16 marzo 2016

Che ne sai tu di un campo di grano?
(Room)

Se volete leggere una gran bel post su questo film andate da Giuseppe de Il buio in sala, e sarete accontentati. Se invece vi fate andar bene la solita recensione un po' scamuffa, approssimativa, asettica e anaffettiva potete tranquillamente restare qua a leggere la mia (per la serie "proprietarie di blog che sanno invogliare i propri lettori").



Room è basato sul romanzo "Stanza, letto, armadio, specchio" scritto da Emma Donoghue, che a sua volta si ispira alla terrificante (dove terrificante non basta a rendere l'idea né a spiegare l'orrore) vicenda di Elisabeth Fritzl segregata per 24 anni (ven-ti-quat-tro!!!) da suo padre, da cui ebbe sette figli. Tre adottati dallo stesso padre e dalla moglie inconsapevole (?), uno morto a pochi giorni dalla nascita e tre segregati nel bunker con la madre.  Ed è proprio ispirandosi a Felix, il bimbo più piccolo di Elisabeth, che la Donoghue nel 2010 scriverà il romanzo, che l'irlandese Lenny Abrahamson (tra i suoi film Garage, What Richard did, Frank), con la Donoghue alla sceneggiatura trasformerà in film., con Brie Larson e il piccolo Jacob Tremblay, bravissimo. C'è da sperare che non diventi inflazionato come il piccolo (ex, in tutti i sensi ) Haley Joel vedolagentemorta Osment.
Ricordandovi che sono pur sempre un gran pezzo di cialtrona, mi rivolgo alle mie lettrici femmine e ai miei lettori diversamente etero, e vorrei che, a proposito di Tremblay, spendessimo due parole anche per il suo babbo:


Fatto?
Ok.

Torniamo al film, che inizia quanto tutto è già successo, non sappiamo bene come, scopriremo poi che è successo sette anni prima, e c'è Jack che si sveglia, in quella stanza lercia che è tutto il suo mondo, in cui la luce entra solo da un lucernario sul soffitto, e dice a Joy, sua madre: "Ma', ho cinque anni!"
Jack nella stanza ci è nato, e tutto quello che sa glielo ha insegnato la madre, e una piccola televisione che trasmette cose "magiche". Non c'è un fuori, oltre quella stanza c'è "lo spazio", ma Jack nemmeno riesce ad immaginarselo. Solo che, anche se non sa cosa sia la vita oltre la stanza, come tutti i bambini è curioso, e la routine quotidiana, fatta di lavandini, serpenti di uova, sedie, un tavolo, un letto e un armadio in cui occasionalmente viene messo a dormire quando Old Nick scende per abusare di Joy, inizia a non bastargli più, e Joy, che per amore di suo figlio ha fatto diventare quella stanza il mondo, sa che non potrà più farglielo credere ancora per molto.
E inizia a pensare Joy, e alla fine troverà il modo per fare si che la stanza sia solo un terribile ricordo.
E così Jack, avvolto in un tappeto e caricato nel cassone del pick up di Old Nick uscirà dalla stanza, ed è la prima volta che si separa da Ma', ed è la prima volta che sente il vento sulla faccia, ed è la prima volta che vede il cielo, ed è la prima volta che tocca l'erba, ed è la prima volta che salva sua madre. Grazie ad una serie di botte di culo coincidenze fortunate, nella pattuglia della polizia che lo soccorre c'è una donna, che, con le poche informazioni che Jack è in grado di fornirle riuscirà a trovare la casa nel cui giardino c'è il capanno che Jack chiama "stanza". E finalmente riabbraccerà Ma', per la prima volta nel "mondo".
Ma non è tutto così semplice. Se iniziare a vivere in maniera "normale" per Jack è strano, perché non ha mai interagito con nessun altro che non fosse Ma', per Joy il ritorno alla quotidianità, nella casa dei suoi genitori che non ci credevano più, e che nel frattempo hanno divorziato, è ancora più difficile e la felicità della ritrovata libertà non basta a rasserenarla, anzi.
E sarà ancora Jack, aprendosi al mondo, a salvare sua madre.

