12 agosto 2011

Non ho l’età. O forse ne ho troppa.

Ieri sera, dopo una serata vagamente alcolica trascorsa a chiacchierare in una terrazza cittadina, dove un tizio un po’ fissato coi piedi femminili è riuscito a dire che ho un piede “nobile e altero” e che sembro un cubetto di ghiaccio che sprigiona calore (che bisogna già essere ubriachi duri per riuscire a dire minchiate del genere restando seri, va là), io e sua bionditudine, ci siamo accomiatate dalla piacevole compagnia, non prima di essere riuscite a rimediare un invito a cena per la settimana prossima.
Sono entrata in autostrada e, a un certo punto, mi sono resa conto che PER LA TERZA VOLTA avevo superato il casello. Mi sono insultata ad alta voce, per rendere meglio l’idea, e ho proseguito. Pronta a farmi la solita ventina di inutili km in più.
Invece, giunta in prossimità del “mio” casello, ho scoperto che, con quasi 24 ore di anticipo, esso era stato riaperto. Così, alle 2.00 facevo il mio trionfale ingresso in casa.
Oltre alla solita sveglia ne ho puntate altre due, in rapida successione. Che l’idea di dormire solo 4 ore mi faceva aumentare il sonno.
Infatti stamattina sono riuscita ad abbandonare il letto al suono della terza.
Il fatto che io abbia aperto il dentifricio e abbia iniziato a stenderlo sul rasoio e non sullo spazzolino da denti non è AFFATTO significativo.
E nemmeno il fatto che io oggi sia in giro con l’intimo spaiato.
Fatemi andare a dormire.
Che devo ancora sopravvivere al week end.



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