10 settembre 2015

Expo anch'io (no tu no!)

Con l'entusiasmo che mi contraddistingue ricordo che, inizialmente, il mio atteggiamento nei confronti dell'Expo era più o meno "che cazzo me ne frega" ed ero intenzionata a non andarci.
Poi, siccome cambiare idea nel tempo è uno dei miei sport preferiti, ho pensato che, tutto sommato, al grido di "e quando mi ricapita l'Expo in Italia?" un'occhiata forse valeva la pena dargliela. 
Quando ho avuto a disposizione anche un paio di biglietti aggratis il dubbio si è fatto certezza, e, con sua bionditudine abbiamo deciso che si poteva fare. 
Sabato.
8 agosto.
38 gradi Celsius.
Nemmeno tanti. 
Se vivi nella Death Valley. 
Abbiamo prenotato (e pagato € 12,50) il parcheggio on line, scegliendo di lasciare l'auto a Fiera Milano, che, arrivando da Torino, probabilmente è la scelta più logica.
Siamo partite presto (ore 8.45), tanto sulla A4 TO-MI al sabato non c'è mai molto traffico. Con noi c'era pure la nipote della bionda, che ormai chiama zia pure me. E infatti mentre camminavamo dal parcheggio all'ingresso dell'Expo (se parcheggiate nel settore 4 non avrete nemmeno bisogno di prendere la navetta) mi ha detto "che bello sarebbe avere una zia come te, tutta tatuata, un po' camionista...." che, nelle sue intenzioni, era un gran bel complimento. 
Non oso pensare avesse voluto offendermi.
Comunque.
All'ingresso c'è già un po' di gente, ma tempo cinque minuti e siamo dentro. 
Non abbiamo un piano preciso, a parte evitare i padiglioni dove devi fare code interminabili (il nostro concetto di interminabile equivale a > 15' ) per entrare.
Il tema dell'Expo 2015, ormai lo sanno anche i sassi, è "nutrire il pianeta, energia per la vita", e ovviamente al proposito i pareri di chi c'è stato sono discordanti. 
Chi è rimasto soddisfatto, chi deluso.
In genere la delusione viaggia in accoppiamento con la frase "eh, ma per quella cifra non ti danno niente da mangiare!". 
A parte il fatto che non è la sagra della porchetta di Ariccia, si concentrano tutti sul "nutrire". Ne avessi trovato uno che si lamenta perché, parlando di "energia" non ci sono postazioni in cui sottoporsi ad un quarto d'ora di  elettroshock, ad esempio. 
No, è tutto un "minchia, non c'è niente da mangiare!".
Non c'è niente da mangiare GRATIS, al limite. Ma non mangi gratis nemmeno al Salone del Gusto, se stai a vedere. E pensa, pure al Salone del Libro se vuoi dei libri ti tocca pagarli a prezzo intero.


Lo so, sono sempre la solita stronza acida e un po' polemica.
Ma non è colpa mia. 
Ovviamente ad un mese di distanza non è mia intenzione mettermi qua a fare un elenco dei padiglioni in stile celo-manca, chi mi segue su Instagram è già stato ampiamente ammorbato in tempo reale. però vi lascio le mie impressioni generali, che, naturalmente, lasciano il tempo che trovano.
Ho apprezzato molto la possibilità di rifornirsi alle fontanelle che distribuiscono acqua sia naturale sia frizzante, considerato che avremmo bevuto almeno tre litri d'acqua a testa, così come ho apprezzato i nebulizzatori d'acqua, dove passare a rinfrescarsi di tanto in tanto.
Il mio approccio, al di là del tema portante (e importante) era prettamente "estetico", nel senso che ero interessata principalmente alle architetture dei vari padiglioni, e da questo punto di vista non sono rimasta affatto delusa.
Mi è dispiaciuto - causa la coda eccessiva - non riuscire a visitare Nepal, Giappone, Brasile e il famigerato Kazakistan, sono rimasta abbastanza delusa dal Vietnam, che all'esterno è molto carino, mentre all'interno a parte qualche pezzo ornamentale non è che offra molto altro.


Una piacevole sorpresa è stato il padiglione dell'Azerbaijan, con le sue sfere di vetro che rappresentano le diverse biodiversità, oltre a strutture lignee geometriche e distese di fiori multicolori.

Ho apprezzato il Marocco, dove ho anche effettuato l'unico acquisto della giornata: un quaderno con la copertina di pelle stampata con un pattern (che - fra le altre cose - è lo stesso che ho tatuato sul braccio) ornamentale tipico, che finirà nel mucchio di quaderni acquistati in ogni parte del mondo... e dove siamo tornate per la cena, che è stato un bel momento di condivisione: mentre noi mangiavamo cibo marocchino nello spazio all'aperto del padiglione, stormi di zanzare autoctone si cibavano di noi senza alcun ritegno.