Room è un film che racconta una storia terrificante ma lo fa dal punto di vista di un bambino ignaro di tutto, che vive in simbiosi con la madre, quella madre che finché ha potuto l'ha protetto da una verità troppo agghiacciante da raccontare ad un bambino, creando per lui un mondo in una stanza, dove il cielo era solo un quadrato sul soffitto. Quella madre che non riuscirà ad assaporare la ritrovata libertà, perché sono troppo forti il senso di smarrimento, la rabbia, l'angoscia che deve affrontare.
Io non oso nemmeno pensare, né ce la faccio ad immaginarlo, a cosa possa essere stata la vita per la vera Elisabeth Fritzl, o per Natascha Kampusch, durante la loro interminabile prigionia, né quanto possa esser stato difficile tornare a vivere.
Il film la mette giù abbastanza facile, perché  vedere madre e figlio ricoverati in una clinica psichiatrica per mesi, per riabilitarli alla vita, sarebbe stato forse troppo morboso, e Room è "solo" un film, è i film non riescono mai a rappresentare l'orrore di certe realtà.


40 commenti:

  1. non credevo, e invece m'è piaciuto moltissimo, mi sono anche fatto un piccolo pianto. chi l'avrebbe detto che Abrahamson mi avrebbe finalmente convinto? lei è brava ma il bambino è davvero in gamba. secondo me una nomination poteva anche averla, magari al posto di Matt Damon. ma non l'hanno data a Paul Dano per Love & Mercy, santiddio!

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    1. a me moltissimo naturalmente no, nè mi è scesa la lacrimuccia, però concordo che fra tutti i film di Abrahamson - visti da me - questo è il più "film" di tutti. (ti è piaciuta sta frase che non vuol dire un beato cazzo?)
      e comunque l'oscar ai bambini non va (non andrebbe) dato, che poi si montano la testa e crescono montati e pieni di disagio, e diventano adolescenti PIU' difficili.
      E non so come direlo, ma non si sono proprio filati Love & Mercy tout court. Così, per dire. Magari non è uscito nella contea di Los Angeles?

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    2. Dano ha vinto un tot di premi della stampa americana ed era candidato al Golden Globe. detto ciò, i film precedenti di Abrahamson (li ho visti tutti e tre, giusto per non farmi mancare niente) mi avevano tutti lasciati con un meh. quanto agli adolescenti difficili, signora mia so' regazzi

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    3. E ho capito, ma sai che se i film non escono nella contea di LA non possono concorrere, no?
      Però Lenny ne ha fatti quattro, perchè io sono un'anziana "difficile".

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    4. mi manca Adam & Paul, minchia se sei pistina!

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    5. se non avessi cancellato il commento precedente ero già pronta a cazziarti, ti dico solo che la risposta iniziava con "ma minchia..."

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    6. ma minchia se sei pistina, anfatti :D

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    7. ancora ti stupisci? :)

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    8. lo so che non c'entra una minchia, ma Brooklyn l'avevate visto al Tff? com'è?

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    9. Secondo me Poison l'ha qui recensito, io l'ho trovato molto carino, il che dice un po' poco, me ne rendo conto... :-)

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    10. In effetti ne parlacqui all'epoca in cui tenevo un blog su cui scrivevo con regolarità.
      E'... carino, tanto buonino, pastelloso... lei è tanto bravina, pallidina, magrolina...

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    11. letta adesso, fa tanto madaminchia al Romano, mi sa che non ce la faccio a farcela neanche se c'è Saoirse Ronan

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    12. Prima di partire fammi la recINZione di Deadpool, pliiiizzzz

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    13. dove vai?!? (bellino Deadpool, ma non so se ci vivrei)

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    14. Io lo so ma non lo dico...

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  2. Dal trailer credevo che il bambino fosse una bambina. Lo sa adinolfi che è cresciuto con solo la madre? O il padre segregatore, violentatore è comunque per lui accettabile? No, se per caso sentissi adinolfi chiediglielo, io se lo vedo non lo sputo ché lo profumo.

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    1. All'inizio pure io pensavo fosse una bimba, anche perchè nei primi trailer la mamma non lo chiamava per nome, che va bene essere sceme, ma insomma.
      Eau di Nolfi era troppo impegnato coi panda per esprimersi anche su questo film.

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    2. Questi due commenti meritano di per sé un applauso!
      Poveri panda e poveri noi a dover dividere l'ossigeno con adinolfi (minuscola volontaria) e gente come lui.

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    3. come hai ragione, Digamma!

