28 aprile 2010

Swarovski Kristallwelten


matrimoni & altri disastri

Premessa: sarebbe stato meglio vedere i gatti persiani.Fine della premessa.In questo film (?) c’è Margherita Buy che fa la parte di... Margherita Buy: non tromba dal mesozoico, è ovviamente single, nevrotica e ansiosa. Dà ripetizioni di italiano al figlio della Littizzetto, divorziata al limite della ninfomania molesta, con la quale gestisce una libreria.Ad un mese dalle nozze della sorella minore con Alessandro (Fabio Volo) viene coinvolta suo malgrado nell’organizzazione della cerimonia: bomboniere, lista nozze, cazzi e mazzi, ovviamente in compagnia del futuro cognato, che è il prototipo dello sborone fatto e finito, macchinone, parcheggio in rigorosa sosta vietata, meglio se nel posteggio disabili, cellulare a teatro e via andare. Comunque, alla fine, vissero tutti felici e contenti, compreso il chirurgo plastico di Marisa Berenson, inspiegabilmente impunito. E, scomodando la saggezza popolare, al grido di “col cognato non è peccato”, mi sento quasi in dovere di sconsigliarvi questo film. A meno che amiate spassionatamente Margherita Buy che, malgrado tutto, è brava.

21 aprile 2010

Green zone


Siamo in Iraq, nel 2003.
Saddam è fuggito e gli americani sono alla ricerca delle famigerate armi di distruzione di massa. Roy Miller è a capo di una squadra incaricata nelle ricerche. Ma, dopo l’ennesimo buco nell'acqua, inizia a chiedersi come mai ogni volta che seguono le indicazioni dell’intelligence non trovino mai nulla. Scopre che tutti i nascondigli sarebbero stati rivelati da un misterioso informatore, nome in codice Magellano, e vuole saperne di più, nonostante i suoi superiori cerchino di ostacolarlo in tutti i modi.
Dopo aver ricevuto una soffiata da un informatore locale, si mette sulle tracce del generale Al Rawi, (il jack di fiori nel mazzo di carte usato all'epoca della guerra per indicare la pericolosità dei ricercati, dove Saddam era l’asso di picche) e scoprirà che... questa volta non ve lo dico.

16 aprile 2010

Basilicata coast to coast

Visto che la Basilicata (a differenza del Molise) esiste, Rocco Papaleo le ha dedicato il suo primo film da regista.Un atto d’amore verso la propria terra, raccontato attraverso il viaggio – a piedi – di un gruppo di amici che suonano in un improbabile gruppo (Le Pale Eoliche, che, come viene detto anche nel film, è un nome un po’ di merda) e da Maratea, dove vivono, decidono di raggiungere Scansano Jonico, per partecipare ad un festival musicale.10 giorni di viaggio, in compagnia di un carro trainato da un cavallo e dei loro sogni infranti: Nicola è un disilluso professore di matematica, Salvatore ha abbandonato gli studi alla facoltà di medicina in seguito ad una delusione amorosa, Franco ha smesso di parlare quando è morta la sua donna e Rocco è un aspirante attore alla continua ricerca del successo che non arriva.Il viaggio verrà ripreso da una piccola tv parrocchiale, e sarà seguito dalla svogliata giornalista Tropea Limongi, figlia di un famoso onorevole) e alla fine – fra paesaggi che sembrano irreali (Craco, evacuato negli anni 60 in seguito a una frana, Eboli, dove il gruppo si ferma a brindare a Carlo Levi e Gian Maria Volontè, il lago di Pertusillo) – avrà avuto quasi uno scopo terapeutico per tutti.

