Visto ieri in anteprima (risicata, visto che in sala arriva oggi) come film di pre-inaugurazione del Sottodiciotto festival. In lingua originale, e, vedi un po', gratis.
Ieri sera, mentre io e la Tiz aspettavamo pazientemente di entrare in sala, abbiamo finalmente capito il significato del nome. Non è, come banalmente si potrebbe pensare, un festival dedicato ai ragazzini. Che infatti ieri sera, in sala, latitavano.
E', presumibilmente, la temperatura corporea che i gentili organizzatori aspirano a farti raggiungere, facendoti attendere in coda all'esterno della sala fino a 10 minuti prima dell'inizio del film.
Avevo freddo persino ai capelli. Ho passato il film rannicchiata sulla poltrona, col cappotto messo addosso come una coperta, rimpiangendo di non essere Linus, e, quando sono uscita, avevo ancora freddo.
La prossima volta mi attrezzo, portandomi la coperta di pile da casa.
Ma veniamo al film.
Le aspettative di un uomo palindromo, Pip Pirrip.
Ve la faccio breve. Il piccolo Pip è un orfano, affidato alle cure della crudele e grezza sorella, e di suo marito Joe, il fabbro del villaggio, ignorante dal cuore d'oro.
Un giorno, mentre Pip si reca in visita alla tomba della madre, si imbatte in un delinquente che lo minaccia e gli ordina di portargli, il giorno successivo, cibo e una lima affinchè possa liberarsi dalle catene. Il bambino, terrorizzato, obbedisce.
Dopo qualche tempo Pip viene convocato da una bizzarra nobile dei dintorni, Miss Havisham, che lo assolda come "compagno di giochi". Nella tetra abitazione della donna, conosce Estella, la figlia adottiva, di cui, ovviamente, si innamora.
Un giorno a Pip viene comunicato che è diventato beneficiario di un'imporatante rendita, da parte di un misterioso benefattore, si trasferisce a Londra dove potra studiare e diventare un gentiluomo, sotto la protezione dell'avvocato Jaggers.
Ritrova Estella, fa amicizia con Herbert, e scoprirà, che il suo misterioso benefattore non è Miss Havisham, ma Magwitch, ovvero il delinquente che Pip aveva sfamato quel giorno al cimitero. Dopo essere stato deportato in Australia l'uomo aveva giurato a sè stesso che tutte le sue fortune sarebbero state destinate a quel ragazzo, ed è venuto a Londra per poterlo rivedere, rischiando la vita.
ecc. ecc.
Che dire? Non è un brutto film, ma non mi ha appassionato.
Va assolutamente visto in lingua originale per i diversi inglesi parlati dai protagonisti. Quello della grezza sorella, incomprensibile, quello sgrammaticato di Joe, il cognato, quello aristocratico e perfetto di Miss Havisham, e quello dello stesso Pip, che, come il protagonista, si perfeziona nel corso del film.
Miss Havisham è interpretata da Helena Bonham Carter, ormai caricatura di sè stessa, che sembra sia arrivata lì dopo essere stata prelevata di peso da un set di Tim Burton. Per quanto anche il film, parecchio gotico (bellissimi i costumi), è pervaso da una certa atmosfera "burtoniana".