31 agosto 2012

Il tenero Giacomo

Chi, come la sottoscritta, ha passato l'esistenza vantandosi di possedere una cultura da Settimana Enigmistica (come? nessuno sano di mente va in giro vantandosi di possedere una cultura del genere? Me ne fotto. Sara Tommasi si è laureata alla Bocconi. Fai un po' tu.) non potrà non ricordarsì del tenero Giacomo. Quell'omino triste che piazzavano in una vignetta a metà rivista e vi mandava (no, non lì) nell'ultima pagina. E quando arrivavi nell'ultima pagina ti eri dimenticato che cosa stesse facendo nella vignetta iniziale. E quando riguardavi, non capivi lo stesso. O meglio, il più delle volte non capivo io. Ma credo siano le inevitabili pecche di una cultura costruita in quel modo.
Poi, siccome non mi piace esagerare, ho smesso. E di farmi una cultura e di comprare la Settimana Enigmistica. E non so che fine abbia fatto il tenero Giacomo. Che, per quello che ne so, potrebbe essere morto. Ad essere sincera non volevo parlare del tenero Giacomo. Anche se non si direbbe. E' che mi è venuto in mente oggi, quando sono uscita in pausa e, passando davanti alla mia auto, ho visto un foglietto sul parabrezza. Siccome per quest'anno con le multe io riterrei di aver già dato, mi si stavano già inchianando i cazzi. Poi mi sono resa conto che era la solita pubblicità. Non so se ci avete fatto caso anche voi, ma le pubblicità sono cicliche. Hanno iniziato le finanziarie, quelle che prestavano soldi anche a tua nonna di 98 anni, o a tuo nipote che non aveva ancora iniziato ad andare a scuola. Con interessi tali che al confronto un cravattaro di un certo livello ti sembrava inoffensivo come il beato Cafasso. Poi c'è stato il boom dei kebabbari, che spuntavano come funghi in ogni angolo della città e lasciavano volantini con le promozioni più disparate. Quindi sono arrivate le massaggiatrici cinesi. Anche lì, con una cifra ridicola ti massaggiavano ovunque, ti facevano mani piedi barba capelli pelo e contropelo e ti mandavano via con un pesce rosso e il biscotto della fortuna. Poi - almeno qua a Torino - Guariniello ha iniziato a indagare sui centri massaggi, chiudendoli con la formula del 3 x 2. Nel senso che ogni due centri massaggi faceva chiudeva anche un kebabbaro. Così, per simpatia.
Poi vuoi per la crisi, vuoi per le vacanze, vuoi per lo spread, vuoi per quello che ti pare, il nulla.
Fino ad oggi.
Quando, sul parabrezza, ho trovato la pubblicità del SENSITIVO GIUSEPPE.
Sti cazzi, per dire.
Ma poi, sensitivo quanto? 
Mo' te lo dico.
Il foglietto, stampato in fronte/retro, ti riassume il livello di sensitività in tre punti, ovvero (riporto paro paro come c'è scritto, giuro):
♦ Conoscitore di formule antiche egli è in grado di far tornare la persona amata in 15 giorni.
♣ Elimina qualsiasi tipo di negatività crea protezioni
♠ Prepara talismani personalizzati
Anch'io conosco la ricetta della parmigiana di mia mamma, ma non per questo mi spaccio per cuoca sopraffina. Detto ciò, parlare di sè stessi in terza persona non va bene. E segno di un problema mentale. Lo faceva il penultimo presidente del consiglio, il più grande statista degli ultimi 150 anni. Lo fa la proprietaria di questo blog, sporadicamente. Ma il problema è che, se la persona amata ti ha lasciato, ci sarà un motivo. E se tu pensi di farla tornare rivolgendoti al sensitivo Giuseppe e alle sue formule antiche, il fatto che ti abbia lasciato è davvero il minore dei mali. Perchè chi si rivolge a maghi, cartomanti, guaritori, impostori di ogni genere per ottenere qualcosa meriterebbe l'interdizione.
A vita.
Dal pianeta.
 
Detto ciò, dopo la mia pausa pranzo, che non si dica che non mi applico, sono tornata in ufficio con questi:
 
 
Drive: se l'avete già visto - ma spero di sì - non vi devo dire nulla. Se non l'avete ancora visto, vedevatevelo. Non è un ordine, è un consiglio. Come quello di recuperare anche i precedenti lavori di Nicolas Winding Refn.



Il cavaliere oscuro: questo era il MIO compito per il week end. E che non si dica che non sono diligente.
Ma, siccome a me piace anche farmi del male, ogni tanto, non ho saputo resistere. E assieme al cavaliere oscuro ho portato a casa anche questo:


Perchè quando uscì lo volevo vedere. Ma forse no. Oppure si. Ma anche nì. E alla fine non lo vidi. E quindi boh.


Il cavaliere oscuro - il ritorno

Andare a vedere un film facente parte di una trilogia, nello specifico il terzo ed ultimo (io la mano sul fuoco non ce la metto manco se mi paghi), non avendo visto nè il primo nè il secondo ti dà quella sensazione un po' fastidiosa come quando arrivi ad una festa già iniziata e trovi gli altri già tutti ubriachi duri. E tu ti senti un po' emarginato e fuori posto. E hai le seguenti opzioni a tua disposizione:
a) ti metti in pari bevendo la qualunque, con il rischio di ritrovarti ad abbracciare la tazza del cesso (se ti dice culo), perchè la sbronza sopraffina va affrontata senza fretta;
b) ti siedi vicino all'unico astemio presente, e dopo cinque minuti decidi di metterti comunque in pari, ritrovandoti ad abbracciare la tazza del cesso, per i motivi spiegati al punto a);
c) ti tocchi.
E poi inizia il film.
Nella tua fila c'è un padre con bimbo. Il bimbo avrà all'incirca 4 anni. Secondo il mio personalissimo parere è un po' troppo piccolo per un film del genere, ma non è un problema mio. Se non altro, sai che di sicuro non sei l'unica a non aver visto i capitoli precedenti.
Capisci che nel film n. 2 Harvey Dent è morto. E, oltre a capire che era interpretato da Aaron Eckhart e che di sicuro non era bravo bello e buono come il commissario Gordon vorrebbe farci credere non scopri molto altro. Se non che Gotham City vive in uno stato di (apparente) pace e tranquillità, finchè non arriva Bane, un mercenario che è stato (forse che sì forse che no) espulso dalla setta delle ombre, comandata da Ra's al Ghul, dato per morto, che vuole, ovviamente, creare il caos nella città, dapprima mandando la Wayne Enterprise in bancarotta a seguito di un attacco alla borsa valori, poi impossessandosi del progetto realizzato per produrre energia pulita tramite un nucleo che sfrutta l'energia di fusione e che (pensa un po') può benissimo essere usato come arma nucleare ecc. ecc.
Nel frattempo ha rapito il commissario Gordon, che però riesce a fuggire e viene salvato dall'agente Blake, a cui andrà la mia eterna stima per avermi strappato una risata durante le interminabili due ore e quaranta di film:
"Capo, sono Blake. Ho due testimoni morti"
bla bal bla, bla bla bla, e vissero (quasi) tutti felici e contenti.
Tranne il fegato di Alfred, (Michael Caine, sempre uno spettacolo) che se continua a bere Fernet a Firenze, prima o poi lo abbandonerà.
Non posso dire che mi abbia entusiasmato.
Ma non posso nemmeno dire che sia un brutto film.
Quello che posso dire è che, dopo 18 ore sul tacco 14, iniziavo ad avvertire un certo fastidio ai piedi.
Nel frattempo, grazie ad una delle bionde che era con me, stamattina, per portarmi avanti col lavoro, ho iniziato a guardare Batman Begins.
 
