22 novembre 2009

Guy and Madeleine on a park bench, Pusher, Gohatto

Purtroppo anche questo sabato mattina ho disertato il tff, dedicandomi controvoglia alla mia vita da casalinga senza qualità. Ma, dopo aver recuperato la poison-mamma dalla pettinatrice, fatto una lavatrice, acceso la stufa, steso il contenuto della lavatrice ho salutato tutti (mamma e gatto) e, raggiunta la città ho potuto dedicarmi all’ultima giornata del “mio” Torino Film Festival. Il primo film della giornata è: Guy and Madeleine on a park bench  Il film l’ho trovato abbastanza noioso, in un bianco e nero che, invece di essere affascinante come solo certi bianchi e neri sanno essere, risulta fastidioso, scuro e sgranato. A ulteriore conferma che io di cinema non capisco un beato cazzo, il film si è aggiudicato (ex-aequo con Crackie, che avrei voluto vedere ma mi tenni) il premio speciale della giuria. In breve (anche perché il film dura 80 minuti) fra una jam session e un balletto di tip tap ci sono Guy, trombettista, e Madeleine, aspirante precaria, che stanno assieme. Poi Guy un giorno in metropolitana conosce Elena e lascia Madeleine che va a New York e conosce Paul, ma poi Guy si rende conto che forse è ancora innamorato di Madeleine... alla fine del film il dottor piazza è schizzato verso l’Ambrosio a vedere “made in hungaria”, io ho aspettato che Tiziana si riprendesse dall’attacco narcolettico che l’aveva colta dopo dieci minuti di film, ci siamo salutate e l’ho lasciata a vedere “New Denmark”, mentre io, dopo essermi comprata un profumo all’ambra nera di cui non avevo bisogno, mi sono messa in coda al Greenwich, con un anticipo di un’ora, per poter assistere alla visione di un altro film di Nicolas Winding Refn, mentre, sempre in coda, iniziavano a circolare voci sul film vincitore del TFF, ovvero “La bocca del lupo”, un film italiano che io – ovviamente - non ho visto. Pusher Il film si svolge in una settimana, e i giorni vengono scanditi sullo schermo. I protagonisti sono gli stessi di Bleeder.Frank è uno spacciatore che, quando non vende droga, passa il tempo con l’amico Tonny e la prostituta (escort, precisa lei!) Vic, con la quale non riesce ad andare a letto. Un giorno viene fermato dalla polizia e si sbarazza di un ingente quantitativo di eroina – che non aveva ancora pagato – buttandola nel lago. Il suo debito nei confronti di Milo, che gli aveva procurato la droga, aumenta in maniera esponenziale, e Frank, in un vortice di violenza, cerca in tutti i modi di racimolare i soldi per riuscire a pagarlo. Il film si interrompe nel momento in cui Frank, che aveva appena raggiunto un accordo con Milo, viene derubato. Come finirà? Bisogna vedere Pusher II e Pusher III per scoprirlo. 
Il mio TFF si conclude con la visione di un film di Nagisa Oshima del 1999: Gohatto
Siamo a Kyoto, nel 1865. Sozaburo Kanu e Hoyzo Tashiro entrano a far parte della Shinsen-gumi, che ha il suo quartier generale nel tempio buddista di Nishi-Hoganji (che io dovrei anche aver visitato, fra l’altro). A causa della sua bellezza Kanu diventa presto oggetto di attenzioni sessuali da parte di parecchi samurai. Nonostante i comandanti Kondo e Hijikata tentino di mantenere la situazione sotto controllo, alcuni samurai verranno uccisi, e dei delitti verrà accusato Tashiro, che – si mormora – sia l’amante di Kanu. I comandanti decidono quindi che Tashiro va eliminato, e decidono che a farlo sia proprio Kanu.

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