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  3. E' vero, la seconda parte del film (quella dedicata al "reinserimento" di madre e figlio nella vita di tutti i giorni) è un po' stiracchiata e sbrigativa, ma forse erano finiti i soldi per sviluppare la storia (si tratta di un piccolo film indipendente irlandese...). Tuttavia la prima ora è magistrale per tensione e disagio, emotivamente sconvolgente: la scena della "fuga" del piccolo sul furgone è una delle più ansiogene viste quest'anno: io ho chiuso gli occhi, lo ammetto! Un film non perfetto, ma che secondo me centra perfettamente l'obiettivo.

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    1. Sì, e anche il personaggio di Old Nick è trattato in maniera un po' frettolosa, però ci sta, che, soldi o non soldi, abbiano deciso di evitare una maggiore accuratezza che forse avrebbe "appesantito" il tutto.

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    2. Cosa che emerge abbastanza guardando il film, però, è che il punto di vista è quello di Jack. E lui questo Old Nick lo ha a stento visto, tra le fessure dell'armadio a muro.
      Chi sia, cosa faccia e perché (be', è un pezzo di merda) non si sa nemmeno nel romanzo. Però c'è un dettaglio bruttissimo che nel film hanno evitato: se vuoi, sono sempre aperto agli spoiler selvaggi. ;)

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    3. E' vero che il film è girato dal punto di vista del bambino, ma le vecchie signore cagacazzo come me vogliono sapere la rava e la fava un po di tutte cose!

      E per quanto riguarda il dettaglio bruttissimo vai tranquillo, tanto, se e quando leggerò il libro l'avrò totalmente rimosso!

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    4. Vado? Vado.
      Ma' - nel film si chiama Joy, nel libro è semplicemente Ma', ché a cinque anni i genitori sono genitori e basta - è prigioniera da sette anni. Jack ne ha cinque. Cosa è successo nel tempo che manca? Un altro bambino - una femmina, mi pare - e un altro parto. La macchia di sangue scura, che si intravede sul tappeto. Il bambino nasce, vivo, ma si srangola col cordone ombelicale. Trovano il corpicino sepolto tra i cespugli. Ecco perché neanche Old Nick, davanti al dolore (un altro) di lei, non fa troppe domande. Ecco perchè questo legame, a tratti, è più forte del dovuto. Comunque tosto, tosto. Ho avuto anche la sfortuna di leggerlo quasi tutto in treno...

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    5. un altro richiamo al caso Fritzl, quindi.

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    6. Comunque il libro l'ho recuperato, che è già un inizio.

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  4. Dal momento in cui si srotola dal tappeto - scena dell'anno, la butto lì - ai titoli di coda, ho pianto come un vitello.
    Il romanzo, tra l'altro, è splendido. Mettilo in lista, su su.

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    1. conto di leggere qualcosa lunedì durante il (lungo) viaggio aereo, ma ultimamente faccio schifo, non leggo nemmeno più Vanity Fair che mi arriva tutte le settimane, figurati un libro!
      Già mi vedo, alle riunioni degli analfabeti di ritorno anonimi, il giovedì sera a dire "ciao, sono la Poison e non apro un libro da più di un anno..."

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    2. Ecco, se vieni domani all'anteprima mi porti un po' di VF?? :-D

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    3. se vengo, se mi ricordo, se non piove... :)

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    4. che anteprima vedete?

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    5. Naaaa, non la vediamo più, mi hanno rimasta sola, 'ste due cornute! :-) (Comunque è il film con fabiovolo, presi più che altro per silvio orlando e per ridere, secondo me veniva un bel post, ma alla fine non andremo)

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    6. Se vuoi ti ripropongo la rece di "The Grand Seduction" che tanto è uguale...

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    7. quando ho visto il trailer ho pensato «ma che davero?!?». La grande seduzione era divertente, ma la necessità di un remake onestamente mi sfugge

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  5. Lo guarderò quanto prima!Temo sarà pesantello per i miei gusti,ma mi incuriosisce troppo.
    Non posso neppure cominciare a pensare cosa può essere fare una vita simile O.o

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    1. non ci posso pensare nemmeno io, lascia stare...
      il film però merita senz'altro la visione.

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  6. Per la serie Filmatti:
    Jack e sua madre vivono reclusi in una stanza, lei non ce la fa e diventa un'alcolista. (RUM)

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    1. Al rum avevo pensato pure io, povera donna! :)

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