PS: inutile che continui a dirvi che per recensioni più serie esistono un sacco di posti più qualificati del mio blog, vero? Ad esempio questo, questo e quest'altro.
 
 


30 agosto 2012

When Gotham is ashes, you have my permission to die.

 
Io stasera andrei a vedere The Dark Knight Rises, o, per dirla con parole mie, Il Cavaliere Oscuro - il ritorno.
Per la precisità va detto che la Poison non ha mai avuto una gran passione per i supereroi. A parte Paperinik, Cattivik e Diabolik. Forse per piacerle dovevano finire in IK, probabilmente. O sempliemente in K, perchè ci sarebbe anche Superciuk.
A parte questo, credo di aver visto uno dei non so quanti superman(s), un paio di uomo ragno, più per James Franco e Willem Dafoe che altro, e e credo almeno un Batman. Dove Bruce Wayne era interpretato da Michael Keaton, un uomo con lo stesso prepotente carisma di un calzino di spugna usato, e usato male, e il Joker era Jack Nicholson. Poi il nulla. Pipistrellamente parlando, intendo.
Ma, siccome ogni tanto mi faccio trascinare, stasera mi tocca (andare al cinema, sciocchini, cosa avete capito?). E non so.
Cioè, no, a grandi linee la storia la so, eh? Che qua in quanto a teoria non ci si fa mai mancare nulla. E' che non so se riesco a riprendere il filo di una trilogia che mi vede arrivare solo alla fine. Ma magari sì. Anzi, se qualcuno volesse anche raccontarmi come va a finire, per me va bene, così ci arrivo preparata.
Perchè va anche detto che - massimo rispetto per Nolan a parte, che uno che mi dirige Memento e Inception proprio l'ultima delle pippe non dev'essere - a me Christian Bale (bravissimo, eh?) sta cordialmente sul cazzo.
Magari domani ve lo (ir)recensisco.
Nel frattempo mi informo. Che ho scoperto che c'è un sacco di bella ggente, nel film: Joseph Gordon-Levitt, Gary Oldman, Cillian Murphy, Liam Neeson, Matthew Modine, e che il pipistrello è doppiato da Claudio tantaroba Santamaria.
E adesso sto per fare una domanda che so che non dovrei. Ma non posso esimermi. Che fine ha fatto Robin?

(questa è mia. vive sul bordo della mia vasca da bagno)
 

29 agosto 2012

L'uomo che è pessimista prima di avere 48 anni sa troppo; dopo, se è un ottimista, sa troppo poco.

Con buona pace di Mark Twain, nel dubbio, io la butto sull'ottimismo. Che per essere pessimisti c'è sempre tempo.
E poi io son donna, sotto sotto. Ma anche sopra, se mi guardi bene. 
A parte ciò, ho almeno tre mesi di ottimismo davanti a me.
Le voci di corridoio che avevano iniziato a circolare un mese fa si sono rivelate fondate.
Che io ho la mia teoria sulle "voci".
No. Non sto dicendo che sento le voci come Giovanna d'Arco.
La mia teoria è che quando certe voci iniziano a circolare e si fanno insistenti, un fondo di verità ci deve comunque essere. E così, quando verso l'inizio di luglio si sparse la voce che la bionda collega surfista dalle tette rifatte aveva chiesto un periodo di aspettativa per andarsene negli USA io avrei acceso  un cero alla Madonna, per dire. Ma anche a Lady Gaga e alle Pussy Riot.
Ora.
Il tempo passava (con le stagioni a passo di giava) e la BCSdTR non diceva nulla.
Lei, che mi ha sfrancicato i maroni con le domande sulla contraccezione, sulle tecniche di rimorchio su facebook, sulle taglie di reggiseno (che passare da una retromarcia a una quarta abbondante, se con te la natura è stata tiranna, non è semplice), sulle scarpe, sulla nuova collezione di H&M, sulla direzione dei venti, sulle creme antirughe e sulla ricrescita del bulbo pilifero, lei, che l'anno scorso quando è andata in vacanza alle Hawaii mancavano solo i manifesti in Piazza Castello e lo sapeva la città tutta, lei, insomma, taceva.
Non una parola.
Da fonti certe nel frattempo si è saputo che l'ufficio personale aveva concesso l'aspettativa.
Ma lei non diceva nulla.
Venerdì sera ci siamo salutate con il più classico dei "buon week end" e via. Come se niente fosse.
Ma lei, come da programmi, lunedì mattina non si è presentata in ufficio.
Siccome vantomi di essere stronza a livelli pregevoli, le ho mandato un messaggio su uazzapp, chiedendole, falsa come una moneta da un euro e cinquanta: "che fine hai fatto?". Lei replica "ma non sai niente?" e io, in un'interpretazione che Giuda mi fa una pippa a due mani: "Cosa dovrei sapere??????" a cui non ha fatto seguito più nessuna risposta. Nel pomeriggio mi chiama, al telefono dell'ufficio e, tutta pimpante mi dice "Ciao! Sono BCSdTR! Ma... non sai niente?"
E' evidente che il cosa dovrei sapere scrittole poco prima non è stato recpito nel più corretto dei modi, al che insisto: NO virgola cosadovreisapere?
"Ma [nomedelsuocapo] non ti ha detto niente?"
E sta minchia morta di stenti, ma allora sei de coccio proprio.
"[nome], per l'ultima volta: no. Cosa dovrei sapere?"
Mi fa tutto uno spiegone sul fatto che lei ha chiesto tre mesi di aspettativa, perchè va a New York a imparare l'inglese, e il 15 settembre parte questo corso fighissimo (di inglese. A New York. Sono l'unica a pensare che l'inglese se proprio devi lo studi a Oxford, Cambridge, Dublino, Malta ma non in America? No, perchè magari è un mio limite, eh?) e che pensava che il capo ci avesse informato del fatto che ecc.ecc.ecc.
Le faccio notare che, a prescindere dal capo, è lei che starà via per tre mesi. E che, visto che passa il tempo a farci sapere quanti peli ha nel culo, per una forma di - se non vogliamo metterci a scomodare il rispetto - educazione, livello minimo sindacale, sarebbe stato carino almeno informarci e salutarci.
Di modo che noi, nel week end, si potesse comprare lo champagne.
 