Il premio per il padiglione più triste fra tutti quelli visitati (perché vedere tutto in un giorno è impensabile oltre che impossibile) lo vince la Romania, mentre mi hanno colpito (parlo sempre a livello visivo) la Spagna, con le sue stanze a pareti e pavimenti di "piatti" colorati, l'Estonia, tutto in legno, con le altalene su cui ho fatto un giro, perchè è più forte di me, se incontro un'altalena ci devo salire e dondolarmi, e la  Polonia, con questa costruzione che sembra fatta di cassette per la frutta in cui si entra salendo una rampa di scale laterale e ci si ritrova in un giardino/labirinto con alberi e specchi, mentre all'interno vengono mostrate attraverso video e installazioni, le risorse del paese.
Prese dall'entusiasmo abbiamo risposto ad una serie di domande sul paese che apparivano su un enorme monitor, ottenendo anche uno fra i punteggi più alti. E son soddisfazioni, considerato che nessuna delle tre ha mai messo piede in Polonia.

Interessanti i cluster (cacao, caffè, riso, spezie ecc.) dove trovano spazio i vari paesi produttori. Non particolarmente affollati, si girano anche abbastanza in fretta, e, in quello del caffè si possono ammirare le foto di Sebastiao Salgado.
Il padiglione della Gran Bretagna, con questa installazione che ricorda un grande alveare, è sicuramente di impatto, mentre il bar sulla terrazza offre un sacco di cose interessanti a livello alcolico, ma noi ci siamo trattenute (non ricordo se perché dovevamo ancora pranzare e quindi eravamo a digiuno o se perché avevamo già pranzato e quindi era troppo presto per l'aperitivo).



La questione "aperitivo" l'abbiamo risolta successivamente, allo stand del Cile, sorseggiando un Pisco Sour con accompagnamento di nocciole. La coltivazione della nocciola in Cile è abbastanza recente, iniziata negli anni 90 grazie al contributo della Ferrero - che suppongo sia anche il cliente più importante - ha fatto sì che, in soli 20 anni, il paese sia diventato il primo esportatore di nocciole dell'America Latina. Il Pisco invece è un acquavite, bevanda nazionale sia del Cile sia del Perù (che infatti se ne contendono la paternità). Non essendo sottoposto ad invecchiamento non può considerarsi un brandy, e avendolo bevuto sotto forma do cocktail [(nella sua versione cilena, ovvero con aggiunta di succo di lime, ghiaccio e zucchero) (la versione peruviana prevede anche il bianco d'uovo)] non posso dirvi che gusto abbia.
A differenza del Pisco Sour cileno, che è davvero ottimo.


Concludo il mio inutile "reportage" sull'Expo parlandovi del padiglione che mi ha conquistato, ovvero quello della Corea (del Sud, of course).
Esternamente non è di quelli che ti lasciano a bocca aperta, pare ricordi la forma del moon jar, il tipico vaso di ceramica in cui vengono fatti fermentare i cibi.
Lo slogan della Corea è "sei ciò che mangi", e, attraverso i diversi spazi espositivi pone domande del tipo cosa mangiare, come, ma soprattutto fino a quando si potrà mangiare (in modo sostenibile)?

La "sinfonia dei cibi" performance visiva che rappresenta l'armonia e l'equilibrio tra i cibi è davvero affascinante, come lo è la sala della conservazione, dove un pavimento di onggi fa da schermo allo scorrere delle stagioni. Non essendo ancora state in Corea (mai dire mai) abbiamo deciso di pranzare al Ristorante Hansik, dove abbiamo potuto assaggiare diverse varietrà di kimchi e altri piatti.  Io ho preso il menu Bibimbap Soban, e mi sono innamorata del Porridge di funghi.


Verso le 19.00 (adesso l'orario è stato anticipato alle 18.00) si inizia a vedere gente infighettata, compresi alcuni esemplari di sesso femminile col tacco 12, sono quelli che - approfittando del biglietto ridotto a 5€ - vengono all'Expo per l'aperitivo.
Noi siamo in giro quasi da 10 ore, abbiamo l'ascella pezzata, i capelli sudati, il trucco sbavato e i piedi palmati, ma resistiamo. Dopo cena ci concediamo ancora qualche stand (anche perchè l'expo chiuderà anche a mezzanotte, ma i padiglioni alle 10 di sera son già tutti barati, cosa che, sinceramente non trovo corretta, ma si sa, io son rompicoglioni nel profondo) e, ridendo e scherzando si son fatte quasi le 11.00. Torniamo alla macchina trascinandoci a fatica, ma, considerato che la nipote di sua bionditudine ha la metà dei miei anni ed è stanca quanto me se non il doppio, un po' mi consolo.
Appena appoggiato il culo sui sedili di Clio V sembrava di essere entrati in una sala doppiaggio di un film porno. Era tutto un aaaaaah, ooooooh, uuuuuuuh, ma di dolore.
Una giornata così è sicuramente massacrante, ma non sono affatto pentita, anzi: confesso che non mi dispiacerebbe riuscire a farci un altro giro, prima della chiusura. In maniera molto più soft, però.
Quindi, il mio parere sull'Expo è senz'altro positivo.
E, visto che avete letto fin qua, ho deciso che vi meritate pure una MIA foto.
Sono il puntino indicato dalle frecce.

