27 giugno 2018

Un week end napoletano

Siccome questo in teoria dovrebbe essere un blog di viaggi, ho deciso di raccontarvi un week end trascorso a Napoli, circa... sei/sette... mesi fa.
Ha senso scrivere un post dopo così tanto tempo?
La risposta è NO, considerato che non ricordo nemmeno cosa ho fatto ieri, ma, visto che sono comunque un'inguaribile ottimista, diciamo PROBABILMENTE NO, perché, in fondo, ci potrebbe sempre essere qualche informazione che torna utile a qualcuno, fosse anche un alieno che si è perso.
Dopo tutto Napoli mica si sposta.







Ad esclusione di una mezza giornata di tanti anni fa, non ero mai stata a Napoli. 
E così sua bionditudine ed io abbiamo deciso di porre rimedio a questa lacuna geografica sfruttando il "non ponte" del 1° Novembre scorso.
Siamo partite con il Freccarossa il 29 ottobre, approfittando del cambio dell'ora che ci ha evitato una levataccia e siamo arrivate belle belle (si fa per dire) a Napoli con un ritardo di appena 10 minuti. 
Per comodità logistica abbiamo scelto un bed & breakfast in piazza Garibaldi, ovvero vicinissimo alla stazione FS, alla Circumvesuviana e alla metropolitana. La piazza è stata recentemente ristrutturata - anche se non ancora completamente - e la zona, nonostante la vicinanza della stazione, è assolutamente tranquilla. 
Il B&B (Royal Gismonda), scelto come sempre su Booking, è nuovissimo pulitissimo, luminoso e con i letti comodi. La colazione ci veniva preparata tutte le mattine da uno dei proprietari e comprendeva un vassoio di brioches fresche, nella misura di... ehm... tre a testa. Oltre a, eventualmente, fette biscottate, marmellata, yogurt, succhi, cereali, latte, the, caffè case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale ecc.
Ovviamente se voi fate colazione con bresaola e cetrioli, a richiesta vi daranno anche quelli.
Adesso, non che io voglia in qualche modo giustificare il fatto di non avere un girovita dai tempi della cresima, sia chiaro, ma ci tengo a precisare che le brioches non erano ENORMI