28 agosto 2012

Se non ti importa dove sei non ti sei perso.

Chi l'avrebbe mai detto?
Ho sonno.
E lo so che organizzare cene di fine estate di lunedì sera non è una mossa molto intelligente, ma giusto il lunedì sera avevamo a disposizione, che i miei ospiti stamattina dovevano tornare a casa.
Che poi sono arrivata a casa, ed erò già quasi pronta per preparare il primo spritz, quando mi sono accorta che avevo finito il pepe nero.
Faccio un salto al negozio per comprarlo.
Parcheggio, entro, cerco, ma è il piccolo supermercato del paese, che io non frequento mai, e quindi non so dove sono le cose.
Potrei chiedere alla moglie del proprietario, ma siccome non mi è simpatica, faccio da me, fino a quando, dietro uno scaffale, mi si materializza il seguente trittico:
- M, il proprietario. Mio coetaneo. Colui che, quando avevo 5/6 anni e andavo a comprare il pane con mia mamma, quando entravo in negozio mi correva incontro e mi dava un bacio. Anche il giorno in cui sua madre avvisò la mia dicendole "guarda che forse M. ha la pertosse!".
Togli pure il forse.
- P, ovvero il "mio" giardiniere. Che dovrò (ANCHE) pagare, prima o poi.
- F, il mio primo amore. Avevo 14 anni. Mi piaceva (ANCHE) perchè aveva una cicatrice sulla guancia, come Capitan Harlock.
Li guardo, mi metto a ridere, mi faccio dire dov'è il pepe, prendo pago e me ne vado.
E penso che il mondo sarà anche piccolo, ma io vivo proprio in un buco di culo di paese.
La cena è stata ottima e abbondante.
Adesso ho il frigo talmente pieno (e non solo di alcolici) che sarebbe opportuno invitare a cena altra gente, questa settimama. Che una delle cose che odio di più in assoluto (se escludi Calderoli, la Santanchè, la sabbia nelle mutande, il gesso sulla lavagna, gli integralisti, i moralisti, i bigotti, i curiosi, i saccenti, gli ignoranti, gli insetti, quelli che non sanno guidare e si piantano nella corsia di sorpasso in autostrada, quelli che "ma quando avrai 70anni andrai in giro coi tatuaggi?" -  e chi te l'ha detto che ci arrivo a 70anni? - la pasta scotta e la carne cotta, ecc.ecc.) è buttare via il cibo.
Quindi prometto che da qua alla partenza per la mia ultima settimana di ferie non andrò a cena fuori, finchè nel frigo non tornerà l'eco.
E lo so che mancano quasi due settimane alla partenza.
Ma siccome poi si torna, e saranno iniziate le scuole, e ci sarà di nuovo traffico, e io arriverò in ufficio incazzata come un bufalo, e aspetterò l'inizio del Torino Film Festival, e poi sarà Natale e "cosa fai a capodanno?" (questa andava inserita nel mini.elenco delle cose che odio, fra l'altro) ieri, per non saper né leggere né scrivere, ho comprato un biglietto aereo per il ponte del 1° novembre.
Che mi piace portarmi avanti col lavoro.

27 agosto 2012

Svegliare una persona quando non è necessario non dovrebbe essere considerato un reato capitale. La prima volta, voglio dire.

E' lunedì.
Che a me piace avere delle certezze.
E' lunedì. E ho sonno.
Sono un po' intrisa di banalità, stamattina. Più del solito, intendo.
Sono in uffico.
E sono reduce da un week end pieno di amici, di quelli (i weekend, non gli amici) che anche se non fai nulla di particolare, ti lasciano un buon sapore in bocca.
Sabato sera sono andata a recuperare, al casello dell'autostrada, l'amica L. in arrivo da Modena. Per accompagnarla dall'amica M che la ospitava. Tralascio i commenti da parte dell'ennesimo casellante che pensava fossi lì per salutare lui. Vedi un po' tu, come dire.
Era già tardi, ma, arrivate a casa di M, il concetto "ti fermi mezz'oretta a far due parole" ha fatto sì che io uscissi da quella casa alle 3.00 di notte, pensando "tanto domattina dormo".
Infatti ieri mattina alle 7.00 ero sveglia.
Caffè e sigaretta in veranda, come da tradizione, ed è stato in quel momento che ho scoperto che l'orchidea che io, con un pizzico di malcelato orgoglio, davo per morta ha cambiato idea. Ella è viva, e lotta insieme a noi, come si evince dalla foto. Sempre ammesso che ve ne freghi qualcosa, si intende. Ci sarebbe da discutere sull'orientamento orizzontale di quel coso, ma non mi sembra il caso di star qui a far la punta agli stronzi, ecco.
 
 
Verso mezzogiorno sono tornata al casello dell'autostrada, ad aspettare una coppia di amici. Questi sono "miei", nel senso che li ospito io. Abbiamo pranzato, nonostante ci sia gente sicura che nel mio frigo (oltre alla birra) ci sia il vuoto cosmico. Come nella testa di Flavia Vento.
E invece.
Un giro a Cuneo, altri amici, un paio di spritz in piazza Galimberti, e poi a cena a Torino, tutti assieme appassionatamente.
E stasera si replica.
Cacio e Pepe a casa mia.
Che ospitare un romano ha sempre i suoi vantaggi.
 