42 commenti:

  1. Che postone! :)
    Noi si andrà domenica, e devo dire che sono piuttosto curioso.

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    1. In effetti è un po' lungo, hai ragione... ;)
      Secondo me una visita la merita, poi ovvio che potrà piacere o meno. Io sono contenta di esserci stata.

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  2. Io faccio parte della gente che si lamenta perchè non ti danno da mangiare XD
    Però architettonicamente sono molto carini,i padiglioni!
    Come dicevo sul mio blog,per noi è stato molto pesante economicamente,tutto l'ambaradan,e per quello forse eravamo un pelo meno contenti.Fatta in giornata come gita,se si sta a Milano o entro 1-2 orette di macchina,merita molto di più.Coi biglietti gratis,poi!Fortunelle!

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    1. Effettivamente il biglietto gratis è un gran bel valore aggiunto, lo ammetto. Forse avessi dovuto pagare magari anch'io mi sarei lamentata del fatto che "per quel prezzo non ti danno niente"... ma così mi sembrava di non aver diritto al lamento! :)

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    2. Eh no,entrate gratis non vi potevate lamentare no XD XD XD

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    3. E infatti vedi che mi sono ben guardata dal farlo? :))))

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  3. non so. posto che mi lamenterei delle stesse cose di cui ti sei lamentata tu, secondo te mi si nota di più se vado all'expo e me ne sto in disparte o se non vado per niente?

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    1. non so come dirtelo, ma che tu ci vada o meno, non ti si noterà comunque. A meno che tu non decida di scalare l'albero della vita completamente nudo e dipinto di verde. Ma anche in quel caso, non sono sicura che tu possa venir notato... :)

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    2. l'albero della vita mi ricorda il film di aronofsky... uh che brutta cosa!

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    3. eh, perchè immagino che pensare a Malick fosse troppo banale, vero? :)

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    4. uh, quello di Malick è una passeggiata, in confronto

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    5. io nel dubbio non ho visto né l'uno né l'altro.

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    6. so che non c'entra una beata minchia ma Self/less è tale e quale a quale film?!?

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    7. ogni volta che vedo il trailer mi viene in mente un film praticamente identico ma non riesco a ricordarmi quale, però ti potrei citare, a cazzo, robe tipo Universal Soldier, The family man, Source code, Total Recall (l'originale e il remake)... insomma... questo ha l'aggravante di essere recitato da Ryan Reynolds.
      Anche se non sono certa che il verbo recitare possa comparire nella stessa frase in cui viene nominato Ryan Reynolds.

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    8. il fatto che nemmeno su internet trovi risposta vuol dire che noi due l'abbiamo visto in una realtà parallela? ma porc... ma sì, il tizio vecchio che entra nel corpo giovane (sì, insomma...)

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    9. chiamo la tiz, che magari lei si ricorda. tiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiz!

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    10. A me l'albero della vita fa venire in mente Aronofsky,e credo di essere una delle 10 persone sulla terra a cui quel film è piaciuto XD XD XD
      Per la similitudine di Selfless chiedo poi al Khal e vedo se si ricorda!!!!

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    11. A me self/less, dal trailer, sembra un'immonda boiata, ma non ho memoria di un film simile, o magari l'ho fortunatamente rimosso!

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  4. Ohhh finalmente ti si vede in foto! :-D

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    1. Sì, ho pensato che potevo pubblicarla, visto che son venuta particolarmente bene! :)

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  5. Bello il tuo primissimo piano; molto fotogenica. :D
    'sto Expo mi attira, ma non tanto. Da una parte dico: ma quando ricapita, e ho pure la convenzione con l'università? Dall'altra, invece, dico ancora, sempre io: ma vivo in culonia, se pago il viaggio un fottìp poi lì che mi mangio? Dilemmi su dilemmi.

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    1. Vero? Perché nascondere tanta bellezza? :)
      Il "ma quando mi ricapita! è stato quello che ho pensato pure io... poi certo, per me è comodo, da Torino in un'ora sei a Milano, quindi assolutamente fattibile.
      Non so dove vivi, Ink, ma se ci devi mettere viaggio e pernottamento ovvio che economicamente diventa più impegnativo...