Cominciamo con le banalità: Napoli è davvero molto bella. 
Dopo aver lasciato i bagagli non ci siamo dannate a cercare un posto "caratteristico" e abbiamo pranzato in uno dei tanti ristoranti che si affacciano sulla piazza, nello specifico La cantina dei Mille. Abbiamo preso due primi a base di pesce spendendo 25€. A Napoli, oltre al coperto, molto spesso conteggiano il servizio. Io ve lo dico, voi regolatevi.
Dopo il pranzo abbiamo deciso di raggiungere il centro storico, dichiarato, nel 1995, Patrimonio dell'umanità. Anche se dalla mappa sembra che la stazione sia distante, fidatevi: non lo è.
Abbiamo deciso di visitare la cappella di San Severo, prenotando la visita online prima di partire. L'accesso è consentito a piccoli gruppi e se non si prenota c'è il rischio di non riuscire ad entrare, o di dover fare ore di coda, cosa che io, se posso, evito. All'interno della piccola cappella si trova la statua del Cristo Velato. Che, anche se siete dei miscredenti come la sottoscritta, vale la pena vedere, in quanto una delle più belle sculture di tutti i tempi. Realizzata da Giuseppe Sanmartino nel 1753 su incarico di Raimondo di Sangro, che voleva “una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua”. è un'opera di rara bellezza. E se ve lo dice una che di scultura non capisce una sega, potete fidarvi.
L'idea era di cazzeggiare passeggiando lungo via dei Tribunali, quella che, nell'antico impianto urbano greco, corrispondeva al decumano maggiore. Ma, ahimè, si è messo a piovere. A me la pioggia rompe le balle anche quando sono in ufficio, figuriamoci quando sono in giro a visitare città. La cosa non ci ha impedito di mangiare una sfogliatella (1€) sedute su una panchina, come due turiste povere. E abbiamo anticipato l'ingresso alla Napoli Sotterranea, dove pioggia o sole non fanno alcuna differenza. Noi abbiamo scelto il sito di Piazza San Gaetano, il cui ingresso è situato a fianco alla Basilica di San Paolo Maggiore (www.napolisotterranea.org), ma so che c'è un altro tour sotterraneo che parte dai Quartieri Spagnoli (Vico S. Anna di Palazzo), per il quale trovate informazioni qua: www.lanapolisotterranea.it.
Io ho trovato la "passeggiata sottoterra" molto interessante, perché è un viaggio nel tempo. Da cave di tufo dell'epoca greca, passando per rete idrica degli acquedotti romani, fino a diventare rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale.
Tornate a livello strada (le gallerie scendono fino a 40 metri) ci siamo concesse uno spritz preparato in un basso (potrei sbagliarmi, ma suppongo totalmente abusivo) e servito nei bicchieri di plastica, e poi... sei a Napoli e non ti mangi una pizza?
Abbiamo scelto Le Sorelle Bandiera (Vico Cinquesanti 33), in quanto eravamo curiose di provare la pizza "geotermica". Che significa che l'impasto lievita naturalmente (18 ore) in camere tufacee.
Non so dirvi se la lievitazione nel tufo contribuisca o meno, resta il fatto che la pizza era davvero molto buona.
Lunedì 30 lo abbiamo dedicato agli scavi di POMPEI, che si raggiungono comodamente sia con la Circumvesuviana, sia con FS, e per entrambe le linee ci sono treni che partono ogni mezzora.
Come mezz'ora (minuto più, minuto meno) dura il viaggio.
I treni FS partono dalla Stazione Centrale, mentre quelli della Circumvesuviana partono da Napoli Garibaldi, che si trova SOTTO la Stazione Centrale.
Il biglietto per visitare l'area archeologica l'abbiamo acquistato online su Ticketone per evitare di fare coda alla cassa una volta arrivate agli scavi. L'ingresso costa 15€ + eventuale prevendita se decidete di comprare il biglietto online. Siamo arrivate a Pompei un po' prima delle 9.30 ed abbiamo iniziato a girare con pochissima gente attorno, cosa che io apprezzo particolarmente, vuoi perché riesci a vedere meglio le cose, vuoi perché riesci a fare delle foto decenti senza la folla in mezzo. E no. non sono capace di toglierla con photoshop.
Alla fine del nostro giro - durato quattro ore abbondanti, anche se volendo ci si può stare tranquillamente tutto il giorno -  eravamo molto soddisfatte. Io volevo vedere Pompei da quando avevo sei anni, e non c'ero mai riuscita!!! Siamo quindi tornate a Napoli, siamo salite al Vomero e da lì alla Certosa San Martino (ingresso 6€) da cui si gode un bellissimo panorama.

La cosa negativa di viaggiare in autunno inoltrato è che alle 5 praticamente è già buio, i musei e le attrazioni chiudono prima e tu ti ritrovi a dover far arrivare ora di cena inventandoti qualcosa.
Noi abbiamo ovviato al problema fermandoci una sera in piazza Bellini e una sera in via Toledo a prendere un aperitivo. Lo so, a volte la vita è dura.

Se la salita l'abbiamo comodamente effettuata in metropolitana (fate un giro nella metro di napoli, alcune stazioni, come ad esempio Toledo, sono davvero belle), scendendo a Vanvitelli, per "tornare giù" abbiamo scarpinato lungo la Pedamentina San Martino: 414 gradini che collegano la Certosa a Corso Vittorio Emanuele. Per farvi un esempio scemo, a me ha ricordato la versione pedonale di Lombard Street a San Francisco.
Comunque, dopo l'aperitivo, abbiamo cenato in Piazza Dante, "al 53". Se avete taaaaaaaanta fame, questo è il posto giusto: le porzioni non sono abbondanti: di più. Noi abbiamo ordinato un antipasto (in due) e ci siamo viste consegnare un piatto enorme di fritto napoletano che un po' ci ha intimorito. Quindi un piatto di pasta patate e provola a testa. Insomma, ve la faccio breve: abbiamo fatto fatica a finirlo e siamo tornate in camera rotolando, dopo aver pagato un conto da 22€.

