il personale gentile ed i prezzi onesti.
Dopodiché siamo andati a dormire, pronti ad affrontare la giornata successiva.

Domenica
Anche oggi il tempo è della nostra parte, così - dopo la colazione - siamo tornate in centro e abbiamo iniziato con la visita al Mucha Museum (Panská 7), per ammirare le opere di Alphonse Mucha, che era un artista a tutto tondo, famoso - soprattutto - per i suoi bellissimi disegni art nouveau.
L'ingresso costa attorno alle 200 czk, non ricordo con precisione, e sono soldi ben spesi.


Abbiamo poi fatto un giro per il quartiere ebraico, SENZA però entrare al cimitero, perché il prezzo (cumulativo, con sinagoga e altre cose, perché NON C'E' un biglietto per entrare solo al cimitero) ci sembrava assolutamente spropositato: 530czk, ovvero quasi 20€. Anche no, ecco. Quindi, abbiamo deciso di fare una passeggiata fino al Letna Park, che abbiamo raggiunto scarpinando in salita come dei muli, e dove, una volta in cima, ci siamo concessi la prima birra del giorno. Che, dopo la salita, era assolutamente legittima. La giornata è proseguita cazzeggiando per le vie del centro, sempre cercando di evitare la folla, con tanto di cena da "Art & Food", ristorante fighetto di fascia medio-alta (rapportato allo stipendio medio praghese), dove abbiamo mangiato comunque bene.

Lunedì
Abbiamo deciso di visitare il castello, pensando, ingenuamente, che di lunedì potesse esserci meno gente rispetto alla domenica.
Probabilmente sì, non lo saprò mai, ma lassù c'era il mondo (e sua moglie). Ci siamo arrivate comodamente con il tram n. 22, scendendo alla fermata Pražský Hrad, ma se vi piace camminare in salita potete ovviamente andarci a piedi.
Per visitare il castello esistono diversi tipi di biglietti e tariffe, (Itinerario A, B, C) che ti consentono di vedere più o meno cose. Noi abbiamo optato per l'itinerario B, che consente di entrare al Palazzo Reale, alla Cattedrale di San Vito, alla Basilica di San Giorgio e nel Vicolo d'Oro. Tutto molto bello, ma, tipo nel vicolo d'oro non riesci quasi a passare da quanto è intasato di gente, e, ad esclusione forse della Basilica di San Giorgio, non è che negli altri posti vada molto meglio. A dimostrazione del fastidio, allego le uniche (significative) foto che ho fatto mentre ero lì dentro.



Finalmente siamo usciti e siamo andati a pranzo in un... ristorante messicano. Dove, se non altro, mi hanno servito un buon margarita.
Abbiamo poi camminato per il centro, fermandoci a bere una birra in uno dei tanti bar situati nei cortili interni dei palazzi. In città ce ne sono diversi, e una volta dentro, il brusio incessante quasi non si sente più. Segnalo il White Whale (Karlova 145/25, 110 00 Staré Město), molto rustico, gestori simpatici, e il Lázeňská 4 café, decisamente più "chic".
Cenato al Lokal, ristorante al piano terra di un ostello, cibo buono e porzioni abbondanti.
NB: se vi venisse voglia di ordinare un'insalata di pomodoro, tenete conto che da quelle parti, oltre ad ignorare quasi totalmente l'esistenza dell'olio di oliva, hanno la bizzarra abitudine di condirla con lo zucchero... e la cosa, oltre a sorprendervi, potrebbe non piacervi...
Per concludere degnamente la serata con un cocktail, siamo state al Parlour, locale delizioso (Krakovská 15, 110 00 Praha 1) in cui non esiste un menu, perché il proprietario sostiene che un menu sia una scelta egoistica, in quanto sottintende che tu ordini quello che lui vuole farti bere, mentre così lui viene al tavolo a chiederti, per iniziare, quale vuoi sia la base del tuo cocktail  (rum, gin, vodka, ecc), con cosa lo vorresti in abbinamento (frutta, erbe, fiori, case, animali, città), e se deve essere dolce, amaro, acido, aspro, agrodolce e via dicendo, e, seguendo le tue indicazioni, lui ti prepara cose, chiedendoti poi se sei soddisfatto del risultato e se ha capito esattamente quello che volevi.
Inutile dire che ho adorato questo posto, un oasi di pace e tranquillità nel bel mezzo del quartiere a luci rosse, che, nello specifico, non era nemmeno distante dal nostro hotel.

Al ritorno abbiamo volato con Czech Airlines, che prima ci ha anticipato il volo di mezz'ora, poi ce l'ha ritardato di mezz'ora, ci ha cambiato aereo facendoci salire su un ATR72, scombinandoci i posti assegnati e facendoci imbarcare il bagaglio a mano per le ridotte capacità delle cappelliere. Poi ci hanno caricati sui bus ma arrivati all'aereo non trovavano l'equipaggio e stavano per riportarci al terminal, insomma, quelle piccole cose da Fantozzi in gita che mi fanno sempre molto girare i coglioni.

Insomma, per concludere, per quanto Praga sia incantevole, ho deciso che i posti così affollati non fanno davvero per me, che son troppo orsa per apprezzarli.


8 commenti:

  1. Da tanto tempo medito un viaggetto a Praga, e poi chissà com'è, si cambia sempre meta. Sarà perché ho il terrore di beccare gruppi vacanze di addi celibato/nubilato? :)

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    1. Temo che a Praga sia inevitabile. Però se ci vai quando fa un freddo maiale il rischio si riduce (come le temperature). È un peccato perché la città è davvero splendida, con scorci da favola. Macon tutta quella folla finisci per non accorgertene.

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  2. comunque io te lo sto dicendo da una vita che la gente fa schifo. non sei tu che sei snob. no aspetta. è che anche io sono snob. ma la gente è brutta davvero. baci , sempre bello leggerti. Sabri

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    1. Tesoro, ma io lo so da anni che laggente sono brutti.
      E' che ogni volta non mi capacito del fatto che riescano anche a peggiorare! :)

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  3. Anche io schifo la ggente, ma siccome sono masochista, prima ho vissuto a Londra, ora a Manchester che poco popolata non e'. Comunque grazie per l'itinerario, almeno viaggio un po' con questi post!

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    1. Guarda, siccome sono masochista pur'io, il 3 agosto sarò nuovamente su un aereo (dei povery) diretto a Londra. Ma.
      Siccome temo che a Londra non ci sarà abbastanza casino, mi sposto a Brighton per il Pride! :)

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  4. Praga -primo viaggio senza genitori e poi ultima gita del liceo- è sempre stata la "mia" città. Ci sono tornata a novembre con il giovine che non c'era mai stato, trovando il freddo maiale ma anche sempre troppa gente. Forse andarci per il weekend è la soluzione che adottano tutti, forse essendo piccola è facile riempirla. Mah, la coda chilometrica al Castello sembra inevitabile.
    Resta bellissima, soprattutto la sera in cui si "sfolla", e perfetta da vivere in relax con tante pause birra, con il buio che calava alle 17 ci andavamo a nozze ;) spiace solo non aver saputo del Parlour, l'idea sembra davvero una meraviglia!

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    1. Il Parlour è un posto fantastico! Tornerei a Praga per passare li tutte le mie serate!
      Io conservo il ricordo della mia prima volta, quando era quasi difficile trovare dei ristoranti in cui cenare e il vicolo d'oro - oltre ad essere "free" - era pure deserto! E si, il fatto che comunque sia abbastanza raccolta contribuisce sicuramente a farla sembrare troppo affollata.

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