18 marzo 2015

Suite Francese

I nobili motivi che mi hanno spinto alla visione di questo film sono, nell'ordine:
- la presenza di Matthias Schoenaerts nel cast;
poi:
- ..............; 
- ..............; 
- ..............;
Strano, non me ne viene in mente nessun altro.
Perché, sulla carta, o meglio, dal trailer, mi dava l'idea di un polpettone melenso con la WWII sullo sfondo. Che ci volete fare? Son tutta piena di pregiudizi e lasmesté.
Alla fine ho dovuto ricredermi, non è poi nemmeno troppo melenso (per essere un polpettone). 
Tratto dall'opera (incompiuta) di Irène Némirovsky pubblicata postuma nel 2004, grande successo di pubblico e critica, l'adattamento cinematografico (praticamene solo della seconda parte del romanzo, "Dolce", che la prima se la sbrigano in cinque minuti) è diretto da Saul Dibb, conosciuto per "la duchessa", film del 2008 con Keira Knightley e Ralph Fiennes, che, non so voi, ma io non ho visto.
Nonostante io ami vedere i film in lingua originale, posso dire che questa è la classica eccezione che conferma la regola. Perché, malgrado il film sia ambientato in Francia e sullo schermo ci siano soltanto francesi e tedeschi, in che lingua parlano tutti? Ma in inglese, no?
No! No! No! No! No! No!
Siamo nel 1940 e tu non mi puoi far parlare dei contadini presumibilmente mezzo analfabeti del nord della Francia in inglese, ma che cazzo! 
Scusate, mi ricompongo. 
Nel cast, oltre a Matthias Schoenaerts - che ritroveremo nel prossimo film di Thomas Vinterberg, "Far from the Madding Crowd" - ci sono Michelle Williams, Kristin Scott Thomas, Lambert Wilson (probabilmente l'unico francese di tutta la produzione), Sam Riley ed un'irriconoscibile Margot Robbie (o meglio, io per rendermi conto che fosse lei ho avuto bisogno dei titoli di coda).

Come dicevo poc'anzi, siamo nel 1940, la Francia è occupata dai tedeschi, ma in alcune zone di campagna la guerra sembra una questione lontana. Quando la popolazione parigina abbandona la città e cerca rifugio nelle campagne, la vita del piccolo paese di Bussy improvvisamente cambia. Dopo gli sfollati, anche un reggimento della Wehrmacht si insedia nel paese, e gli abitanti più benestanti dovranno ospitare gli ufficiali; il tenente Bruno von Falk trova ospitalità a casa Angellier, dove vivono Lucille con la suocera, Madame Angellier, che subisce l'occupazione tedesca come un affronto personale, in quanto il figlio Gaston, nonché marito di Lucille, è in guerra e di lui non si hanno più notizie.
A darle il volto la sempre impeccabile Kristin Scott Thomas, perfetta nel ruolo di donna arcigna e intransigente, incurante del fatto che la guerra abbia ridotto in povertà i mezzadri da cui riscuote puntualmente l'affitto, e che ogni tanto sfoggia quest'espressione qui:



Nel ruolo di Lucille la famosissima attirce francese troviamo Michelle Williams, che, diciamocelo, contrariamente alla suocera, del destino del povero Gaston sembra fottergliene una sega.
Signore e signori, famo a capisse,  io sono Lucille, mio marito Gaston è in guerra, io non ho mai amato lui e lui non ha mai amato me, nella migliore delle ipotesi son mesi che è morto sepolto in un campo di grano, non è la rosa non è il tulipano, e in casa mi arriva Bruno von Falk.
La fai facile cara la mia suocera Madame Angellier a dirle "noi non parliamo con il nemico!"
Vedi un po' tu.
Comunque, com'è come non è, la storia prosegue, Lucille e von Falk (no, Dantès, non stavo per dire dall'enorme schwanzstuck, smettila immediatamente) si parlano, si scopre che lui è candidato al premio nazista buono dell'anno, e che prima di arruolarsi era un compositore, e per questo lei non aveva riconosciuto la struggente melodia che lui suona al pianoforte tutti i giorni. Ma, anche se la musica è universale ed unisce, la guerra se ne frega e divide, mentre la piccola comunità di Bussy dal canto suo si dedica con discreto successo alla garbata pratica della delazione, con lettere anonime in cui i solerti cittadini denunciano al comando tedesco ebrei, comunisti, omosessuali, negri no perché a) non ce ne sono, b) non ce n'è bisogno. E alla fine è come se non ci fossero più distinzioni tra tedeschi cattivi e francesi buoni, ma solo persone, più o meno meschine, più o meno vigliacche.
Sia io sia la bionda ci aspettavamo il finalone tragico, e invece.
Nel complesso, comunque, temendo davvero le peggio cose, non l'ho trovato nemmeno così pessimo.


35 commenti:

  1. Margot Rebbie non era la bonazza di the Wolf etc etc?(sì,lo è,ho googlato).Potenza del biondo(in un senso) e dell'outfit dimesso(nell'altro)!Non l'avrei mai riconosciuta neppure io!
    Mi ispira molto questo polpettone amoroso dudù dadadà,se riesco me lo recupero,una mattina!!!
    La battuta sui negri mi ha fatto rotolare XD

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    1. E' proprio lei, io davvero, finchè non ho letto il nome dei titoli di coda non ci sono arrivata, e l'ho vista in Focus meno di una settimana fa, per dire...
      Comunque il film nel complesso si lascia vedere, se non ti aspetti il capolavoro...

