10 aprile 2015

Wild

Ieri era giovedì (l'ho già detto che questo è un blog in cui si fa informazione, no?), e, come tutti i giovedì era la serata cinema.
La Tiz voleva vedere Humandroid, la bionda Il Padre, e io White Dog (ops) God. 
Così siamo andate a vedere Wild, che era il titolo di chiusura dell'ultimo TFF, e che tutte noi avevamo bellamente bypassato, al solito grido di "tanto poi esce". 

Allora.
Che è basato sulla vera storia di Cheryl Strayed lo sapete tutti, che è diretto da quel Jean-Marc Vallée balzato agli onori delle cronache l'anno scorso con Dallas Buyers Club pure, e che è interpretato dalla da molti bistrattata Reese Whitherspoon anche. 
Che altro dire?
Le solite minchiate, a questo punto. 
Quando ero giovane ho fatto un viaggio in interrail, che allora si usava un casino. Avevo un enorme zainone dell'Invicta grande più o meno come un bambino di sei anni. 
Sovrappeso. 
La sensazione di avere lo zaino sulle spalle mi è rimasta per almeno un mese dopo la fine del viaggio. Quello che la povera Cheryl si porta in giro per tutto il Pacific Crest Trail (PCT per gli amici) è mooolto più enormissimo di quanto non lo fosse il mio, quindi, massimo rispetto.
Poi. 
Cheryl, tesoro, in quello zaino hai un armamentario che McGiver ti fa una sega, e ti metti ad attraversare il deserto del Mojave - che riceve in media meno di 254 mm di pioggia all'anno - senza nemmeno una crema solare ? E sei bionda e con gli occhi azzurri e la carnagione chiara e non ti ustioni? Eddai, su. 


Comunque. 
"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi", siamo d'accordo tutti? No? Fa lo stesso.
Partiamo dal presupposto che, dall'alto della mia razionalità e pragmatismo misto a cinismo, quelli che per ritrovarsi devono perdersi non li ho mai capiti. Chiaro che "mai dire mai" vale sempre, e magari domani mi sveglio e mi viene voglia di fare il cammino di Santiago camminando all'indietro sul tacco 12 per mortificarmi meglio. 
Ma.
Siccome non tutti - purtroppo - ragionano come me, Cheryl, dopo aver perso la madre, morta prematuramente per un cancro a 45 anni, aver divorziato dal marito, essersi scopata ogni essere senziente e non che le sia capitato a tiro senza farsi mancare l'uso di droga, una gravidanza indesiderata e altre amenità del genere decide che deve darsi una calmata e rimettere ordine nella sua vita che sta andando elegantemente a puttane. E cosa c'è di meglio se non affrontare 1100 miglia (1800 km, chilometro più, chilometro meno) del Pacific Crest Trail con la preparazione atletica di un giocatore di freccette (e non me ne vogliano i giocatori di freccette)? 
Niente, appunto.
Così la vediamo mentre, dopo  i preparativi, parte per il lungo viaggio che le cambierà la vita. 
E anche quella dei suoi poveri piedi. 
Durante il percorso affronterà fatiche e paure, e la sua ostinazione le consentirà, oltre a non mollare, di fare i conti, tra un flash back e l'altro, con i fantasmi del suo passato. 
La Whiterspoon se la cava alla grande, i panorami sono - manco a dirlo - mozzafiato e il tatuatore che si vede nel film è davvero quello che tatuò la vera Cheryl Strayed 20 anni fa.




60 commenti:

  1. Aspettavo proprio il tuo commento su questo film, che per altro devo ancora vedere, uno spasso come al solito ;-) Cheers!

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    1. Grazie, come al solito! :)
      Comunque il film si lascia assolutamente vedere, fra una cosa e l'altra...

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  2. Io devo ancora vederlo, ma già il fatto che non abbia la crema solare protezione 50+ manco di realismo. Ce li avrà nello zaino i cerottini Dt. Scholl per le vesciche ai piedi? Mi auguro di sì.

