6 set 2023

Una settimana in Giordania

Questo è un post abbastanza inutile, in quanto sono stata in Giordania, sì, ma con un viaggio organizzato. Eh, signora mia, bei tempi quelli in cui la Poison si organizzava i viaggi da sola.. adesso è vecchia e rincoglionita, e se ne va in giro con la gita delle pentole.

No, vabbè, non esageriamo. Le pentole non le ho comprate, e non sono ancora (del tutto) rincoglionita. Sul "vecchia" sto iniziando un percorso di accettazione, ma ci devo lavorare meglio. 

In ogni caso questo è un post doppiamente inutile, in quanto in Giordania ci sono stata ad inizio giugno…  sono passati due mesi e non ho la più pallida idea di come sia la vita in Giordania, né di quanto possa costare un pacchetto di sigarette, perché abbiamo vissuto in questa bolla ovattata che è la caratteristica (a mio parere peggiore) del viaggio organizzato, ma tant'è, ormai è fatta. Quello che mi ha invogliato è che il mio CRAL (Circolo Ricreativo Aziendale Lavoratori) la offriva ad un prezzo più che vantaggioso, e quindi, dopo aver coinvolto Sua Bionditudine, siamo partite da Malpensa, in un caldo mezzogiorno di inizio giugno, con appena mezz'ora di ritardo. Il viaggio è un tour abbastanza classico, che, va detto, fa un giro un po' della minchia, con una tappa sul Mar Rosso totalmente inutile, anche perché, diciamolo, se uno vuole andare in Mar Rosso non va certo in Giordania, che ha un affaccio sul mare di appena 20km. Però questo c'era e questo ho preso. Col famoso senno del poi avrei potuto scegliere meglio, ma torniamo sempre al punto di partenza. Quindi, di seguito troverete un (inutile l'ho già detto?) sunto.

Quale giorno migliore per arrivare in Giordania se non quello del matrimonio del principe ereditario? Risultato: aeroporto praticamente deserto, ci hanno requisito i passaporti per il visto, che, in occasione del giorno speciale, riporta il timbro del matrimonio reale (io vado pazza per queste cose) e poi abbiamo iniziato il viaggio della speranza verso l'hotel. Bandiere e foto della coppia reale ovunque e traffico impazzito. Roba che se per arrivare ad Amman dall'aeroporto ci si mette mezz'ora, noi ci abbiamo impiegato un'ora e mezza.

L'hotel è un enorme palazzone periferico che sicuramente appena aperto doveva essere un albergo di lusso, adesso  sente un po' il peso degli anni (pure io, in fondo) ma resta assolutamente dignitoso (pure io, in fondo).  E il primo giorno si è concluso con la cena nel ristorante dell'hotel, che, per una bizzarra scelta architettonica, era arredato in stile savana africana. Non ho foto a testimoniarlo, voi fidatevi. 

Il giorno successivo l'abbiamo dedicato alla visita di Jerash (in arabo جرش‎), l'antica Gerasa, fondata dai Greci, ma diventata importante con l'avvento dei Romani, che la conquistarono nel 64 a.c. annettendola alla provincia di Siria (che corrispondeva, a spanne, agli attuali Siria e Libano). La città è la seconda attrazione turistica dello stato, dopo Petra.  Quello che mi ha colpito è stato il foro, circondato da 56 colonne, che è uno dei più grandi che io abbia mai visto. 



Dopo una visita ad Aljun Castle e una tappa al Museo Reale dell'Automobile di Amman, entrambi assolutamente trascurabili, a meno che non adoriate le auto, siamo andati a cena in un ristorante molto carino sulla Raimbow Street e poi siamo andate a dormire, perché il giorno successivo saremmo finalemente arrivati a Petra, non prima di aver visitato la Cittadella di Aman, il Monte Nebo e Madaba.

La cittadella di Amman

Il monte Nebo è famoso (o meglio, dovrebbe essere famoso) in quanto pare sia qua che, secondo il capitolo conclusivo del Deuteronomio, Mosè ebbe la visione della Terra Promessa che Dio aveva destinato al suo popolo, poi, com'è, come non è, Mosè sul monte Nebo ci muore, lo seppelliscono in un luogo segreto e sopra ci costruiscono una chiesa. Che ha dei mosaici molto belli. 


Quindi siamo partiti in direzione di Petra. Dormiremo due notti all'Old Village Resort, molto carino e caratteristico, ma soprattutto pieno di... gattini!


Siamo arrivati al 4° giorno, e finalmente oggi ci aspetta la visita di Petra. Che - lo ammetto - è praticamente l'unico motivo che mi ha spinto a fare questo viaggio. Volevo visitarla da circa 40 anni, ma, incredibilmente, non c'è mai stata occasione. L'ingresso giornaliero al sito, attualmente, costa 50 dinari giordani, che equivalgono a circa 65 euro. 
Parto col dire che non è propriamente una passeggiata perché c'è parecchio da camminare (circa 15 km), ma se proprio proprio vi pesa il culo, ci sono asini, cavalli, carrozze trainate da cavalli, e comodissimi cart che vi eviteranno lo sbattone. E no, non so dirvi i prezzi perché - incredibile ma vero - io me la sono fatta tutta a piedi.
Che dire? Che ovviamente ne vale la pena e che - nonostante sia ovviamente straripante di gente - è assolutamente da vedere. So che potrei andare avanti con le banalità, ma preferisco fermarmi qui. 





Il giorno successivo è stata la volta di Beidah, conosciuta anche come Little Petra. Un tour meglio organizzato avrebbe avuto in buon senso di invertito le due visite, partendo da Little Petra (assolutamente affascinante, sia chiaro) per poi arrivare a Petra il giorno successivo. Perché dopo aver visto Petra, ovviamente qualunque altra cosa non regge il confronto. Quindi, se mai andrete in Giordania, ricordatevi questa cosa. 
E sì, anche qua è pieno di gatti. 
  



Abbandonata Little Petra siamo arrivate al Wadi Rum, inserito tra i beni naturalistici protetti dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità nel 2011. Da lì è partito il tour in fuoristrada in mezzo al deserto, che avrebbe potuto concludersi con un pernottamento in un campo tendato. E invece nel campo tendato abbiamo soltanto cenato, per poi raggiungere l'inutile Aqaba. 






Che poi, Aqaba un par de palle. Ci hanno sistemato a 20 km dal paese, praticamente al confine con l'Arabia Saudita. Immaginate la gioia.
L'unica nota positiva è che c'erano i gatti e avevano la birra (sì, quella vera, con l'alcool).
 

Il viaggio si è concluso sul Mar Morto, dove abbiamo oziato tra spiaggia, SPA e piscina prima di rientrare in Italia. 




Quindi, concludendo, non dico che i viaggi organizzati siano il male assoluto, ma questo tour, nello specifico, è strutturato un po' ad mentula canis, e, avessi dovuto prepararlo io, l'avrei sicuramente fatto in un altro modo. Ma, siccome nessuno ha chiesto il mio parere (sbagliando, ovviamente) mi sono adeguata.




3 commenti:

  1. Sarà anche stato un viaggio organizzato (non benissimo) ma io ci sarei venuta volentieri anche se a Petra ci sono stata (nel lontano 2000). Detto ciò, è sempre bello leggere i tuoi resoconti di viaggio!

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    1. Sarebbe stato bello ci fossi stata anche tu. Alla fine ci siamo anche divertite. E poi c'erano gatti ovunque!

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  2. Vedo Petra e penso subito ad Indiana Jones ;)

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