19 marzo 2014

(via con vento)
I d a

Ah, le gioie della distribuzione.
Questo film polacco, che (ve lo dico subito così ci togliamo il pensiero, a me è piaciuto) è uscito in 42 sale. 
Il vincitore del Sundance 2013, ovvero l'ottimo Fruitvale Station, in 30. Qua a Torino in una sala che, nonostante vanti una programmazione di tutto rispetto, è abbastanza periferica e scomoda da raggiungere, almeno per quanto mi riguarda. Ma, se non altro, il film, che - scusate se mi ripeto, merita la visione - è uscito. Need for speed ha a disposizione 300 sale. Quella merda di Supercondriaco 280.
Tanto per dire, eh, che non si pensi che son qua per far polemica.
Tornando a Ida, ho scoperto che dello stesso regista, Pawel Pawlikowski, avevo visto, quasi per caso, "My Summer of love", del 2004, con Emily Blunt e il sempre notevole Paddy Considine. Che, se non l'avete mai visto, potete tranquillamente recuperare. 


Solita divagazione prima che inizi il film, fate finta che sia la pubblicità, quindi se volete, potete anche andare in bagno. 
Io e la bionda prendiamo posto in sala, non c'è ancora nessuno. 
Dopo di noi entra un signore che parla da solo, d'ora in poi SPS, nota la nostra presenza e ci dice "questo film è molto bello, lo sapete?"
Rispondo: "l'abbiamo sentito dire, sì"
"Però dura solo 80 minuti, adesso i film durano tutti due ore, e alcuni addirittura due ore e un quarto. Ma la durata giusta di un film è un'ora e quaranta. Questo dura solo un'ora e venti. E' troppo poco!"
Non so su quali fondamenti si basi la sua teoria della GIUSTA DURATA di un film, e, nonostante io sappia benissimo che non bisognerebbe MAI contraddire gli emeriti sconosciuti dico:
"Evidentemente al regista 80 minuti bastavano per raccontare tutto quello che aveva da dire"
"Eh, ma è impossibile!"
Per fortuna la sala inizia a riempirsi. E fra il pubblico c'è il nostro carissimo amico M. che non vedevamo da anni. Prende posto accanto a noi, baci, abbracci, parliamo un po' finché non si spengono le luci e il film inizia. 
Che fosse in bianco e nero lo sapevo. Ma che fosse muto sinceramente mi sfuggiva.
Magari è una scelta registica, in fondo nelle prime scene non ci sono dialoghi. Sommesso mormorio del pubblico, ad esclusione di SPS che si lamenta a voce alta.
Quando una delle attrici inizia a parlare e dalla sua bocca non esce un suono, capiamo che c'è effettivamente qualcosa che non va. 
SPS: "Eh ma no! Qua devono farlo ripartire dall'inizio, altrimenti non si capisce niente!"
(ma va?)
M. si alza e va ad avvisare qualcuno del personale del cinema.
Sullo schermo il film muto avanza. SPS parla, il nostro amico torna.
SPS: "Gliel'ha detto?"
M. "eh, certo!"
Ma il film non si ferma.
SPS: "adesso vado a dirglielo io"!
Bravo. 
Per fortuna in quel preciso istante si accendono le luci, sospirone di sollievo del pubblico, si rispengono le luci e questa volta il film parte. Sul serio. Audio compreso.

Polonia, 1962.
Inverno, neve. 
Anna (Agata Trzebuchowska) è una giovane orfana della seconda guerra mondiale cresciuta in convento di suore.
E' una novizia, e sta per prendere i voti. Ma, pochi giorni prima che la giovane compia quel passo definitivo, la madre superiora le rivela l'esistenza in vita di una zia, Wanda, sorella della madre, e la obbliga ad andarla a conoscere.  
Anna parte, e quando si trova davanti alla zia sconosciuta, la prima cosa che domanda è: "perché non sei venuta a prendermi?" 
"Perché non potevo. E non volevo" è la gelida risposta della donna.
Wanda (Agata Kulesza) la informa senza troppi preamboli che il suo vero nome è Ida Lebenstein, ed è ebrea, unica sopravvissuta allo sterminio della sua famiglia. La ragazza vorrebbe recarsi sulla tomba dei suoi genitori, ma Wanda le spiega che non esiste, e la saluta frettolosamente per recarsi al lavoro. 
Ida, non più Anna, sta per tornare al convento, ma la zia, donna disillusa e amareggiata, atea e comunista, con un passato da ex partigiana che le era valso l'appellativo di Wanda la sanguinaria, decide di accompagnare la ragazza alla ricerca delle sue radici.
E durante questo viaggio che è un incontro/scontro fra le personalità agli antipodi delle due donne, entrambe compiranno una scelta. 
"...e poi?..."
Non vi dico di più per non togliervi il piacere della visione.
Essenziale, quasi austero, splendidamente fotografato (Lukasz Zal) e ottimamente interpretato dalle due protagoniste, "Ida" è un dramma intimo e rigoroso, un piccolo grande film che merita di essere visto. 