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    1. non so se nel 1995 i magici cerottini esistessero già... :)

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    2. Magari sì, ma se fa 1/3 del viaggio con gli scarponi stretti magari non lo sapeva...
      Comunque, questi gli inizi del Compeed, da Wiki
      History[edit]
      1981 - Development of the skin barrier for bandaging purposes based on hydrocolloid technology started at Coloplast.[21]

      1986 - Compeed registered in the USA in the category of antiseptic cleaning tissues as a trademark under serial number 73589785.[22]

      1988 - Compeed got FDA approval.[23]

      2002 - "Compeed X-TREME Flex" plaster by Jan Marcussen included into MoMA design collection.[24]

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    3. questa donna mi fa paura

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    4. Dillo a me, che c'ho pure dormito accanto :-D

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    5. con le vesciche è meglio andar di ago e filo e disinfettante! I compeed son più da divano che da camminare XD

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    6. Io trovo i Compeed inarrivabili, sulla vescica appena formata, non la si fa scoppiare, loro si fondono col vescicone e quando si lavano è sparita pure la vescica, portentosi. Inoltre io odio gli aghi, Brrr, Sam, nella Contea avete modi spicci e un po' selvaggi di curarvi! :-))

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    7. Era lEvano, ma vabbè...

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    8. ahahah no non è selvaggio! é che se la tieni tutta gonfia fa male a camminarci sopra e rischia di rompersi, che è peggio. I compeed sono ottimi con una vescica piccola piccola o da mettere prima di camminare come protezione. Comunque gli hobbit risolvono andando scalzi da millenni e così gli sono cresciuti i piedi a dismisura.

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    9. So tutto degli Hobbit, chettticredi? :-D
      E in montagna mi piacerebbe avere loro piedi, che invidia!

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  3. non so, la Whittercosa mi sta beatamente sulle gonadi e mi pareva una version di "in to the wild"(mado che fastidio...) al femminile. Al massimo attendo il passaggio su sky

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    1. A me la Whiterspoon invece piace, come questo film mi è piaciuto più di into the wild (mado che fastidio davvero). Poi a proposito di gente che mi sta sulle gonadi, Emile Hirsch vince a mani basse!

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    2. (mado che fastidiooooo!)

      p.s.: mi pareva brutto non contribuire...

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    3. ma hai fatto benissimo! :)

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    4. no, perché non so se qualcuno l'abbia già detto, ma Into the wild è una roba fastidiosa e inutilmente sopravvalutata

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    5. 92 minuti di applausi!!!

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  4. Allora, Into the wild è uno dei filmsss più sopravvalutati dell'ultimo decennio, questo se non altro è un film normale. Facendo trekking quasi ogni Domenica posso dire che, in effetti, la crema solare è indispensabile e almeno pure un cappellino (che però la vera Cheryl sfoggiava, nelle foto in coda al film), poi diciamo che sarebbe stato realistico lamentarsi per il male alle gambe, ma vabbè.

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    1. anche dell'ultimo ventennio, se posso aggiungere...

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    2. Che congrega di pettegole che siete, sempre a parlar male di qualcuno...neanche mia madre :)...nessuno che sa dirmi qualcosa su Humandroid invece??? Se è più verso District 9 o Elysium? Che cambia tanto, eh!
      Comunque, io la crema solare non so cosa sia...

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    3. @Tiz: già dura due ore, se ci mettevamo pure i pezzi in cui si lamenta per ogni dolore eravamo ancora in sala!!! :)

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    4. @Poison: massì, durante i primi 5 giorni un "michia che dolooooore" ci stava! :-)

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    5. io se avesse detto almeno un «besssstia che dolore!» stile Boldi, una chance di visione gliel'avrei data

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    6. ah, ma non lo sai? è doppiata proprio da Boldi! :)

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    7. Io intendevo una cosa più alla (Cat)Aldo di Aldogiovanniegiacomo! :-))

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    8. @Fascino: su Humandroid non so che dire, a parte il fatto che non mi ispira... ;)

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  5. Ah, a me Reese piace ed è simpatica, qui è brava, ma, infine, è meglio camminare che guardare gente che cammina, io dico.

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  6. Bello il piccolo resoconto del tuo viaggio, bello anche il film.
    E sì, la Whiterspoon mi sta sulle palle, però è molto in gamba. Agli Oscar non era fuori posto, come invece in parecchi hanno detto.

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    1. un esperienza devastante... quello zaino non è mai più stato usato, chissà se ce l'ho ancora da qualche parte....
      Comunque sì, la nomination agli oscar secondo me ci stava tranquillamente...

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  7. devo dire che a me non è piaciuto, come non mi piace into the wild (a parte per la frase finale, ma non vale)

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    1. A me tutto sommato nel complesso non è spiaciuto... in ogni caso molto meglio di into the wild, secondo me. :)

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    2. mmm forse sì, into the wild è paaarticolarmente odioso

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  8. Ah, bene, pensavo di essere l'unica a non aver amato into the wild.
    Questo invece mi ispira (anche se è un viaggio che non farei MAI). Va bene tutto, ma lo zaino da duecento chili sulla schiena anche no.

