25 giugno 2009

Garage


Basta. 
La prossima volta che mi proporranno di andare a vedere un film vincitore del Torino Film Festival vorrei che, nel momento esatto in cui tutte le mie sinapsi allineate sull'attenti staranno per farmi dire sì, un fulmine mi incenerisse. Garage ha vinto il premio come miglior film al Torino Film Festival del 2007 (nel 2008 il vincitore è stato Tony Manero, per dire). Suppongo premiato da una giuria formata da gente tristissima. Siamo in un imprecisato luogo dell’Irlanda, dove Josie, uomo di un’ingenuità disarmante, lavora in una stazione di servizio di proprietà del sig. Gallagher. Costui gli propone di prolungare l’orario nei week end, e gli affianca il giovane David, introverso quindicenne. Josie, inspiegabilmente ottimista, vive in un alloggio ricavato nel retro della stazione di servizio, passa le serate al pub e, rincasando, si ferma a parlare con un cavallo. Ma un giorno, arrivando alla stazione di servizio, trova ad attenderlo la polizia...
Il disagio, oh yeah...

22 giugno 2009

Una notte da leoni

che ogni tanto qualche minchiata al cinema la vado a vedere anch'io, sia detto. E così sabato sera, complice il diluvio universale che si è abbattuto in città (o sulla città, fate voi), io e la Paola abbiamo pensato di alleggerirci il cervello con l’ennesimo film sull'addio al celibato. Doug sta per sposarsi, e gli amici Phil, Stu e Alan (futuro cognato di Doug) decidono di portarlo a Las Vegas per un addio al celibato indimenticabile. Peccato che il mattino dopo, al loro risveglio nella suite dei Caesars Palace semidistrutta, i tre non ricordino assolutamente nulla di quanto successo nella notte, Doug è scomparso, ma in compenso ci sono una tigre nel bagno e un neonato nell'armadio. Durante il film c’è stato anche l’intervallo (?), in modo che tutti i ggiovani presenti in sala potessero andare a fare scorta di pop corn, che quelli che avevano comprato prima dell’ingresso in sala li avevano già finiti. E quando siamo uscite pioveva ancora. 
Come? Com’era il film? Quale film?

15 giugno 2009

I love radio rock

Ma che bel film!

Londra, 1966. La musica, tramite le radio ufficiali, viene trasmessa per ben 45 minuti al giorno. Ma, per fortuna, ci sono le radio pirata, che trasmettono musica 24 ore al giorno, su barche al largo della costa inglese, in modo da aggirare le leggi vigenti. Questo ovviamente viene visto come un problema da risolvere da parte del governo inglese, e il ministro Dormandy (Kennetth Branagh ai limiti dell’isteria, strepitoso) si incarica di trovare la soluzione, a qualunque costo. Sulla nave nel frattempo si sviluppano le storie dei vari dj, capeggiati dal “Conte” (Phillip Seymour Hoffman, un nome una garanzia).

Inutile precisare che la colonna sonora è fantastica.

10 giugno 2009

Alibi e sospetti

Potrebbe sembrare un telefilm di Poirot. Dico potrebbe perché confesso di non averne mai visto uno in vita mia. Ma del resto non ho mai nemmeno letto Agatha Christie, e proprio un suo racconto ha ispirato questo film. In una lussuosa villa fuori Parigi il senatore Henri Pagès e signora hanno l’abitudine di trascorrere i week end con gli amici. Nel fine settimana in cui si svolge il film ad esempio stanno per arrivare lo psichiatra Pierre Collier con sua moglie Claire, l’amante di lui, Esther, l’aspirante scrittore e affermato alcolista Philippe che ama Esther ed è amato da Marthe, figlia del senatore. Durante una conversazione fra Esther e Pierre veniamo a scoprire che l’uomo, tanti anni fa, ha amato una donna, Lea. E proprio Lea (interpretata da quella grandissima gnocca di Caterina Murino) fa la sua apparizione alla villa, in compagnia di Michel, autista-tuttofare. Il giorno dopo Pierre viene trovato morto in piscina. Vicino al suo cadavere c’è Claire, la moglie, con una pistola in mano. Viene immediatamente sospettata, ma – si sa – non tutto quello che è ovvio corrisponde alla verità...

8 giugno 2009

ca$h


Che poi a me Valeria Golino è simpatica. Come attrice all’epoca del muto sarebbe stata fantastica, per dire. Francia, giorni nostri. Ca$h è un affascinante truffatore, sempre in cerca del pollo giusto da spennare. Da quando suo fratello è stato ucciso lui cerca il modo migliore per vendicarsi. L’ispettore di polizia Giulia Molina (la Golino) è sulle sue tracce, mentre il suo capo cerca di incastrare Maxime, che sta per essere presentato a Ca$h, in quanto suo futuro suocero. Tutti contro tutti in un turbinio di alleanze, dove le complicità si confondono, i bluff si sprecano e i traditori alla fine non sono i peggiori. 

5 giugno 2009

Riunione di famiglia


Sebastian balbetta. Traumatizzato dal racconto della tragica morte del padre quando lui era ancora bambino e dalla conseguente nuova relazione della madre con lo “zio” Anna. E’ fidanzato con Claudia, ma a breve ritroverà Maria, e se ne innamorerà.Nel piccolo paesino in cui vive fervono i preparativi per i festeggiamenti del 750° anno della fondazione. Per l’occasione è stato invitato il suo cittadino più famoso, il cantante d’opera Karl Kristian Schimdt. Nell’isteria generale Sebastian scoprirà che Karl Kristian è suo padre, e alla cena di gala un altro segreto gli verrà svelato, nello stesso istante in cui anche Karl Kristian scopre chi è realmente quel ragazzo con le sue stesse orecchie a sventola. Un’altra storia famigliare per Vinterberg, ma, rispetto a Festen, i toni sono decisamente meno cupi e drammatici. P.S. ► Sebastian alla fine smette di balbettare. Immagino esistano modi meno traumatici per riuscirci.

3 giugno 2009

two lovers


E ci sono cose che sai, a cui però a volte fai finta di non credere. E poi ti dici che se quel film è in sala da un sacco di tempo un motivo ci sarà. Perché a Torino il passaparola funziona. E sicuramente anche in questo caso è stato il passaparola a far sì che il film sia ancora in sala a due mesi dalla sua uscita. Trattasi di passaparola al contrario: “Cazzo, ho visto un film davvero brutto!”“Ma dai? Non può essere cosi brutto” e lo vai a vedere. Per scoprire che sì, è effettivamente brutto. 
Inizia con Leonard che, tornando a casa dalla lavanderia dei genitori in cui lavora, tenta il suicidio buttandosi nella baia. Però ci ripensa e riemerge. Torna a casa e rassicura i suoi dicendo che è scivolato. Il padre sta trattando la vendita della lavanderia ad un collega con graziosa figlia a cui Leonard piace parecchio. E anche a lui sembra non dispiacere, fino al giorno in cui, sul pianerottolo del palazzo in cui vive, incontra Michelle, la nuova vicina di casa, e se ne innamora a prima vista. Michelle è simpatica come una colica renale sotto la pioggia, ma ovviamente Leonard non se ne accorge, obnubilato dall’ammore, ovviamente non corrisposto, in quanto la bionda è l’infelice amante di un uomo sposato. Quando, verso la fine del film Leonard – abbandonato definitivamente da Michelle – cammina sulla spiaggia, ho temuto che si ributtasse in mare, per poi riemergere, entrando in un loop infinito. Per fortuna non è successo.