23 febbraio 2016

The end of the tour

Ho iniziato a leggere David Foster Wallace una ventina di anni fa, e, il 29/05/2007, sul mio vecchio blog (si capisce che è vecchio dalla grandezza piccolezza del carattere), pubblicavo questo post qua:

DFW

Post n°332 pubblicato il 29 Maggio 2007 da poison.dee
ovvero david foster wallace, uno dei miei scrittori preferiti. ho letto parecchi suoi libri, iniziando da “la ragazza con i capelli strani”, proseguendo con “una cosa divertente che non farò mai più", a cui inevitabilmente ho dovuto aggiungere “tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)", “brevi interviste con uomini schifosi", "verso occidente l'impero dirige il suo corso", "la scopa del sistema" e considera l'aragosta”.e qua ci sta benissimo il solito “e a me quanto pensi che possa fregare da 1 a 10? minimo meno 8”. comunque oggi, mentre mi godevo la pausa lunga di 2 ore e mezza sono entrata in libreria. stranamente sono uscita senza acquistare nulla, cosa che credo non sia mai avvenuta. anche questa volta – come faccio da mesi - ho preso in mano INFINITE JEST, opera del dfw di cui sopra, un tomo di 1300 pagine più le note, al considerevole prezzo di € 24.00. mi attira, perché come già detto il suo stile mi piace, ma nello stesso tempo mi spaventa. perché 1300 pagine sono tante. sono troppe.
domanda: qualcuno ha letto questo libro ed è pronto a caldeggiarne l’acquisto?
Il libro l'ho poi comprato, ma, a distanza di quasi 10 anni non l'ho ancora letto. E, a questo punto, non so nemmeno se riuscirò mai a farlo. Considerando l'impegno che ci sto mettendo nel non leggere un cazzo, direi che posso farcela, a non leggere nemmeno Infinte Jest.
In compenso, appena è uscito The End of the Tour, mi sono precipitata in sala a vederlo.



Per la visione di questo film non è necessario aver letto alcunché di DWF, in quanto l'incontro tra due personalità diverse, ma per qualche verso nevroticamente simili, rende la storia universale e fruibile a chiunque, perchè di fatto, il film racconta di quanto David Lipsky, che lavorava al Rolling Stone, riuscì a farsi mandare a seguire il tour promozionale che David Foster Wallace stava tenendo per Infinite Jest, romanzo che lo aveva reso famoso, nonché scrittore di culto, definito dal New York Times "la mente migliore della sua generazione".
Lipsky passò quasi una settimana con lo scrittore, L'intervista non venne mai pubblicata, e Lipsky l'ha trasformata nel libro "Come diventare se stessi", da cui è stato tratto questo film. Che ovviamente ha fatto storcere il naso alla David Foster Wallace Literary Estate, che ha dichiarato che il buon David non avrebbe mai voluto che venisse realizzato un biopic sulla sua vita. 
Sti cazzi, aggiungerei io.
Nel ruolo di Lipsky troviamo il sempre valido Jesse Eisenberg, mentre Jason Segel - che ha girato più di una ventina di film e di cui io ignoravo totalmente l'esistenza - interpreta, molto bene tra l'altro, DFW. 
Il film parte dal momento in cui si diffonde, nel settembre del 2008, la notizia del suicidio dello scrittore. Lipsky viene avvisato telefonicamente dell'accaduto, e riascoltando i nastri che aveva registrato all'epoca dell'intervista, nel 1996, partono i ricordi, dal momento in cui lui ottiene l'intervista e si mette in viaggio verso la casa di Wallace, e da lì seguirà lo scrittore in giro per gli States, mentre l'iniziale diffidenza reciproca si trasforma in qualcosa che sembra quasi amicizia.


"Arriva un giorno in cui realizzi che,
al crescere del numero delle persone
che ti credono un grande, cresce in 
proporzione diretta la tua personale
sensazione di essere un bluff".

13 commenti:

  1. Un bel modo per mostrare due quasi adulti che si specchiano l'uno in quello che vorrebbero essere dell'altro.
    Ne parlerò anch'io a breve.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Interessante soprattutto per il cambio di atteggiamento di Lipsky nei confronti di DFW, all'inizio intimidito, alla fine quasi competitivo...

      Elimina
  2. L'Ho trovato un pò un santino se devo essere onesto, anche se confesso di essere totalmente a secco su DFW, i due attori però sono molto bravi, Jason Segel dimostra di poter dire la sua anche in un registro più drammatico, e non solo comico ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. secondo me no, sarebbe stato un santino se avesse dipinto DFW come un individuo perfetto, cosa che invece non era...

      Elimina
  3. Piaciuto moltissimo, con quell'aria indie e tanti dialoghi da incorniciare, e oltretutto mi è (ri)venuta voglia di affrotare Infinite Jest. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per un attimo la voglia è venuta anche a me, ma è durata davvero poco! :)

      Elimina
  4. A distanza di anni, rispondo al tuo appello e caldeggio la lettura di Infinite Jest, il mio secondo DFW che sì, sarà un tomo quasi infinito, ma una volta dentro, ci si perde, ci si diverte e si riflette. In estate (che per me equivale al periodo per il DFW annuale) leggerò invece La ragazza dai capelli strani.
    Messa da parte questa premessa da ecchisenefrega, film malinconicamente bello, fatto di dialoghi profondi e intensi che probabilmente mai potrei avere in un viaggio in auto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prima o poi troverò il coraggio di affrontarlo, magari mi ci dedicherò nella settimana di ferie d'agosto... :)

      Detto ciò, con la tua ultima frase mi hai fatto pensare ai miei viaggi in auto, che solitamente faccio con la bionda, e la "profondità" dei nostri discorsi raggiunge vett inarrivabili! :)

      Elimina
  5. Prima o poi ce la farò anch'io a recuperare la lettura di Infinite Jest.
    Più o meno quando inizierai tu... :)

    RispondiElimina
  6. ah ah ah! allora siamo a posto! ;)

    RispondiElimina
  7. Infinite Jest devi leggerlo. Penso sia una delle letture più complesse che abbia mai affrontato. Ma poi ti senti conclusa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. prometto che proverò ad affrontarlo ad agosto!

      Elimina
  8. Lo uso come reggilibri, quindi non posso leggerlo :-)

    RispondiElimina