16 ottobre 2013

Rush

Quando ce la fai sono tutti con te, 
quando perdi li hai tutti contro. 
In mezzo non c'è niente.



Non sono mai stata un'appassionata di Formula 1, lo ammetto. Ma, finché c'è stato mio padre, credo di non essermi mai persa, più nolente che volente, la partenza di un Gran Premio. 
Ho comunque dei ricordi, inevitabili. Mi ricordo le Lotus, tutte nere, sponsorizzate JPS, sigarette che, sulla fine degli anni '70, facevano tanto "figo", nonostante fossero cattivissime. Io avevo addiruttura un bikini, marchiato JPS. E bello che era. Poi, il fatto che io sembrassi una salama da sugo coi capelli è un altro discorso, che non c'entra assolutamente nulla con la Formula 1, probabilmente come questa recensione, di cui mi scuso già da adesso con i puristi e gli appassionati veri, soprattutto con la mia biondina preferita, che lei è una che di queste cose ne sa a pacchi e quando ne parla si capisce che c'è la passione. Vera.
Ricordo i terribili incidenti in cui persero la vita Ayrton Senna nel 1994, Gilles Villeneuve nel 1982, e, nonostante avessi solo 12 anni, la parola Nürburgring significa soltanto una cosa. L'incidente di Niki Lauda. 
E, naturalmente, mi ricordo James Hunt. Perché a me piaceva, James Hunt. Avevate dei dubbi?
E Ron Howard ci fa rivivere, in una ricostruzione precisa di quel periodo, la rivalità fra i due piloti, e il loro diverso modo di approcciarsi alle gare, e alla vita stessa.
Da una parte l'austriaco, introverso, freddo, calcolatore, preciso, capace di perfezionare la meccanica della sua auto in tempi in cui i piloti probabilmente si limitavano a correre senza sapere se sarebbero arrivati vivi alla fine della gara, dall'altra l'inglese, soprannominato Hunt the Shunt, estroverso, libertino, donnaiolo, senza regole, incurante degli aspetti tecnico-economici che non erano affar suo. Lui doveva guidare, lui doveva correre, lui doveva sfidare la morte. Due mondi distanti e paralleli.
Il film inizia sul circuito del Nürburgring, quel 1° agosto del 1976, mentre i piloti decidono se sia meglio utilizzare gomme da asciutto o da bagnato, viste le condizioni climatiche. E immediatamente torna indietro di 6 anni, quando Hunt e Lauda correvano in Formula 3, entrambi desiderosi di diventare qualcuno. Che, nel loro caso, significava diventare Campioni del Mondo. Cosa che, effettivamente, avvenne.
Approderanno in F1 nel 1973 e Howard è bravissimo a spostare continuamente il centro dell'attenzione da Lauda ad Hunt, accentuando in questo modo le differenze tra due stili di vita agli antipodi, alternando gare e vita privata, fino a tornare dove tutto era iniziato, quel 1° agosto del 1976.
La partenza, lo schianto, le fiamme, i piloti che si fermano a soccorrere Lauda (Arturo Merzario, Guy Edwards, Harald Ertl e Brett Lunger) l'ospedale, l'estrema unzione, e Lauda che invece resuscita, e guarda in tv le gare, e Hunt che vince. E che, dopo 42 giorni, si presenta alle griglie di partenza del Gran Premio di Monza. Conquistando un incredibile quarto posto. 
Chris Hemsworth nella parte di Hunt è bravissimo, ma Daniel Brühl che interpreta Lauda è straordinario.
Però adesso qualcuno, se ha avuto la fortuna di vedere il film in lingua originale, mi tolga un dubbio, per favore: le due terrificanti macchiette di tamarri mannari che danno un passaggio a Niki e Marlene rimasti in panne a mezz'ora da Trento, con che accento parlavano? 
A parte questo, Rush è un film che riesce ad emozionare anche chi, come me, di Formula 1 non capisce una mazza fionda, perché ci fa vedere uno sport dove a dominare erano il cuore, la passione, e anche il culo. Niente è più come allora, la sicurezza è aumentata, a scapito dello spettacolo, probabilmente la percentuale di rischio è scesa sotto quel 20% che lo stesso Lauda definiva il massimo rischio che ci si poteva permettere.
L'unica cosa che non è cambiata, ancora oggi, è che io, in bikini, continuo a sembrare una salama da sugo coi capelli.



43 commenti:

  1. a me l'emozione non è arrivata ... ma non mi è dispiaciuto come film ....

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    1. Ah, ma ci sta, a me è appena successo con Gravity, emozione zero! :)

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  2. C'est pas vrai, ma chére!

    E comunque dici che Marlene del Trentino era una mela?
    Bah!

    E per ultimo Daniel Bruléé dici che l'hanno scelto per il cognome? (che io poi, antesignana, lo amai alla follia già in Good Bye Lenin)

    E per finire bello il cambio di look, dal cell non si vede niente...

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    1. Alla mela del Trentino ammetto di aver pensato anch'io... Mente Brühl non l'avevo collegato a Good Bye Lenin, ho dovuto leggerlo (vedo che la voglia di creme brulée non ti è ancora passata!)
      :)

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  3. Una delle cose migliori di quest'anno. Non mi ha infastidito neppure l'italico siparietto. Ma direi che già sai...

