19 dicembre 2011

mala tempora currunt


Ultima settimana di lavoro. E poi, implacabile, arriverà Natale. Che mi viene in mente una canzone di Renato Zero, pensa un po’ come sto. 
Che per me Natale significa restare a casa 4 giorni consecutivi. E io già vorrei che fosse il 27 per tornare in ufficio. Per passare all’altro drammone del periodo: “cosa facciamo a Capodanno?” Ma fate un po’ quello che vi pare, io conto di andare a dormire alle dieci di sera. Magari è la volta buona che tiro il collo alla magnum di Taittinger che giace in cantina. Che poi nemmeno mi ricordo chi me l’abbia regalata, la magnum di Taittinger. A me, poi. Che son praticamente astemia. 
Ok. Se avete finito di ridere vado avanti.
Intanto, per non perdere l’abitudine, sono andata al cinema. Ho visto “Almanya – La mia famiglia va in Germania”, che è un grazioso film sull’integrazione di una famiglia turca in Germania, dall’arrivo del “nonno” Hüseyin Yilmaz negli anni 60 ai giorni nostri, quando l’anziano e sua moglie ottengono cittadinanza e passaporto tedesco e decidono di tornare in Turchia per una vacanza con tutta la famiglia. Fra stereotipi e pregiudizi, un viaggio fra le due culture, a volte forse un po’ troppo melenso, ma, nel complesso, sufficientemente sarcastico da non farti precipitare nel coma glicemico. 
A proposito di coma glicemico, mentre masticavo una sucai (che è colpa mia, lo so, in quanto, lo dice la parola stessa, le sucai andrebbero succhiate) ancora un po’ ed ingoio (no, dai, ingoio fa tanto pornostar) inghiotto una capsula, così martedì sera dovrò andare dal dentista. E saltare per l’ennesima volta la palestra. Che fra una cosa e l’altra, non sono riuscita ad andarci nemmeno giovedì. E non sono nemmeno pervasa dai sensi di colpa. Visto che non è colpa mia. Sabato sono tornata al cinema. E, invece di andare a vedere “Le idi di marzo” ci siamo buttate (eh, magari!) su Robert Downey Jr e “Sherlock Holmes: gioco di ombre”. Tanta roba per un film solo. Ci sono Sherlock Holmes e Watson che si sposa, c’è la zingara che odia gli uomini che odiano le donne che giocano col fuoco nei castelli di carta (insomma, Noomi Rapace), compare il perfido Dottor Moriarty e poi c’è Stephen Fry nel ruolo del fratello di Sherlock Holmes: assolutamente fantastico. Che se ti distrai un attimo perdi il filo. E ti diverti. Cosa che, trattandosi di un sequel, non è nemmeno così scontata.
E poi è arrivata la domenica. E con immenso piacere (misto a stupore) posso comunicare che la mia (p)orchidea è ancora viva.


6 commenti:

  1. Complimenti per la (p)orchidea, a me non sopravvivono manco i cactus... il che è un vero dilemma... (a parte che il plurale di cactus è cacti!!!).

    RispondiElimina
  2. @libby: è passata soltanto una settimana, dammi tempo! :)

    RispondiElimina
  3. ma quanti bei film! ecco, ne avrei proprio voglia, ma non trovo il tempo.. !!!

    RispondiElimina
  4. io e Gaia andiamo al wok sushi il giorno di natale, vieni?

    RispondiElimina
  5. Bhè, dài, una settimana di vita per un'orchidea è già un bel record! Non è che qui si abbia un clima tropicale che favorisca la sopravvivenza! :-)

    RispondiElimina
  6. @Mr.Leguizamo: io riuscirei a compromettere la sopravvivenza delle piante finte, fidati...
    (bello il tuo nick. peccato non riuscire ad entrare nel tuo blog, il mio filtro censore me lo impedisce!)

    RispondiElimina