15 aprile 2010

Departures


Daigo Kobayashi è un violoncellista.Un giorno, alla fine di un concerto conclusosi con l’inno alla gioia di fronte a una platea semivuota il proprietario dell’orchestra decide di scioglierla, e Daigo si ritrova improvvisamente senza lavoro. Decide, d’accordo con l’accondiscendente moglie Mika, di lasciare Tokyo e tornare a Yamagata, sua città natale, andando a vivere nella casa lasciatagli dalla madre.Qua inizia a cercare lavoro e, leggendo un’inserzione su un giornale che parla di viaggi, si presenta all’agenzia NK per un colloquio. Con non poco sconcerto Daigo scopre che i viaggi di cui si occupa l’agenzia sono quelli che accompagnano i defunti, attraverso la pratica del nokanshi, rituale giapponese costituito dalla pulizia della salma, vestizione e trucco alla presenza dei parenti.Superate le difficoltà è la riluttanza iniziale Daigo pian piano si appassiona al suo nuovo lavoro, anche se non riuscirà a dire a sua moglie di cosa si occupa realmente. Quando la dolce Mika lo scoprirà decide di lasciarlo se lui non cambierà lavoro, perche quello che fa le sembra sconveniente e irrispettoso. Daigo rifiuta, rimanendo solo. Quando Mika tornerà da lui, dopo aver scoperto di essere incinta, le capiterà di assistere al nokanshi della proprietaria del bagno pubblico che Daigo frequentava da bambino, e si renderà conto di quanto sia bravo il marito nel suo lavoro. Delicato, poetico e commovente.

P.S. → Se anche voi per tutto il film vi chiederete “ma dove ho già visto l’attrice che interpreta Mika?” sappiate che si tratta di Ryoko Hirosue, ovvero la Yumi di Wasabi, con Jean Reno. 

12 aprile 2010

Simon Konianski

Dopo la separazione dalla moglie, una ballerina “goj”, Simon, 36 anni, torna a vivere nella casa di suo padre, che, d’accordo col rabbino, che gli confeziona talismani e gli suggerisce azioni di disturbo – tipo la televisione sempre accesa a tutto volume – cerca in tutti i modi di esasperare il figlio in modo che si cerchi un’altra sistemazione.Ma, nonostante i continui scontri fra padre (ebreo osservante scampato ai campi di sterminio) e figlio (filo palestinese) è tutto inutile, Simon non accenna ad andarsene.Insospettito da alcune pillole trovate nell’armadietto di medicinali del padre, chiede alla dottoressa, durante i settimanali controlli a cui si sottopone, in quanto “cavia” per nuovi farmaci, a cosa servano. E scopre che sono pillole per malati terminali. Infatti dopo poco il padre muore, e il suo ultimo desiderio è di essere sepolto nel cimitero del suo paese natale, ai confini con l’Ucraina, vicino alla tomba della sua prima moglie, di cui Simon ignorava l’esistenza.Dopo aver consultato una compagnia di pompe funebri che, per la modica cifra di 30.000€ penserà al trasferimento della salma, Simon, decide che sarà lui ad accompagnare il padre nell’ultimo viaggio. E, a bordo del malandato fuoristrada di Simon, in compagnia del figlio e di un’anziana coppia di zii, partiranno da Bruxelles alla volta di Lublino, in un viaggio che riconcilierà Simon con le sue radici.

8 aprile 2010

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori


Ma che film carino!
Nicolas è figlio unico, amato dai genitori, benvoluto dalla maestra e dai suoi compagni di classe, un eterogeneo gruppo di bambini ognuno con le sue precise caratteristiche: il secchione lecchino, il mangione, il piccolo bullo, il ragazzino ricco, il somaro della classe...
La sua vita è serena, come dovrebbe – giustamente – essere quella di un bambino della sua età. 
Ma la sua serenità lascia il posto ad un senso di angoscia dopo che un suo compagno di classe, a cui è nato un fratellino, si lamenta coi compagni di quanto sia difficile accettare la nuova presenza. 
Nicolas, fraintendendo un discorso dei suoi genitori, crede che anche a lui stia per succedere la stessa cosa e, dopo aver informato gli amici, cercheranno in tutti i modi di sbarazzarsi dell’inesistente nascituro.
Divertente e delicato.