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  6. Ti dirò che la mia posizione resta sul "che cazzo me ne frega", però sei riuscita ad incuriosirmi.
    I padiglioni delle regioni italiane li avete evitate come la peste? Avrei voluto sapere cosa ne penso anche di quelli. :D

    Comunque non ti immaginavo né tatuata né camionista! :')

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    1. Vabbe'... qualche vocale è andata a farsi fottere, perdonami...

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    2. Perdonato, tranquillo! :)
      La parte italiana l'abbiamo evitata non per una qualche forma di snobismo, ma solo perché, vivendo in Italia da sempre, abbiamo preferito concentrarci su realtà meno conosciute...

      (Sono effettivamente un po' tatuata, e probabilmente anche un po' camionista!)

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  7. Bello questo reportage, alla fine ho pensato la stessa cosa (con la differenza che io sono tra quelle che non vedeva l'ora di andarci fin da subito).
    Pare che si siano svegliati tutti adesso, e ci siano code ovunque. Infatti avevo quasi pensato di tornarci, ma preferisco lasciar perdere.

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    1. Grazie cara!
      Io all'inizio proprio non ne volevo sapere, poi mi sono ricreduta, e sono contenta di averlo fatto.

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  8. Io sull'Expo continuo a essere nel mood "ecchissenefrega", anche perché si era progettato di andarci ma sono seguiti fattacci che ancor'oggi mi lasciano abbastanza malinconico.

    PS: vorrei anch'io una zia come te, un po' tatuata e un po' camionista ;)

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    1. Mi spiace per i fattacci, purtroppo, come dicevo qualche tempo fa, shit happens...

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  9. ma che ci vado a fare all'expo, ormai hai raccontato tutto tu! :D

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    1. Ah ah ah! Ma va, ne avrò visto la terza parte, ad esagerare! :)

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  10. Io e l'uomo ci andiamo il prossimo lunedì (il 21) che saremo a Milano da amici, prima di partire. (Tra l'altro saremo in Oriente insieme *_* queste cose mi emozionano!).

    Anche mio fratello è rimasto molto colpito dal padiglione coreano. E mi ha menzionato positivamente anche quello svizzero.
    Ma ascolta, mia guru, insetti se ne trovano? Noi puntavamo al padiglione dell'Indonesia con questa speranza. Ne sai qualcosa?
    Mille cuori <3

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    1. E' vero, avremmo anche (più o meno, un'ora di differenza) lo stesso fuso orario! :)

      Pare che la Svizzera sia davvero interessante, con il pavimento che si abbassa man mano che le risorse di cibo si esauriscono. Purtroppo non l'ho visto, come non ho visto l'Indonesia e non so nulla a proposito di insetti...
      Ma tanto quelli li troverai in Malesia (me li ricordo nelle viette di ChinaTown a Kuala Lumpur!!!)

      ♥♥♥

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    2. Che bello, avremo sempre il cagotto! (per quanto e come mangeremo)

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    3. ah ah ah ah ah !
      Speriamo di no...
      (io in Malesia, a parte aver sviluppato una dipendenza totale da watermelon jiuce, non ho avuto nessun problema!)

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  11. Io e il consorte dovremmo andare (forse) la prossima settimana insieme ad un'altra coppi di amici, il figlio c'è andata la settimana scorsa, sembra che gli sia piaciuto. Io non smanio dalla frenesia, ecco, andare o non andare non penso che mi cambierebbe la vita e non sono nemmeno particolarmente curiosa... ti dirò, se capita un intoppo e non riusciamo ad andarci, non è che ne sarei particolarmente dispiaciuta. Eppoi hai raccontato tutto con una dovizia tale di particolari che è come se ci fossi già andata!!! :)

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    1. Ma figurati se ho raccontato tutto! Ho raccontato una metà di quello che ho visto, e ho visto metà dei padiglioni... fai tu!
      vai, e te ne accorgerai! :)

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  12. Io abito a 2 km e ci sono stata a ferragosto, il clima meno torrido di sicuro ha aiutato. Bello ma non mi è rimasto tanto impresso, ecco. Anch'io ho apprezzato l'Estonia e fatto un giro in altalena certo, Polonia stupendo, Israele di più, Molto ok anche Francia, Spagna, Turchia e Olanda, stesso vostro criterio: fila = no entro, no fila = entro. Bacione

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    1. Ciao Sandra! Abitando così vicino io probabilmente avrei fatto parte di quelli che entrano col biglietto serale a 5€ per visitarlo a rate... il nostro e stato un tour de force, il giorno dopo avevo la stessa vivacità di una larva.... :)

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  13. io la pensavo come te, all'inizio non me ne poteva fregare meno, invece adesso sono curiosa ;)

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    1. E quindi ci andrai? :)

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    2. non lo so, diversi amici sono tornati delusi, altri incazzati, certi vogliono il rimborso del biglietto, diciamo che se capiterò a Milano ci farò un pensierino ;)

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