24 agosto 2012

The expendables 2 (e/o I mercenari. 2)




"Chi manca, Rambo?"
Ovvero, l'estrema sintesi.
Quello che non manca di sicuro è il botox, in quantità tali che per portarlo in giro serve un permesso di quelli che le autostrade rilasciano ai transiti eccezionali. Che se vedere Stallone e Schwarzenegger incapaci di contrarre uno degli innumerevoli muscoli facciali, dal corrugatore del sopracciglio al buccinatore, ti lascia abbastanza  indifferente (perchè, diciamocelo, anche nell'era pre-botox i nostri lasciavano alquanto a desiderare, in fatto di espressività), quando Jean Claude Van Damme si toglie gli occhiali, tu ci rimani male. 
Perchè tu Van Damme te lo ricordi ancora, in una bellissima foto in bianco e nero su una rivista glamour di una ...ntina di anni fa, dove, in perfetta spaccata, appoggiato a dei mobili, indossando un pantalone bianco talmente aderente che non avevi bisogno nemmeno dell'immaginazione, a dorso nudo mangiava una banana. Inutile dire che quella foto rimase appesa per mesi sui muri della mia cameretta. Ma forse sto divagando.
Veniamo al film.
Ecco.
Insomma.
Cioè.
No, niente. Il film. Eh.
Oh. A me sti baracconi in fondo in fondo piacciono.
Che ogni tanto sento proprio il bisogno di un film tamarro a questi livelli. Dove se spareno, se meneno, se corcano de mazzate. Ah, dimenticavo. Io so che questo è il n.2 della saga. E il finale lascia intendere che probabilmente, se l'ospizio darà loro il permesso, c'è la possibilità che ci sia anche il terzo. Quello che davvero non capisco è come mai io non conservi memoria alcuna del primo. Che so essere uscito nel 2010. E, nel 2010, io vivevo già qui, sul pianeta terra. Ma niente, il buio totale. Boh. Comunque. La scena che apre il film è così eccessiva e splatter che io già ridevo. Poi inizia il film. Mr.Church (B.Willis) ingaggia il gruppo per recuperare il contenuto di una cassaforte che stava viaggiando su un aereo precipitato nei monti di Albania. Sembra un lavoro facile ma ovviamente no, e, durante l'operazione, Billy, l'ultimo acquisto del gruppo (oltre ad essere l'unico ancora non passato sotto le mani di un chirurgo plastico, non avendone fra l'altro alcuna necessità) viene ucciso. E quindi parte l'operazione vendetta. Ecc.ecc.ecc. Se volete una recensione più professionale, la trovate qui. O qui. Se vi accontentate della versione cialtrona, questo è il posto giusto.
Prevedibile finchè vuoi, ma con la giusta dose di ironia che è quello che serve per farmi piacere filmacci del genere. Quando Chuck Norris entra in scena, con la musica di il buono il brutto il cattivo in sottofondo ho rischiato le convulsioni, mentre il combattimento di Statham travestito da prete era esteticamente perfetto. Peccato che Jet Li si veda pochissimo, per il resto che dire? Che nessuno steroide è stato maltrattato durante la lavorazione del film, credo.
E comunque credo che mi farò tatuare "Bad Attitude" da qualche parte, prossimamente.
Un'ultima cosa. A quelli che erano in sala con me e la Paola: ma come cazzo fate a non ridere mai?
(Ironia, portami via).
 
 

 P.S. Lo so, solitamente di cinema parlo di , ma ultimamente sto più comoda qui.

23 agosto 2012

Seguimi...

No, ma parliamone.
Io sono un po' tarda, sull'utilizzo delle "nuove tecnologie".
Del resto sono anziana, portate rispetto.
Ma, oltre che anziana, sono curiosa.
E la mia curiosità l'anno scorso mi ha portato ad iscrivermi a Twitter®.
Senza capirci una mazza fionda, tra l'altro.
E, come per tutte le cose che non capisco e che non sono fondamentali per la mia sopravvivenza, l'ho bellamente accantonata.
Poi è successo che a metà giugno sono andata in ferie.
E un tizio mi ha detto "ci sentiamo su twitter".
E ho iniziato ad appassionarmici.si.vi.
Mentre ero in vacanza ci ho seguito gli Europei, per dire. Divertendomi pure parecchio.
Poi ho iniziato a cercare persone più o meno famose, amici blogger, perfetti sconosciuti, e via così.
Non mi caga praticamente nessuno, quindi il mio ruolo su twitter è più o meno quello di un guardone al parco. Insomma, una MILF un po' voyeur, per dirla con un tocco de classe.
E, mi pare di averlo già detto un po' di tempo fa, ogni volta che mi arriva la notifica di un nuovo follower mi stupisco parecchio, mentre il mio ego ipertrofico inizia a saltellare, tronfio e compiaciuto.
Ma sono certa che potrete immaginare il mio stupore quando ho letto la descrizione del mio ultimo follower:
Eden dei Fiori: Foto, informazioni e consigli utili per la cura dei fiori e e delle piante.
Signori, vi prego. Io sono quella che ha fatto morire una pianta grassa. Non lo dimenticate. MAI.

 
Il video non c'entra una cippa.
Ma ieri sera (sul divano) ho rivisto Clockers.
E questo pezzo è nella colonna sonora. 

22 agosto 2012

ops. I did it again!

Casa.
Cena.
Divano.
CSI New York.
Ricordo la faccia dell'agente Flack.
Vuoto.
Riapro gli occhi.
Sono sudata come nemmeno Zidane a ferragosto.
Ho i capelli come Gloria Gaynor.
Adesso dentro la mia TV c'è Tom Cruise.
Cazzo.
Mi sono di nuovo addormentata sul divano.

21 agosto 2012

e guardo il mondo da un oblò. Mi annoio un po'.