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    1. Come vedi sei in buona (e abbondante) compagnia.
      Per il resto no davvero, grazie.
      Nemmeno per un istante - guardando il film - mi ha sfiorato un pensiero tipo "mmmh, che figata, vorrei farlo pure io!!!"... :)

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  9. Bellissima la curiosità sul tatuatore!
    A me ha seriamente messo voglia di partire a piedi ma...mi rendo conto di essere troppo impegnata per permettermelo xD
    A me è senza dubbio piaciuto.

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    1. Come dicevo nel commento precedente un viaggio del genere non è nei miei programmi, non in questa vita, perlomeno... :)

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  10. E adesso tutti a fare il Pacific Crest Trail!

    Voi cominciate ad andare... ;)

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    1. Ma no, andiamo tutti assieme!
      Ti procuriamo gli scarponcini con il velcro, così non dovrai più preoccuparti di quegli spiacevoli incidenti con i lacci! :)

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  11. Come successo a te con Vizio di Forma, film che ho rivalutato in fase di scrittura e con qualche giorno di riflessione: la noia iniziale e lo sguardo cinico con cui seguivo le gesta di Cheryl, han lasciato il posto a emozioni forti, e a un pizzico di gratitudine per quanto mostrato.

    P.S.: Dì alla Bionda che Il Padre si può evitare, visto a Venezia è uno di quei polpettoni melensi che sembrano non finire mai.

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    1. Siccome sono la solita vecchia cinicona, ad esclusione di alcuni flashback in cui si vede Cheryl con sua madre, non mi ha emozionato particolarmente...

      Di "il padre" ricordo le stroncature veneziane, anche la Tiz all'epoca pubblicó la sua recensione...

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  12. Boh, pure a me sembra una versione in gonnella dell'odiosissimo "Into the wild", quindi credo che lo bypasso senza problemi, nonostante tu non lo sconsigli a priori...

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    1. Non lo è, ma ovvio che se non ti ispira puoi tranquillamente farne a meno, ci mancherebbe! Già è difficile riuscire a vedere tutti i film che ci interessano, che perdere tempo con film che non ispirano a me sembra davvero inutile!
      O no? ;)

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  13. a me la Reese sta simpatica come un riccio di mare nelle mutande e ho una preparazione fisica che mi viene il fiatone ad arrivare dalla porta di casa al cancello...però lo voglio vedere, so che mi procurerà del dolore fisico, vero dolore fisico...

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    1. Ma cosa vi ha fatto la povera Reese per starvi così antipatica? ;)
      Comunque, a patto di non essere un cavallo, la visione non è molto dolorosa...

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  14. Pensavo mi avrebbe fatto cagare, è invece mi è piaciuto.
    Ne parlerò anche io a breve.

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    1. Mi pare di aver capito che tutti abbiamo affrontato la visione con riserva e scetticismo. E invece è un film che alla fine riesce a convincere...

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    2. Pure io prima di vederlo pensavo fosse un mattone,ed invece mi è piaciuto da morire.
      E lei,su cui non avrei scommesso per niente,visti i filmettini leggeri in cui la vedevo di solito,secondo me ha fatto un ottimo lavoro.

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    3. Io l'ho affrontato senza aspettarmi chissà che, ed ha funzionato.
      Lei a me comunque piace, l'ho sempre trovata interessante anche nelle commedie. E comunque mi era piaciuta molto già in Walk the line...

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    4. Il mio preferito con lei è(anzi era) Sweet home Alabama(=tutta colpa dell'amore) con Josh Lucas,certo tutto un altro genere!

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  15. ma è quello che alla fine lei muore in un furgone abbandonato perché mangia le bacche velenose e poi parte la canzone di Eddie Vedder con l'ukulele?

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    1. No, quella era la versione per i maschietti, questa è la Female Wild Diet Edition...

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  16. A me ha fatto due palle. Mi ha diluso molto. Ma la Withercosa e' brava, porella su, ci sono attrici piu' cagne in giro...

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    1. hai voglia se ce ne sono, secondo me la Witherspoon è più che dignitosa!

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  17. Lo volevo vedere, non è ancora uscito da me, ma a questo punto, anche se non esce :)
    p.s.
    Ma scherzi, i tiratori di freccette ... non ricordi Zoran, il mio nipote scemo?

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    1. Beh, di sicuro non è una visione imprescindibile, ma è un buon film...
      (E Zoran me lo ricordo, sì! ah ah ah)

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  18. mi incuriosisce dalla candidatura oscar...

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