42 commenti:

  1. ah ah ah mi hai fatto ricordare la visione traumatica de Le tre scimmie di Nuri Bilge Ceylan: l'immagine si fa sempre più sfocata fino ad essere indistinguibile e la mia amica di cinema mi fa " ma è normale che si veda così?" E io anche un po' tronfio " sicuramente è una scelta stilistica dell'autore" poi quando l'immagine si è spostata dallo schermo alla parete laterale della sala pure io ho capito che c'era qualcosa che non andava...Un'altra cosa...conoscendo di nome il tuo settekilidigatto ( quanto lo vorrei far incontrare con il mio duekiliemezzodicane) leggi qua http://bradipofilms.blogspot.it/2014/03/aria-di-novita-per-il-blog.html...ti potrebbe interessare la cosa? e l'invito è esteso a tutti gli interessati...

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    1. In effetti in sala all'inizio c'era un po' di mormorio perplesso, che andava aumentando man mano... che poi, a pensarci bene, qualche sospetto avrebbe dovuto venirci quando anche alla comparsa della scritta "lucky red" sullo schermo non c'è stato alcun suono... :)

      Adesso passo a leggerti con calma, che io inizio a leggerti quando sono ancora in macchina, che ti credi? :)

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  2. sembra sufficientemente snob per piacermi ;)

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    1. io non l'ho trovato affatto snob, resta il fatto che potrebbe piacerti comunque.

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    2. @Dantès: siccome è un bel film potrebbe piacerti, ma, è anche possibile, pur di essere snob potresti trovarlo brutto per contrastare quelli meno snob di te! (Mi sono fatta venire mal di testa da sola....)

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    3. e io mi prendo un caffè che fa tanto bene all'emicrania

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  3. Voi snob sempre a lamentarvi. Volete estraniarvi dalla massa, starvene nella vostra nicchia e poi vi scoccia se un fil di poliwianksky, senza manco un inseguimento, una pistolettata, un vetro infranto con la faccia, un'espulsione da un aereo in volo senza paracadute ma mi salvo sul materasso del 5to piano non lo trasmettono in 250 sale...
    Che poi mi domando: ma quanti cinema ce stanno a Torino?

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    1. Io mi lamento della pessima distribuzione in generale, per cui film che meriterebbero di essere visti non solo da NOI snob di merda che facciamo ugualmente parte della massa vengono distribuiti con il contagocce, poi, egoisticamente parlando, me ne frego, in quanto a Torino per fortuna tutto quello che viene distribuito (comunque MALE) arriva.

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    2. direi il giusto, considerato il numero di abitanti. e sono anche discretamente distribuiti. il problema è che l'80% programma gli stessi film (scusate l'intrusione, ma quando si parla di snob...)

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    3. Ahi. Dovevo mettere le faccine. Abbondo qui, ok? :) :D :P ;) :) =) ♡ ♥
      pace interiore

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    4. quanto ammmore in questo blog ;)

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    5. Attento Vipero, non sai cos'hai rischiato :-D

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    6. Grazie Fascino. Gli snob possono darsi dello snob solo tra di loro. Me ne guarderò bene in futuro, ora che l'ho capito ;)

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    7. Kurwa! :-))
      (Mi piaceva dare un contributo pregnante alla discussione)

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    8. tu bazzichi troppa polacchia :D

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    9. Vipero, conosco personalmente Poison e ti posso garantire che non è snob, stronza sì, però non dirglielo, sennò si pavoneggia :-). La Tiz è un po' snob, ma molto meno stronza di Poison, però chiacchiera molto :-P...l'unico vero snob (che io stimo senza conoscere) è Dantès :-D