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    1. A parte rari casi siamo sempre in sintonia. ;)
      A me il siparietto non ha infastidito, l'ho trovato un po' inverosimile e caricaturale, è per quello che mi piacerebbe sapere com'era nella v.o.

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  4. Film decisamente carino, puntuale, ben fatto, che mi ha riportato ai quei memorabili anni. Per me la Formula 1 è finita con la morte di Villeneuve, però prima l'ho seguita con una certa passione, anche io a causa (per merito?) di mio padre e l'incidente di Lauda è un ricordo indelebile.
    Comunque non credeteci, la Poison in bikini non assomiglia ad una salama da sugo con i capelli, bensì ad un supplì con le unghie! ;-D
    Naaaaa, non è vero, in bikini sta molto bene, è l'autoironia che la frega. :-)
    Io, per esempio, sembro un budino con gli occhiali.
    E anche io lo voglio rivedere in v.o., quella scena è indecorosa, poi voglio sentire Favino che parla inglese.

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    1. Dopo questa descrizione, pensa alla fila di gente che la prossima estate vorrà venire con noi in piscina! :)
      Ma dici che Favino parla inglese? Non parlerà sFizzero come Huber, ma di di brutto brutto brutto?

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    2. Non ci avevo pensato... ma si può parlare sFizzero senza Augentaler alle calcagna? :-))
      E, comunque, se hanno mercato i Muppets magari possiamo averlo anche noi! (Credo) ;-)

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  5. io con Ron Howard ho un rapporto molto altalenante. di solito non lo sopporto, al massimo lo preferisco cazzaro stile Splash o Cocoon. però Frost/Nixon mi era piaciuto parecchio, per dire. esticazzi, dirai tu?

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    1. Pensa, io con Ron Howard non ho alcun rapporto. E mica solo con lui.

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  6. Io l'ho visto in originale.
    Favino parla sia in inglese, con accento italiano, che in italiano senza accenti svizzeri o altro, cioè in modo normale. Nella scena dei due italiani, se non ricordo male, quando i due parlano tra loro hanno una cadenza da nord italia, non saprei specificare, ma durante la scena parlano tutti per lo più in inglese: gli italiani con pesante accento italiano, Lauda con pesante accento tedesco e Marlene in modo abbastanza pulito. In una o due scene anche Lauda dice qualche frase in italiano e spesso ci sono frasi o parole in italiano tra Favino, i meccanici Ferrari, l'annunciatore della pista di Monza...

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    1. Vedi che sei mitico? :)
      Quindi l'accento meridionale è un'esclusiva tutta inutilmente nostra...

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    2. inutilmente nostra non direi poiché, seppure in italiano i due si scambiano 3 parole, il loro inglese, con un marcato accento, è comunque macchiettistico.

      ora ho il dubbio che il loro accento fosse del sud :P

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    3. Ah ah ah!
      Dovrò recuperarlo in v.o., ho capito! :)

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    4. Per il tizio con gli occhiali in foto ho lavorato una decina d'anni.
      Con noi parlava solo in Inglese. In TV invece, quando lo intervistava Zermiani, sfoggiava il suo bell'Italiano (vabbè bello... teutonico ;).
      Che bei tempi però... *sigh*

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  7. Perchè tu riesci sempre a scrivere delle recensioni che sembrano delle recensioni, cioè tipo scritte da una persona sensata che ha visto il film e si capisce più o meno tutto e invece io scrivo delle robe che sembrano il monologo di Molly, solo scritto peggio?
    La versione originale, secondo me merita tantissimo per le voci di Bruhl e Hemsworth, perchè Bruhl parla e-sat-ta-men-te come parla Lauda (con l'accento Austriaco, non tedesco) e Hemsworth parla come Hunt, con lo stesso inglese uper-class, per quanto sboccato... E, sì, i due meridionali a mezzora da Trento proprio non si sopportano... :)

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    1. Ma è semplice: perché io SONO una persona sensata. Appena smetto di ridere scrivo anche il resto del commento.

      Dicevamo... (intanto grazie, tesoro!) non so se riuscirei a rendermi conto della differenza tra accento austriaco e tedesco, però a questo punto sono davvero curiosa di recuperarlo in v.o.! :)

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  8. Già sai che a me tante emozioni non sono arrivate... in ogni caso il signorino Bruhl lo tenevo d'occhio da parecchio e sono felice per la sua bravura e il suo ruolo di spessore!

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    1. Brühl immenso, anche se devo ammettere che pure Hemsworth qua ha dato una buona prova delle sue capacità...

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    2. A me Hemsworth era piaciuto anche in Thor, pensa un po'... :-)))
      (Oddio, non è che leggendo che ho visto Thor qualcuno può pensare che io non sia una fine intellettuale?)

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    3. naaaaa, figurati! :)
      Io non credo di aver mai visto nessun suo altro film. E non perchè sia più fine intellettuale di te. Fine, soprattutto.