Martedì 31 ci siamo dirette con tutta calma al Monastero di Santa Chiara (tengo ‘o core scuro scuro…) (anche qua l'ingresso costa 6€), il cui chiostro maiolicato credo non abbia bisogno di presentazioni. Uscite dal complesso monumentale abbiamo cercato un posto per il pranzo, e la scelta è ricaduta sull'ottima Trattoria San Ferdinando, piccolo locale caratteristico, frequentato dai locali, per i quali vi consiglio la prenotazione.
Abbiamo poi deciso di visitare il Cimitero delle Fontanelle (via Fontanelle 80), un immenso ossario che si trova nel quartiere Sanità, e che ospita, in una cava di tufo, i resti di circa 40.000 persone, principalmente le vittime della peste del 1656 e del colera del 183. Se siete di quelli a cui le ossa fanno impressione potreste trovarlo un po' inquietante. Siamo poi tornate in centro, per un doveroso giro tra piazza Plebiscito e via Chiaia (ottima per lo shopping) che abbiamo concluso, siccome come ben sapete sono una romanticona, ammirando il tramonto da Castel dell'Ovo.
Direi che ci è andata abbastanza bene.


Abbiamo cenato - molto bene - da Donato, che si trova in una traversa di Piazza Garibaldi (via Silvio Spaventa, 41) e ci era stato consigliato dal gestore del nostro B&B, ma non eravamo riuscite a trovare un tavolo libero le altre sere.
Proprietario e camerieri simpatici senza mai essere invadenti, ci siamo trovate molto bene, quindi, se vi trovate dalle parti della stazione, tenetelo a mente.
Il giorno dopo era ora di tornare a casa, ma con tutta calma, perché avevamo il treno alle 14.00.
Quindi abbiamo trascorso la mattinata in giro per il centro, entrando e uscendo da alcune chiese che avevamo ignorato in precedenza, e poi camminando senza meta per Forcella.
Prima di andare in stazione siamo passate in una gastronomia a comprare una mozzarella da portare a casa, che sembra brutto tornare senza, e a farci preparare un panino per il viaggio, nello specifico con provola fresca e friarielli. L'alternativa era il panino di plastica marchiato Trenitalia, ma quando si tratta di cibo divento incredibilmente snob. Purtroppo non avevo mai assaggiato la provola fresca. E temo che, molto più purtroppamente, difficilmente mi ricapiterà di mangiarla, a meno che io non torni a Napoli. Però, se qualcuno conosce qualche pusher che la spaccia qua a Torino, gli sarei molto grata se me lo facesse gentilmente sapere, anche mantenendo l'anonimato. 

6 commenti:

  1. Non so se è normale, ma di tutto quello che hai raccontato di Napoli mi è rimasto impresso soprattutto il cibo... Sarà l'ora.
    Per la provola a Torino, non so, forse a Porta Palazzo?

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    1. Ahahahah! Posso capire, il cibo ha sempre il suo fascino!
      In effetti potrei fare un tentativo. Il negozietto che vende prodotti campani dietro casa ad esempio non ce l'ha...

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  2. Hai cambiato quasi tutto, e solo ora me ne sono reso conto, ma è un cambiamento che mi piace ;)
    Per quanto riguarda il viaggio, l'importante è che ti abbia fatto tornare :)

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    1. Pietro! Mi fa piacere che la nuova versione ti piaccia, avevo voglia di cambiare un po', era "fermo" da troppo tempo.

      Comunque sì, alla fine torno sempre! Almeno poi posso partire dinuovo! :)

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  3. Scoperta tardi anche da mia mamma, negli ultimi anni ci è tornata tre volte mettendo ovviamente una certa curiosità anche a me. Tra i tuoi ristoranti e i suoi, quando scenderò sarà un tour gastronomico più che una visita alla città!

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    1. Sì, tienila in considerazione, magari in un'altra stagione rispetto a quella in cui sono andata io, perché è una città davvero molto interessante, e a livello di cibo secondo me dove vai vai, caschi comunque bene! :)

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