Il mondo non lo sto guardando. In compenso mi annoio a nastro.
E' in giornate come questa che sono fastidiosa e molesta.
Mi sto sul cazzo da sola, pensa come devo essere simpatica agli altri.
Come?
Non si nota la differenza? Ah. Ok.
Scopro dalle fotogallery di repubblica che Demi Moore era all'aeroporto, ha preso un caffè e portava i tacchi. Che indossava anche un paio di jeans che le stavano diversamente bene, o oggettivamente malissimo non lo dice nessuno? Allora lo dico io.
Che se c'è una cosa che non ho mai capito sono quelle che sfoderano il tacco assassino in aeroporto, quando magari devono affrontare una traversata oceanica di N ore. Che il Milano-Roma mica fa testo.  
E non parlo di Demi Moore o di una qualunque vip che non ha mai dovuto preoccuparsi di spostare il suo bagaglio dall'armadio al letto. Parlo della bassa manovalanza come la sottoscritta, quella categoria di persone che viaggia in classe economica, con il volo sovente in ritardo e che spesso deve bivaccare al gate, magari seduta per terra. E per ingannare il tempo legge, si guarda in giro, conta le piastrelle. O cammina per l'aeroporto.
La femmina col tacco si divide in due sottocategorie. Quella che sul tacco ci sa camminare, e quella che sembra Pollyanna dopo un giro poco propizio a Lourdes.
Io trovo che le scarpe col tacco siano bellissime proprio come oggetti. E che, indossate da chi le sa portare con sufficiente disinvoltura siano assolutamente seducenti. E sexy. E tutta una serie di altre cose che non starò qui ad elencare per non rischiare di sembrare feticista. 
Comunque,  e qua io vorrei davvero sentire il parere di qualche uomo, ammesso che ci sia qualcuno in giro, io trovo che non ci sia nulla di meno conturbante ed arrapante di una donna che sul tacco ci traballa e sembra che stia per catapultarsi al suolo ad ogni passo.
E mi chiedo il perchè di tanta ostinazione




so crumpled

E poi apri gli occhi.
La tv è (ancora) accesa. Schermo blu. True Romance è finito da un pezzo. Prima avevi visto L'ultimo boy scout, in un tuo personalissimo tributo a Tony Scott.
La luce in cucina è (ancora) accesa.
La porta di casa è socchiusa, come ogni volta che sei in casa e aspetti che rientri il gatto.
Guardi l'ora. Le 0.30.
Sei un po' stropicciata.
Come se avessi dormito tutta la notte sul divano.
Riguardi l'ora.
Realizzi che alle 0.30 eri ancora sveglia.
E, se adesso si risvegliasse anche la coppia di neuroni claudicanti che vaga negli spazi sterminati della tua mente, realizzeresti che non sono le 0.30, ma le 6.00.
Di mattina.
La conferma te la dà la sveglia, che, come ogni giorno, inizia a fare il suo porco lavoro.
E tu, grandissima idiota, hai dormito sul divano.

20 agosto 2012

Dov'eravamo rimasti?

Sempre qua, più o meno.
Con la sottoscritta che cercava di sopravvivere alla convivenza forzata con la bionda collega surfista dalle tette rifatte, se non erro.
Ecco.
Siamo di nuovo qua, in ufficio.
Io e lei.
A dire il vero lei mi ha avvisato con uazzapp che entrava per le 10.00.
Certo, fai un po' quel cazzo che ti pare, ci mancherebbe.
Nel frattempo è partito il mio personalissimo conto alla rovescia, che se le voci di corridoio sono vere, questa dovrebbe essere la sua ultima settimana di lavoro, poi va in ferie.
Già godo.
Comunque, questa settimana di ferie inaspettata, alla fine l'ho apprezzata.

Ho fatto cose, visto gente...
Andando indietro nel tempo, domenica scorsa sono stata portata a cena in un ristorante delizioso. A Mondovì, non esattamente comodissimo, ma sicuramente notevole. Non so se presentarsi al ristorante già mediamente ubriachi valga o meno, ma è stata una gran bella serata.
Poi martedì pomeriggio ho recuperato sua bionditudine dopo il lavoro e siamo salite in montagna.
Anche se io, in quanto cazzara in sæcula sæculorum, sarei più una tipa da spiaggia. In tutti i sensi.
Ma non è ancora il momento di andare in spiaggia, evidentemente.
 
Per quanto, ad Embrun il 15 di agosto, attorno a quel lago, sembrava quasi di essere a Rimini.
Ma senza i gavettoni.
Che poi. Si fanno ancora i gavettoni in riviera a ferragosto? che sono anni che manco.
Comunque, oltre ad aver visto l'Embrunman, ci siamo anche fatte un giro per il paesino, non sia mai che una si fa 60 km di curve tanto per. E il paesino ha una cattedrale (Notre Dame du Réal) del XII secolo che ci ha quasi lasciate a bocca aperta da quanto è bella. 
Poi ci siamo ricomposte. E siamo entrate in un bar a farci una Leffe. 
E quest'anno mi sono anche comprata un paio di scarpette più o meno tecniche per andare in montagna. Che se vai in montagna vuoi non camminare? Anche no, per dire.
Io ad esempio ho letto, preso il sole, mi son fatta massaggiare i piedi, partecipato ai campionati indoor di sollevamento posate, fumato un sacco, bevuto un po' meno,  ma ho camminato davvero poco. Però adesso se mi dicono andiamo in montagna a camminare, c'ho pure le scarpe.
In ogni modo.
Son tornata a valle, sabato sera. E ad accogliermi ho trovato un plotone di zanzare a cui di sicuro sono mancata parecchio. Domenica avrei dovuto stirare.
Ma, nel dubbio, ho preferito andare in piscina.
E, non so come sia potuto accadere, sono tornata a casa vagamente ubriaca.
La devo smettere.
Ma poi apro il frigo e mi accorgo di non essere (molto) credibile.

E io lo ricordo così...



e stasera, in suo onore, mi riguarderò "l'ultimo boy scout".
Che non sarà un capolavoro della cinematografia mondiale, siamo tutti d'accordo. Ma è quel genere di film sufficientemente tamarro che impari a memoria tuo malgrado. E, anche se lo conosci a memoria, e potresti doppiarlo in scioltezza, ogni volta ti strappa una risata.
Rest In Peace, Tony Scott.