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    4. noi fini intellettuali guardiamo quasi tutti i film dei supereroi Marvel, di solito per spaccare la uallera in quattro su quanto siano fedeli ai fumetti

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    5. Ah, meno male! :-))
      E non abbiamo visto altri suoi films, ci mancano tutti gli Star Trek!

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    6. star tre... zzzzzzzzzzzzzzzzz

      scusate, non ce la posso fare, mi ha sempre annoiato a morte

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    7. Non dirlo a me, ne ho visto uno solo perché era parzialmente ambientato a Londra, tipo 30 anni fa, e non ne voglio vedere altri. A meno che in uno non reciti Willem Dafoe, naturalmente! :-D

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    8. @Dantès: e, a proposito di Thor, posso spaccare la uallera dicendo che il martello, nella mia mente, era molto più grosso! Tipo quello sfoggiato da Corrado Guzzanti in Aniene, per capirci... :-)))

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    9. che è il motivo unico per cui io ho visto 2/3 spiderman... :)

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    10. I film dei Supereroi Marvel sono pochissimo attinenti alle storie a fumetti.
      Il martello di Thor non era più grosso, per esempio, i capelli invece erano lunghi fino al sedere.

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    11. @ Vipero: ah, ma io quando ho visto Thor non leggevo un fumetto dello stesso da anni e anni, per cui è una questione di ricordi, distorti a questo punto!

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    12. I disegni di Thor erano più che altro di Jack Kirby, che usava fare delle bocche enormi con denti uno ogni fermata d'autobus.
      Per tutti un mito, a me non piaceva molto.
      Io poi ero sfegatato per l'Uomo Ragno di Jack Romita. Se penso che tutti i fumetti originali me li hanno buttati per fare ordine...

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    13. John Buscema, era lui quello delle bocche larghe... uff l'età...

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  9. Film bellissimo soprattutto nel mostrare la componente umana della F1: da bambino ero un grande appassionato, e vedere Rush mi ha fatto risalire la passione.
    Ho visto addirittura un'ispirazione alla Michael Mann.
    Finale stupendo.

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    1. Io sono partita pensando che non mi avrebbe entusiasmato, e invece...

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  10. Concordo con la tua gran rece (e pure io, scrivendone, ho premesso il mio disinteresse per questo sport, almeno ora, ma è proprio qui il punto: il film appassiona anche non appassionati di F1). Uno dei miglori film di Ron Howard, e su Daniel Brühl hai ragione da vendere.
    p.s. già, i tamarri incontrati sulla strada, avevano auto targata Fi, se non ricordo male, accento meridionale, si trovavano vicino a Trento (ma non ho riconosciuto i paesaggi, e mi pare poi vadano in altri luoghi ... in effetti è il passaggio più incongruente del film).

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    1. Quindi siamo di nuovo d'accordo, scena dei tamarri compresa. Bene. :)

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  11. Io sono un grande appassionato sia di Formula che di Film! Ho praticamente costretto la mia compagna a venire a vedere Rush! Lei, un po' come Poison, è venuta con l'idea che si sarebbe annoiata mortalmente! Risultato .... accidenti non si vuole perdere più un GP ed io che avevo quello piccolo spazio di intimità con me stesso e le birre ho perso quella pace perché ora vuol sapere tutto ciò che succede e perché ed io più che spettatore sembro Mazzone (magari un po' più bravo) che fa la telecronaca! Ma Ron non poteva fare un filmaccio ;) sob!

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    1. Ciao RA, benvenuto! ;)
      In pratica hai creato un mostro? Però la telecronaca in stile Mazzone non dev'essere affatto male!

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  12. Ciao Poison, mi piace il tuo blog e mi piacciono molto le tue recensioni, soprattutto quelle sui ... va bhé chiamiamoli filmacci! Mi fanno scompisciare! Sigh è vero ho creato un mostro, ma è un mostro così bello e tenero che non posso fare a meno di accontentarla! ps: Sono mooooolto più bravo di Mazzone ;)

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    1. RA, ma grazie! :)
      (sto facendo la ruota come un pavone, sappilo). In effetti i filmacci vanno trattati male, altrimenti che gusto c'è?
      E comunque il tuo "mostro" - nel senso migliore del termine - è davvero fortunato!

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  13. Anche io ho dedicato una piccola parte della mia recensione di Rush a quegli incresciosi due minuti di scena "a mezz'ora da Trento"... Io sono convinto che, anche nella versione originale, i due parlassero come De Niro ne il Padrino, nelle scene in cui parla veramente italiano. E' tipico degli ameri-cani. Ti-Pi-Co, come la pizzeria. ^_^ Per il resto però "Rush" è un film che a me è piaciuto tanto da inserirl al vertice della top ten del 2013. Insieme a Gravity, altra perla sopraffina. Ciao!!!!

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    1. Il Karda, ciao! E benvenuto.
      Credo che quella scena abbia disturbato parecchie persone, evidentemente gli stereotipi son duri da eliminare. Mancava giusto il mandolino sul sedile posteriore, a questo punto! ;)
      Comunque, a parte questo, il film è piaciuto parecchio anche a me. A differenza di Gravity, che invece non mi ha fatto conquistato.

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