8 giugno 2016

Au nom de ma fille

Vincent Garenq dirige un film basandosi su una storia vera, un fatto di cronaca agghiacciante, di cui potete leggere qua un breve riassunto. 
E' il 1982 quando Kalinka, figlia 14enne di André Bambersky muore improvvisamente e in circostanze misteriose mentre sta trascorrendo le vacanze estive in Germania, a casa della madre e del suo patrigno, il dottor Dieter Krombach. 
Bamberski (Daniel Auteuil, impeccabile come sempre) inizia a sospettare che Krombach sia responsabile dell'accaduto, e una volta letto il referto autoptico ne ha la certezza. Da quel momento inizierà una battaglia personale sacrificando lavoro e affetti pur di ottenere giustizia.
Ma dovrà scontrarsi con le lungaggini della burocrazia, la faragginosità delle leggi e soprattutto la mancata applicazione delle stesse, con la Francia che chiede l'estradizione e la Germania che non vuole concederla. lasciando che Krombach, libero, continui ad esercitare la professione di medico.
Tra un susseguirsi di processi, appelli e nulla di fatto, tutti sembrano abbandonare Bamberski, che però non si darà per vinto. 
Una storia che ha dell'incredibile, soprattutto per quanto riguarda la vicenda processuale, con la Germania che non concesse mai l'estradizione a Brombach. 
Ma, oltre all'ammirevole tenacia di Bamberski, alla viscida merdosità di Brombach, quello che è ancora più incredibile e difficile da accettare è l'atteggiamento di Dany, la madre di Kalinka. 
Da domani in sala.


5 commenti:

  1. M'ispirava.
    Auteil, oltretutto, è bravissimo.
    Di recente, l'ho recuperato con Virzì, in Io e Napoleone.
    Un gran bel Napoleone.

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    1. Ti piacerà senz'altro, ne sono sicura!
      Daniel Auteuil è bravo, a me piace molto.

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  2. emotivamente temo un po pesante...magari segno per un futuro, ora cerco cose piu' leggere...

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    1. in effetti leggero non è, ma è davvero molto bello. Tu tienilo a mente.

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  3. non so se lo vedrò nell'immediato...
    ho bisogno di grande leggerezza

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