10 agosto 2012

giro a vuoto. e nemmeno troppo in fretta


Ieri sera mi sono addormentata sul divano dopo aver visto qualche puntata di "killer instinct" e di "medical investigation". Alle tre mi sono svegliata, ho dato da mangiare al gatto, sono uscita in veranda a fumarmi una sigaretta e sono andata a letto.
E non sono riuscita a dormire.
Così stamattina ero di nuovo in lotta con la sveglia.
Ma per fortuna oggi è' l'ultimo giorno.
Non in senso assoluto.
Di lavoro.
La settimana prossima scatta la settimana di ferie forzata.
Che, dopo lo smarrimento iniziale, mi sono abituata in fretta all'idea. E mi sto organizzando per riempire le giornate. 
Anche perchè questi 3 giorni a stretto contatto con la bionda collega surfista dalle tette rifatte mi stanno mettendo a dura prova. Perchè, abbandonato lo skateboard, adesso è alle prese con un problema di proporzioni bibliche. Gli anticoncezionali.
E sono due giorni che mi spappola le ovaie, tanto per restare in tema, con lo scibile della prevenzione.
Ha esordito parlando di sesso fantastico col preservativo. Le ho fatto notare che, sempre secondo il mio modestissimo parere, le due cose sono in conflitto. O è col preservativo, o è fantastico. Che poi il preservativo vada usato e bla bla bla siam tutti d'accordo, ma questa è un'altra storia.
Ma, se il tuo fantastico fidanzato 55enne, colui che ti ha pagato almeno una tetta, che su FB clicca mi piace a tutte le foto succinte di figliole under30, ti ama tantissimo e stravede solo per te, direi che il condom lo puoi anche bypassare, no?
Ma la pillola no, che mica voglio assumere ormoni (metti mai che ti crescano le tette), che ne dici della spirale?
Guarda, BCSdTR, che la spirale è indicata principalmente per le donne che hanno già avuto delle gravidanze.
Ma tu non usavi il cerotto?
Hai detto bene, usaVO. Ma d'estate è una palla, in acqua si stacca, lo devi rimettere, a me l'adesivo dava un po' di irritazione, e sono passata all'anello.
L'anello? Ma rilascia estrogeni? E te lo mette il ginecologo?
BCSdTR, qualcosa deve rilasciare per forza, non è che funziona a guardarlo e basta. E no, non te lo mette il ginecologo. Tu vai dal ginecologo a farti infilare gli assorbenti interni per caso?
Ah, no, ma che ne so? E poi? Se non riesci più a toglierlo?
No, vabbè, a meno che tu non abbia un utero che ricorda l'orrido di chianocco, in genere ci si riesce...
Dopo aver stampato tutte le info, telefonato al numero verde, chiamato N farmacie, sempre dichiarandosi "ragazza", stamattina è arrivata in ufficio con il metodo "Persona".
E mi sta sfrancicando i maroni con fuso orario, funzionamento, dubbi, domande e perplessità.
BCSdTR, tutto quello che posso fare io, personalmente, è mandarti a stendere.

9 agosto 2012

capisco tutto

e solitamente non rompo nemmeno il cazzo.
Vivi e lascia vivere è una delle mie regole base.
Ma, cara bionda collega surfista dalle tette rifatte, il fatto che sia "quasi ferragosto" non ti dà diritto di aggirarti in skateboard per i corridoi dell'ufficio.
Che io capisco anche che ti hanno installato gli airbag, che ti sono costati 9000 euro.
Novemilaeuro. No, così, per dire.
Novemilaeuro. Ma ti pare normale?
Ok, non sono cazzi miei. Vero.
Ma.
In skate lungo i corridoi dell'ufficio anche no, ecco.
Che anche se telefoni in giro presentandoti come "la ragazza bionda", c'hai 43 anni.
E in skate in ufficio non ci puoi andare.
A prescindere.

8 agosto 2012

e comunque



quando inizi ad avere una certa, andare a dormire tardi, se il mattino dopo la sveglia suona sempre alla stessa ora e tu devi andare in ufficio, non è cosa.
Sono al settimo caffè, e faccio fatica a tenere gli occhi aperti.
Inutile dire che di lavorare non se ne parla.
Comunque, oltre ad aver ricevuto un libro brutto in regalo, ne ho ricevuto uno bello. Più un portafrutta, che ogni tanto i post sevono anche a qualcosa, un profumo e... un sms.
Che, e mi perdonino gli altri, è stato il regalo più apprezzato.
Alla faccia di chi dice che sono incontentabile.
L'sms di un amico che non sentivo da almeno 3 anni.
Lui si è meravigliato che io avessi ancora il suo numero in rubrica.
E io ero contenta che lui si fosse fatto sentire. Per farmi gli auguri.
Che sarò idiota, non lo nego, ma io amo il giorno del mio compleanno.
Dopo il primo scambio di sms ne sono seguiti altri, poi la cosa si faceva complicata, così mi ha chiesto se poteva chiamarmi. Mi sono scusata preventivamente con M, mentre salivamo in macchina, dicendole: "ti spiace se faccio una telefonata?" e lei, cara, che mi dice: "no, tranquilla, aspetto fuori". Le faccio notare che non sarà breve.
Ma credo l'abbia capito quando mi ha visto indossare l'auricolare. Che poi, un auricolare si indossa? Attendo suggerimenti e/o correzioni.
L'ho salutata praticamente a gesti quando è scesa dalla macchina (sì, sono anche un gran pezzo di cafona. E allora?) e ho continuato la mia telefonata. Che si è conclusa un'ora dopo. Quando ormai ero già a casa da un pezzo. Con ancora l'auricolare infilato. Nelle orecchie, certo. Che, se stai a vedere, ti lascia una libertà di movimento mica da ridere. Sto sempre parlando dell'auricolare, sì. Infatti sono riuscita a prepararmi un caffè, fumarmi una sigaretta, dar da mangiare al gatto, spogliarmi e stendermi sul divano proseguendo la conversazione senza fare un plissè. O quasi.
Dopo i 90 minuti regolamentari la telefonata si è conclusa. E abbiamo iniziato i supplementari a colpi di sms. Tanto ormai la fascia protetta l'avevamo sventrata da un pezzo.
E, come due bimbiminkia, abbiam fatto arrivare le 2.30.