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    2. Io lei l'ho trovata molto figa, ma mica avevo capito fosse la biondazza del lupo di Wall Street... Lo scopro ora grazie a voi, interessante, attrice trasformista.

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    3. In effetti che è figa si capisce benissimo, quello sì...

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    4. Ho visto che mi hai messo nel blogroll!Grazie infinite <3

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  2. mmm sembra interessante...muy interessante..

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    1. mah, insomma, non saprei cosa dirti, sinceramente...

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  3. ho letto il libro e mi è piaciuto, quindi non so se buttarmi sul film...

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    1. secondo me dopo la lettura del romanzo il film potrebbe risultare un po'... piatto?
      ma Matthias Schoenaerts vale il sacrificio, a mio modestissimo parere... :)

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  4. il romanzo, soprattutto nella prima parte (quella scacata dal film eppure così tanto "cinematografica"), mi piacque moltissimo, ma 'sto film mi ispira zero

    p.s.: mais que o mais quoi? che se è que e non me lo hai detto all'epoca del mio post su Diario di una cameriera, non ti faccio più amica!

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    1. e ce lo so che il romanzo ti piacque... il film non è così terribile come sembra, alla fine...

      p.s. je ne sais pas, mon français est terrible

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    2. ne me dites pas, ma madame! :D

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  5. Visto in v.o. anch'io, e ho pure insistito col fidanzato, potevo serbarmi l'opzione per un'altra volta! In effetti mai v.o. fu tanto deludente, anche se Ruth Wilson parla in effetti un inglese molto "dei bassifondi" tentando di rendere quello di una contadina francese dell'epoca...come per il doppiaggio italiano, che i burini hanno sempre accento romanesco anche se sono di Viggiù, per dire.Comunque non è per nulla un brutto film ,anche se l'attore che interpreta il nazista buonino buonino non è che mi piaccia molto.... dici che se ne farà una ragione?

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    1. Secondo me sì, ma, non dovesse succedere, sono pronta a consolarlo... :)

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    2. ma il fidanzato ha un nome o si chiama Ilfidanzato?

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    3. Sì, ha un nome! :-))

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    4. @Fascino: no, quello sarà il nome della TUA fidanzata! :-)

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    5. la giobbatta contro il precariantato delle fidanzate?

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    6. Io punto a Medea :-D

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    7. @Poison: ma dici che Fascino offre loro un fidanzamento a tutele crescenti?
      @Fascino: occhio che tra i parenti annovera la maga Circe, farà delle bacchette magiche con i tuoi arti inferiori!

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  6. Ah ah ah "ve lo giuro, sono davvero Margot Robbie!" che spasso che sei! :-D
    Comunque... il libro mi è piaciuto un sacco, quindi so già che il film mi deluderà ;-)

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    1. Grazie! :)
      Non ho letto il libro, ma credo proprio di sì, in fondo succede praticamente sempre!

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  7. ieri era "cinemimosa", ma io gli ho preferito Focus, ed ho gradito la mia preferenza...
    dopotutto non avevo nessun buon motivo per vederlo

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    1. Ovviamente non ha nessun senso paragonare film così diversi, ma ti dirò, fra i due ho preferito questo... ;)
      (Non so cosa sia cinemimosa, ma immagino sia un giorno in cui le donzelle usufruiscono di una tariffa ridotta?)

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  8. Il fatto che siano riusciti ad imbruttire in quel modo Margot Robbie, oltre far entrare di diritto questo film nella categoria "Fantascienza", lo fa entrare di diritto anche nella categoria "inguardabili".

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    1. Ti assicuro che per quanto abbiano provato ad "imbruttirla" non è che ci siano riusciti benissimo, eh? :)

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  9. Uhm... mi sa che nell'indecisione mi butto sul libro.
    Leggendo anche solo la storia dell'autrice che finora non conoscevo, sono stata catturata. I film, possono sempre attendere.

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    1. Ho letto anche io alcune cose sulla Némirovsky per documentarmi un po'.
      Personaggio sicuramente interessante, e anche controverso, dal momento che, nonostante fosse ebrea le vennero mosse accuse di antisemitismo, e Miriam Anissimov (la biografa di Primo Levi) la accusava di essere una self-hating Jew.

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    2. Io dico che un'ebrea può tranquillamente detestare gli ebrei, noi italiani non siamo spessissimo anti-italiani? Più profondamente mi conosco più profondamente mi odio, parafrasando San Sebastiano!

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    3. eh, ma se le venne mossa un'accusa del genere evidentemente non era proprio cosa buona e giusta, va a sapere.

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  10. Anche a me infastidisce quando non utilizzano la lingua nativa dei protagonisti della storia, eppure il cast, escluso il tuo prediletto, mi pare sia tutto anglofono.
    Ho anche una passione per Michelle Williams quindi mi tocca pure guardarlo... ;)

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    1. Il mio prediletto, Lambert Wilson e Kristin Scott Thomas che fra l'altro è naturalizzata francese... :)
      Comunque al primo dialogo ti rendi davvero conto di quanto sia "stonato", poi ovviamente ti ci abitui, eh?

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  11. E dire che io del libro della Nemirovsky ho sempre preferito la prima parte, la seconda l'ho finita a malapena.
    Senza contare che la Robbie mi piace più qui che in "The wolf of Wall Street". Sono serio.

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