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    10. mi prende già per il culo senza conoscermi, figuriamoci se mi conoscesse :D

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    11. Mai mi permetterei di prenderti per il culo, sono persona molto seria e formale. Sei tu che scappi da Torino quando arrivo...sciocchino :-D

      P.s.: io sono molto simpatico e piacevole, chiedi a Tiz (se la conosci) :-)

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    12. Uh... sei accettabilmente simpatico e piacevolmente a-socievole, se chiacchierassi di più io preferirei, ma non devi piacere a me, giusto? :-D

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  4. Ho un debole per questi film, intimi. E tu mi hai già quasi convinta. Lo vedrò, poi ti dico. ;-)

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    1. Valentina, attendo le tue impressioni. Come ho scritto, a me è piaciuto davvero molto.

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  5. ma siamo sicuri sicuri che non è una noia mortale?? :)

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    1. Io non l'ho trovato affatto noioso, poi, nell'eventualità, dura appena 80 minuti, se anche dovessi annoiarti la faccenda si risolve abbastanza in fretta, non credi? :)

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  6. Benissimo. Proprio quello che speravo di leggere.
    Lo recupero!

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    1. Attendo curiosa la tua impressione.

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  7. Aspettavo che qualcuno (cioè tu) lo recensisse. Speravo in positivo perché a mi pare molto interessante.

    Comunque il disagio che mi danno certe persone (come SPS) si può tagliare come un coltello. Che noia la gente che mi parla.

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    1. A me è piaciuto davvero molto. Rigido ma toccante.
      SPS abbastanza indolore, alla fine. Dopo 8 ore in ufficio con la BCSdTR mi scivola addosso quasi tutto.

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  8. Se merita di essere visto quasi quasi lo vedo :D

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    1. Secondo me sì, anche se so di gente a cui non è piaciuto affatto.
      Ma del resto questo succede praticamente con ogni film.

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  9. le peripezie nei cinema sono un po' il pane quotidiano degli amanti cinefili...
    ciò detto avrei voluto vederlo ma la mia compare Jn mi ha messo il veto su codesto film, reputandolo d'acchito, terribile

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    1. in effetti ci sta che ad occhio questo film possa sembrare una palla mostruosa, mentre - per fortuna - non lo è affatto.
      Ma capisco la Jn, del resto pure io quando la Tiz mi ha proposto la visione di 47Ronin ho rifiutato con ostinata fermezza! :)

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    2. Domani ti farò sapere se l'ostinata fermezza aveva ragion d'essere! (Temo di sì, ma pazienza, non sarà peggio di Supermerdiaco)

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    3. è che come tu ben sai, ci sono millemila tipi di bruttezza diversi.

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  10. Incredibile!
    Poison, questo film arriva anche nel tetro nord provinciale, è in programmazione per fine mese e le sorprese (spero piacevoli visioni) non sono finite.
    Buona serata. Sheltering.

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    1. Beh, mi sembra un'ottima cosa! :)

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  11. Interessante, che potrebbe riaprire la diatriba chiesa cattolica="ladra" di bambini ebrei durante la guerra... Vedo già i Papa boys sul piede di guerra. Una tappa davanti al cinema e poi tutti a Bologna a rompere le balle a Rufus Wainwright. :-p
    Ok. E' ora della nanna. XD

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    1. Non entro nel merito in quanto totalmente ignorante sull'argomento, ma - nel film almeno - l'alternativa per la bambina ebrea era la morte...
      E i papaboys... davvero non hanno niente di meglio da fare che boicottare concerti? Quanta tristezza!
      Buonanotte! :)

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  12. e però ha incassato, per sala, più di Ozpetek:)

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    1. oh, ma meno male!!!
      (che io il film di ozpetek l'ho visto gratis, almeno. Ed è stato brutto lo stesso!)

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  13. Lo andrò a vedere la prossima settimana, ti leggo dopo allora. Bianco e nero interessante e concordo con te, pessimo, davvero pessimo l'ultimo Ozptek. Parafrasando Rino Gaetano: Ozpek, nun te reggu più...

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    1. A me è piaciuto davvero molto, ma credo piacerà anche a te...
      Ozpetek pessimo, sì, non se ne può davvero più!

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