6 agosto 2012

le incessanti gioie della messaggeria (di libero)

Per chi non lo sapesse, e casomai gliene fregasse qualcosa, questo blog esiste anche su un'altra piattaforma. Tale piattaforma, che non si fa mancare nulla, è dotata financo di messaggeria. Che può essere utile per scambiarsi messaggi di servizio, ma anche soprattutto per ricevere messaggi da emeriti sconosciuti. A volte Nella maggior parte dei casi si tratta di emerite teste di minchia, ça va sans dire, ma, siccome generalizzare pare non sia cosa buona e giusta, il beneficio del dubbio, come regola, vale sempre. Se al primo messaggio ti è sembrato deficiente, stai sicura che al secondo ne avrai la certezza.
E così, siccome ad agosto non tutti vanno in vacanza, capita che, stamattina, arrivando in ufficio, io legga questo:

“ciao sono XXXXX da imperia liguria, sono serio e sincero e libero! se ti fa piacere conoscerci per una storia seria e sincerva  vedi te? buona domenica”
Allora.
Vedo io? Ok, vedo io.
Intanto grazie per avermi specificato che Imperia è in Liguria, che di questi tempi di crisi è sempre bello avere delle certezze. Sono anche contenta che tu sia serio, sincero e libero. Io pure sono libera, e sincera. Forse non sempre sono seria, ma non credo sia un problema tuo, visto che non lo è per me.
Non so se mi possa far piacere conoscerti, non è che mi sveglio al mattino dicendo “Mi farebbe davvero piacere poter incontrare qualcuno serio sincero e libero. Pensa che culo poi se arrivasse da Imperia, in Liguria!”. Perché è indubbio che a me piaccia conoscere gente. Peccato che non sempre sia un piacere. Comunque, anche se fosse, non parto mai dal presupposto che si possa conoscere qualcuno per una storia seria e sincera, o anche una storia del cazzo basata sulla menzogna. Cioè, proprio non mi sfiora nemmeno l’idea di poter incontrare qualcuno con cui intraprendere una storia. Che mica certe cose le decidi a tavolino, no? Ma soprattutto, questa non è la messaggeria di Eliana Monti, quindi, caro il mio uomo di Imperia, in Liguria, mi sai che ti sfugge qualcosa, oltre al tempo che passa.
Soprattutto perché, se anche esistesse qualcuna che sta cercando le tue stesse cose, e non veda  l’ora di conoscerti, se tu non disattivi l’opzione per cui
Il destinatario vuole ricevere messaggi solo dai suoi amici”, farai davvero fatica a trovarla. Ma tanta, eh?
Vedi te.

che noia

E’ il sei agosto.
Che in questo blog si fa informazione, prima di tutto.
La bionda collega surfista è comunque riuscita ad arrivare in ufficio in ritardo.
Io solitamente vivo e lascio vivere, perché fondamentalmente, nel mio egocentrismo sfrenato, me ne fotto degli altri. Ma credo che prima o poi la manderò a cagare. E senza nemmeno il sorriso sulle labbra. Ma, a parte questo, va tutto bene, davvero.
Sono reduce da un week end in cui non ho messo il naso fuori di casa, se non per uscire in veranda a fumare. Questo significa che non sono nemmeno andata a fare la spesa, no. Ho indossato una t.shirt sbrindellata sabato mattina, quando mi sono svegliata, ma solo perché dovevo uscire in veranda a fumare, e farlo nuda pare non sia cosa. Che poi, secondo me, i miei vicini di casa non troverebbero nulla da ridire. Le loro mogli sì, probabilmente.
Comunque stamattina rimettermi le mutande mi ha dato un po’ di fastidio, ecco.
 Venerdì sera invece sono andata a cena. Nella Granda. Io e la bionda pensavamo di immetterci in tangenziale e trovare il mondo in direzione mare. Sbagliato. Non c’era nessuno. Siamo arrivate a Bra in tempo utile per farci anche un giro di shopping, sia mai che non si faccia girare l’economia, che c’è crisi. Sono tornata a casa con due paia di scarpe.
Di cui non avevo bisogno, ovvio. Ma i saldi al 50% sono fatti apposta per affrontare gli acquisti inutili senza inutili sensi di colpa, no?
La cena era messicana. Il che vuol dire che noi siamo andate a Bra e non abbiamo toccato la salsiccia. Che è un’affermazione che si presta a dubbie interpretazioni, fra l’altro.
Comunque abbiamo toccato il Margarita. Che scende sempre benissimo. E non lascia traccia. Almeno, fino al giorno in cui non verrai fermata per l’alcool test. Cosa che, fra l’altro, mi è successa una volta sola, fortunatamente da sobria, sulla Great Ocean Road.
Una vita fa, quasi.


3 agosto 2012

A.A.A. cercasi

La Poison si è resa conto che ha bisogno di un nuovo portafrutta.
Balle.
La Poison non ha bisogno di nulla, ha semplicemente deciso che il suo portafrutta non le piace più, e vuole cambiarlo. Acquistando un portafrutta che le piaccia.
Balle, again.
La Poison, se continua a parlare di ella stessa medesima in terza persona, avrà presto bisogno di uno specialista di quelli competenti, seri, preparati.
Comunque, per farla breve, voglio un portafrutta nuovo. Non che io mi stia dannando alla ricerca dell’oggetto, visto che tanto in questa stagione la frutta la tengo in frigo, fra l’altro. Quando lo incontrerò sono certa che lo riconoscerò, e sarà amore a prima vista. Conoscendomi, minimo sarà dell’Alessi, e mi costerà come un paio di Louboutin.
Visto che ieri sera, uscita dall’ufficio, l’unico programma concreto era di andare a casa a stirare, ho preferito perdere tempo e sono andata all’Ikea.
Che ho pensato che, magari, avrei anche potuto trovarlo lì, un portafrutta. Possibilmente già montato. Così sono arrivata, ho parcheggiato, sono entrata.
Che io non ce l’ho con l’Ikea, sia chiaro. Ho ancora in mente la sequenza esatta di bestemmie pronunciate l’unica volta che ho montato una loro cassettiera, ma, a parte questo, una volta l’anno un giretto ce lo faccio. Tenendomi accuratamente alla larga da qualsiasi cosa sia composta da più di due pezzi, fosse anche il gioco del domino.
Manco a dirlo di portafrutta (assemblati e/o da assemblare) nemmeno l’ombra. Questo non mi ha impedito di lasciare comunque 50 euri alla cassa. Adesso ho una bellissima parure di lenzuola color verde minchia (verde acido per i non addetti ai lavori), l’ennesimo copriletto indira (verde anche lui) e, visto che la saggezza accumulata nel tempo mi ha trattenuto dal comprare un’altra orchidea in vaso, che poi rischio di passare per serial killer, un rametto di orchidea rigorosamente finto.
Ieri sera arrivata a casa l’ho incastonato nel vaso dell’orchidea in coma. Fa un figurone.
Da lontano.
Il portafrutta? Può attendere.

