20 novembre 2009

Lulu & Jimi, Made in Hungaria, Le Donk & Scor-Zay-zee, Bleeder, Pink Subaru

Oh, ma quanto è bello andare al cinema di venerdì mattina invece che stare in ufficio? Come? Non avete mai provato? E’ bello, ve lo dico io.
Che sono arrivata come tutte le mattine davanti all’ufficio, ho parcheggiato e poi ho preso il bus per andare in centro, che tanto avevo tutto il tempo a disposizione. Ho fatto colazione al bar e poi ho iniziato la mia giornata di ferie al cinema.

Lulu & Jimi
E’ un film tedesco che ricorda il primo Almodovar che strizza l’occhio a John Waters, sfiorando David Lynch, che viene pure ringraziato nei titoli iniziali, color rosa shocking. E racconta la contrastata storia d’amore fra Lulu, bellissima figlia di una madre alcolizzata e dispotica e Jimi, un giovane afroamericano che lavora in un autoscontro, a cui – si sappia – non manca mezzo addominale.
Gertrud, la madre, dopo aver reso impotente il marito grazie all’aiuto del nazi-psicanalista Von Oppeln, fa di tutto per impedire l’amore fra i due ragazzi, aiutata dall’amante/autista Schultz.
Surreale e divertente, ma Cuore Selvaggio è un’altra cosa.
Made in Hungaria
Negli anni 60 la famiglia di Miki è costretta a tornare in Ungheria dopo aver vissuto per qualche anno negli Stati Uniti. L’abbigliamento di Miki, le canzoni di Jerry Lee Lewis e la sua collezione di dischi “proibiti” porteranno scompiglio nella vita dei giovani ungheresi, mentre i funzionari addetti alla cultura giovanile cercheranno in ogni modo di reprimere l’ondata di ribellione crescente.




Le Donk & Scor-Zay-zee
è un mockumentary, ovvero un finto documentario, che ci racconta la storia di Le Donk, un roadie a metà strada fra uno stronzo maschilista e un presuntuoso idiota che vuole che il rapper Scor-Zay-Zee apra un concerto degli Arctic Monkeys, che Le Donk continua ad elogiare, nonostante ne storpi il nome in Artical Monkeys. Che dire di un film che riesce ad annoiarti e allo stesso tempo divertirti?
 
 
 
 
 
 
Visto che il TFF dedica una retrospettiva a Nicolas Winding Refn mi sembrava brutto non vedere nemmeno uno dei suoi lavori, e quindi ho deciso di vedere
Bleeder
Leo ha una vita che non lo soddisfa ed è fidanzato con Louise.
Passa il tempo con Louis, fratello di Louise, e Lenny, appassionato cinefilo commesso in una videoteca, il quale è attratto da Lea, cameriera in un fast-food.
Quando Louise gli comunica di essere incinta Leo è disorientato e la sua insoddisfazione, unita alla visione di film trash che vede con gli amici, oltre al fatto di aver assistito ad una sparatoria, lo fa precipitare in una spirale di violenza che innescherà una reazione a catena di sangue e morte. Interessante. Forse.


Pink Subaru
E' l’opera prima di un regista giapponese che vive in Italia e che ha realizzato questo film tra Israele e Palestina, per una volta senza né guerra né attentati.Dopo 20 anni di sacrifici Elzober, che vive a Tayibe e lavora in un sushi bar di Tel Aviv, riesce finalmente a comprare l’automobile dei suoi sogni: una Subaru Legacy nero metallizzata. Dopo aver sacrificato l’agnello e festeggiato tutta la sera, il mattino successivo, al suo risveglio, Elzober precipita in un incubo: la macchina è stata rubata. Tutti gli dicono di non preoccuparsi, ché tanto l’auto è assicurata. Ma, per una questione di orario, la venditrice non aveva fatto in tempo, e così la vettura non è stata assicurata. La sorella di Elzober annulla il matrimonio imminente, e tutta la famiglia si mette alla ricerca dell’auto nella zona di Tulkarem. Fra amici, cugini, maghe, ingegneri giapponesi, sfasciacarrozze, ebrei sefarditi e veri ladri d’auto, alla fine il matrimonio verrà celebrato, e l’auto della sposa sarà proprio la Subaru di Elzeber. Anche se...

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