2 agosto 2012

Chiavi di ricerca

Che io lo so che uno (o una, per carità) va su google e cerca la qualunque.
Io stessa a volte ho cercato cose che voi umani... e qua potrebbe partire il pippone di Roy Batty, ma ve lo risparmio. Però, davvero, ci sono cose che faccio fatica a capire.
Non mi stupisce "Fantozzi polpette", e nemmeno "pavone ruota coda", anche se insomma, io l'avrei messa giù diversamente, avessi dovuto cercare disperatamente un pavone che fa la ruota. Scrivendo, appunto, pavone che fa la ruota.
Su "odore di croissant e caffè" che dire? Che, a meno che non abbiano sviluppato una qualche app in odorama, difficilmente troverai delle risposte. C'è qualcuno che è arrivato su questo blog digitando "immagini fumetti nuoto". Che io coi fumetti ultimamente ci ho perso un po' la mano, lo ammetto, quindi non escludo che possano anche esistere. Ma perchè arrivare qui? Quasi quasi chiamo Giacobbo.
"Massaggio romantico giapponese". Che credo sia un modo gentile per dire qualcos'altro. Che si sa che gli orientali, con sta storia del massaggio, la sanno lunga. Ma, anche qua, mi sfugge cosa li indirizzi al mio blog, visto che non sono nè massaggiatrice, nè giapponese, nè tantomeno romantica.
"Ma ti assicuro che visto dal vivo"... questa mi piace, lo ammetto. Ma, diciamocelo, che cazzo di ricerca è?
Poi, c'è sempre chi arriva da queste parti digitando "troietta di cuneo". Più che dire che non è la mia zona, non so che fare. E, per concludere, c'è tutta la compilation dei tatuaggi. Come io fossi un'esperta.
Tatuaggi maori, tatuaggi polpaccio, tatuaggi giapponesi, ecc. Ma... vogliamo parlare di "tatuaggio pene"? Cioè, per capire, ma c'è qualcuno fra di voi che ha il pene tatuato? Perchè, come dire, sarei curiosa.
Di vederlo, certo.
Ecco, l'ho detto.


Cena tra amici

E’ il titolo del film.
Della cena tra amici che faremo domani sera, non avendo doti di preveggenza, mi sembra prematuro parlarne. 
Palestra chiusa, io e la bionda libere da impegni e orari da incastrare con precisione chirurgica, decidiamo per lo spettacolo tardo-pomeridiano. Come mi ha suggerito un amico quando gli ho detto che stavo andando al cinema alle 18.30, il prossimo passo è il matinée. Anche se credo che il prossimo passo sarà il nulla, considerata la programmazione cinematografica estiva. 
Ma si sopravvive lo stesso, eh? 
Il film è francese.
Che, in genere, per me, è un deterrente. 
Ma quest’anno va così. 
A me e alla bionda è piaciuto, alla Tiz molto meno. Cattivo al punto giusto, probabilmente in lingua originale sarebbe stato ancora meglio, tralasciando il fatto che io non ci avrei capito una mazza. La storia è semplice, e potrebbe ricordare vagamente Carnage di Polanski, ma meno sofisticato.
Vincent e Claude sono ospiti a cena a casa di Elisabeth e Pierre. Mentre attendono l’arrivo di Anne, moglie di Vincent, incinta di 5 mesi, chiedono a Vincent qual è il nome che hanno scelto per il nascituro. E, nel momento in cui Vincent lo rivela, si scatena l’inferno. Quando l’atmosfera sembra tornata tranquilla, arriva Anne, e, per un inevitabile gioco degdi equivoci, parte il secondo round...
Mi fa sempre uno strano effetto uscire dalla sala e scoprire che c'è ancora luce. Visto che eravamo all’Ambrosio ne abbiamo approfittato per provare il famoso gelato di Alberto Marchetti. 
Buono. Ma lontano dall'essere memorabile.
A differenza mia, che sono abbastanza vicino all'essere incontentabile. 


1 agosto 2012

poi succede

Che le tue granitiche certezze vengano meno.
Non che io ne abbia molte, che alla fine mi piace anche variare, nel corso della vita.
OK, la Heineken mi fa cagare e il vino rosso mi piace fermo. Punto.
La prima sigaretta in veranda la mattina. 
Fatte salve queste regole base, poi le altre possono variare. Più o meno indipendentemente dalla mia volontà. Quasi sempre le regole della mia volontà se ne fottono, diciamocelo. 
Ad esempio, domenica, vedendo per la prima volta il figlio di un’amica, mi sono abbassata per salutarlo. E questo mini-uomo di circa un metro mi ha messo le braccia al collo e mi è venuto in braccio, e mi guardava e rideva di gusto. E io ero lì, che lo guardavo e che allo stesso momento guardavo sua bionditudine dicendole “guai a te se lo racconti in giro!” che una non può passare la vita a farsi una reputazione da sorella di Erode per poi vederla andare in frantumi così, nel giro di mezzo minuti. 
Comunque, fino alla settimana scorsa avevo anche un’altra certezza. Ovvero che la società per cui pregiomi lavorare, ad agosto non chiude. MAI.
Se non chè, giovedì sera iniziavano a circolare per i corridoi strane voci sulla chiusura per ferie dell’intera settimana di ferragosto. 
Che poi.
A me sinceramente, a parte dare un po’ fastidio perché non sono abituata, cambia davvero poco. Che di giorni di ferie ne ho, e alla fine una settimana ad agosto, in cui solitamente si viene in ufficio a sistemare carte, e archiviare pratiche, ci può stare. 
Ma. Magari c’è gente che di ferie ne ha poche, e che ad agosto aveva scelto di lavorare perché si era organizzata diversamente con magici giochi di incastri e via dicendo, e si ritrova a dover impegnare 4 giorni che non aveva scelto. E voi mi direte: “Ma ci sono ditte che ad agosto chiudono 2/3/4 settimane e tu non puoi scegliere!” 
E va bene. Ma se la società per cui lavori non ha MAI chiuso dal 1929, capisci che non te l’aspetti, e la cosa un po’ ti spiazza. 
Infatti, per riprendermi dalla ferale notizia, io e la bionda abbiamo prenotato una settimana di ferie.
A settembre.
A Kos.
Se qualcuno a ferragosto volesse disperatamente ospitarmi nella sua villa al mare, chalet in montagna, o attico a new york (ma va bene anche uno squat a Berlino) me lo faccia sapere.